Si è tenuta questa mattina al The Space Cinema Moderno di Roma la conferenza stampa di Zeta, il nuovo film scritto e diretto da Cosimo Alemà. Interpretato da Diego Germini, Irene Vetere, Jacopo Olmo AntinoriSalvatore Esposito, Zeta racconta la storia di Alex (Diego Germini), un ragazzo disposto a tutto per sfuggire alla vita di strada e realizzare il sogno dell’hip hop. Quando un rapper decide di lanciarlo nel mondo della musica Alex si trova costretto a scegliere tra il successo e gli amici. La realtà in cui capitombolerà sarà però dura da affrontare. Potete trovare qui sotto le dichiarazioni del regista Cosimo Alemà e degli interpreti Diego Germini, Irene Vetere, Salvatore Esposito e Baby K durante la conferenza stampa di Zeta:

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Che cosa l’ha spinta a dirigere un film come Zeta?

Cosimo Alemà: Avevo voglia di realizzare un film sull’amore. Cercavo da tempo un progetto in grado di unire il cinema e la musica. Il fenomeno del rap è talmente forte in Italia da averci convinto a girare il film.

Zeta è un’opera autobiografica?

Diego Germini: In un certo senso sì! Vengo dalla periferia genovese e, come Zeta, non mi piace trattare le cose con superficialità. Cerco sempre di suscitare delle emozioni in chi ascolta i miei testi. La mia storia è bene o male questa.

Perché ha girato il film nella periferia romana?

Cosimo Alemà: Abbiamo girato il film a Roma ma quello che si vede è solo un insieme di periferie. Dirigere un film in periferia è molto più comodo perché la gente si sente coinvolta e i quartieri reagiscono con partecipazione.

Come è cambiato l’immaginario musicale nel tempo?

Cosimo Alemà: Il video musicale è il veicolo perfetto per farsi conoscere. Ormai tanti ragazzi sono abituati a sentire la musica su YouTube. Il concetto di album è sfuggente. Gli artisti si concentrano sui singoli e sui video musicali per catturare l’attenzione dei fan.

Che ruolo ha il rap per i giovani di oggi?

Diego Germini: Il rap è probabilmente un modo di identificarsi. Molti ragazzi si riconoscono in persone che effettivamente non sono distanti o diverse da loro. Cerco sempre di essere intimo e personale per permettere alle persone di ritrovarsi in quello che dico. Chiunque può fare rap. È una disciplina complessa che avviene in maniera semplice e diretta.

Cosimo Alemà: Da giovane ascoltavo il rap americano quindi non seguivo i testi e mi lasciavo trascinare dalla musica. Nel rap italiano invece la comunicazione ha un ruolo fondamentale.

Baby K: I rapper riversano la solitudine nelle rime. Il rap ha strofe molto lunghe e permette di comunicare di più. È una sorta di sfogo.

Irene Vetere: Conoscevo il rap ma non avevo voglia di approfondirlo. Girando il film ho iniziato ad apprezzare il genere.

Che cosa l’ha spinta a prendere parte a Zeta?

Salvatore Esposito: Sono un grande fan del rap napoletano e americano, Eminem su tutti. Non avrei mai pensato di interpretare un rapper. Dopo Gomorra mi sono arrivate tante proposte ma Zeta era la sfida giusta da affrontare.

Ha preso ispirazione da qualche film?

Cosimo Alemà: Ho realizzato la versione rap de Il tempo delle mele. I film di genere li conosciamo ma non ci hanno ispirato. Abbiamo citato Ufficiale e gentiluomo, Cocktail e tanti altri…

Zeta verrà distribuito da Koch Media in tutti i cinema italiani il 28 aprile 2016.