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Interviste

29° TFF: conferenza stampa della Giuria

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Nella seconda giornata del 29° TFF si è svolta la conferenza
stampa con la Giuria Ufficiale del Festival, presieduta da Gianni Amelio e con i membri designati Valeria Golino, Brillante Mendoza, Michael Fitzgerald, Hubert Niogret e Jerry Schartzberg presenti in sala.

Gianni Amelio: Sono contento che quest’anno la Giuria sia formata da persone giuste, ma devo dire che siamo sempre stati fortunati da questo punto di vista. Jerry
Schartzberg l’ho conosciuto nel 1953, quando ha vinto la Palma d’oro a Cannes
per il film “Lo Spaventapasseri”. Valeria Golino, attrice italiana che amo di
più, ci siamo incontrati anche per lavorare insieme. Brillante Mendoza lo
ammiro molto, vedo i suoi film molte volte. Hubert Niogret fa del cinema anche
andando al cinema, non solo come regista, sceneggiatore etc… Michael
Fitzgerald. Insomma la giuria è ricca di persone che il cinema lo hanno
affrontato e lo affrontano da diverse angolazioni, con una passione completa e
hanno la gioia, il gusto e la passione del cinema.

Schartzberg: Sono onorato di essere a Torino, amo questa città ed è un onore essere Presidente di giuria. Ho letto dei miei colleghi, dei loro film e ognuno poteva essere   Presidente di giuria. Mi avvicino a questa esperienza con emozione e eccitazione.

Golino: Questa è la mia prima volta a Torino come giuria.
La prima volta che sono stata a questo festival avevo 19 anni, era piccolo ma
bellissimo e vivo. E’ un festival vitale e giovane. Sono poi tornata con dei
film e quando Gianni mi ha chiamato per fare la giuria, stavo lavorando ma ho
detto subito di sì. Gianni è una di quelle persone a cui vuoi far piacere e non
potevo dire di no. Molto contenta di aver accettato e del nostro presidente
Schartzberg. Inoltre mi sto apprestando alla mia prima esperienza come regista
e vedere le opere dei giovani registi mi potrebbe essere molto utile.

Mendoza: Felice di essere tornato a Torino. Avevo presentato un mio piccolo film e ho vinto un premio speciale. Onorato di lavorare in giuria con Schartzberg che  considero un maestro del cinema.

Niogret: Piacere di essere qui. La mia prima volta a Torino è stata per vedere un film russo, ma il museo del cinema era chiuso e fu aperto poche ore per me. Era in una situazione di miseria totale. Poi quando sono tornato a Torino nel 2002 e ho visto il nuovo museo, l’ho visitato con Alberto Barbera ed era una meraviglia. Uno
dei più belli del mondo secondo me e sono felice di essere al festival e vedere
film di gente che non conosco e conosco. Anche per la rassegna di Altman è un’occasione per me di vedere alcuni suoi film che mi sono perso.

1) Valeria Golino può anticiparsi qualcosa sul lungometraggio come regista?

Golino: è ispirato al libro “Vi perdono”, scritto da Mauro Kovatich che parla di suicidio assistito, molto interessante e serio ma può sembrare una storia molto cupa. Io invece credo di poterne fare un film molto vitale, anche perché la
sceneggiatura lo permetterà. Non sarà una commedia o un film grottesco, ma a
tratti buffo e commovente. Non sarà affrontato nei toni di Killing me sofetly
presentato al festival di Roma.

2)      Schartzberg, quali erano i suoi rapporti con Robert Altman?

Schartzberg: Lei dice che trova cose simili nel modo di fare cinema mio e di Altman. Eravamo amici e vicini a New York, conosco sua moglie. Ho cominciato a fare film più
tardi di Altman e parlai con il suo direttore della fotografia, che poi ha
lavorato con me per “Lo spaventapasseri”. Altman per me è un innovatore e
scopritore di talenti. Chiunque nel cinema è stato ed è influenzato da lui. Sentivo
ora che Valeria Golino farà un film su  un tema importante ma con elementi comici e
umoristici, e secondo me spesso l’umorismo spesso fa capire di più. Ora lavoro
ad un soggetto di bambini che cercano l’identità del loro padre biologico, tema
di un mio precedente film, e ora ci sto lavorando con uno sceneggiatore
francese. Un giorno ero in un museo di New York andando con un critico che non
amo molto e mi stava dicendo che un mio film di quel periodo non gli era dispiaciuto
molto. Altman era in un angolo e si avvicina al critico dandogli un pugno sul
naso e io gliene sono stato molto grato.

3)      Valeria Golino, chi sono i protagonisti di questo suo film come regista?

Golino: Una donna di 27-30 anni è la protagonista. Sto vedendo alcune attrici in questi giorni per il ruolo. Avevo già stima di loro, ma non mi aspettavo tutta questa
bellezza e intensità in queste giovani attrici. Mi piacciono tutte, forse perché
non sono ancora regista. Non so scegliere. Il personaggio maschile è un uomo di
70 anni e sto cercando, ma è più difficile da trovare.

4)      Cosa ci dice del suo film che sta girando ora con Isabelle Hubert?

Mendoza: è quasi finito, sto girando le ultime scene a Parigi e per il prossimo anno verrà distribuito. Il titolo  prima era “Pray”, poi abbiamo optato per il titolo originale “Captured”, con Isabelle Hubert. Lei è un ostaggio nel sud delle Filippine, ma abbiamo girato in posti simili non in quelli della sceneggiatura. Mare,
giungla, sotto la pioggia, ma lei è stata sempre molto professionale e non si è
mai lamentata.

Michael Fitzgerald ha interrotto il suo lavoro a Bucarest per venire qui?

Ho incontrato un regista rumeno tempo fa ad un festival e ho
visto la sua retrospettiva. Mi sono piaciuti molto i suoi film e gli ho chiesto
di girare insieme. Ora abbiamo finito di fare un film insieme, intitolato “Closer
to the moon” su una vera storia a Bucarest, un film sullo stile Lubitch e Billy
Wilder insieme. Storia bellissima con attori inglesi in inglese e spero andrà
bene.

Niogret: Ho finito un documentario sul regista cinese di “Touch of zen”, l’avevo incontrato nel ‘74-75 e ho fatto questo film. Oggi film su Albert Capellanì, regista francese più conosciuto al mondo, metà carriera in Francia e metà in America.

Il cinema e la scrittura sono le compagne di viaggio di cui non posso fare a meno. Quando sono in sala, si spengono le luci e il proiettore inizia a girare, sono nella mia dimensione :)! Discepola dell' indimenticabile Nora Ephron, tra i miei registi preferiti posso menzionare Steven Spielberg, Tim Burton, Ferzan Ozpetek, Quentin Tarantino, Hitchcock e Robert Zemeckis. Oltre il cinema, l'altra mia droga? Le serie tv, lo ammetto!

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Cinema

Ancora più Bello: le video interviste esclusive a tutto il cast

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Ancora più Bello arriva al cinema dal 16 settembre in 350 copie, distribuito da Eagle Pictures. Si tratta del secondo capitolo della trilogia dedicata alle avventure sentimentali di Marta, adolescente affetta da una malattia che affronta con grande dose di ottimismo, e del suo gruppo di amici. (Qui la recensione del film)

Diretto da Claudio Norza, da un’idea di Roberto Proia, che lo ha anche sceneggiato insieme con Michela Straniero – si svolge esattamente un anno dopo i fatti raccontati nel primo capitolo (Sul più bello, diretto da Alice Filippi). Nel cast Ludovica Francesconi, Giancarlo Commare, Gaja Masciale, Jozef Gjura, Jenny De Nucci, Diego Giangrasso che abbiamo incontrato a Roma. Qui sotto le video interviste realizzate da Sabrina Colangeli per MadRog Cinema, il nostro canale youtube ufficiale.

Ancora più Bello: la sinossi del film

Dopo dodici mesi, la storia tra Marta (Ludovica Francesconi) e Arturo è finita. “In amore gli opposti si attraggono ma alla fine si lasciano”, si ripete Marta, che giura a se stessa di voler rimanere da sola per un po’ e continua a convivere con ottimismo con la malattia che da sempre l’accompagna. Ma quando arriva Gabriele (Giancarlo Commare), un giovane disegnatore tanto dolce e premuroso quanto buffo e insicuro, Marta riconosce che potrebbe essere lui l’anima gemella che non riusciva a trovare in Arturo. Ma prima di farsi coinvolgere del tutto in una nuova storia, è sempre meglio aver chiuso definitivamente con quella precedente.

Approfittando di un temporaneo trasferimento di Gabriele a Parigi, Marta cerca di schiarirsi le idee anche grazie all’aiuto dei suoi amici di sempre Federica (Gaja Masciale) e Jacopo (Jozef Gjura). Mentre ormai è sempre più convinta a lasciarsi andare alla storia con Gabriele, il ragazzo in preda alla gelosia commette un errore imperdonabile, che li farà separare. Quando tutto sembra andare storto arriva però una telefonata dall’ospedale che cambia le priorità di tutti: c’è un donatore compatibile per Marta. 

Il resto sarà svelato nel terzo capitolo della trilogia, Sempre più bello, in uscita nelle sale cinematografiche nel 2022.

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Cinema

Venezia 78 | Old Henry, video intervista a Tim Blake Nelson, Scott Haze e il regista Ponciroli

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Con il nuovo Old Henry, presentato fuori concorso a Venezia 78, Potsy Ponciroli confeziona un rigoroso western minimalista, o un microwestern, come amano chiamarlo i suoi interpreti, segnato dall’eccezionale contributo attoriale di Tim Blake Nelson – capace di dire tutto sul suo personaggio anche solo attraverso il modo in cui impugna la pistola – e dal tentativo di aggiornare il rapporto fra realtà e leggenda, ampliando una mitologia western cinematograficamente antichissima (un’operazione cercata di recente solo da Andrew Dominik con L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford).

Abbiamo avuto l’occasione di parlare del film con gli interpreti Tim Blake Nelson e Scott Haze e con il regista Potsy Ponciroli.

Ponciroli riesce a trarre vantaggio dalle ristrettezze di budget per realizzare un western in cui si sparano le ultime pallottole di un genere ormai al tramonto: in cui si possono contare i colpi esplosi dalle pistole e si riesce a tenere traccia di quanti ancora ne rimangono nel tamburo.

Non c’è nessuna voglia di spettacolarizzazione, nessun desiderio di mettere in scena l’ennesimo action caotico e frastornante: Old Henry aggiorna una trama classica – l’irruzione di uno straniero in casa che rompe gli equilibri di una famiglia e riporta a galla eventi rimossi del passato – e allo stesso tempo riesce a dire qualcosa di estremamente interessante sul genere di riferimento.

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Cinema

Venezia 78 | Il Silenzio Grande, video intervista ad Alessandro Gassmann

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Dopo aver diretto con successo il testo di Maurizio De Giovanni a teatro, Alessandro Gassmann ne propone adesso una rinnovata versione per il grande schermo, conservandone l’impianto ma sfruttando tutti gli strumenti a disposizione del regista cinematografico per ampliarne il senso e arricchire la sceneggiatura di nuove sfumature.

Abbiamo avuto modo di parlare con Alessandro Gassmann del suo terzo film da regista, delle sfide affrontate nel processo di trasposizione del testo dal teatro al cinema e di come immagina il suo prossimo futuro nel cinema.

Il Silenzio Grande: intervista ad Alessandro Gassman

Il Silenzio Grande, presentato come evento speciale delle Giornate degli Autori nel corso della 78esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, permette a Gassmann di utilizzare una dimora reale come scenografia della sua Villa Primic – non solo ambiente, ma personaggio fondamentale del racconto – e di lavorare sulla fotografia per suggerire visivamente allo spettatore cose che il testo solo parzialmente suggerisce. 

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