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Alice nella Città 2013, tutte le novità

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Alice nella città torna ad affiancare il Festival del cinema di Roma, in modo autonomo e parallelo, per proseguire il percorso di promozione, divulgazione e sostegno del cinema rivolto alle nuove generazioni. Curato da Gianluca Giannelli e Fabia Bettini, il festival è sostenuto dalla Direzione Generale per il cinema del MiBac, dalla Regione Lazio, il Comune di Roma, la Camera di Commercio di Roma e la BNL Gruppo BNP Paribas. Così il Presidente della Regione LazioNicola Zingaretti, esprime il suo appoggio ad Alice nella Città: Non è solo un festival, ma uno spazio aperto che attraverso incontri e iniziative avvicina i più giovani al mondo del cinema. Alla guida della Provincia di Roma e ora della Regione Lazio ho creduto e credo in un?iniziativa che sposa perfettamente il nostro impegno a favorire la crescita di giovani che hanno passione, tenacia, idee, fantasia e soprattutto voglia di emergere in questo settore. Sono certo che anche l?edizione 2013 raccoglierà ancora una volta il successo e l?entusiasmo di un platea vasta in cui le nuove generazioni siedono sempre in prima fila.

Per la sua X edizione, che si terrà dall’8 al 17 novembre 2013, Alice propone un ricco Concorso Young/Adult, una competizione di 12 opere in prima internazionale o europea, selezionate fra le più originali produzioni rivolte ad un cinema attento a ciò che sta diventando Altro. Tra i film in lizza, per la prima volta in concorso, troviamo due opere provenienti dall?Italia: Se chiudo gli occhi non sono più qui di Vittorio Moroni con Giorgio Colangeli, Beppe Fiorello e l’esordiente Mark Manaloto, e Il sud è niente opera prima di Fabio Mollo con Vinicio Marchioni Valentina Lodovini e la sorprendente Miriam Karlkivist; dalla Finlandia arriva, il lungometraggio candidato agli Oscar®The Disciple di Ulrika Bengts mentre dalla Svezia Kjell-Åke Andersson ci presenta  Nobody Owns Me. Significativa la presenza dei film francesi: Turning Tide di Christophe Offenstein con Francoise Cluzet e Guillaume Canet e Juliette di Pierre Godeau con Àstrid Bergès-Frisbey la meravigliosa sirena di Pirati dei caraibi e ?Run, boy, run? coproduzione franco/tedesca di  Pepe Danquart, già premio Oscar®  per il miglior cortometraggio con ?Schwarzfahrer?; dalla Svizzera Sitting Next to Zoe di Ivana Lalovi; dalla Colombia Chasing Fireflies di Roberto Flores Prieto e il canadese ?Uvanga? delle registe Marie Helene Cousineau e Madeline Piujuq Ivalu. Alice nella Città aprirà l’8 novembre con una grande festa per le scuole proiettando in anteprima Fuori concorso, alle 10.30 nella Sala Sinopoli dell?Auditorium Parco della Musica, Planes, il nuovo film d?animazione 3D della Disney, diretto da Klay Hall. La proiezione del film è preceduta da un magico Red carpet animato in pieno stile disneyano.

N1QJCQHO7Vy_l5n0I9l7TdvHLIipKRYlIPz-DrsYct4Il weekend prosegue con un ciclo di proiezioni e appuntamento dedicati ai più piccoli: iniziamo con il film d?animazione My Mommy is in America and she met Buffalo Bill, diretto da Marc Boreal e Thibaut Chatel tratto dal libro illustrato di Jean Regnaud con le tavole realizzate da Emile Bravo. Tra le proposte del Fuori Concorso realizzate in collaborazione con il Festival Internazionale del Film di Roma, sabato 9 novembre alle 16.30 nella Sala Santa Cecilia, l’anteprima internazionale  di Belle & Sebastien di Nicolas Vanier (Il Grande Nord), che sarà preceduta, come da tradizione, da un  red carpet a tema. Concluderà questa parte del programma Futbolin il nuovo film d’animazione in 3D di Juan José Campanella, già premio Oscar® al miglior film straniero con El hijo de la novia. Continua il viaggio di Alice nella città tra le aule del cinema, con l?anteprima del documentario francese  School of Babel di Julie Bertucelli, girato in un liceo multietnico di Parigi che mostra la scuola, come luogo dell’accoglienza e non dell?abbandono. Il documentario verrà proiettato, in collaborazione con il Festival internazionale del Film di Roma, in occasione della premiazione ufficiale di Alice nella città il 16 Novembre. Unico film italiano fuori concorso, Il mondo fino in fondo, opera prima di Alessandro Lunardelli; una commedia avventurosa on the road, un viaggio iniziatico di un adolescente nel campo dei sentimenti e dell?identità che fa emergere la forza rivoluzionaria di questa meravigliosa età del dissenso. Nel cast, per la prima volta insieme, Filippo Scicchitano e Luca Marinelli, al fianco di Barbora Bobulova e Camilla Filippi. Tra le novità di quest?anno, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia, nasce SPERIMENTA. Un ciclo di narrazioni affidate a quegli autori, sceneggiatori, attori, musicisti che più di ogni altro hanno saputo raccontare e trasmettere ai ragazzi la passione per il cinema. Il progetto, dedicato a tutti ma in particolare ai giovani spettatori, nasce con l’idea di restituire agli adulti un ruolo forte come narratori, per offrire una misura rinnovata di racconto tra parole ed immagini: una profonda e spontanea riflessione sulla scoperta di sé e del cinema, insostituibile strumento di analisi del rapporto con la realtà, la storia, se stessi e gli altri.

EF4koyU5JgPycbxTdps4G403f8VWNioEHZd6wCr_SVwTra le prime conferme il regista e sceneggiatore giapponese Hirokazu Kore-Eda che sarà protagonista di un incontro aperto al pubblico preceduto dalla proiezione di due dei suoi film: I Wish (2011) e Like Father Like Son, premiato quest’anno dalla Giuria del Festival di Cannes. Su questa linea di programma sarà la presentato il documentario Who is Dayani Cristal prodotto, interpretato e diretto da Gael García Bernal con Marc Silver. Vincitore del Cinematography Award, World Cinema Documentary al Sundance 2013, il documentario ? paragrafando quello che ha scritto l’Hollywood Reporter – trova un modo nuovo per rendere personale il dibattito sull’immigrazione. Who is Dayani Cristal racconta la storia di un migrante che si trovava nel tratto mortale del deserto conosciuto come “Il corridoio della morte” e mostra come la vita di un individuo possa diventare testimonianza dei tragici effetti della guerra degli Stati Uniti contro l’immigrazione. Anche quest’anno Casa Alice sarà la base del Festival. Una location a due passi dall’Auditorium e dal Villaggio del Cinema, che ospiterà, come lo scorso anno, varie realtà legate al mondo del cinema che saranno partner della manifestazione. In quest’ottica, viene confermato ed ampliato il connubio con la Libreria del Cinema di Roma sia per quanto riguarda la parte ristoro sia per lo spazio incontri dedicato al cinema italiano, a cura di Giuseppe Piccioni che proporrà per quest’anno, presso lo spazio di Alice, un casting aperto per selezionare  gli attori del suo nuovo film. Altro partner di Alice nella Città sarà il portale Mymovies: verrà creata una sala cinematografica virtuale (sulla piattaforma web) con capienza predefinita, dove verranno mostrati i film del Concorso. L’obiettivo è quello di avvicinarsi sempre di più alle nuove generazioni, di estendere al massimo le capacità fisiche e virtuali della sala per far dialogare piattaforma web e sala cinematografica. L’idea parte dalla volontà di poter rappresentare una piattaforma ideale che faccia convivere web e cinema classico. Ma Alice nella Città non si esaurirà a Novembre perché è un festival permanente, che coinvolge pubblico e scuole per 365 giorni l?anno con attività ed incontri nelle scuole.

Il costo del biglietto per tutti gli eventi  i volti al pubblico scolastico di Alice nella Città sarà di 5 euro, invariato rispetto alle scorse edizioni.

 

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Il Re Leone, un’opera visivamente avvolgente che riafferma il valore della ricerca del proprio posto nel mondo

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Nel cuore della savana, in una valle incontaminata e bagnata da un caldo sole, il leone Mufasa e la sua dolce metà Sarabi accolgono l’arrivo di Simba, loro “figlio” e legittimo erede al ruolo di futuro re delle Terre del branco. Cucciolo di leone coraggioso, curioso e spavaldo, il piccolo Simba tenterà sin dai suoi primi passi a confrontarsi con il futuro che lo attende, a carpire dal padre il coraggio e la saggezza che dovranno poi farlo diventare punto di riferimento e identità sopra una valle e a capo di una folta comunità di animali. Ma la brama di potere e la voglia di rivalsa minacciano la serenità del regno, perché  Scar (gelosissimo fratello di Mufasa e in combutta con le perfide iene) soffre di non essere egli stesso a capo del regno, e brama con tutte le sue forze di scalzare, con ogni mezzo, fratello e nipote dai loro rispettivi ruoli.

A distanza di oltre vent’anni dal film d’animazione originale, la Disney torna sui passi (felpati) del re della giungla realizzando un remake de Il Re Leone in chiave live action (sulla falsa riga di tutti gli ultimi rifacimenti dello stesso tipo come Il libro della giungla e similari) e che rimpiazza le linee morbide e immaginifiche del cartone con una super fotografia computerizzata in CGI di grandissimo realismo e impatto visivi. Rimasti intatti musiche originali e sonorità (Marco Mengoni ed Elisa cantano e doppiano rispettivamente le voci di Simba e della sua amica Nala), così come anche lo scheletro di una storia ancorata ai valori di crescita, coraggio, presa di coscienza e responsabilità in un mondo dove vige la legge del più forte, ma dove è bene perseguire comunque la legge del più saggio, questo “nuovo” Re leone può contare infatti su una dimensione fotografica filo-documentaristica che rende gli animali a tratti davvero reali e umanizzati, e che narrativamente parlando si muove su quella doppia anima di tenerezza fragile e coraggio istintivo sin dagli albori associati alla storia di Simba, futuro re della giungla alle prese con la sua “formazione” adulta e trasformazione – necessaria – in leader.

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Tornano dunque tutti i personaggi classici che andranno a costituire la grande famiglia di Simba, personaggi che nei lori rispettivi ruoli e caratterizzazioni riusciranno a fornire al piccolo leoncino in crescita le varie chiavi di lettura per affrontare le brutture del mondo, gli ostacoli, la cattiveria di chi prova a metterti costantemente fuori gioco, i tentativi di bullismo o anche, più in generale, l’incuria per l’ambiente e i luoghi dove viviamo. Ma, soprattutto, tornano ancora una volta il rapporto fondante con quel padre coraggio nella cui immagine ci si può e deve sempre e comunque all’occorrenza specchiare per vedere sé stessi, e le avventure canore e non con i due esilaranti amici di crescita e divertimento Timon e Pumbaa, i quali rappresentano da una parte l’evasione verso una nuova prospettiva, ma dall’altra anche il ritorno alla capacità di riassaporare il gusto di una vita condita di gioia, istinto, semplicità, sempre allietati da quel sottile fatalismo che trasforma il grande cerchio della vita in una “linea retta” e che muta sofferenza e tristezza nella musicalità e spensieratezza improvvise di un Hakuna Matata – “senza pensieri”.

In parte penalizzato nella sua versione italiana dove il doppiaggio e l’adattamento delle canzoni privano l’opera di quella sua epica originale associata anche alla musicalità della lingua di creazione, e forse non del tutto apprezzabile dal pubblico più adulto che avendo visto il film originale non potrà confrontarsi con una storia del tutto nuova e innovativa, Il Re Leone firmato da Jon Favreau riesce comunque a fare uno splendido lavoro d’intrattenimento con messaggio sotteso, catturando e rilanciando l’emozione primigenia del senso di comunità, solidarietà, fratellanza, e cavalcando, nel realismo e nella bellezza ricavata dall’immagine, tra momenti di tristezza e punte di inaspettata ironia, il simbolismo forte di quel cerchio della vita dove ognuno (dal grande leone al piccolo insetto) ha il suo ruolo, importante, imprescindibile e necessario. Dunque, il viaggio sempre difficile e poetico alla scoperta di un mondo spesso e volentieri duro, insidioso, disseminato di ostacoli, ma dove infine a fare la differenza sono il proprio ruolo e la propria missione, tenendo sempre a mente che “…mentre gli altri cercano ciò che possono prendere, un vero Re cerca ciò che può dare!”.

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Remake del celebre classico del 1994, arriva nelle sale Il Re Leone live action. Un’opera in grado di rievocare e per certi versi potenziare la suggestione visiva di una storia emblematica di crescita e presa di coscienza, e che cattura i valori fondanti di un percorso difficile ma necessario alla ricerca di sé stessi. Schierato a favore degli affetti, del fare la cosa giusta, e contro il bullismo, l’incuria, la cattiveria, Il Re Leone di Jon Favreau coglie e rilancia tenerezza e ilarità di un percorso di formazione ambientato nella giungla ma che in fondo fa da specchio alla realtà difficile e contraddittoria delle nostre quotidiane giungle societarie.

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Toy Story 4 recensione: ancora una volta verso l’infinito e oltre

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Woody, il premuroso e impavido cowboy di Andy, ora appartiene alla piccola Bonnie, una bambina che deve affrontare il primo giorno di asilo. Non è facile farsi nuovi amici e staccarsi dai genitori per quelle poche ore al giorno, ma portando con se i suoi giocattoli preferiti l’impresa diventa più facile. Con l’aiuto di Woody la bambina inganna il tempo a scuola, costruendo Forky con alcune cose recuperate dal cestino dei rifiuti e questo piccolo nuovo amico diventa il suo insostituibile compagno di avventure. Quest’ultimo si unisce al mitico gruppo guidato da Woody e Buzz per accompagnare Bonnie e la sua famiglia in una vacanza che in realtà si rivela un viaggio on the road alla ricerca di Bo Beep, l’amica di Woody scomparsa all’inizio del film.

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Woody e Forky in Toy Story 4

Diretto da Josh Cooley, Toy Story 4 conferma il successo della saga Pixar che riesce sempre a sorprendere con i suoi sequel. Ogni avventura infatti ha un’anima forte e vibrante, condita da una buona dose di divertimento, azione e un pizzico di malinconia. In questo caso la sceneggiatura racconta una storia tenera ed emozionante, tratteggiando i passi fondamentali della formazione. Si sottolinea spesso l’importanza di un giocattolo nella vita di un bambino per la sua capacità di creare i ricordi felici della sua infanzia che, in età adulta, lo aiuteranno ad avere una sorta di piccola guida comportamentale ed emotiva per affrontare la vita.

I giocattoli smarriti sono quelli che non appartengono a nessuno e sono alla costante ricerca di affetto e del loro posto nel mondo. Tra questi una coppia di peluche eccentrici e spassosi, e la villain Gabby, una bambola impolverata in un negozio dell’usato che spera di tornare in pista dopo aver aggiustato il suo microfono interno. Quest’ultima viene utilizzata dal regista per aggiungere un tono dark al film, accompagnata da una serie di pupazzi inquietanti in stile Charlie McCarthy (il vecchio pupazzo del ventriloquo Edgar Bergen) come bodyguards. Questi nuovi personaggi, caratterizzati nel dettaglio, arricchiscono l’ensamble a cui siamo già affezionati dai film precedenti. In particolare l’attenzione è puntata su Forky, questo insicuro oggetto di recupero che deve accettare l’idea di essere diventato un giocattolo e di non essere più soltanto spazzatura. Woody lo prende sotto la sua ala per fargli capire il suo posto nel cuore di Bonnie e accoglierlo nel suo team. La coppia Woody – Forky sostituisce in un certo senso il duo Woody – Buzz, anche se non del tutto.

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Woody e Be Boop

Non mancano i riferimenti agli anni 90 con la piccola poliziotta Polly Pocket e la mano allungabile che si trovava nelle buste di patatine che Be Boop utilizza per le sue acrobazie in giro per le strade. Toy Story 4 è un film divertente che regala anche diversi momenti di commozione; una storia di buoni valori con situazioni esilaranti che sottolineano spesso una sceneggiatura a tratti geniale. E’ un piacere spingersi ancora una volta “verso l’infinito e oltre”.

Toy Story 4 recensione: ancora una volta verso l’infinito e oltre
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Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle, il trailer in italiano del nuovo film Disney

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Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle, il nuovo film d’animazione di Walt Disney Studios, uscirà in Italia dal 27 novembre. La squadra creativa premiata con l’Academy Award®, formata dai registi Jennifer Lee e Chris Buck e il produttore Peter Del Vecho, riporterà sul grande schermo gli amati protagonisti Elsa, Anna, Olaf e Kristoff che nella versione italiana avranno ancora una volta le voci di Serena Autieri, Serena Rossi, Enrico Brignano e Paolo De Santis.

I compositori premiati con l’Oscar® Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez firmano la colonna sonora di questo nuovo capitolo. La grande avventura nel Regno di Arendelle è iniziata nel 2013 con il successo mondiale Frozen – Il Regno di Ghiaccio. Il film, vincitore di due Academy Award® per il Miglior Film d’Animazione e per la Miglior Canzone Originale (“Let It Go” / “All’Alba Sorgerò”), è ancora oggi il maggior incasso mondiale di tutti i tempi per un lungometraggio d’animazione.

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