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Aspettando Halloween…25 scene horror indimenticabili!

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In occasione della notte più terrorizzante dell’anno NewsCinema vi regala una speciale lista dei migliori momenti mai scritti, diretti e realizzati nella storia del cinema Horror. Nella vita ci sono cose che è meglio non vedere e qualora siate persone particolarmente impressionabili, evitate la nostra lista da brivido di alcune delle più scioccanti scene mai girate. Alcune vi innervosiranno. Altre vi faranno tornare la paura del buio. Ma tutte verranno impresse in maniera indelebile nella vostra memoria. Vi sfidiamo ad arrivare fino alla fine. Buona Lettura.

 

 

25. Paranormal Activity

Prodotto da Steven Spielberg, diretto da Oren Peli e capostipite di una saga infinita di film horror seconda solo a Saw, Paranormal Activity ha elettrizzato il pubblico mondiale, incassando oltre 193 milioni di dollari a fronte di soli 15 mila dollari di budget. La scena che vi proponiamo oggi è la seguente: Paranormal Activity sta volgendo a termine e, tralasciando qualche urletto, qualche rumore improvviso di porta sbattuta e una fotocamera termica alquanto inquietante, lo spettatore medio è quasi sul punto di assopirsi…Ma tutto è bene quel che finisce male. Katie si alza nel bel mezzo della notte, urla, il fidanzato la segue per le scale. Lo spettatore vede un piano sequenza fermo della stanza di Katie, immobile e poi Sbam, il corpo di Micah gli arriva direttamente in faccia. Katie sopraggiunge nella stanza ma ha qualcosa di diverso nell’espressione. Lei è il Male.

24. The Ring

Ideato da Hideo Nakata e riportato in versione americana da Gore Verbinski, The Ring ha terrorizzato il pubblico mondiale grazie ad un mix intelligente di orrore orientale, effetti speciali americani e un cast brillante guidato da una Naomi Watts in grande forma. La scena che vi proponiamo è la seguente: Martin Henderson è a casa sua tranquillo, l’orrore sembra ormai finito, ma ovviamente è un film horror quindi c’è ben poco da esultare. La televisione si accende, Samara si avvicina al televisore e fa una cosa che è talmente rimasta impressa nel nostro immaginario da sembrarci ora quasi scontata: esce dal televisore e camminando a carponi raggiunge il povero malcapitato facendolo morire (in tutti i sensi) di paura. La scena fu talmente sconvolgente che gran parte degli spettatori nella sala aveva la stessa espressione di Martin Henderson senza il trucco di Rick Baker.

23. Audition

Basato sul romanzo di Ryu Murakami e diretto dal genio dell’orrore orientale Takashi Miike, Audition è uno dei film più estremi del 1999. La scena che vi proponiamo è la seguente: la disturbata Asami immobilizza Aoyama con delle siringhe, lasciandolo cosciente per fargli sentire il dolore. Dopo avergli infilato dei lunghi aghi sul viso e negli occhi gli taglia un piede con un filo di ferro. Il piede si stacca e Asami lo lancia contro lo spettatore, come se fosse una scarpa vecchia. Aoyama soffre, ma è costretto a rimanere fermo, inerme mentre Asami continua a torturarlo in un crescendo di orrore, sofferenza e suoni tanto secchi quanto realistici. Audition è la chiara dimostrazione che è meglio non far arrabbiare la propria fidanzata quando è un tantino disturbata.

22. The Blair Witch Project

Prima di Paranormal Activity, Rec, Cloverfield e chi più ne ha più ne metta c’è lui, l’antesignano dei mockumentary, The Blair Witch Project. Protagonista indiscusso nel 1999 di una delle campagne virali più geniali nella storia del cinema e campione al box office mondiale con oltre 248 milioni di dollari a fronte di 60.000 dollari spesi, The Blair Witch Project ha sicuramente colpito l’immaginario collettivo con una tipologia di film mai vista fino ad allora. La scena che vi proponiamo è la seguente: Heather entra in una misteriosa casa abbandonata da cui provengono strani rumori, corre, noi spettatori corriamo con lei, inciampiamo, la telecamera cade e viene ripresa. Heather sale le scale e finalmente trova Matt in piedi che fissa una parete come impossessato, urla, si dispera, cade, la telecamera cade con lei. E noi rimaniamo inermi, senza ulteriori spiegazioni oltre quella di aver vissuto in prima persona l’orrore della strega di Blair.

21. Scream

Quando Scream uscì nel 1996 nessuno conosceva Neve Campbell, David Arquette, Courtney Cox e Rose McGowan, ma tutti amavano la bambina di E.T., Drew Barrymore, protagonista dei trailer e dei poster del film. Lo spettatore medio pensava, Drew Barrymore è la protagonista del nuovo film di Wes Craven, wow, ma ecco la sorpresa: a soli quindici minuti dall’inizio del film Drew Barrymore, viene inseguita, torturata, accoltellata, sbudellata e appesa ad un albero per il collo. I genitori la chiamano, la linea cade, poi la vedono e danno un senso al titolo del film, urlano. Gli urli spaccano le orecchie degli spettatori in sala lasciandoli basiti e con un solo quesito: ma come fa ad andare avanti il film se la protagonista è morta?

20. Il Silenzio degli Innocenti

Tutti vedevano Sir Anthony Hopkins come il tipico bravo attore inglese capace di brillare in meravigliosi cult drammatici (The Elephant Man, In amore si cambia, Il Bounty), ma nessuno ancora conosceva le sue potenzialità di pazzo (ma sempre colto) cannibale. La scoperta è avvenuta grazie all’indimenticabile capolavoro di Jonathan Demme, Il Silenzio degli Innocenti, interpretato oltre che da Hopkins anche da una giovanissima Jodie Foster. Tra le numerose scioccanti scene del film ne spicca una a dir poco terrorizzante: Lecter si libera dai due poliziotti, li incatena, li morde e li divora a ritmo di musica classica. Altro che Leatherface, Lecter è riuscito nell’intento senza coltelli e motoseghe. Quello che si può definire un cannibale di classe.

19. Hellraiser

Nato dalla perversa mente di Clive Barker e capostipite di una saga talmente lunga da non sapere neanche a che numero siamo pervenuti Hellraiser è uno dei cult del cinema dell’orrore. Il signor puntaspilli può essere paragonato solo a quel gran mattacchione abbrustolito di Freddy Krueger e questo la dice lunga sulla importanza di questo film. La scena analizzata è la seguente: Frank riesce a risolvere l’enigma della misteriosa scatola ma la ricompensa è ben poco piacevole. Uno stuolo di catene esce dalla scatola, entrandogli sotto la pelle e tirandola fino a sbriciolarlo in mille pezzi. La telecamera entra dentro la casa e lo spettatore può vedere frattaglie per tutto lo spazio. Quel che si dice uno splatter con i controfiocchi.

18. La Casa 2

Prima di far volare Spiderman Sam Raimi spaventava e al contempo divertiva il pubblico mondiale con una delle saghe splatter più amate nella storia del cinema horror, La Casa. Per una volta non analizziamo l’originale ma il sequel/remake del 1987, una versione attualizzata e con migliori effetti speciali del primo capitolo, diretta ancora una volta da Sam Raimi: Ash, il protagonista si ritrova con una mano impossessata un po’ birbantella. Che fare? Ma è ovvio, tagliarla. E come se non bastasse, perché non inserirci una bella motosega sostitutiva? Quel che si dice unire l’utile al dilettevole.

 

17. A Nightmare on Elm Street

Johnny Depp è Edward Mani di Forbice, il pirata Jack Sparrow, Willy Wonka, il Cappellaio Matto ma è anche… Glen, l’anonimo fidanzato della protagonista del primo indimenticabile Nightmare (saga in cui tornerà per un breve cameo nel sesto capitolo). Johnny è Johnny e utilizzato da quel geniaccio di Wes Craven è il protagonista di una delle scene cult della storia del cinema horror: Glen sonnecchia (ma con Freddy dietro l’angolo non è sicuro), sente la musica, due braccia escono da dentro il letto e lo risucchiano insieme a tv, cavi e coperte. Dove è finito Glen? La risposta arriverà dopo pochi secondi, quando un fiume di sangue (ne contiene così tanto il corpo umano?) inonderà il soffitto della sua stanza davanti agli occhi e alle urla (tutto questo non ricorda un po’ Scream?) della madre. Quel che si dice un film sanguinolento.

 

16. La Cosa

Pur avendo perso il tocco da più di un decennio, John Carpenter rimane uno dei maestri del cinema horror e la dimostrazione lampante di ciò è il suo capolavoro per antonomasia: La Cosa. Interpretato da Kurt Russell e ambientato in Antartide La Cosa, che non va confuso con La Casa, vede una particolare sostanza aliena capace di impossessarsi di cani ed esseri umani: McReady decide di fare un test del sangue per capire chi del gruppo sia stato impossessato da la cosa. Ogni sopravvissuto viene testato, ma uno schizzo di sangue infetto va a prendere il controllo di uno del gruppo trasformandolo in un orribile mostro il cui cranio si apre in due. Tutti urlano, muoiono, bruciano in un tripudio di sangue e spettacolari effetti speciali old style. Quando il gore diventa cult.

 

15. Poltergeist

Tobe Hooper prima di essere colpito dallo stesso morbo della incapacità di Dario Argento, era uno dei più promettenti registi horror del secolo e a dimostrazione del suo (passato a miglior vita) genio vi è il mitico ed indimenticabile Poltergeist. Prodotto nel 1982 da Steven Spielberg Poltergeist presenta una infinita serie di sequenze inquietanti: spaventosi fantasmi, clown animati, alberi affamati, facce decomposte, scheletri ammuffiti e dulcis in fundo la piccola Carol Anne che davanti ad un vecchio televisore impallato e con una vocina a mo’ d cantilena sussurra…. “Loro sono qui”. A distanza di 30 anni quella scena fa ancora venire i brividi, difficile credere sia stata creata dallo stesso regista de Il Custode.

 

14. Un Lupo Mannaro Americano a Londra

John Landis è un genio e questo fatto è noto a tutti. Prima di trasformare Michael Jackson in uno zombie ballerino, era stato in grado di sviluppare il più incredibile e indimenticabile film sui lupi mannari mai girato nella storia del cinema: Un Lupo Mannaro Americano A Londra. La scena che vi proponiamo è ovviamente la trasformazione del protagonista: un tripudio di splendidi effetti speciali (premio Oscar nel 1982) creati dal sensazionale Rick Baker. Il corpo del protagonista si allunga, gli occhi diventano gialli, escono artigli e zanne. A Londra gira un lupo mannaro Americano affamato, inglesi chiudetevi in casa che è meglio.

13. Shining

Stephen King ha scritto il libro, ma ha odiato il film. Noi spettatori abbiamo trovato carino il libro, ma abbiamo amato il film. Diretto nel 1980 da Stanley Kubrick , Shining è la chiara dimostrazione che un bravo regista può fare capolavori in tutti i generi cinematografici e così è stato: Shining è e resta uno dei migliori horror della storia del cinema. Tra le tante e numerose scene del film oggi citiamo la donna degli incubi di Jack Torrance. Il minuto prima è una bella e sexy donna nuda. Il minuto dopo è una vecchia cadente e decomposta, che avanza ghignando maleficamente verso il povero Jack Nicholson. Quel che si dice un vero film horror in tutti i sensi.

 

12. Venerdì 13

Molti maniaci dell’horror già lo sanno ma tanti spettatori no. Il primo assassino di Venerdì 13 (e ricordatevelo qualora vi chiamasse ghostface) non è il celebre Jason Voorhees, bensì la sua meravigliosa mammina. Eppure, nonostante questo un giovanissimo Jason riesce lo stesso a fare capolino nella indimenticabile sequenza finale del primo Venerdì 13: Alice, dopo aver ucciso la madre di Jason, riposa felicemente nella sua piccola canoa. Ma improvvisamente da dentro l’acqua fuoriesce un giovanissimo Jason Voorhees pronto a ucciderla. Sogno? Realtà? Pazzia? I seguenti 12 capitoli confermeranno la visione della povera Alice.

11. Alien

Molti sono rimasti delusi da Prometheus ma replicare il capolavoro del 1979 era una sfida impossibile anche per lo stesso Ridley Scott. Alien è l’icona per eccellenza dei film fantascientifici in salsa horror. Quando un giovane John Hurt comincia a sentirsi male, a urlare e contorcersi fino a partorire (nel vero senso della parola) un piccolo e orribile Alien stiamo osservando un vero e proprio capolavoro di tecnica e di regia. I sequel e prequel non saranno mai all’altezza dell’originale ma le parodie sì: impossibile dimenticare la stessa scena di Alien rivista dagli occhi di Mel Brooks in Balle Spaziali, una scena talmente epica che rivede come protagonista lo stesso John Hurt.

 

10. Zombie

Lucio Fulci è stato l’antesignano dei film sugli zombie. Ed è impossibile non ricordare nella nostra speciale lista di horror il suo capolavoro dal titolo non molto originale: Zombie. Non ci concentreremo su una scena particolarmente bella, ma su una sequenza assurdamente pericolosa: ancora non abbiamo capito come Fulci abbia convinto un attore travestito da zombie a infilare il suo braccio/protesi nella bocca di uno squalo vero. Gli zombie mordono per finta. Ma gli squali no. Ed è veramente uno spettacolo per lo spettatore vedere che fine farà il povero zombie. Nonostante il film non sia un capolavoro, questa folle scena di Fulci merita di essere inserita nella nostra lista di Halloween.

9. Halloween

Tutti conosciamo la celebre musica di Halloween, un capolavoro composto dallo stesso John Carpenter. E tutti ricordiamo la celebre scena del primo indimenticabile capitolo del 1978: una giovanissima Jamie Lee Curtis si nasconde dentro un armadio per scappare dal coltellaccio affilato del suo fratellino, Michael Myers. Noi poveri spettatori speriamo che Michael non la trovi. Ma ovviamente la troverà. Myers infila il coltello nell’armadio e Laurie ormai è bloccata. Sopravviverà? 20 anni dopo Laurie sta ancora scappando dal fratello. A quel punto era meglio morire nell’armadio.

8. Carrie

Mai far cadere un barile di sangue di maiale addosso ad una povera ragazza disadattata e dotata di poteri telecinetici. Potrebbe essere una cattivissima idea, soprattutto se il suo nome è Carrie. Tratto da un romanzo di Stephen King e diretto da Brian De Palma, Carrie presenta la scena iconica per eccellenza: Carrie, umiliata al ballo di fine anno, inizia a chiudere con gli occhi tutte le finestre e porte della scuola. I pali si staccano. La gente soffre, muore, brucia. Dite la verità? Quanti di voi avrebbero voluto avere i poteri di Carrie al liceo per dirgliene quattro a professori e prepotenti della classe?

7. Non Aprite Quella Porta

Prima di dirigere Poltergeist, Tobe Hooper dava inizio ad un’altra indimenticabile saga: Non Aprite Quella Porta. Tratto da una “storia vera” e datato 1974 il primo Non Aprite Quella Porta fa ancora più paura dei suoi innumerevoli remake prodotti da Michael Bay. La scena che vi proponiamo è la seguente: una porta di metallo si apre, un gigante che indossa una maschera di pelle umana esce dall’oscurità, afferra l’uomo e lo porta dentro. Che succederà? E soprattutto chi è il misterioso uomo di 2 metri armato di motosega? Il film farà talmente paura da inserire Leatherface nell’immaginario horror per i successivi 30 anni. Rimane ancora il dubbio di che fine abbia fatto il genio di Hooper, forse è rimasto intrappolato nella stanza di Leatherface.

6. L’esorcista

Vi sembreremo banali, ma in una lista horror non può mancare il film horror più conosciuto, amato e venerato da tutti: L’esorcista. Diretto nel 1973 da William Friedkin e interpretato da una giovanissima Linda Blair, L’esorcista è un intero pullulare di scene iconiche. Ovviamente siamo stati costretti a sceglierne solo una! E’ stata dura ma alla fine abbiamo optato per la famosa rotazione a 360 gradi della testa di Regan. Gli spettatori del 1973 non erano assolutamente abituati a vedere questo tipo di cose e lo shock fu talmente grande da vietare in molti cinema la riproduzione del film. Quando si dice rompere le regole. Molti film ancora lo copiano ma restano copie sbiadite.

5. La notte dei morti viventi

I zombie camminano lenti, mangiano esseri umani, si decompongono. Ok, sappiamo tutto in materia di zombie e ormai sono quasi scontati per il cinema attuale. Non fanno più paura. Ma vi siete mai chiesti che ruolo avessero nel 1968? Nessuno. Quando George Romero portò sullo schermo per la prima volta i morti viventi gli spettatori rimasero a dir poco scioccati. Anche qui è stata dura scegliere ma alla fine abbiamo optato per l’incipit. Johnny sfotte sua sorella Barbara cantilenandogli: Loro stanno venendo per te Barbara. Sullo sfondo un uomo cammina lento. Aggredisce Barbara. E’ uno zombie famelico. Uccide Johnny. E sono solo i primi minuti del film.

4. Psycho

Un horror può definirsi tale quando imprime nello spettatore la paura per una qualche situazione tipica della vita di tutti i giorni. E a tal proposito, un film del 1960 riuscì a incanalare nel pubblico di tutto il mondo il terrore di fare la cosa più basilare dell’essere umano: la doccia. Di che stiamo parlando? Ma è ovvio, di Psycho. La scena della doccia di Psycho è una icona della cinematografia mondiale. Costruita da Hitchcock con una narrativa potente e mai uguagliata nella storia del cinema la scena della doccia è veramente il cult per eccellenza. E’ impossibile non rimanere incantati dallo strillo della protagonista, dal movimento ripetuto del coltello e dal sangue che cola dentro lo scarico della doccia. Quello che si dice un capolavoro del cinema horror.

3. La Mummia

La Mummia è un capolavoro. Ovviamente non stiamo parlando del remake a stelle e strisce del 1999, ma del classico del 1932 interpretato da Boris Karloff. Molti sorrideranno di fronte alla scena in questione, ma considerando che sono passati oltre ottanta anni dalla release di questo film, è impossibile non prendere in considerazione quanto sia stato spaventoso per il pubblico dell’epoca. La mummia si risveglia. I suoi occhi si aprono lentamente. E le sue mani si muovono repentine. Imhotep è tornato alla vita ed è pronto a riscuotere la vendetta per la terribile sofferenza sopportata in passato.

2. Frankenstein

Un anno prima de La Mummia, nel 1931, ben ottantuno anni fa un altro celebre mostro tornava alla vita: Frankenstein. La scena che vi proponiamo è una delle sequenze più amate e imitate della storia del cinema: la creazione del mostro. Il laboratorio pullula di pozioni misteriose. Un corpo bendato è sdraiato su un lettino di ferro. L’elettricità percorre il corpo del mostro. E improvvisamente un urlo: “è vivo! è vivo! Ora so cosa si prova ad essere Dio”. Considerato il secolo trascorso dalla release del film è immaginabile l’impatto emotivo sul pubblico dell’epoca. Molti hanno cercato di replicare la scena (Burton, Branagh) ma senza lo stesso appeal emotivo dell’originale.

1. Il Fantasma dell’Opera

E siamo finalmente giunti alla attesissima numero uno della nostra lista horror. Non è stato indubbiamente facile ma abbiamo optato per il classico dei classici: Il Fantasma dell’Opera. Diretto nel 1925 da Rupert Julian, Il fantasma dell’opera è uno dei classici horror più amati nella storia del cinema. La cantante Christine toglie dal viso del fantasma la maschera rivelandone il mostruoso viso. Lui sta suonando e rimane basito dall’atto della donna. Il makeup del fantasma è spaventoso, mostruoso. Il pubblico dell’epoca rimase scioccato dalla scena, spaventosa e tenera allo stesso tempo. Un capolavoro del cinema che merita la nostra numero uno della lista dei film horror.

La nostra lista dei film horror si conclude qui. Abbiamo analizzato ben 25 film horror di tutte le epoche. Abbiamo scavato nei meandri dell’orrore per selezionarvi le scene più iconiche mai girate nella storia del cinema. Ci siamo addentrati nelle perversioni di Hooper, Craven, Carpenter, De Palma, Kubrick, Scott, Hitchcock, Romero, Friedkin, Fulci, Landis, Verbinski e Raimi. Siamo diventati dei veri horror maniaci solo e soltanto per voi. Ora il gioco passa a voi. Leggete la lista. Selezionate il vostro horror preferito. Spegnete le luci. Chiudete finestre e porte. Accendete la tv. Cliccate Play. E passate un BUON HALLOWEEN !

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Segnato da un amore incondizionato per la settima arte, cresciuto a pane e cinema e sopravvissuto ai Festival Internazionali di Venezia, Berlino e Cannes. Sono sufficienti poche parole per classificare il mio lavoro, diviso tra l’attenta redazione di approfondimenti su cinema, tv e musica e interviste a grandi personalità come Robert Downey Jr., Hugh Laurie, Tom Hiddleston e tanti altri.

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Halloween Kills | Cosa sappiamo sul nuovo film della saga

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Due anni fa la saga con protagonista Michael Myers è definitivamente rinata su grande schermo, con l’Halloween diretto da David Gordon Green che si è intelligentemente proposto quale sequel diretto di Halloween – La notte delle streghe (1978), il primo – storico – capitolo firmato da John Carpenter.

Ora lo stesso regista è pronto a tornare anche per questo atteso secondo episodio del nuovo corso, la cui uscita è prevista per l’ottobre di quest’anno, che vedrà ancora una volta protagonista l’iconico personaggio di Laurie Strode, interpretata come sempre da Jamie Lee Curtis. Il franchise dovrebbe vedere la parola fine con il già annunciato Halloween Ends che, secondo le previsioni, vedrà la luce delle sale esattamente un anno dopo nel 2021.

Una serie di ritorni

Michael Myers nell’Halloween 2018

La prima conferma relativa ad Halloween Kills ed Halloween Ends è stata quella di Jamie Lee Curtis, ma anche Judy Greer e Andy Matichak sono pronte a riprendere i loro ruoli nei pani di Karen ed Allyson, così come il Michael Myers originale, Nick Castle, e lo stuntman James Jude Courtney condivideranno di nuovo la maschera del villain. La sceneggiatura sarà ancora una volta frutto dell’impegno del regista David Gordon Green e di Danny McBride, ai quali si affiancherà in quest’occasione Scott Teems, e in fase di produzione vediamo il “solito” Jason Blum con Malek Akkad e Bill Block. Il creatore della saga John Carpenter firmerà nuovamente la colonna sonora.

Dove eravamo rimasti

Halloween ha di fatto cancellato tutte le evoluzioni narrative dei vari sequel, ricollegandosi direttamente alla pellicola originaria degli anni ’70. La fuga di Michael Myers, detenuto per quarantanni in un ospedale psichiatrico, durante un trasferimento in un’altra struttura, preparava il campo al confronto con Laurie, ormai indurita dalla vita e dagli eventi passati e abitante in una cabina nei boschi, ricca di sorprese e trappole in vista del potenziale ritorno di Michael.

Il film si concludeva con Laurie, la figlia Karen e la nipote Allyson, ad osservare la casa in fiamme in cui la leggendaria nemesi avrebbe dovuto morire carbonizzata, ma un grottesco sospiro dopo i titoli di coda faceva ovviamente presagire come questa fosse in realtà sopravvissuta. Su quanto verrà raccontato nei due sequel vi è ancora il riserbo più assoluto e non ci sono informazioni ufficiale: alcune teorie dei fan riguardano il passato di Laurie, altre ancora la presunta identità del nuovo killer e infine c’è chi pensa come Allyson stessa possa cedere alla follia, ma rimangono ad oggi semplici speculazioni alle quali è meglio non dare troppo peso.

Leggi anche: Halloween, la videorecensione del film horror

Qualche indizio

Jamie Lee Curtis è di nuovo Laurie Strode

Lo sceneggiatore Danny McBride ha rivelato a Collider che i nuovi film avranno una “forte, differente linea narrativa“, suggerendo che la storia potrebbe non seguire direttamente quella del precedente film. Nella stessa intervista, il regista David Gordon Green ha poi aggiunto “a questo punto Michael Myers è diventato un tipico mostro del cinema classico, ma la saga avrà una fine“.

In ogni caso dovremmo avere una spiegazione chiara di come il personaggio semplicemente non sia in grado di morire. In un’altra dichiarazione McBride ha continuato “è una storia che ha un inizio, un centro e una fine… il centro è puro caos e l’epilogo è davvero soddisfacente“, lasciando presagire grandi emozioni e sorprese per gli appassionati del franchise. Jamie Lee Curtis, sempre a Collider, ha rivelato che “i sequel esploreranno non solo i traumi della famiglia Strode, ma anche quello degli abitanti di Haddonfield che sono sopravvissuti alla furia di Michael“.

Reazioni che fanno ben sperare

Non è raro che i film di genere effettuino dei test screening in anteprima già in fase di post-produzione, in modo che registi e produttori possano determinare se e cosa possa essere modificato prima dell’uscita nelle sale. Nel gennaio di quest’anno Halloween Kills è stato mostrato a duecento fortunati spettatori e le prime reazioni sono state più che positive, con commenti come “genuinamente impressionante” e “sorprendentemente ricco di emozioni“.

Dark Universe Horror riporta in particolare “Michael Myers è ultraviolento e brutale, i flashback sono incredibilmente ben fatti, il film è come un Halloween sotto acido che vi farà impazzire, citazionista e originale al contempo“. L’utente di Reddit TrickyDude98 ha scritto invece “Ci troviamo davanti ad un sequel impressionante, è la prima volta che un test screening di Halloween funziona alla grande. Il 1978 è tornato nel feeling, nella colonna sonora e nell’attitudine“. Se il buongiorno si vede dal mattino, i fan del franchise possono dormire sonni tranquilli.

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The Grudge | l’evoluzione della saga horror che ancora ci terrorizza

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“Quando una persona muore in preda ad una rabbia feroce nasce una maledizione. La maledizione si concentra in quel luogo di morte. Coloro che ne entreranno in contatto saranno travolti dalla sua furia”

Un urlo strozzato nel silenzio, un corpo contorto dal dolore, una maledizione senza fine. Nel 2000 Takashi Shimizu crea The Grudge, l’iconica saga horror che, per oltre due decadi, immerge il pubblico mondiale nella morsa spietata di Kayako Saeki. 

In occasione dell’uscita nei cinema italiani dell’omonimo remake scritto e diretto da Nicolas Pesce e interpretato da Andrea Riseborough, ripercorriamo l’origine e l’evoluzione della maledizione di The Grudge. 

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The Grudge: tra corti e film per la tv

I cult horror che sperimentano nuove strade infestano il cinema di genere con infiniti remake che ne ripetono la formula del successo. L’incubo di Kayako Saeki inizia nel 1998 quando il giovane e semisconosciuto Takashi Shimizu realizza i cortometraggi Katasumi e 4444444444 che anticipano le disturbanti atmosfere di The Grudge. 

Lo stile e le inquietudini dei corti conquistano Kiyoshi Kurosawa che spinge Shimizu a realizzare Gakkô no kaidan G, film tv a basso budget che racchiude quattro corti horror tra cui Katasumi e 4444444444. Nel 2000 il franchise evolve in Ju-on: The Grudge, la storia di un insegnante che indaga sulla misteriosa scomparsa di uno studente, e in Ju-On: Rancore 2 che espande la storyline dei pochi sopravvissuti alla sete di vendetta di Kayako.

L’incubo disturbante di Takashi Shimizu conquista il mercato cinematografico giapponese che gli dà la chance di portare la maledizione di Kayako Saeki sul grande schermo.

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The Grudge: il primo incubo non si scorda mai

Dopo il successo dei cortometraggi e dei film tv, Takashi Shimizu porta la leggenda di Kayako al cinema mantenendo intatte la struttura episodica e la formula della ghost story. 

Ju-on – The Grudge inserisce gli spiriti di Kayako e Toshio in una trama che attinge gli elementi horror dai capitoli precedenti: la protagonista è una giovane donna che entra in una casa infestata da una maledizione. Ma la saga continua: in Ju-on 2 – La maledizione, Kayako cerca di tornare in vita sfruttando la gravidanza di una donna segnata dalla maledizione. Il franchise evolve nella trama, nello stile e negli effetti speciali ma le inquietudini restano le stesse degli incubi originali. 

Nel frattempo il salto qualitativo del franchise conquista Sam Raimi che affida il remake statunitense proprio al suo creatore. 

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The Grudge: la trilogia americana

Nel 2004 debutta nei cinema mondiali The Grudge, il remake diretto da Takashi Shimizu e interpretato da Sarah Michelle Gellar, Clea DuVall e Bill Pullman. Un reboot che, mantenendo intatti il fascino e l’ambientazione orientali, consacra uno dei rari horror superiori, per incubi e suggestioni, all’originale.

Forte di un budget di dieci milioni di dollari, Shimizu racconta la storia di Karen (Sarah Michelle Gellar), un’assistente sociale che, tra bambini inquietanti e mandibole strappate, diffonde la più terrificante delle maledizioni. Incassando oltre cento milioni di dollari worldwide, il remake di Shimizu apre le porte a The Grudge 2 che, seguendo la scia dei vari Ju-on, introduce nuovi personaggi nel disturbante universo di Kayako. 

La protagonista del sequel è Aubrey (Amber Tamblyn), la sorella di Karen che, tentando (invano) di riportare l’eroina originale a casa, diffonde la maledizione tra Tokyo e Chicago. Tra le urla di dolore di Kayako e le spettrali apparizioni di Toshio, The Grudge 2 non raggiunge i numeri del capitolo precedente relegando il terzo film al direct to video.

Diretto dall’esperto di effetti speciali Toby Wilkins, The Grudge 3 non aggiunge nulla alla saga horror nata dalle suggestioni di The Ring. Non a caso sarà proprio Samara Morgan a sfidare Kayako Saeki in uno degli scontri più improbabili del cinema di genere. 

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La battaglia dei demoni, il crossover che non ti aspetti

Nella creazione dell’universo horror di The Grudge, Takashi Shimizu si ispira a The Ring, il classico horror di Hideo Nakata.

Seguendo la scia di Freddy vs. Jason, il bizzarro crossover di Nightmare e Venerdì 13 firmato da Ronny Yu, Samara Morgan e Kayako Saeki si scontrano nella Battaglia dei demoni, lo spin-off di The Ring e The Grudge. Fortemente richiesto dai fan, il film di Kôji Shiraishi porta sullo schermo la storia della teenager Yuri Kurahashi che, guardando la vhs di Samara nella casa di Kayako, scatena il più improbabile dei match.

Lontano dalle atmosfere originali, La battaglia dei demoni è un omaggio alle due saghe tanto folle e improbabile quanto irresistibilmente divertente. 

Leggi ancheFreddy vs Jason compie 15 anni: 5 motivi per rivedere lo scult di Ronny Yu

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The Grudge: il ritorno di Kayako

A sedici anni dal remake con Sarah Michelle Gellar, il 27 febbraio esce nei cinema italiani The Grudge, il reboot che collega la saga giapponese al franchise americano. Ancora una volta non si tratta di un sequel vero e proprio ma di un nuovo capitolo dell’universo di Shimizu.

Dietro la macchina da presa c’è Nicolas Pesce, giovane cineasta che ha debuttato con l’apprezzato The Eyes of My Mother, l’inquietante horror presentato al Sundance Film Festival del 2016. Prodotto ancora una volta da Sam Raimi e interpretato da Andrea Riseborough, John Cho e Lin Shaye, The Grudge racconta la storia di una detective della polizia che indaga su una casa infestata.

Un reboot che, ripetendo la formula horror di Takashi Shimizu, dimostra l’inesauribile terrore di uno dei babau più terrificanti del cinema mondiale. Un incubo che, come la maledizione di Kayako Saeki, non finirà mai…

The Grudge verrà distribuito da Warner Bros. Italia nei cinema italiani il 27 febbraio 2020.

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Pet Sematary, tutte le differenze più curiose tra il film originale e il nuovo remake

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Pet Sematary

Pet Sematary, pellicola diretta da Kevin Kölsch e Dennis Widmyer propone nuovamente agli spettatori una versione cinematografica dell’omonimo libro di Stephen King. La maggior parte di appassionati di horror infatti, sa bene come nell’ormai 1989 è stato già presentato al pubblico un film dedicato all’opera dello scrittore (per acquistare il dvd o blu-ray di Pet Sematary clicca qui)

Conosciuto in italia con il poco convincente nome di Cimitero vivente, la pellicola in questione è stata diretta da Mary Lambert (anche se in origine il regista avrebbe dovuto essere George Romero) con la presenza di attori come Dale Midkiff, Denise Crosby, Miko Hughes e Blaze Berdahl. Qualunque cinefilo, soprattutto se appassionato del genere horror, si è dunque fatto una domanda più che lecita: quali sono le principali differenze tra originale e il nuovo remake di Pet Sematary? In questo articolo cercheremo, senza fare spoiler, di analizzare quali sono le principali differenze che caratterizzano le due opere che, visti i vent’anni di distanza e i diversi registi, inevitabilmente saltano agli occhi degli spettatori.

Il personaggio di Victor Pascow

Nonostante il personaggio di Victor Pascow possa vantare un’introduzione piuttosto inquietante in entrambi i film, la sua figura viene delineata in maniera estremamente diversa. Il personaggio nel film del 1989 era infatti interpretato da Brad Greenquist e appariva molto di frequente nella pellicola, risultando una figura piuttosto leggera se paragonata all’interpretazione di Obssa Ahmed, decisamente meno “amichevole” e molto più agghiacciante. Nel nuovo film infatti Victor sarà un uomo di colore che si esprime con una voce antica e profonda.

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Il personaggio di Zelda

Se esiste un personaggio che nel film originale può aver turbato i sonni degli spettatori, quella è sicuramente Zelda, la sorella di Rachel. Questa figura resta inquietante anche nel remake, anche se presenta alcuni sostanziali cambiamenti. Se nella pellicola originale il personaggio veniva interpretato da Andrew Hubatsek, capace di rendere ancor più inquietante tale personaggio, in Pet Sematary del 2019 questi panni sono vestiti da Alyssa Brooke Levine. Anche riguardo la morte del personaggio vi sono sostanziali differenze: nel film originale Zelda moriva a causa della meningite spinale che la affligge, mentre nel remake la sua triste dipartita è decisamente più violenta.

La figura del Wendigo

Il Wendigo (noto anche come Windigo) era originariamente presente nel romanzo del 1983, pur essendo stato ignorato nel primo film. Questo invece, è stato notevolmente valorizzato nel remake del 2019 che, in maniera esplicita, imputa a questa figura la maledizione del cimitero. Ma cos’è il Wendigo? Si tratta di un personaggio appartenente alla mitologia dei nativi americani che vivevano, a grandi linee, sul confine tra Canada e Stati Uniti lungo la costa orientale. Secondo le leggende, si tratta di una persona che, a causa del cannibalismo, si è trasformata in una sorta di demone. Chiunque si abbandoni a tale orripilante pratica o sia morso da un altro Wendigo, si trasforma in tale creatura per girovagare all’interno dei boschi alla perenne ricerca di cibo.

pet sematary cat

Church

Church è adorabile e terrificante allo stesso tempo: in tal senso entrambe le pellicole si somigliano. Ciò che cambia principalmente è la razza dell’animale. Nel primo film infatti si tratta di un British Shorthair, mentre nel secondo è un Maine Coon. Pur trattandosi di una semplice chicca, gli appassionati di felini apprezzeranno di sicuro questa curiosità.

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Un finale diverso

Ebbene sì, anche il finale del film è diverso. La pellicola del 1989, in poche parole, si conclude con la morte di Gage e il ritorno in vita di Rachel (che a sua volta uccide Louis). Non volendo fare spoiler, non possiamo rivelare ulteriori dettagli ma possiamo sbilanciarci affermando che il remake presenta una situazione finale decisamente diversa.

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