Werner Herzog torna di nuovo al Lido e questa volta lo fa con Bucking Fastard, film ispirato a una storia vera, in concorso alla 83ª edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Al centro del racconto ci sono due gemelle legate da un rapporto tanto profondo quanto disturbante.
Vivono in simbiosi, al punto da condividere passioni, sogni e persino gli uomini, muovendosi nel mondo come se fossero un’unica persona. Tutte le scelte, i gesti e i pensieri nascono così da un’identità che non sembra ammettere confini tra l’una e l’altra.
Bucking Fastard di Werner Herzog a Venezia 83
E chi meglio di Herzog avrebbe potuto portare sullo schermo una vicenda simile? Il cineasta tedesco, dopotutto, ha fatto della contaminazione tra finzione e documentario uno dei tratti più riconoscibili del proprio stile, esplorando da sempre esistenze estreme e figure sospese ai margini della normalità.
Una sovrapposizione, quella tra realtà e rappresentazione, che si ripete perfino nella vorticosa scelta di affidare i ruoli principali a Kate e Rooney Mara, sorelle sia dentro che fuori il grande schermo. Ma non finisce qui, perché ciò che appare costruito come un racconto puramente surreale – se non addirittura come una distopia – affonda invece le proprie radici nella realtà.
Proprio così. Bucking Fastard prende spunto dalla vera storia delle gemelle britanniche Freda e Greta Chaplin, la cui relazione simbiotica ha attirato per anni l’attenzione della stampa e dell’opinione pubblica, fino a sfociare in un inquietante caso giudiziario.

Freda e Greta Chaplin: la storia vera dietro Bucking Fastard
È il 1980 quando Freda e Greta Chaplin cominciano a far parlare di sé ben oltre i confini di York, la città inglese in cui sono nate e cresciute. Le due gemelle, venute al mondo nell’aprile del 1943, vivono nel quartiere di Tang Hall e fanno tutto insieme, letteralmente.
Si vestono nello stesso modo, camminano allo stesso passo, compiono gli stessi gesti e riescono persino a parlare all’unisono. Per quanto bizzarro, sembrava che Freda e Greta avessero costruito nel tempo un legame a tal punto simbiotico da riuscire a cancellare qualsiasi distanza tra le loro identità.
A cambiare il corso della loro vita è l’incontro con Ken Iveson, un camionista del quale entrambe si innamorano. Quella che potrebbe sembrare soltanto un’altra espressione del loro rapporto fuori dal comune assume però contorni sempre più inquietanti. Iveson, infatti, accusa presto le sorelle di perseguitarlo e la vicenda approda alla Magistrates’ Court di York, dove le gemelle vengono devono rispondere di molestie e turbamento della quiete pubblica.
Anche davanti ai giudici Freda e Greta si muovono e parlano come una persona sola, proclamandosi innocenti all’unisono. È proprio durante il processo che, rivolgendosi a Iveson, pronunciano contemporaneamente “bucking fastard“, uno scambio involontario delle consonanti dell’insulto “fucking bastard“. La frase diventa il simbolo del caso e, molti anni dopo, il titolo scelto dal medesimo Herzog.

Due corpi, una sola voce: le gemelle Chaplin secondo Werner Herzog
Nel film di Werner Herzog, Freda e Greta Chaplin diventano Jean e Joan Holbrooke, interpretate – come detto – rispettivamente da Rooney e Kate Mara. Le protagoniste conservano però le caratteristiche che resero così singolare il caso reale: parlano all’unisono, condividono gli stessi sogni e si innamorano dello stesso uomo.
Anche il camionista Ken Iveson cambia nome e diventa Gareth Mulroney, interpretato da Orlando Bloom. A vestire i panni di Timothy, l’assistente sociale incaricato di aiutare le sorelle ad adattarsi alla vita quotidiana, ci pensa invece Domhnall Gleeson.
La sceneggiatura, firmata dallo stesso Herzog, non si limita tuttavia a ricostruire il mero caso giudiziario. Il mondo delle due donne, piuttosto, viene mostrato attraverso gli occhi di chi le osserva, dai tribunali alla stampa fino alle persone comuni, divise tra chi tenta di aiutarle e chi cerca invece di approfittare della loro vulnerabilità.
Il regista aggiunge inoltre una dimensione apertamente surreale, trasformando la loro vicenda in un viaggio alla ricerca di un luogo immaginario nel quale possa esistere il vero amore. In lizza per il Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia, Bucking Fastard dura 109 minuti e arriverà prossimamente nelle sale italiane con I Wonder Pictures.
Chi non conosce l’esito della vera vicenda giudiziaria e preferisce scoprirlo attraverso lo sguardo di Herzog dovrà quindi attendere il passaggio del film al Lido e, successivamente, la sua uscita al cinema.


