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Chi è Secco, l’amico di Zerocalcare nella realtà? Ecco se esiste e cosa fa oggi

Le tre serie Netflix di Zerocalcare sono diventate un cult tra i più giovani e non solo. Merito di questo risultato le battute in romanesco che accompagnano momenti di riflessione e la presenza di personaggi iconici. Tra questi, Secco che, a quanto pare, esiste davvero...

Negli ultimi anni, il disegnatore italiano Zerocalcare, è diventato un punto di riferimento nel mondo della comunicazione, per tutto il pubblico e non solo tra i giovani. Grazie a un linguaggio che mescola il dialetto romanesco, a una buona dose di autoironia e messaggi esistenziali, Michele Rech – in arte Zerocalcare – ha saputo far breccia nel cuore e nelle menti dei suoi fan.

I numeri delle serie d’animazione disponibili sul catalogo di Netflix, confermano questo successo di pubblico, riconoscendo in lui un tramite efficace per poter parlare di argomenti complicati con semplicità, immediatezza e un sorriso.

A rendere possibile tutto questo, la presenza dell’Armadillo e dei suoi storici amici, come Secco, che sembrano essere più reali di quanto si possa pensare.

Le serie di Zerocalcare

I progetti d’animazione firmati da Zerocalcare, inseriti all’interno del catalogo streaming di Netflix, sono ben tre.

Ognuna di loro è composta da episodi che raccontano argomenti molto interessanti e spesso, difficili da affrontare, soprattutto con i più giovani. Unica costante in queste serie, la presenza dei personaggi principali, conosciuti e amati fin dalla prima serie, più alcune new entry.

Due Spicci Zerocalcare
Due Spicci Zerocalcare (Foto: Netflix) – Newscinema.it

Strappare lungo i bordi (2021)

La prima serie ha affrontato il tema dell’inadeguatezza e del dolore legato alla perdita. Una situazione che porta Zero a vivere nella sindrome del panda, ovvero a chiudersi a guscio e rimandare le scelte per paura di fallire. Nel viaggio in treno di Zero, Sarah e Secco verso Biella, il loro scambio di battute mette in risalto le difficoltà e le fragilità dei trentenni di oggi.

La loro colpa risiede nell’incapacità di rispettare la ‘linea tratteggiata’ che la società ha imposto per loro. L’illusione che sia sufficiente seguire le regole per avere una vita perfetta, salvo poi scoprire che ‘strappare lungo i bordi’ è impossibile. Attraverso dei flashback, i tre protagonisti esplorano anche il rapporto con Alice e per quale motivo, si stanno recando a Biella.

Questo mondo non mi renderà cattivo (2023)

Nella seconda serie, il pubblico ha potuto assistere a una narrazione più complessa, politica e aperta al dialogo. Trama centrale è l’apertura di un centro d’accoglienza a Rebibbia, che porta il quartiere a spaccarsi e a mettere a dura prova le vecchie amicizie.

Tra i nazionalisti e gli attivisti antifascisti, torna Cesare, un vecchio amico di Zero, che dopo anni di tossicodipendenza, ha deciso di radicalizzarsi con l’estrema destra. Nel corso degli episodi, la serie riflette sulla difficoltà di rimanere fedeli ai propri ideali, soprattutto quando non c’è un buono o un cattivo.

L’unica missione è quella di rimanere fedeli a se stessi per sopravvivere alla società e alle criticità della situazione economica.

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Zerocalcare
Zerocalcare. e l’Armadillo (Foto: Netflix) – Newscinema.it

Due Spicci (2025)

Con questa serie, uscita a maggio 2026, si conclude la trilogia creata da Zerocalcare, nella quale emergono tutte le difficoltà che i millennials italiani, affrontano ogni giorno. Ambientata sempre a Roma, Zero decide di entrare in affari con Cinghiale, un suo vecchio amico.

Chiamato per aiutarlo a gestire un piccolo locale che non sta affrontando un bel periodo, Zero si trova anche ad accettare la richiesta di aiuto di Sara nei confronti di una sua amica.

Smeralda, una vecchia conoscente, è scappata da casa sua a causa delle violenze subite dal compagno. Ad alzare la tensione, un criminale locale che inizia a minacciare l’attività gestita da Zero. Argomenti centrali di questa nuova serie d’animazione, le difficoltà che si trova a dover affrontare, chi è vittima di violenza domestica e la precarietà economica.

L’importanza del personaggio di Secco

In questo clima di oppressione sociale, smorzato dalle battute simpatiche e ciniche dell’Armadillo, c’è un altro personaggio che rappresenta la spalla comica di Zero: Secco. Altri non è che il suo migliore amico e il contrappeso filosofico di Zero.

Se il protagonista è costantemente paralizzato dall’ansia, i sensi di colpa, le stoccate dell’Armadillo, lo stesso non si può dire per Secco. Lui vive nel presente, senza drammi esistenziali e libero da ogni morsa psicologica, che al massimo viene archiviata con una frase iconica: “annamo a pià er gelato?“.

E questo è il giusto contrasto che serve a Zero, (ri)portandolo alla realtà ed evitando che possa soffocarsi con le sue stesse paranoie.

Chi è Secco nella vita reale?

In diverse interviste, Michele Rech, ha dichiarato che il personaggio di Secco nasce dalla fusione di due storici amici d’infanzia, con i quali è cresciuto a Rebibbia. Sapendo che Secco, esiste davvero, Zerocalcare ha sempre cercato di mantenere l’anonimato intorno a queste due identità, per rispetto.

A dire il vero, a uno di loro, Zerocalcare ha dichiarato di aver aperto un profilo Facebook, fallito in meno di un anno, perché non riusciva a gestire e convivere con le dinamiche legate ai social. Sempre a seguito delle sue interviste, il disegnatore italiano ha detto che oltre agli aspetti caratteriali, ha raccontato anche alcuni aspetti ed esperienze vissute dalle ‘sue muse ispiratrici’.

Il vero Secco per anni si è mantenuto con i tornei di poker online, vivendo in maniera completamente sballata e con vincite di una certa importanza. Con il tempo, l’amico ha poi subito un’evoluzione, decidendo di abbandonare il gioco d’azzardo.

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Motivo dietro a questa scelta, il contratto come insegnante precario nelle scuole e il suo neo ruolo di padre, che Zerocalcare ha poi deciso di inserire nei suoi racconti, per sottolineare lo scorrere del tempo e la fase di maturazione, che avviene a chi supera i trent’anni.

 

Leila Cimarelli
Leila Cimarelli
Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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