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Scorsese rompe il silenzio su Gangs of New York: “Ecco cosa mi ha fatto Weinstein”

Mr. Scorsese, un documentario di cinque ore sul leggendario regista americano, è stato presentato in anteprima mondiale al New York Film Festival. Nel film il regista si lascia andare ad alcune interessanti rivelazioni.

Non c’è dubbio che Gangs of New York sia uno dei film più discussi dell’intera filmografia di Martin Scorsese. Amato, odiato, considerato a lungo un’opera non del tutto riuscita.

In Mr. Scorsese, nuovo documentario diretto da Rebecca Miller e presentato in anteprima al New York Film Festival, il regista ammette di aver avuto numerose difficoltà durante la lavorazione del film a causa di alcuni dissidi con il produttore Harvey Weinstein.

Una voce che girava da tantissimo tempo ma che Scorsese non aveva mai confermato prima d’ora con così tanta chiarezza.

Le rivelazioni di Martin Scorsese

Tra le tante cose raccontate da Scorsese nel documentario a lui dedicato – e in uscita prossimamente su Apple TV+ – il leggendario regista parla liberamente e onestamente del tumultuoso scontro che ha avuto con Harvey Weinstein ai tempi di Gangs of New York, di fatto confermando l’interferenza del produttore nella versione finale poi arrivata in sala.

L’opinione generale, ormai da decenni, è che la versione del film di Scorsese fosse di gran lunga superiore rispetto a quella che poi tutti noi abbiamo visto. Non c’era la voce fuori campo e, cosa più importante, includeva integralmente l’epica sequenza di dodici minuti alla Tammany Hall che alla fine è stata spezzettata e diluita per tutto il film.

Al magazine GQ, in maniera piuttosto sibillina, Scorsese aveva dichiarato: “Se quello doveva essere l’unico modo in cui mi veniva concesso di fare film, allora avrei emesso. Perché i risultati non erano soddisfacenti. L’avrei fatta finita col cinema”.

Il montato originale di Gangs of New York è stato proiettato solo per alcuni fortunati giornalisti alla fine del 2001. Scorsese ha più volte dichiarato di non avere alcuna intenzione di riportare al cinema la versione originale di 216 minuti, non essendo mai stato un fan delgli “extended cut” e insistendo sul fatto che la versione che arriva nelle sale è sempre quella definitiva. In molti, però, sperano sicuramente nel contrario.

Davide Sette
Davide Sette
Giornalista cinematografico. Fondatore del blog Stranger Than Cinema e conduttore di “HOBO - A wandering podcast about cinema”.

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