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Conferenza Stampa di apertura del Roma Fiction Fest

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Ieri pomeriggio presso l’Auditorium Parco della Musica si è svolta la conferenza stampa di presentazione della nuova edizione del Roma Fiction Festival 2011, che torna con una nuova immagine e nuove date, per celebrare il mondo delle serie tv, fiction e televisione. Renata Polverini, Presidente della Regione Lazio, Fabiana Santini, Assessore Cultura Arte e Sport della Regione Lazio, Giancarlo Cremonesi, Presidente della Camera di Commercio, Fabiano Fabiani, Presidente dell’APT, il Direttore Artistico del Roma Fiction Festival Steve Della Casa e Antony Root, Direttore Industry, hanno incontrato la stampa all’interno della Sala Petrassi, per illustrare la nuova struttura dell’evento e il programma previsto nelle giornate dal 25 al 30 settembre 2011.

Dopo una breve interruzione di Ghione, inviato di Striscia la Notizia, che ha interrogato la Polverini riguardo 100 hostess non pagate, la conferenza ha avuto inizio, all’insegna di un tono polemico e stizzito che ha accompagnato quasi tutti gli interventi, soprattutto per l’argomento del debito del Festival dalle edizioni precedenti, la crisi del settore audiovisivo e la liquidazione della Fondazione Rossellini. “Il Roma Fiction Fest rinasce oggi nell’ambito di un più ampio programma di incremento e di razionalizzazione degli investimenti per il settore dell’audiovisivo” ha dichiarato la Polverini, sottolineando l’intervento di istituire il Fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo, il primo vero Film Fund a fondo perduto a sostegno delle produzioni nella storia della Regione Lazio. Giancarlo Cremonesi ha poi continuato, dichiarando proprio che in Italia l’industria dell’audiovisivo è una realtà molto ricca e variegata, opera di un alto numero di piccole imprese e artigiani.

Presente in sala anche l’attore americano John Belushi, che insieme a Gigi Proietti, Lunetta Savino e Vanessa Incontrada, aprirà il Festival nella giornata di domenica 25 settembre, con la proiezione di “La Vita secondo Jim” seguita dalla Master Class in cui incontrerà il pubblico parlando della sua carriera e della televisione, mezzo di comunicazione tra i suoi preferiti. Pregato dai presenti di prendere la parola, al termine di tutti gli interventi dei presenti sul palco, Belushi ha abbassato un po’ il tono, riportando tutti al sorriso e sottolineando che il Roma Fiction Fest è intrattenimento e non va preso così sul serio, infatti fino al suo intervento sembrava di stare più ad un dibattito politico sui debiti del paese, più che alla presentazione di un evento ludico, piacevole da seguire per le famiglie, proprio per staccare dai problemi quotidiani.

“Quando sono entrato qui mi sembrava di essere in un’udienza. E’ bellissimo essere qui con tutte queste persone fantastiche che parlano in maniera così seria dell’intrattenimento”, ha detto Belushi con ironia.

L’attore riceverà per l’occasione, insieme a Lunetta Savino e Gigi Proietti l’Excellence Award, un premio che riconosce il loro grande talento e percorso artistico negli anni. Lo ha confermato Steve Della Casa che ha poi illustrato il programma del Festival, che conta molte anteprime nazionali e internazionali, come “Terranova”, la serie tv prodotta da Steven Spielberg e ispirata al mitico Jurassic Park, che arriverà su Fox dal 4 Ottobre, “Once upon a time”, serie fantasy con Robert Carlyle, il finale della serie tv “Smallville”, “The Slap”. Per rimanere in Italia, saranno presentati “Tutti pazzi per amore 3”, “Distretto di polizia 11”, “A fari spenti nella notte” e molti altri. Inoltre non macheranno omaggi e retrospettive, dedicate a Walter Chiari, Mario Monicelli e incontri face to face con grandi artisti come Pupi Avati, Luca Barbareschi, Luca Bernabei e altri. Molti gli ospiti, italiani e internazionali, che saranno presenti in sala durante le proiezioni e faranno dei master class per raccontarsi al pubblico e aprire una sezione del Festival come approfondimento con i professionisti del settore. “ Tutti elementi distinti che insieme contribuiscono a configurare un festival ricco, pieno di spunti di riflessione ma anche di motivi di attrazione per il grande pubblico. Lo diciamo con orgoglio: pensiamo di aver affinato una nuova formula di festival, inventandola da zero e facendo affidamento sul bagaglio di esperienza degli anni precedenti” ha dichiarato Steve Della Casa.

L’appuntamento è dal 25 al 30 settembre ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti e per consultare il programma potete visitare www.romafictionfest.it. Molte polemiche, poco tempo per organizzarlo, ma un programma interessante…vedremo come andrà questo evento della Capitale, vigilia del Festival del Film di Roma, tappa già molto attesa dopo Venezia.

 

(Per seguire con noi il Roma Fiction Fest e andare direttamente nella sezione dedicata, clicca il banner a destra con Jim Belushi)

 

 

 

Il cinema e la scrittura sono le compagne di viaggio di cui non posso fare a meno. Quando sono in sala, si spengono le luci e il proiettore inizia a girare, sono nella mia dimensione :)! Discepola dell' indimenticabile Nora Ephron, tra i miei registi preferiti posso menzionare Steven Spielberg, Tim Burton, Ferzan Ozpetek, Quentin Tarantino, Hitchcock e Robert Zemeckis. Oltre il cinema, l'altra mia droga? Le serie tv, lo ammetto!

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Cinema

Io non ho mai, la recensione del cortometraggio di Michele Saia

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L’opera prima di Michele Saia, cortometraggio dal titolo Io non ho mai, è innanzitutto un racconto di fisici giovanili e corpi che si muovono nello spazio. Rispettando la tradizione dei film per ragazzi avviata di Rob Reiner, anche il protagonista del corto di Saia dovrà fuggire da altri ragazzi che lo vogliono acchiappare, dovrà saltare, cadere e correre per mettersi al riparo. Sarà lui ad insegnare suo fratello più grande, un ragazzone imponente e grosso ma affetto da ritardo mentale, ad andare in bici nonostante la contrarietà della loro madre. Anche in questo caso, quindi, l’emancipazione passerà attraverso l’utilizzo del proprio corpo, la capacità di coordinazione e l’attività fisica.

È come se il corpo fosse lo strumento attraverso il quale i ragazzini esprimono le loro aspirazioni e i loro sentimenti. Non a caso, quindi, anche la ragazza di cui il protagonista è innamorato sarà caratterizzata innanzitutto da un segno sul viso e questo “difetto” estetico ne determinerà la personalità. Ancora una volta è il corpo che viene prima di tutto il resto. La conosceremo prima attraverso la sua faccia e solo successivamente attraverso le sue parole e le sue intenzioni. 

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Saia, laureato con lode in grafica d’arte e progettazione, sembra ragionare come un regista di cartoni animati. Grazie alla precisa e dettagliata progettazione delle inquadrature, basata sull’utilizzo dello storyboard, ogni scena di Io non ho mai sembra avere alla base un’idea visiva prima ancora che di scrittura. Il modo in cui la macchina da presa si avvicina ai personaggi, invadendo la loro intimità, per poi allontanarsi, come a volerli osservare da lontano senza intromettersi nelle vicende, suggeriscono una consapevolezza ben precisa di voler narrare innanzitutto attraverso le immagini e solo successivamente attraverso i dialoghi e le azioni. Saia utilizza quindi tutti gli elementi propri del mezzo cinematografico per compiere una intelligente sintesi di ciò che vuole veicolare attraverso il racconto.

Così ad esempio il sound design, utilizzato brillantemente per interferire con il realismo delle scene, per suggerire la presenza di qualcosa che non possiamo vedere o per amplificare ed estremizzare i rumori dell’ambiente in cui si svolge l’azione, sembra quasi mettere in discussione la veridicità di ciò che stiamo osservando. Si tratta di un’avventura reale o del ricordo nostalgico, per definizione “manomesso”, di un evento verificatosi nel passato? Questa aleatorietà del racconto, questa vaghezza ricercata, sottolineata dal fatto di non aver dato un nome al ragazzo di cui si narra, contribuisce all’astrazione della vicenda specifica che viene messa in scena e aiuta a rendere universale la condizione di un giovane protagonista alla ricerca di un proprio posto nel mondo e di un modo “giusto” di relazionarsi con gli altri (ma anche con se stesso).

Saia riesce a fare tutto questo senza rinunciare alla ricercatezza formale e al gusto estetico (il “rifugio” dei due ragazzi è un piccolo gioiello andersoniano) e allo stesso tempo riuscendo a trasmettere un genuino senso di avventura, conferendo dinamismo alle scene attraverso i momenti degli attori e quelli della macchina da presa. I protagonisti di Io non ho mai veicolano attraverso la loro presenza scenica le loro ansie e i loro desideri più sopiti. Ogni loro gesto, anche quello apparentemente meno spiegabile, ci rivela qualcosa di loro che prima non sapevamo. E il “vagabondaggio” del giovane protagonista avviene in uno spazio molto più ampio e indefinito di quanto possa essere quello di un piccolo paese di provincia. Un territorio inesplorato ancora da conquistare, un passo alla volta. Da soli o, preferibilmente, assieme alle persone giuste. 

IO NON HO MAI – trailer – from Michele Saia on Vimeo.

Photo Credit: Barbara Tucci e Gianluca Scerni

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Cinema

Wild Mountain Thyme, arriva il film tratto dal romanzo di John Patrick Shanley con Emily Blunt e Jamie Dornan

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Emily Blunt e Jamie Dornan sono i protagonisti del film Wild Mountain Thyme di John Patrick Shanley. Dall’Academy Award®, il Tony Award e il vincitore del Premio Pulitzer John Patrick Shanley  arriva il romanzo lirico Wild Mountain Thyme, un adattamento del suo successo di Broadway Outside Mullingar. Il film è interpretato da Emily Blunt, Jamie Dornan, Jon Hamm, Dearbhla Molloy e Christopher Walken.

Anthony (Dornan) sembra sempre essere al lavoro nei campi, sfinito a causa del padre che non  perde occasione per sminuirlo (Walken). Ma ciò che veramente lo preoccupa è la minaccia di suo padre di lasciare in eredità la fattoria di famiglia a suo cugino americano Adam (Hamm). All’inizio Rosemary (Blunt) sembra provare rancore per essere stato svergognato da Anthony durante l’infanzia, ma le scintille tra di loro manterrebbero un falò ardente per tutta la notte. Sua madre Aoife (Molloy) si sforza di unire le famiglie prima che sia troppo tardi.

Il film è stato girato tra l’Irlanda e New York.

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Emily Blunt, Jamie Dornan e Jon Hamm

Wild Mountain Thyme è stato sviluppato da Mar-Key Pictures ed è prodotto da Leslie Urdang di Mar-Key, Anthony Bregman di Likely Story, Michael Helfant e Bradley Gallo di Amasia Entertainment, Alex Witchel e Martina Niland di PoElmilyrt Pictures. Andrew Kramer, Jonathan Loughran e Stephen Mallaghan saranno i produttori esecutivi. Il film è finanziato da Amasia Entertainment, Aperture Media Partners e Loughran / Mallaghan.

Bleecker Street ha acquisito i diritti di distribuzione negli Stati Uniti e Lionsgate UK ha acquisito i diritti del Regno Unito. HanWay Films gestisce le vendite e la distribuzione internazionale e CAA Media Finance ha gestito i diritti degli Stati Uniti e ha negoziato l’accordo con Bleecker Street insieme a Andrew Kramer di Loeb & Loeb.

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Cinema

Bad Boys For Life, il grande ritorno della coppia Smith/Lawrence nel primo trailer

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Bad Boys for Life, Will Smith e Martin Lawrence nel nuovo trailer italiano del terzo capitolo della saga, diretto da Adil El Arbi & Bilall Fallah. Il film al cinema dal 23 gennaio 2020 prodotto da Sony Pictures e distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia.

A più di vent’anni dall’uscita dell’iconico Bad Boys, Will Smith e Martin Lawrence di nuovo insieme nel nuovo trailer dell’atteso terzo capitolo della saga, Bad Boys for Life. I due attori tornano a interpretare i ruoli di Mike Lowrey e Marcus Burnett nel film diretto da Adil El Arbi & Bilall Fallah. Prodotto da Sony Pictures e distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia, il film sarà nelle sale italiane dal 23 gennaio 2020. Nel cast anche Vanessa Hudgens, Alexander Ludwig, Charles Melton, Paola Nunez, Kate Del Castillo, Nicky Jam, Joe Pantoliano.

I Bad Boys Mike Lowrey (Will Smith) e Marcus Burnett (Martin Lawrence) di nuovo insieme per un’ultima corsa nell’atteso Bad Boy for Life.

 

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