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CW : tre grandi novità per il 2013

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Arriva per ultima la rete americana CW nella presentazione del palinsesto televisivo per l’anno che verrà e lo fa annunciando grandi conferme, delle quali vi avevamo già parlato, come Gossip Girl, Hart of Dixie, 90210 e Nikita e lanciando tante novità tra le quali spiccano decisamente lo sci-fi drama Arrow, il reboot Beauty and the BeastCarrie Diaries, la serie tv che rende omaggio e racconta il passato della protagonista assoluta di Sex and The City, Carrie Bradshaw. Il nuovo palinsesto partirà ad Ottobre presentando nella serata del mercoledì la nuova stagione di Nikita alla quale seguiranno gli episodi di Arrow, in quella del giovedì il ritorno di Stefan e Demond per la nuova stagione di The Vampire Diaries accompagnata da Beauty and the Beast, mentre il venerdì sera sarà tutto all’insegna della Grande Mela con Gossip Girl che farà da traino a Carrie Diaries.

Carrie Diaries 

Intrappolata in una piccola cittadina del Connecticut una giovanissima ed ingenua Carrie Bradshaw (AnnaSophia Robb) si ritrova prematuramente a fare i conti con la scomparsa della mamma e con un padre Tom (Matt Letscher) maldestramente alle prese con due teenager da crescere, Carrie e la sorella minore Dorritt (Stefania Owen). L’unico conforto e sostegno che Carrie trova nel superare la terribile perdita della madre, arriva dai suoi amici : il giovane nerd Mouse, la sarcastica Maggie Landres (Ellen Wong) e Walt (Brendan Dooling). A rivoluzionare e scombussolare la vita (e gli ormoni) di quello che poi diventerà il volto più noto di tutta Manhattan, arriva  Sebastian Kidd (Austin Butler), un nuovo studente e la proposta di uno stage in uno studio legale di Manhattan dove Carrie farà la conoscenza di Larissa Loughton (Freema Agyeman), style editor per Interview magazine e s’innamorerà perdutamente di quella magica e caotica città.


Arrow 

Sceneggiata da Greg Berlanti e Marc Guggenheim insieme a Andrew Kreisberg, ex autore di Fringe e The Vampire Diaries, la serie tv Arrow narra la storia del playbody miliardiario Oliver Queen (Stephen Amell) che, naufragato su di un’isola deserta del Pacifico, dopo cinque anni di agonia riesce finalmente a far ritorno a casa, nella cittadina di Starling City, armato di un potere decisamente speciale. Oliver trascorre le sue giornate cercando disperatamente di rinsaldare i rapporti con la sua famiglia, composta dall’amata sorella Thea, la perfida madre Moira e la fidanzata Laurel, e tentando di mettere rimedio agli errori del passato. La notte però, da benestante playboy Oliver si trasforma in Arrow, vigilante allo scontro con il male e alla ricerca di riportare Starling City allo splendore del passato. Sulle sue tracce, protette dal fedele autista John Diggle, si mette l’astuto detective Quentin Lance (Paul Blackthorne), padre di Laurel e determinato ad arrestare il nuovo vigilante.

Per finire, Beauty and The Beast 

Interpretato da Kristin Kreuk (Lana Lang in Smallville) e Jay Ryan, nel ruolo dei due protagonisti, Beauty and the Beast ripropone, a distanza di quasi venti anni, i contenuti e le vicende della celebre serie tv degli anni 80. Acuta detective della omicidi,lei, e dottore militare d’istanza in Afghanistan lui, i due finiranno con l’incontrarsi nello svolgersi di un’indagine sulla quale la giovane sta lavorando, scoprendosi molto più uniti di quanto non credessero. Messasi sulle tracce di un feroce omicida, Catherine scopre l’identità di Vincent, ufficialmente scomparso nel 2002 nel corso di un combattimento, ma che la detective scopre essere ancora in vita; nel corso degli anni successivi al 2002, Vincent ha infatti trascorso la sua vita lontano da ogni possibile contatto con l’esterno nel disperato tentativo di custodire il suo terribile segreto. Incapace di controllarsi e trattenersi, Vincent ogni volta che si arrabbia si trasforma in una mostruosa bestia. Una volta scoperto il suo segreto Catherine, deciderà di custodirlo a patto che Vincent le racconti quanto sa del terribile omicidio di sua madre, nel quale sarebbe rimasta coinvolta anche lei, se solo qualcosa o qualcuno non fosse intervenuto a salvarla.

 

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Jupiter’s Legacy | Supereroi alle prese con un’eredità ingombrante

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Jupiter's Legacy

Disponibile dal 7 maggio su Netflix, Jupiter’s Legacy è la nuova serie di supereroi, con Josh Duhamel, Leslie Bibb, Matt Lanter e Ben Daniels. Ideatore del progetto – nonché produttore esecutivo – è Steven S. DeKnight (showrunner della serie Daredevil e regista di Pacific Rim – La rivolta).

Jupiter’s Legacy | La trama della nuova serie targata Netflix

Basata sull’omonimo fumetto, creato da Mark Millar e Frank Quitely, Jupiter’s Legacy narra le vicende della famiglia Sampson, composta dal padre Sheldon (Duhamel), dalla madre Grace (Bibb) e da due figli, Chloe (Elena Kampouris) e Brandon (Andrew Horton). Particolarità di questo piccolo nucleo è l’avere dei poteri – quali per esempio la vista laser, il volo, la superforza – che si tramandano di generazione in generazione.

Una scena di Jupiter’s Legacy

Le vicende prendono avvio negli anni Trenta, quando Sheldon e il fratello maggiore Walt (Daniels) devono affrontare la perdita del padre, gettatosi dal tetto di un edificio, e la bancarotta della loro azienda di famiglia. Deciso a intraprendere un viaggio tanto misterioso quanto pregno di possibilità, Sheldon mette su un gruppo di avventurieri, di cui fanno parte Walt, il migliore amico George (Lanter) e la giornalista Grace.

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Una volta raggiunta la meta e appianati i malumori, il gruppo viene insignito di poteri straordinari. Sheldon organizza così un vero e proprio team di supereroi, dando loro delle linee guida da seguire e delle regole da rispettare. Su tutte, quella di non togliere la vita a nessun criminale, e di consegnarlo invece alle forze dell’ordine.

L’avvento dei figli rimette tutto in discussione

Ovviamente la faccenda si complicherà nel futuro, con la nascita dei figli e con l’inevitabile ribellione che l’adolescenza comporta. Il rapporto tra Chloe e Sheldon appare più che complicato: i due non riescono infatti a trovare un terreno comune su cui comunicare e costruire. Il fatto che in passato Sheldon non sia stato presente nella vita dei figli è qualcosa che la giovane non riesce a perdonargli.

Dal canto suo invece Brandon fa di tutto per compiacere il genitore, per essere all’altezza del testimone che gli verrà lasciato. Ma quando teme per la vita di quest’ultimo, prende una decisione azzardata e infrange il regolamento imposto anni prima da Sheldon e accettato dal team.

Andrew Horton nei panni di Brandon

I tempi cambiano… E così le serie sui supereroi!

Jupiter’s Legacy affronta in tal modo un altro interessante (e poco sfruttato) aspetto dell’esistenza di un supereroe. Se “da grandi poteri derivano sempre grandi responsabilità”, quando i tempi cambiano, per forza di cose, devono farlo anche gli insegnamenti.

Se prima vigeva forse un codice morale anche tra i villains, oggi sembra essere stato completamente abbandonato. Per giocare quindi ad armi pari, i “buoni” devono accettare di sporcarsi le mani, oltre che la coscienza.

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Dopo il “politicamente scorretto” di The Boys e Doom Patrol, ecco allora una nuova variante sul tema. Il realismo consentito dalla trama permea all’interno di essa, sollevando riflessioni semplici ma mai banali. Soprattutto se si considera lo spunto di partenza.

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Them | Nella nuova serie Amazon l’orrore del razzismo

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Them

Disponibile su Prime Video dal 9 aprile, la serie antologica Them prende luogo in un piccolo quartiere della contea di Los Angeles, chiamato East Compton, durante gli anni della Grande Migrazione.

La Grande Migrazione al centro della nuova serie Amazon Prime Video

Tra il 1910 e il 1970 infatti, milioni di afroamericani decisero di trasferirsi dagli Stati del Sud a quelli del Nord e dell’Ovest, nel tentativo di fuggire dal razzismo imperante all’epoca. Purtroppo, per molti di loro le situazioni che trovarono al loro arrivo non furono delle migliori, anzi.

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Sebbene il sistema industriale e quello scolastico sembrassero più sviluppati, non c’era spazio per persone di colore al loro interno. Almeno non come queste ultime speravano. L’intolleranza, la discriminazione, l’odio erano sin troppo radicati per far sì che le cose andassero in maniera differente.

Per la famiglia Emory, è la California la meta da raggiungere. Ma finiranno per incontrare una comunità di bigotti, chiusi e gelosi della loro agiatezza, disposti a tutti pur di cacciare i nuovi vicini.

Them | Il razzismo sotto forma di orrore

Chiaro come il tema del razzismo sia il fulcro del progetto, vicino ad alcuni precedenti quali per esempio His House (disponibile su Netflix), Lovecraft Country (su Sky) o Antebellum (su Prime Video e in home video). Rispetto al primo dei titoli citati, Them esibisce una similarità accentuata, dal momento che le abitazioni dei protagonisti sono colpite da apparizioni sovrannaturali e malefiche.

Una scena di Them con la famiglia Emroy al completo

La casa assume così un ruolo importante, simboleggiando tutta una serie di questioni che hanno a che fare con l’appartenenza, il passato, la paura. Il genere horror interviene poi a mettere simili suggestioni in scena, giocando con il buio, i rumori, le allucinazioni e quant’altro.

Da questo punto di vista il nuovo show targato Amazon Original è perfetto. Non un dettaglio fuori posto, una battuta di troppo. Ogni elemento è stato studiato per dare il massimo dell’effetto. Al tempo stesso non viene tradito lo spirito dell’epoca.

Il diavolo si nasconde nei dettagli

I bianchi – non tutti, è bene precisarlo – sono delle creature spregevoli, cattive, spietate. Con le loro villette a schiera, i giardini verdeggianti, gli abiti pastello e le acconciature impeccabili. E dietro la facciata angelica, un animo diabolico.

Dall’altra parte della staccionata, metaforicamente parlando, la famiglia Emory deve affrontare il male fuori e dentro casa. Nel corso dei 10 episodi emergeranno infatti le ferite, mai rimarginate e ancora pulsanti, che affligono i coniugi Henry (Ashley Thomas) e Lucky (Deborah Ayorinde).

Ashley Thomas e Deborah Ayanide in una scena della serie

Lo spettatore si ritrova completamente intrigato e avvinto da quanto accade sullo schermo, ansioso e felice di farsi spaventare nel momento più opportuno e talvolta meno atteso. Intanto si fanno strada nella sua mente le riflessioni legate al tema fondamentale, riaccendendo il fuoco della rabbia e dell’afflizione.

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A livello stilistico e registico Them si dimostra una spanna sopra a tanti prodotti del genere. Grazie alla sua fotografia patinata, all’utilizzo mirato di split screen e di cambi di formato. Un tocco di classe lo porta infine la colonna sonora.

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La serie ispirata alla vita di Audrey Hepburn sarà scritta da Jaqueline Hyot

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Nel corso degli anni se c’è una diva del cinema che è riuscita a influenzare con la sua eleganza, vari mondi come quello della moda, è sicuramente Audrey Hepburn. Il suo tubino nero e la pettinatura elegante mentre si trova a fare colazione di fronte la vetrina del negozio di Tiffany è entrata nella storia. Una storia che presto rivivrà in una serie che verrà scritta dalla sceneggiatrice Jaqueline Hoyt.

Cosa sappiamo sulla serie dedicata a Audrey Hepburn?

La sceneggiatrice di serie di successo come The Good Wife, The Leftovers, CSI e di The Underground Railroad e la nuova serie di Barry Jenkins si occuperà della sceneggiatura incentrata sulla vita dell’iconica attrice Audrey Hepburn. La penna di Jacqueline Hoyt avrà come riferimento il soggetto scritto da figlio di Audrey, Luca Dotti, con Luigi Spinola della Wildside, società del gruppo Fremantle, sta sviluppando.

Ad aver ispirato questo progetto, il bestseller Audrey At Home firmato da Luca e Luigi nel quale hanno parlato di vari aspetti inediti della personalità e della vita della grande attrice andando oltre l’interprete, madre e filantropa.

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Chi produrrà la serie?

I produttori esecutivi della serie dedicata a Audrey Hepburn sono Mario Gianani, CEO di Wildside, del gruppo Fremantle; Lorenzo Gangarossa con Ludovica Damiani; Luca Dotti e Luigi Spinola. A tal proposito, Andrea Scrosati, COO di Fremantle ha dichiarato: “Per Audrey il nostro obiettivo sarà ancora una volta quello di produrre un contenuto nato a livello locale ma rivolto a una platea mondiale. Credo che il team creativo riunito dalla Wildside e il progetto stesso abbiano le caratteristiche ideali perché questo accada”.

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