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Cinema

David di Donatello 2019: la lista completa delle nomination

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Il 19 Febbraio sono state annunciate ufficialmente le candidature dei David di Donatello 2019, sottolineando un anno pieno di film italiani interessanti e di spessore, nonché professionisti del grande schermo che hanno emozionato il pubblico e la critica. Commedie, thriller, storie drammatiche che hanno toccato il cuore, sono tra le nomination dei David di Donatello 2019 in attesa della premiazione il prossimo Marzo a Roma. Vediamo insieme la lista completa qui di seguito.

MIGLIOR FILM

– Chiamami col tuo nome

– Dogman

– Euforia

– Lazzaro felice

– Sulla mia pelle

MIGLIOR REGIA

– Capri-Revolution Mario MARTONE
– Chiamami col tuo nome Luca GUADAGNINO
– Dogman Matteo GARRONE
– Euforia Valeria GOLINO
– Lazzaro felice Alice ROHRWACHER

MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE – PREMIO GIAN LUIGI RONDI

– Fabrizio De André – Principe libero Luca FACCHINI
– Hotel Gagarin Simone SPADA
– La terra dell’abbastanza Fabio e Damiano D’INNOCENZO
– Ride Valerio MASTANDREA
– Sulla mia pelle Alessio CREMONINI

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE

– Dogman Matteo GARRONE, Massimo GAUDIOSO, Ugo CHITI
– Euforia Francesca MARCIANO, Valia SANTELLA, Valeria GOLINO
– La terra dell’abbastanza Fabio e Damiano D’INNOCENZO
– Lazzaro felice Alice ROHRWACHER
– Sulla mia pelle Alessio CREMONINI, Lisa Nur SULTAN

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE

– Chiamami col tuo nome James IVORY, Luca GUADAGNINO, Walter FASANO
– Ella & John (The Leisure Seeker) Stephen AMIDON, Francesca ARCHIBUGI, Francesco PICCOLO, Paolo VIRZÌ
– Il testimone invisibile Stefano MORDINI, Massimiliano CATONI
– La profezia dell’armadillo Oscar GLIOTI, Valerio MASTANDREA, Johnny PALOMBA, ZEROCALCARE
– Sono tornato Nicola GUAGLIANONE, Luca MINIERO

MIGLIOR PRODUTTORE

– Chiamami col tuo nome
– Luca GUADAGNINO, Emilie GEORGES, Peter SPEARS, Marco MORABITO, Rodrigo TEIXEIRA, James IVORY, Howard ROSENMAN

– Dogman
– ARCHIMEDE, LE PACTE con RAI CINEMA

– La terra dell’abbastanza
– Agostino, Giuseppe e Maria Grazia SACCÀ per PEPITO PRODUZIONI, con RAI CINEMA

– Lazzaro felice
– Carlo CRESTO-DINA per TEMPESTA, con RAI CINEMA in coproduzione con AMKA FILMS PRODUCTIONS, AD VITAM PRODUCTION, KNM, POLA PANDORA

– Sulla mia pelle
– CINEMAUNDICI, LUCKY RED

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA

– Capri-Revolution Marianna FONTANA
– Il vizio della speranza Pina TURCO
– Loro Elena Sofia RICCI
– Troppa grazia Alba ROHRWACHER
– Un giorno all’improvviso Anna FOGLIETTA

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA

– Dogman Marcello FONTE
– Euforia Riccardo SCAMARCIO
– Fabrizio De André – Principe libero Luca MARINELLI
– Loro Toni SERVILLO
– Sulla mia pelle Alessandro BORGHI

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA

– Capri-Revolution Donatella FINOCCHIARO
– Il vizio della speranza Marina CONFALONE
– Lazzaro felice Nicoletta BRASCHI
– Loro Kasia SMUTNIAK
– Sulla mia pelle Jasmine TRINCA

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA

– A casa tutti bene Massimo GHINI
– Dogman Edoardo PESCE
– Euforia Valerio MASTANDREA
– Fabrizio De André – Principe libero Ennio FANTASTICHINI
– Loro Fabrizio BENTIVOGLIO

MIGLIOR AUTORE DELLA FOTOGRAFIA

– Capri-Revolution Michele D’ATTANASIO
– Chiamami col tuo nome Sayombhu MUKDEEPROM
– Dogman Nicolaj BRÜEL
– La terra dell’abbastanza Paolo CARNERA
– Lazzaro felice Hélène LOUVART

MIGLIORE MUSICISTA

– A casa tutti bene Nicola PIOVANI
– Capri-Revolution Sascha RING, Philipp THIMM
– Dogman Michele BRAGA
– Euforia Nicola TESCARI
– Loro Lele MARCHITELLI
– Sulla mia pelle MOKADELIC

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE

– A casa tutti bene
” L’INVENZIONE DI UN POETA ”
musica di Nicola PIOVANI
testo di Aisha CERAMI, Nicola PIOVANI
interpretata da TOSCA

– Capri-Revolution
” ARACEAE ”
musica di Sascha RING, Philipp THIMM
testo di Simon BRAMBELL
interpretata da Sascha RING

– Chiamami col tuo nome
” MISTERY OF LOVE ”
musica, testo e interpretazione di Sufjan STEVENS

– Il vizio della speranza
” ‘A SPERANZA ”
musica, testo e interpretazione di Enzo Avitabile

– Loro
” ‘NA GELOSIA ”
musica di Lele MARCHITELLI
testo di Peppe SERVILLO
interpretata da Toni SERVILLO

MIGLIORE SCENOGRAFO

– Capri-Revolution Giancarlo MUSELLI
– Chiamami col tuo nome Samuel DESHORS
– Dogman Dimitri CAPUANI
– Lazzaro felice Emita FRIGATO
– Loro Stefania CELLA

MIGLIORE COSTUMISTA

– Capri-Revolution Ursula PATZAK
– Chiamami col tuo nome Giulia PIERSANTI
– Dogman Massimo CANTINI PARRINI
– Lazzaro felice Loredana BUSCEMI
– Loro Carlo POGGIOLI

MIGLIOR TRUCCATORE

– Capri-Revolution Alessandro D’ANNA
– Chiamami col tuo nome Fernanda PEREZ
– Dogman Dalia COLLI, Lorenzo TAMBURINI
– Loro Maurizio SILVI
– Sulla mia pelle Roberto PASTORE

MIGLIOR ACCONCIATORE

– Capri-Revolution Gaetano PANICO
– Chiamami col tuo nome Manolo GARCIA
– Dogman Daniela TARTARI
– Loro Aldo SIGNORETTI
– Moschettieri del re – La penultima missione Massimo GATTABRUSI

MIGLIORE MONTATORE

– Capri-Revolution Jacopo QUADRI, Natalie CRISTIANI
– Chiamami col tuo nome Walter FASANO
– Dogman Marco SPOLETINI
– Euforia Giogiò FRANCHINI
– Sulla mia pelle Chiara VULLO

MIGLIOR SUONO

– Capri-Revolution
Presa diretta: Alessandro ZANON – Microfonista: Alessandro PALMERINI – Montaggio: Marta BILLINGSLEY – Creazione suoni: Stefano GROSSO, Marzia CORDÒ, Giancarlo RUTIGLIANO – Mix: Paolo SEGAT

– Chiamami col tuo nome
Presa diretta: Yves-Marie OMNES – Microfonista: Yves-Marie OMNES – Montaggio: Davide FAVARGIOTTI – Creazione suoni: Studio 16 Sound Group – Mix: Jean-Pierre LAFORCE

– Dogman
Presa diretta: Maricetta LOMBARDO – Microfonista: Alessandro MOLAIOLI – Montaggio: Davide FAVARGIOTTI – Creazione suoni: Mauro EUSEPI, Mirko PERRI – Mix: Michele MAZZUCCO

– Lazzaro felice
Presa diretta: Christophe GIOVANNONI – Microfonista: Julien D’ESPOSITO – Montaggio: Marta BILLINGSLEY – Mix: François MUSY

– Loro
Presa diretta: Emanuele CECERE – Microfonista: Francesco SABEZ, Paolo TESTA – Montaggio: Silvia MORAES, Alessandro FELETTI, Alessandro QUAGLIO – Creazione suoni: Mirko PERRI, Mauro EUSEPI – Mix: Marco SAITTA

MIGLIORI EFFETTI VISIVI

– Capri-Revolution Sara PAESANI, Rodolfo MIGLIARI
– Dogman Rodolfo MIGLIARI
– Il ragazzo invisibile – Seconda generazione Victor PEREZ
– La befana vien di notte Rodolfo MIGLIARI, Monica GALANTUCCI
– Loro Simone COCO, James WOODS
– Michelangelo – Infinito Giuseppe SQUILLACI

MIGLIOR DOCUMENTARIO

– Arrivederci Saigon di Wilma LABATE
– Friedkin Uncut di Francesco ZIPPEL
– L’arte viva di Julian Schnabel di Pappi CORSICATO
– La strada dei Samouni di Stefano SAVONA
– Santiago, Italia di Nanni MORETTI

MIGLIOR FILM STRANIERO

– Bohemian Rapsody di Dexter Fletcher, Bryan Singer (20th Century Fox)
– Cold War di Pawel Pawlikowski (Lucky Red)
– Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson (Universal Pictures International Italy)
– Roma di Alfonso Cuarón (Netflix)
– Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh (20th Century Fox)

L’apposita Giuria, composta dal presidente Andrea Piersanti, Giada Calabria, Leonardo Diberti, Paolo Fondato, Elisabetta Lodoli, Enrico Magrelli, Lamberto Mancini, Mario Mazzetti, Paolo Mereghetti comunica la cinquina del miglior cortometraggio.

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO

– Frontiera di Alessandro DI GREGORIO
– Il nostro concerto di Francesco PIRAS
– Im Bären di Lilian SASSANELLI
– Magic Alps di Andrea BRUSA e Marco SCOTUZZI
– Yousef di Mohamed HOSSAMELDIN

Il miglior cortometraggio Premio David di Donatello 2019 è: FRONTIERA di Alessandro Di Gregorio

3.000 studenti degli ultimi due anni di corso delle scuole secondarie di II grado stanno votando per il David Giovani.
I risultati saranno annunciati i primi di marzo.

Cinema

Spiral | la saga di Saw tenta di ritrovare nuova verve con Chris Rock

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Solo quattro anni fa Saw Legacy aveva cercato disperatamente di resuscitare il franchise nel momento sbagliato, appena sette anni dopo la sua conclusione, troppo tardi per essere rilevante e troppo presto per puntare sul fattore nostalgia. Nonostante ciò, gli Spierig Brothers (i primi a mettere le mani sulla saga già con un loro rispettabile curriculum alle spalle) erano riusciti a mettersi efficacemente al servizio di un brand pieno di linee guida già stabilite, con il piglio dei fans affezionati e rispettosi, che si piegano volentieri a un volere superiore e offrono in cambio la propria professionalità. A fronte di un budget di appena 10 milioni di dollari, il film aveva incassato almeno dieci volte tanto, dimostrando il grande interesse attorno alla saga (cosa non affatto scontata).

Attraverso una operazione molto simile (Chris Rock, fan della serie, decide di scrivere il soggetto del nuovo film), il franchise propone nel 2021 l’ennesimo tentativo di cambiare rotta, focalizzandosi sulla componente poliziesca/procedurale e meno su quella orrorifica. Spiral: L’eredità di Saw riprende il solito pretesto degli ultimi film della saga – c’è un assassino che imita gli omicidi di Jigsaw –  ma stavolta lo declina in una inedita chiave militante (le vittime sono poliziotti corrotti). L’idea, in teoria, sarebbe quella di confezionare un’operazione sferzante sulla scia di Scappa – Get Out. Il risultato, invece, è un film hard-boiled di vecchissimo stampo.

Spiral | from the book of Saw

Spiral è, alla fine dei conti, un capitolo abbastanza classico della saga di Saw, atipico solamente nell’avere per la prima volta un protagonista dotato di carisma a cui poter dedicare tutto lo screentime che vuole. Le trappole omicide sono le più semplici e banali della saga e il film spinge nuovamente il piede sul pedale della violenza (eliminando quella componente ironica introdotta con il penultimo episodio) per mascherare la clamorosa carenza di idee (si sente la mano del veterano Darren Lynn Bousman, di nuovo al timone dopo Saw 2, 3 e 4).

La cosa che però davvero sorprende (in negativo) è che questo epigono poliziesco di Saw riesca ad essere anche uno dei capitoli meno convincenti dal punto di vista della scrittura. Se persino i film peggiori della saga erano comunque riusciti ad imbastire almeno il colpo di scena e la rivelazione finale, usando diversi trucchi furbi e depistando sempre in maniera efficace o come minimo avvincente, questo invece a metà commette un errore clamoroso a causa del quale, quando arriva la “sconvolgente” rivelazione, tutti sanno già cosa aspettarsi.

Il sadismo come cifra della saga

Ambientato in una città accaldata che fa sudare tutti come negli hard boiled di Los Angeles, Spiral cerca in ogni modo di sembrare un film fuori canone, autonomo dalla saga in cui in realtà si inserisce (e anche la release primaverile-estiva appare come una precisa scelta di marketing). E lo fa, stranamente, guardando al cinema americano del passato.

Ma nonostante ci tenga tantissimo alla sua trama di polizia corrotta, infiltrati, colpe dei genitori che ricadono sui figli, reclute e storiacce all’interno del distretto, il fulcro del film è ancora una volta il desiderio di giustizia consumato attraverso la violenza sadica ed efferata. Anche in questo caso, infatti, il feroce omicida cerca nel pubblico un complice del suo sguardo assetato di sofferenza e privo di pietà. I colpevoli sono sempre ritratti come uomini che non meritano di vivere e le loro azioni, quando vengono presi nei meccanismi letali dell’Enigmista, ne confermano l’egoismo, la stupidità e la totale mancanza di onore. Saw è il vero e possibile equivalente dei film sul Giustiziere della notte degli anni ‘70, che incanalavano lo sfogo sociale di desideri di ordine e rigore. L’aderenza estetica a quel genere di film è forse l’unico elemento di interesse di un capitolo che, invece, non riesce né ad arricchire la saga, né a sfangarla come un dignitoso more of the same.

Spiral | la saga di Saw tenta di ritrovare nuova verve con Chris Rock
2.5 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora
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Cinema

Run | il thriller con Sarah Paulson trova il ritmo giusto

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Run segna il ritorno dietro la macchina da presa di Aneesh Chaganty, che già nel 2018 aveva stupito tutti grazie al successo del piccolissimo Searching, lungometraggio d’esordio capace di incassare oltre 75 milioni a fronte di un costo di produzione inferiore al milione di dollari. Ancora una volta al fianco di Chaganty nello scrivere la sceneggiatura c’è Sev Ohanian, che co-firmava con lui il precedente film.

Stavolta Chaganty preme il pulsante sull’acceleratore e abbandona fin da subito le velleità di complicare la trama con enigmi e meccanismi da spiegare allo spettatore, riducendo all’osso il film e limitandosi all’essenziale.  

Run | il lato morboso di Sarah Paulson

Diane (Sarah Paulson) è una madre dedita ad accudire la figlia Chloe (Kiera Allen), una adolescente disabile. Il comportamento morboso, inquietante ed invadente della donna induce però Chloe a porsi degli interrogativi che la portano a mettere in discussione il suo rapporto con la madre. La loro relazione si trasforma sempre più in una prigione, svelando tetri segreti.

Il passaggio verso l’emancipazione individuale della giovane Chloe è l’inizio di un incubo hitchcockiano, dove l’unica persona che dovrebbe proteggerla e amarla si rivela invece un’aguzzina folle, capace delle peggiori crudeltà pur di tenerla assoggettata al proprio cuore malato. La povera Chloe, ridotta su una sedia a rotelle, costretta a fare colazione con i farmaci e condannata ad una vita di infermità apparentemente senza uscita, ha un solo lieto fine possibile nel quale sperare: che quella sua vita così limitata sia in realtà tutta un’illusione da cui si possa ancora fuggire. Il film vero comincia dopo una decina di minuti, quando l’unico colpo di scena (si fa per dire) è smaltito e può iniziare la corsa a cui allude il titolo.

Il piede sull’acceleratore

Costruito come un thriller, Run – che pone ovviamente l’enfasi sull’azione, quella di scappare, che è negata alla protagonista – è un prodotto di maniera, di cui si intuiscono presto gli sviluppi e i retroscena e che fallisce nel tentativo di rappresentare il terrore di chi si trova nella condizione di dover dipendere in tutto e per tutto da una persona di cui ci si fida ciecamente e di cui invece si scopre presto la completa insincerità. In un’ora e mezzo scarsa di durata, pochissimo tempo viene utilizzato per approfondire la vicenda di cui racconta il film e per esplorare le motivazioni che possono spingere una madre a fare ciò che fa Sarah Paulson nei confronti della figlia.

La scelta dell’attrice di American Horror Story nel ruolo della aguzzina non permette ad una interprete che già altrove aveva espresso con efficacia tutte le sfumature del terrore, di aggiungere un tassello significativo alla sua performance. Run non lascia infatti il minimo dubbio, fin dall’inizio, sul fatto che questa madre tanto amorevole e preoccupata sia in realtà bugiarda e cattiva. Non lo fa lo sceneggiatura, che elimina qualsiasi forma di ambiguità, e non lo fa la Paulson, le cui espressioni mettono subito in chiaro le intenzioni tutt’altro che positive del suo personaggio.

Un thriller di regia e montaggio

In un film che non si pone mai l’obiettivo di sorprendere lo spettatore (a differenza del precedente Searching), tutto è affidato al montaggio e alla regia, che qui riescono a tenere in piedi la baracca e a dare il giusto ritmo ad un thriller che, in mano ad altri, probabilmente avrebbe esaurito tutto il suo potenziale interesse nei primi quindici minuti. Run non è mai un film sbagliato o disonesto, ma uno che deliberatamente sceglie di fare il minimo sindacale che gli viene richiesto, senza approfondire le tematiche che emergono dal racconto. In alcuni momenti, grazie alla mano ferma di Aneesh Chaganty, questo sembra anche poter bastare.

Run | il thriller con Sarah Paulson trova il ritmo giusto
3 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora
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Cinema

Cannes 2021 | svelata la line-up ufficiale del festival

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È il grande giorno. Il Festival di Cannes ha annunciato la line-up dei film protagonisti di quella che si preannuncia come una edizione storica, che segna il ritorno della kermesse francese dopo la decisione di non organizzare l’edizione 2020 a causa della situazione pandemica. Tante le conferme (Nanni Moretti, Leos Carax, Wes Anderson), ma anche qualche sorpresa sul fronte dei film in concorso, con molti titoli che non erano stati pronosticati nelle scorse settimane.

Jodie Foster, due Oscar tra i tantissimi premi e una laurea a Yale, sarà l’ospite d’onore della cerimonia che aprirà il 74esimo Festival di Cannes il prossimo 6 luglio. La regista, attrice e produttrice americana, 58 anni, riceverà anche la Palma d’oro onoraria alla carriera. Nel maggio 1976, a soli 13 anni, la talentuosa interprete salì le scale del Palais Croisette per la presentazione di Taxi Driver di Scorsese, premiato con la Palma d’oro. Quarantacinque anni dopo torna ancora una volta per ricevere una Palma, questa volta per la sua carriera.

Festival di Cannes | tutti i film in Concorso

  • Annette (Leos Carax)
  • The French Dispatch (Wes Anderson)
  • Benedetta (Paul Verhoeven)
  • A Hero (Asghar Farhadi)
  • Flag Day (Sean Penn)
  • Tout S’est Bien Passe (Francois Ozon)
  • Tre Piani (Nanni Moretti)
  • Titane (Julia Ducournau)
  • Red Rocket (Sean Baker)
  • Petrov’s Flu (Kirill Serebrennikov)
  • France (Bruno Dumont)
  • Nitram (Justin Kurzel)
  • Memoria (Apichatpong Weerasethakul)
  • Lingui (Mahamat-Saleh Haroun)
  • Paris 13th District (Jacques Audiard)
  • The Restless (Joachim Lafosse)
  • La Fracture (Catherine Corsini)
  • The Worst Person in the World (Joachim Trier)
  • Compartment No. 6 (Juho Kuosmanen)
  • Casablanca Beats (Nabil Ayouch)
  • Ahed’s Knee (Nadav Lapid)
  • Drive My Car (Ryusuke Hamaguchi)
  • Bergman Island (Mia Hansen-Løve)
  • The Story of My Wife (Ildikó Enyedi)

Fuori Concorso

  • De Son Vivant (Emmanuelle Bercot) 
  • Bac Nord (Cédric Jimenez) 
  • Aline, the Voice of Love (Valerie Lemercier) 
  • Emergency Declaration (Han Jae-Rim) 
  • The Velvet Underground (Todd Haynes) 
  • Stillwater (Tom McCarthy)

Cannes Premiere (nuova sezione)

  • Evolution (Kornél Mundruczo)
  • Deception (Arnuad Desplechin)
  • Cow (Andrea Arnold)
  • Love Songs for Tough Guys (Samuel Benchetrit)
  • Mothering Sunday (Eva Husson)
  • JFK Revisited: Through the Looking Glass (Oliver Stone)
  • Hold Me Tight (Mathieu Amalric)
  • In Front of Your Face (Hong Sang-soo)
  • Jane Par Charlotte (Charlotte Gainsbourg)
  • Val (Ting Poo e Leo Scott)

Un Certain Regard

  • Un Monde (Laura Wandel)
  • The Innocents (Eskil Vogt)
  • After Yang (Kogonada)
  • Commitment Hasan (Hasan Semih)
  • Lamb (Valdimar Jóhannsson)
  • Bonne Mère (Hafsia Herzi)
  • Delo (House Arrest) (Alexey German Jr.)
  • La Civil (Teodara Ana Mihai)
  • Noche de Fuego (Tatiana Huezo)
  • Blue Bayou (Justin Chon)
  • Moneyboys (C.B Yi)
  • Freda (Gessica Géneus)

Proiezioni Speciali

  • H6 (Yé Yé)
  • Cahiers Noirs (Black Notebooks) (Shlomi Elkabetz)
  • Mariner of the Mountains (Karim Aïnouz)
  • Babi Yar (Sergei Loznitsa) 
  • The Year of the Everlasting Storm (collettivo)
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