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Tony Chichiarelli, il genio del crimine dietro Il Falsario – Alla Festa del Cinema di Roma 2025

Il film Il Falsario di Stefano Lodovichi racconta la storia di Tony Chichiarelli, passato alla storia come il più grande falsario italiano. Prima di vederlo alla Festa del Cinema di Roma 2025, scoprite cosa ha fatto nella Capitale negli anni ’70.

In questa edizione della Festa del Cinema di Roma 2025, c’è un aspetto molto interessante e che accumuna diversi film. Nei vari titoli presentati ufficialmente, ci sono storie tratte da romanzi ispirati alla vita di uomini e donne che sono realmente esistiti e si sono distinti per casi di cronaca o impegni sociali molto importanti.

Questa volta, il protagonista di questo speciale è Tony Chichiarelli, noto per esser stato il falsario più grande conosciuto in Italia. Il titolo, del resto, non lascia spazio alle interpretazioni: Il Falsario diretto da Stefano Lodovichi e scritto da Sandro Petraglia.

Nel cast sono presenti molti volti noti del panorama cinematografico italiano. A partire da Pietro Castellitto, Giulia Michelini, Andrea Arcangeli, Pierluigi Gigante, Aurora Giovinazzo, Edoardo Pesce e Claudio Santamaria. Ma chi era davvero questo artista della contraffazione?

Chi è Tony Chichiarelli

Negli anni ’70 a Roma, dall’Aquila arriva un uomo con tanti sogni e tanto talento nella valigia. Si tratta di Antonio Giuseppe Chichiarelli, un giovane rimasto solo e con una grande passione e bravura per il disegno e la pittura.

Tale è il suo estro nell’arte, che viene accusato di aver rubato due tele da una chiesa medievale, anche se il suo intento era solo quelle di riprodurle a casa. Terminato il congedo militare nel 1969, decide di lasciare il suo paesino di origine, per andare a Roma.

Arrestato solo un anno dopo, per esser stato trovato in possesso di armi, per Tony la vita romana si dimostra tutt’altro che tranquilla. La sua quotidianità inizia a dividersi tra furti, truffe e ricettazione di veicoli e due arresti, avvenuti nel 1973 e nel 1976.

Tony Chichiarelli e la criminalità organizzata

In questo secondo turno in carcere, conosce Danilo Abbruciato, colui che diventerà uno dei capi della Banda della Magliana e sarà implicato con spaccio di droga, rapine e Mafia. La loro conoscenza diventa un’amicizia molto profonda, tanto da introdurlo nella criminalità romana.

Alla corte del capo della Banda, Franco Giuseppucci, Tony diventa sempre più ricco, grazie alle rapine e ad altri atti criminali che lo vedono coinvolto. Più passa il tempo e più entra in contatto con Pippo Calò, il capo di Cosa Nostra a Roma e il Clan dei marsigliesi.

Il volto di Tony Chichiarelli noto come Il Falsario
Il volto di Tony Chichiarelli al TG – Fonte: RaiPlay – NewsCinema.it

L’incontro con Chiara Zossolo

Nel 1977 molto proficuo si rivelò essere l’incontro con la gallerista d’arte Chiara Zossolo, la quale possedeva una galleria a Trastevere. Venuta a conoscenza del talento di Chichiarelli, decide di farlo conoscere al mercato dell’arte, per realizzare Falsi d’autore.

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Lo stesso anno, l’uomo apre un negozio con vari articoli, come mobili ed elementi per gli uffici. Tra questi, anche la macchina da scrivere che le Brigate Rosse utilizzarono per la lettera inerente al rapimento di Aldo Moro.

Con il passare del tempo, Tony decide di sposare Chiara, pur mantenendo attive le sue amicizie con terroristi e i vari componenti della Banda della Magliana. Sempre grazie alla moglie, Tony conosce un trafficante di oggetti tecnologici con la Libia, tale Luciano Dal Bello, informatore dei Carabinieri.

Da questa amicizia, Tony Chichiarelli ha modo di conoscere dei personaggi particolari. I primi legati al noto Golpe Borghese, mandato all’aria dallo stesso Junio Valerio Borghese, fondatore del Fronte Nazionale. Il secondo è Giacomo Comacchio, informatore della Polizia. Nel 1984 Tony Chichiarelli muore, un mese dopo la nascita del figlio avuto da Cristina Cirilli, una commessa di vent’anni.

I suoi storici successi criminali

Nella sua vita dedita alla criminalità, ci sono due primati che hanno contribuito a far conoscere il nome di Tony Chichiarelli. Il primo riguarda la più grande rapina mai realizzata in Italia, con un bottino di 35 miliardi di lire.

Era il 24 marzo 1984, quando il deposito di valori Brink’s Securmark su Via Aurelia a Roma, viene preso d’assalto e nel caveau, vengono rubati soldi e oggetti di grande valore. Si tratta di quella che le cronache del tempo, la definiscono come ‘la rapina del secolo’.

La seconda invece, è strettamente legata al rapimento di Aldo Moro. A quanto pare, l’autore del falso Comunicato n.7 con il quale si diceva che le BR annunciarono il “suicidio” del leader politico e di aver gettato il corpo nel Lago della Duchessa, fu opera di Tony Chichiarelli.

Una falsa missiva, che non si sa da chi fosse stata commissionata, ma che molto probabilmente servì alle BR per distogliere l’attenzione degli inquirenti di Roma e far in modo di spostare Modo da un posto a un altro.

Leila Cimarelli
Leila Cimarelli
Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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