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Cinema

Festa del cinema di Roma 2018: serie tv e documentari per non dimenticare

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La serie Watergate, diretta e prodotta da Charles Ferguson, sarà presentata alla tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, che si svolgerà dal 18 al 28 ottobre 2018 presso l’Auditorium Parco della Musica. Lo annuncia il Direttore Artistico Antonio Monda in accordo con Laura Delli Colli, alla guida della Fondazione Cinema per Roma, e Francesca Via, Direttore Generale.

Basata su uno dei più grandi scandali politici della storia statunitense, la nuova serie targata History Channel ripercorre i fatti che, fra il 1972 e il 1974, hanno portato il presidente Richard Nixon alle dimissioni. Il regista Charles Ferguson, Oscar® al miglior documentario per Inside Job, candidato allo stesso premio per No End in Sight, ricostruisce l’intera vicenda con una narrazione coinvolgente e accattivante, supportata da un ventaglio di immagini e materiali inediti, alcuni recuperati grazie alle più recenti tecnologie informatiche. Watergate si avvale inoltre di registrazioni d’archivio, trascrizioni di processi, testimonianze e nuove interviste realizzate con i membri del Congresso, lo staff dell’amministrazione Nixon, i pubblici ministeri e i giornalisti. Sullo sfondo, la guerra del Vietnam, i cambiamenti socioculturali innescati negli anni sessanta e la comparsa di un nuovo soggetto globale rappresentato dalla Cina.

Il romanziere e saggista Jonathan Safran Foer, considerato uno dei maggiori talenti della narrativa mondiale, sarà protagonista di un Incontro Ravvicinato durante la prossima Festa del Cinema. Autore di bestseller venduti in tutto il mondo, Safran Foer ha investigato nelle memorie e nell’attualità della società contemporanea con “Ogni cosa è illuminata” e “Molto forte, incredibilmente vicino” (da cui sono stati tratti due film), ha approfondito questioni etiche e ambientali di straordinario rilievo nelle pagine di “Se niente importa”, e ha affrontato successivamente, con “Eccomi”, il tema della famiglia e dell’identità ai nostri giorni. Sul palco dell’Auditorium Parco della Musica, Safran Foer parlerà della sua opera approfondendo il rapporto fra letteratura e cinema.

Thierry Fremaux

Festa del Cinema di Roma: gli ospiti di Incontri Ravvicinati

Il programma degli Incontri Ravvicinati si arricchirà inoltre della presenza di Thierry Frémaux: il noto critico cinematografico francese, Delegato Generale del Festival di Cannes, Direttore dell’Istituto Lumière di Lione, incontrerà il pubblico della Festa del Cinema per discutere l’attuale significato dei festival cinematografici e la loro possibile evoluzione.  Fra i protagonisti, già annunciati, degli Incontri Ravvicinati della tredicesima edizione ci saranno – oltre ai due Premi alla Carriera Isabelle Huppert e Martin ScorseseSigourney Weaver, Giuseppe Tornatore, Pierre Bismuth e, in merito ai mestieri del cinema, Luca Bigazzi e Arnaldo Catinari, Giogiò Franchini e Esmeralda Calabria.

Festa del Cinema di Roma: spazio ai documentari

Il 16 ottobre del 1943, le truppe tedesche della Gestapo effettuarono il rastrellamento del ghetto di Roma: a settantacinque anni da quei drammatici eventi, il “sabato nero” sarà ricordato attraverso due proiezioni inserite fra le preaperture della Festa del Cinema, in collaborazione con Roma Capitale, Fondazione Museo della Shoah e Istituto Luce Cinecittà. In programma, La retata. Roma, 16 ottobre 1943 di Ruggero Gabbai, docufilm che ricostruisce, attraverso dichiarazioni di testimoni e documenti, le tappe di questo doloroso capitolo, il primo grande arresto di massa degli ebrei nel nostro Paese, sfociato poi nella deportazione nel campo di concentramento di Auschwitz. A ottanta anni dalla promulgazione delle leggi razziali, 1938 – Quando scoprimmo di non essere più italiani di Pietro Suber affronta le vicende di italiani, ebrei e non, durante il periodo che va dalla pubblicazione dei provvedimenti emanati dal regime fascista (1938) alla fase delle deportazioni dall’Italia (1943-1945).

Durante la Festa del Cinema, sarà poi presentato Who Will Write Our History di Roberta Grossman, prodotto da Nancy Spielberg e basato sull’omonimo libro di Samuel Kassow: il documentario racconta le vicende dello storico Emanuel Ringelblum che realizzò, in segreto, all’interno del ghetto di Varsavia, un archivio che si è poi rivelato uno dei più importanti relativi all’Olocausto. Si terrà, infine, un omaggio al cinema di Claude Lanzmann con la proiezione di Sobibor – 14 ottobre 1943, ore 16.00. Noto per il suo impegno nel racconto dell’Olocausto, autore del film Shoah, Lanzmann firma un documentario sull’unica vittoriosa rivolta di ebrei internati nei campi di concentramento. A Sobibor, dove i prigionieri venivano sterminati appena dopo il loro arrivo, un piccolo gruppo di detenuti, sotto la guida di un capitano ebreo dell’Armata Rossa, decise di uccidere i pochi tedeschi che presidiavano il campo.

“Il cinema è anche memoria, rispetto, testimonianza – ha detto Antonio Monda – Sono particolarmente orgoglioso di ricordare uno dei momenti più tragici del novecento in un programma speciale della Festa del Cinema. Oltre a tre nuovi documentari celebreremo il grande Claude Lanzmann con una delle sue opere più vibranti“.

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Cinema

The Old Man & the Gun, la recensione del film

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“Il fascino non ha età”. Questa affermazione vuole essere un modo per elogiare la bellezza e bravura di uno degli ultimi divi del cinema hollywoodiano: Robert Redford. Durante la 13^ edizione della Festa del cinema di Roma è stato proiettato The Old Man & the Gun , l’ultimo film che vedrà protagonista l’attore americano, in occasione del suo addio dalle scene.

La rocambolesca vita di Forrest Tucker narrata dal film The Old Man & the Gun e diretta da David Lowery, è una commedia, sotto certi punti di vista, malinconica. Abbigliamento impeccabile, completi eleganti corredati da un borsalino sotto il quale nasconde gli iconici capelli biondi (e bianchi), qualche ruga che segna il viso, gli stessi occhi gentili e il sorrisetto di chi sa il fatto suo, sono i tratti caratteristici del personaggio interpretato dal signor Redford. La sceneggiatura è tratta fatti realmente accaduti nel 1981 raccontati da David Grann, un giornalista del New Yorker, il quale intitolò il suo articolo proprio come il film The Old Man & the Gun.

Tucker è un ladro di 78 anni che ha passato la sua vita a rapinare banche, andando da uno Stato ad un altro, senza essere mai servirsi della pistola custodita nel cruscotto della sua auto. Lui è un ladro atipico, quello che molti definiscono come “ladro gentiluomo”. Contrario ad ogni suo di violenza e mai avido anche nel rubare, si accontenta di poche migliaia di dollari ad ogni colpo, mostra anche una certa sensibilità nel mettere a proprio agio “le vittime”. In base a chi si trova davanti, dopo aver mostrato la pistola nel cappotto solo per informarli delle sue intenzioni, inizia a parlare amabilmente del più e del meno o sciorinare complimenti alle cassiere di turno terrorizzate.

La domanda sorge spontanea: un ladro che dimostra di avere questi principi, queste attenzioni ed essere contrario alla violenza, rende l’atto di rapinare meno illegale?

Forrest Tucker (Robert Redford) e Jewel (Sissy Spacek) in una scena del film.

Sebbene questa attività occupa gran parte della sua giornata, riesce a trovare spazio anche per l’amore. Dopo aver fatto un altro colpo, casualmente conosce Jewel (Sissy Spacek), quella che sarà il suo “gioiello” più prezioso, rubandole il cuore e la mente. Parallelamente, il detective John Hunt (Casey Affleck) inizia ad indagare su questa “banda di vecchietti”, cercando di capire come sia possibile che un gruppo di arzilli vecchietti, guidati da Forrest Tucker insieme a Teddy Green (Danny Glover) e Tom Waits (Waller) riescano a farla franca ogni volta, ma soprattutto, uscire dalle banche come dei comuni clienti e senza essere coinvolti in conflitti a fuoco.

Questo film vuole essere un ultimo atto d’amore nei confronti di Robert Redford, amato dal pubblico di tutto il mondo, per aver portato sul grande schermo personaggi interessanti, che lo hanno consacrato come uno degli attori più apprezzati della storia del cinema. La cosa che colpisce maggiormente, oltre ad essere il fatto di usare la pistola solo per “intimorire” senza mai far del male, è la presenza dell’ inconfondibile sorrisetto che da giovane era riuscito a far perdere la testa a milioni e milioni di donne.

La frase iniziale, “il fascino non ha età”, dimostra che Redford giunto quasi all’età di 80 anni è rimasto un divo senza tempo. Nonostante sia visibile il trascorrere del tempo sul suo volto è riuscito a mantenere quel savoir faire di un tempo. Un altro aspetto che viene mostrato è l’ amore vissuto in terza età. Vedere questi due attori comportarsi come due adolescenti, con giochi di sguardi davanti ad una tazza di caffè, è stata una carezza sul cuore che da anni non si vedeva. Forrest e Jewel hanno la stessa freschezza, dolcezza e timidezza tipica di due adolescenti che iniziano a provare il primo batticuore. Si confidano, parlano della propria vita guardandosi occhi negli occhi e si sfiorano le mani come due giovani innamorati. Il loro sentimento potrebbe essere definito come un “amore puro”.

La regia di Lowery  ha saputo mostrare una forte passione tra questi due anziani, attraverso un unico bacio che Redford riesce a dare alla sua Jewel. In  quel gesto c’è gratitudine, comprensione, amore e un chiaro sottotesto: “grazie per avermi accettato, così come sono”. In tutto questo clima che profuma di zucchero filato, c’è spazio anche per diverse scene divertenti come le 16 evasioni dalla prigione e il fatidico incontro in bagno tra Hunt e Tucker.

Tra i pregi di The Old Man & The Gun ambientato negli anni ‘80 quello di scegliere di girarlo in pellicola 16 mm è stata una scelta vincente. Non solo perché in questo modo sembra esser stato girato prima dell’inizio dell’era del digitale, ma perché ha mostrato per l’ultima volta sul grande schermo, il grande Redford con quella grana non troppo definita che lo rese celebre negli anni ’60, mostrando quel caratteristico effetto un po’ sgranato che solo la pellicola è in grado di offrire.
Così come un cerchio che si chiude, è la classica dimostrazione che il fascino è un connotato che non è soggetto al passare del tempo.

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Cinema

The Mandalorian, George Lucas visita il set di Jon Favreau

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Jon Favreau continua a condividere frammenti di materiale dietro le quinte dal set del suo imminente serie di Star Wars The Mandalorian. Il suo post più recente potrebbe mandare i fan in tilt, poichè il regista ha rivelato un ospite a sorpresa sul set, ovvero lo stesso George Lucas. La visita di Lucas sul set di The Mandalorian è avvenuta il giorno del compleanno di Favreau. In precedenza Lucas aveva già visitato i set di Rogue One e Solo, ma è bello vedere il creatore di Star Wars ancora molto coinvolto nel franchise.

The Mandalorian è attualmente in produzione. I registi della serie sono stati ufficialmente annunciati e includono Dave Filoni (Star Wars: The Clone Wars, Star Wars Rebels) che dirigerà il primo episodio. Altri episodi saranno diretti da Deborah Chow (Jessica Jones), Rick Famuyiwa (Dope), Bryce Dallas Howard (Solemates) e Taika Waititi (Thor: Ragnarok). The Mandalorian sarà prodotto da Jon Favreau, Dave Filoni, Kathleen Kennedy e Colin Wilson. Karen Gilchrist sarà il co-produttore esecutivo.

La prima stagione di 10 episodi avrà un budget combinato di $ 100 milioni, rendendo ogni episodio costato circa $ 10 milioni. È stato anche annunciato che Disney sta attualmente sviluppando serie multiple limitate con personaggi del Marvel Cinematic Universe per il loro prossimo servizio di streaming. The Mandalorian non ha ancora una data di rilascio, ma la piattaforma Disney Direct-to-Consumer verrà lanciata alla fine del 2019.

 

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La llorona – le lacrime del male, il teaser trailer ufficiale

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Svelato il teaser trailer ufficiale italiano de LA LLORONA – LE LACRIME DEL MALE, horror firmato da Michael Chaves e atteso nelle sale italiane a partire dal 18 aprile 2018. Fate attenzione al gemito della Llorona, la donna che piange, un’apparizione imprigionata tra il Paradiso e l’Inferno, dopo aver annegato i figli in preda ad un rapsus. Negli anni ’70 La Llora si aggira per Los Angeles, di notte, a caccia di bambini. Un’assistente sociale non prende sul serio l’inquietante avvertimento di una madre sospettata di aver compiuto violenze sui figli, e presto sarà proprio lei, insieme ai suoi bambini, ad essere risucchiata in uno spaventoso regno soprannaturale. Sul set del film: Linda Cardellini, Raymond Cruz, Patricia Velasquez, Marisol Ramirez.

La llorona, sinossi ufficiale del film

La Llorona. La donna che piange. Un’apparizione terrificante, intrappolata tra il Paradiso e l’Inferno, quella di una donna segnata da un terribile destino che si è creata con le sue stesse mani. Il solo sentir menzionare il suo nome ha terrorizzato il mondo per generazioni. La sua colpa è stata quella di aver annegato i figli in preda ad un raptus di rabbia e gelosia, per poi gettarsi nello stesso fiume, disperata e piangente. Ora le sue lacrime sono eterne e letali, e coloro che sentono di notte il suo richiamo mortale sono condannati. La Llorona si insinua nell’ombra e va a caccia di bambini, nel disperato tentativo di sostituirli ai suoi. Con il passare dei secoli il suo desiderio è diventato sempre più vorace…e i suoi metodi sempre più terrificanti. Negli anni ’70 a Los Angeles, La Llorona si aggira nella notte alla ricerca di bambini. Un’assistente sociale non prende sul serio l’inquietante avvertimento di una madre sospettata di aver compiuto violenze sui figli, e presto sarà proprio lei, insieme ai suoi bambini, ad essere risucchiata in uno spaventoso regno soprannaturale. L’unica speranza di sopravvivere all’ira mortale della Llorona potrebbe essere un prete disilluso e la mistica che pratica per scacciare il male, dove la paura e la fede si incontrano. Attenzione al suo gemito agghiacciante…non si fermerà davanti a niente pur di attirarti nel buio.
Perché non c’è pace per la sua angoscia, non c’è misericordia per la sua anima.
E non si può sfuggire alla maledizione della Llorona.

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