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Festival di Cannes 2026: i 10 film pronti a sconvolgere la Croisette

Manca sempre meno alla nuova edizione del Festival di Cannes: scopriamo insieme quali sono i titoli più attesi tra quelli che vedremo sulla Croisette.

L’edizione 2026 del Festival di Cannes si preannuncia come una delle edizioni più intriganti degli ultimi anni. Tra ritorni eccellenti, autori di culto e titoli misteriosi che stanno già alimentando il dibattito tra critici e appassionati, la selezione di quest’anno promette di mantenere alta la sua ambizione artistica. 

In un panorama cinematografico sempre più frammentato, Cannes continua infatti a rappresentare un punto di riferimento imprescindibile, capace di orientare il gusto globale e lanciare titoli destinati a diventare i nuovi classici.

I film più attesi del Festival di Cannes 2026

Ecco i dieci film più attesi che potrebbero catturare l’attenzione sulla Croisette o vincere la Palma D’oro.

Hope di Na Hong-jin

Il ritorno di Na Hong-jin al Festival di Cannes 2026 è di per sé un evento. Il regista sudcoreano ha costruito una filmografia breve ma potentissima, in cui il thriller si intreccia con il soprannaturale e con una visione profondamente pessimista della natura umana. 

Senza dettagli ufficiali sulla trama, è lecito aspettarsi un’opera che lavori sulla tensione, sull’ambiguità morale e su una messa in scena estremamente controllata.

I suoi film precedenti hanno spesso esplorato il male come presenza sfuggente e indecifrabile. Hope potrebbe inserirsi in questa linea, consolidando la sua reputazione di autore capace di unire cinema di genere e riflessione esistenziale.

Minotaur Cannes 2026
Minotaur Cannes 2026 (Foto: Ufficio stampa) – Newscinema.it

Minotaur di Andrej Zvjagincev

Dopo anni di assenza – anche a causa dei gravi motivi di salute di cui ci aveva raccontato – il ritorno di Zvjagincev al Festival di Cannes 2026 è uno dei più attesi dalla critica internazionale. Il regista russo è noto per il suo stile austero e per la capacità di trasformare drammi familiari in allegorie universali. 

Anche in assenza di una sinossi ufficiale, il titolo Minotaur suggerisce una possibile dimensione simbolica, coerente con il suo cinema.

I suoi lavori precedenti hanno indagato la disgregazione sociale e morale con uno sguardo rigoroso e implacabile: questo nuovo film potrebbe proseguire lungo quella traiettoria, confermandolo come uno degli autori più rilevanti del panorama contemporaneo.

El ser querido di Rodrigo Sorogoyen al Festival di Cannes 2026

Sorogoyen è ormai una delle voci più riconoscibili del cinema europeo. Il suo lavoro si distingue per una regia dinamica (finanche nevrotica) e per un’attenzione quasi ossessiva alle dinamiche psicologiche dei personaggi. 

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El ser querido si inserisce nel solco dei suoi drammi più intensi, in cui le relazioni umane vengono messe sotto pressione fino al punto di rottura.

Il regista ha dimostrato di saper coniugare tensione e realismo, rendendo ogni storia profondamente immersiva. Questo nuovo titolo è atteso come una possibile conferma della sua maturità artistica.

Vaterland di Paweł Pawlikowski

Pawlikowski torna al Festival di Cannes con un progetto che, già dal titolo, richiama temi identitari e storici. Il suo cinema è caratterizzato da un’estrema cura formale e da una forte componente emotiva, spesso legata alla memoria e alle radici culturali. 

Noto per le sue composizioni rigorose, l’uso espressivo del bianco e nero e narrazioni intime ma universali, questo nuovo film di Pawlikowski è atteso come un’opera capace di dialogare con la storia europea attraverso uno sguardo personale e profondamente autoriale.

Teenage Sex and Death at Camp Miasma
Teenage Sex and Death at Camp Miasma (Foto: Ufficio stampa) – Newscinema.it

Teenage Sex and Death at Camp Miasma di Jane Schoenbrun

Il titolo provocatorio è solo il primo indizio di un’opera che promette di essere radicale e fuori dagli schemi. Schoenbrun utilizza stavolta l’ambientazione di un campo estivo per adolescenti come metafora di trasformazione, identità e desiderio, mescolando elementi horror con una sensibilità queer e sperimentale.

Il film al Festival di Cannes 2026 potrebbe giocare con i codici dello slasher per sovvertirli e ci si aspetta, come nei suoi lavori precedenti, un uso audace dei colori e del suono, con una narrazione frammentata e non lineare.

È probabilmente uno di quei titoli destinati a dividere profondamente il pubblico, ma anche a generare discussioni appassionate attorno a esso.

Her Private Hell di Nicolas Winding Refn

Refn torna con un progetto che sembra spingere ancora oltre la sua ricerca estetica. Her Private Hell è un viaggio nella psiche di una protagonista femminile intrappolata in una spirale di violenza, desiderio e alienazione. 

Il regista danese è noto per l’uso ipnotico della luce e del colore, ma anche per la sua narrazione minimale, quasi astratta, che lascia invece spazio a immagini fortemente evocative e a un ritmo contemplativo. Un’opera che potrebbe affascinare quanto respingere, ma che difficilmente passerà inosservata.

Propeller One-Way Night Coach di John Travolta

John Travolta firma il suo debutto alla regia con Propeller One-Way Night Coach, che presenterà a Cannes nella sezione Cannes Premiere.

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Il progetto è l’adattamento dell’omonimo libro scritto e illustrato dallo stesso Travolta nel 1997. Il racconto narra di Jeff, un bambino amante degli aerei, che insieme alla madre sale a bordo di un volo da Newark a Hollywood. Il viaggio, ai suoi occhi, diverrà una vera e propria avventura.

Il libro nasce dall’amore di Travolta per il volo ed è stato concepito come un regalo per il figlio. Nel cast sono presenti Kelly Eviston-Quinnett, nota soprattutto per il suo ruolo in The Absent, nei panni della madre di Jeff; quest’ultimo è interpretato da Clark Shotwell.

Full Phil di Quentin Dupieux

Una “Emily in Paris all’inferno: un sogno febbrile, una versione da incubo”, con queste parole il regista francese Quentin Dupieux ha descritto, in esclusiva a Variety, il suo nuovo progetto cinematografico intitolato Full Phil.

Protagonista è Woody Harrelson, nei panni di un ricco industriale americano che cerca di riallacciare i rapporti con la figlia – interpretata da Kristen Stewart – durante un lussuoso viaggio a Parigi.

Nel cast troviamo anche Charlotte Le Bon, Emma Mackey, Nassim Lyes, Tim Heidecker ed Eric Wareheim.

Full Phil
Full Phil (Foto: Ufficio stampa Cannes) – Newscinema.it

Sheep in the box di Hirokazu Koreeda

In un Giappone nel futuro prossimo, due anni dopo la morte di loro figlio, i coniugi Kōmoto, l’architetta Otone e Kensuke, presidente dell’impresa edile paterna, adottano Kakeru, un androide progettato per essere identico al bambino scomparso.

Una soluzione per lenire la perdita che si trasforma molto presto in un’esperienza complessa e ambigua, in cui memoria, affetto e identità si confondono.

È questa la trama del nuovo film di Hirokazu Koreeda, già vincitore del Premio della Giuria al Festival di Cannes nel 2013 con Father and Son e poi con la consacrazione della Palma d’oro nel 2018 per Un affare di famiglia. Il film è tratto da un romanzo di Kanae Minato, la brava autrice dell’opera che ha ispirato il film Confessions.

Paper Tiger di James Gray al Festival di Cannes 2026

Paper Tiger segna il ritorno di Gray al crime drama, genere che ha contribuito a definire la sua carriera. Secondo le prime informazioni, racconterà la storia di due fratelli nel loro tentativo di realizzare il sogno americano.

I due, però, resteranno invischiati nella ragnatela tessuta dalla mafia russa, che inizierà a terrorizzare la loro famiglia e a mettere a dura prova il loro legame, fino a portarli a pensare che sarebbe meglio tradire il proprio fratello.

Un film che può contare sicuramente su di un cast di primo piano, guidato da Scarlett Johansson e Adam Driver, affiancati da Miles Teller.

Davide Sette
Davide Sette
Giornalista cinematografico. Fondatore del blog Stranger Than Cinema e conduttore di “HOBO - A wandering podcast about cinema”.

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