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Torino Film Festival 2025: Land with no Rider mostra il volto umano del west

In concorso alla 43esima edizione del Torino Film Festival, nella sezione dei documentari, Land with no rider di Tamar Lando pone sotto la luce dei riflettori una realtà semplice e affascinante.Protagonisti di questa realtà sono gli ultimi cowboy del New Mexico, alle prese con l’inesorabile avvicinarsi del progresso e con l’eredità che lasciano ai posteri. Una malinconia sottile percorre tutta la narrazione, mentre le voci di chi per una vita intera ha vissuto della terra e dei suoi animali danno la loro testimonianza. Dal 1598, quando i coloni spagnoli hanno posto radici nel New Mexico, passando per il Novecento, sino ad arrivare ai giorni nostri, Land with no rider fornisce uno spaccato appassionato e sincero di un’umanità in via d’estinzione.

Land with no rider racconta i cowboy in via d’estinzione

Il documentario d’esordio firmato da Tamar Lando, fotografa e docente di filosofia alla Columbia University, si compone di immagini che restituiscono le sensazioni di un’epoca e di un mondo agli sgoccioli. L’arrivo inesorabile del progresso sta per cancellare ogni traccia di questi uomini che hanno ancora tutti i tratti dei cowboy originali.

Sebbene ai cavalli abbiano sostiuito le mucche, il loro legame atavico con la terra li rende una specie a parte. Segnati dalle difficoltà di una vita fatta di fatiche e di duro lavoro, dove le soddisfazioni arrivano da madre natura e dai frutti che essa concede, i protagonisti temono per chi verrà dopo di loro. In fondo chi raccoglierà l’eredità? Chi proteggerà le terre e gli animali?

land with no rider
Una scena di Land with no rider (Foto: ufficio stampa) – Newscinema.it

Il wild feeling – così lo chiamano – ovvero il sentimento nei confronti di un selvaggio west, dove la libertà è un concetto fondamentale, continua a vivere dentro di loro. E mai si spegnerà. Nonostante la siccità, il rimpicciolimento dei possedimenti, lo sviluppo dei macchinari che cancella la vecchia e antica manodopera. I ricordi rischiano di sbiadire, anche se le voci dei cowboy si fanno sentire forte e chiaro. Non solo nelle serate dei karaoke.

Il fascino intramontabile della terra

Ed è così che anche la musica entra a piene mani all’interno della narrazione. Vibrante ed emozionante, la colonna sonora di Land with no rider si guadagna un posto speciale nel cuore del pubblico.

Andando anche a raccontare ciò che smuove i protagonisti, alle prese con eventi che caratterizzano la loro quaotidinaità. Un ruscello completamente prosciugato, una quercia di 400 anni, una vitellina morta, una mucca salvata. La morte e la vita si mescolano senza soluzione di continuità, in un ciclo che non si interrompe mai.

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Una scena di Land with no rider (Foto: ufficio stampa) – Newscinema.it

Il paradiso non è solo quello in cielo, ma è anche l’idea di morire nel proprio ranch. Dove ogni ettaro ha un suo significato e uno scopo. Che sia dedicato al pascolo o al cimitero di famiglia. La terra ancora oggi popolata dai pochi cowboy rimasti ha i tratti epici dei migliori classici e non accenna a diminuire il suo intramontabile fascino.

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