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Richard Linklater svela il segreto del suo cinema: ‘Così ho cambiato le regole di Hollywood’

L’incontro con Richard Linklater è stato di certo uno dei più attesi dell’edizione di quest’anno. Ecco di seguito le sue preziose parole.

Il 20 ottobre 2025, la Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica a Roma, ha ospitato uno degli incontri più desiderati di questa ventesima edizione della Festa del Cinema 2025: la masterclass di Richard Linklater.

Durante la chiacchierata, il regista texano (celebre per la trilogia Before, Boyhood e tanti altri titoli iconici) ha esplorato il proprio approccio al linguaggio cinematografico, parlando anche del suo ultimo Nouvelle Vague. Le sue riflessioni sul tempo, le relazioni e la costante sperimentazione, sono diventate brillanti insegnamenti sia per i professionisti sia per tutti gli appassionati del grande schermo.

L’intuizione disarmante che pochi come lui hanno saputo esibire nel tempo, si è miscelata con la solida fedeltà negli intenti di una carriera indelebile e la chiarezza estrema in ciò a cui ha sempre aspirato. Ecco di seguito, ciò che Richard Linklater a regalato ai presenti attraverso una nuova prestigiosa masterclass, che difficilmente verrà dimenticata.

Richard Linklater alla Masterclass
Richard Linklater alla Masterclass (Foto: Ufficio Stampa Festa del Cinema di Roma) – Newscinema.it

Gli inizi di Richard Linklater

Hai sempre continuato a vivere in Texas. Questo come ti ha aiutato?“Austin è una grande città, anche se io sono cresciuto in una piccola cittadina in cui c’è solo una prigione e non succede molto. Fino a vent’anni non avevo in mente di fare il regista volevo in realtà fare il romanziere, poi al college ho iniziato a vedere film di continuo. Da quel momento sono andato al cinema ogni weekend e ho iniziato ad avere quasi un’ossessione per i film. Poco più tardi ho scoperto di avere i film nella mia testa.”Come sei riuscito nella tua carriera a proteggere questo tuo spirito indipendente?“I miei primi lavori conservano un intento puramente narrativo. Ai tempi ho pensato ‘perché non puoi realizzare un’idea folle?’, non capivo perché dover fare per forza qualcosa che già esisteva. E così ho portato avanti ciò che avevo nella mente, anche se sulla carta era qualcosa di insolito.”Con il tuo Slacker, nel 1990, hai fatto una digressione. Si tratta di una riflessione filosofica da sogno a realtà, che va contro alla regola base delle scuole di cinema, ossia dover mostrare e non parlare.“Sì esatto, ho voluto andare contro quella regola che hanno sempre ripetuto anche a me. Mi è sempre piaciuto descrivere, spesso può essere più interessante raccontare qualcosa rispetto che vederla. Anche se bisogna ovviamente farlo in modo da rendere accattivante il tutto. Mi piace molto lo spazio al di fuori dello schermo.”

Il futuro del cinema indipendente

Sei abituato a mettere il pubblico a lavorare, un elemento essenziale nel cinema. Lo spettatore deve essere coinvolto e la tua filmografia rispecchia questo.“Non sapevo che tipo di cineasta sarei stato ma poi ho capito che amo profondamente i dialoghi, anche se nella vita in realtà sono uno che di solito si mette più ad ascoltare che a parlare.

Richard Linklater
Richard Linklater (Foto: Lorenzo Usai) – Newscinema.it

“Quando ho iniziato a fare cinema, i film indipendenti iniziavano ad essere proiettati a livello globale, quindi devo dire che sono stato fortunato a intercettare il periodo giusto. Si spendeva poco e c’erano molte più opportunità di oggi. Dopo Slacker mi hanno dato 6 milioni di dollari per fare il secondo film e inoltre, è stato un trampolino per molti di noi, ha dato opportunità a tanti giovani attori.”

“Ai tempi, quando uscivi da un festival ti chiedevano verso quale progetto fossi indirizzato per il futuro, oggi no. Oggi sono solo interessati ai grossi film. È un’epoca fantastica questa per essere cineasti. Lo è per le tecniche innovative e per gli strumenti a disposizione, ma non lo è affatto a livello produttivo. Gli ostacoli che hai davanti sono molti di più e questo ti fa riflettere sul ruolo del cinema e dell’arte tutta. Oggi a che cosa serve l’arte? È molto difficile richiamare l’attenzione di chiunque.”

La trilogia è nata per caso ad esempio, nessuno mi ha chiesto sequel né tantomeno aveva fatto troppo successo il primo film. Poi Ethan e Julie sono venuti a girare la scena 5 anni dopo e ci siamo trovati a riflettere sui personaggi, abbiamo pensato avessero altro da dire, anche se non so in quanti fossero realmente interessati oltre a noi.

All’inizio volevo fare un film atipico, solo su un’emozione di una notte. Abbiamo fatto prove lunghissime e io in questa fase riscrivo, aggiungo elementi mentre lavoro con gli attori. Adoro quella parte, richiedo un lavoro molto attivo al cast, si può dire che facciamo il film insieme.”

Richard Linklater tra ispirazioni e Nouvelle Vague

Il rapporto con gli attori è appunto fondamentale per te, con molti hai lavorato tante volte.“Sì, chiedo sempre tanta convinzione da parte di chi lavora con me. Voglio che ci sia trasporto e un lavoro basato sulla fiducia. Per questo succede che con chi mi trovo bene poi ci torno a lavorare.”

Festa del Cinema di Roma 2025_Masterclass Richard Linklater
Festa del Cinema di Roma 2025_Masterclass Richard Linklater (Foto: Ufficio Stampa Festa del Cinema di Roma) – Newscinema.it

Boyhood è fantastico, segue un processo insolito così come tanti altri tuoi titoli. Cosa ti ispira solitamente?

“Penso di essere sempre interessato allo sviluppo delle persone, come si diventa qualcosa di diverso. Trovare quei confini. Di solito il mondo vuole che tu sia un prodotto, anche quando fai un film. E io invece, continuo a pensare a come posso fare a contrastare questa cosa. Ogni film ha un’origine differente, a volte leggo un articolo e mi scatena qualcosa, come è stato per Bernie. Oppure ad esempio in School of Rock è stata una vera sfida, io adoro Jack Black, abbiamo cucito il film su di lui e quel film è diventato poi qualcosa di molto importante.”

“Mi aiuta sempre molto pensare ‘questo è l’ultimo film che faccio’. A volte l’ho pensato veramente, come per Waking Life, ma in generale avere questa spinta ti fa realizzare cose migliori.”

Per chiudere, puoi dirci qualcosa sul tuo legame con la Nouvelle Vague?

“Sì beh, io ho guardato un sacco di film di Truffaut e Godard. Siamo sempre in rapporto con quell’epoca, ancora oggi. La mentalità dietro a quei film è sempre stata una fonte di ispirazione per il cinema indipendente. La spinta non era quella di fare un prodotto ma di esprimere arte, fare ciò che ti passava per la mente, per necessità, per creare qualcosa di intenso.”

Lorenzo Usai
Lorenzo Usaihttps://www.instagram.com/madraine8/
Contraddistinto da una passione cinefila quasi maniacale, cresciuta in me come una vocazione, cerco ogni giorno che passa di scoprire sempre di più, farmi esperienza, parlare e scrivere di questo magico mondo. Fin da piccolo sono sempre rimasto incantato dal cinema, la sala, l’enorme schermo davanti a me e tutte le storie che mi portano dentro ad infiniti mondi, vivendo esperienze come in prima persona. Insomma i film emozionano, insegnano, confortano, incoraggiano, divertono, sono una potenza reale e concreta, per me non sono un passatempo ma un vero stile di vita.

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