Il Torino Film Festival 2025 torna dal 21 al 29 novembre con un calendario fitto di anteprime, film in concorso e incontri con autori italiani e internazionali.
Considerato uno dei festival europei più attenti al cinema indipendente, il TFF è da sempre un osservatorio privilegiato sulle nuove tendenze e sui talenti emergenti. L’edizione di quest’anno promette una selezione ricca e variegata, con storie che attraversano generi, linguaggi e sperimentazioni.
Il comitato di selezione è composto da Martina Barone, Ludovico Cantisani, Alessandro Cavaggioni, Elvira Del Guercio, Veronica Orciari e Davide Stanzione. In questo articolo trovi programma, film più attesi, ospiti e consigli pratici per vivere al meglio il festival.
Date e location del TFF 2025
Il Torino Film Festival è un evento chiave nell’autunno cinematografico italiano. Si svolge come sempre nelle principali sale torinesi, tra cui:
Cinema Massimo
Cinema Reposi
Cinema Romano
Teatro Regio
Museo del Cinema nella Mole Antonelliana
L’edizione 2025 prosegue la sua vocazione originaria: uno spazio dedicato al cinema giovane, indipendente, sperimentale, ma sempre più capace di dialogare con il grande pubblico. Molti titoli arrivano da festival internazionali — Cannes, Locarno, Berlino, Toronto — mentre altri troveranno proprio a Torino la loro prima proiezione mondiale.
Programma del Torino Film Festival 2025
L’edizione di quest’anno si aprirà con una cerimonia di grande eleganza al Teatro Regio di Torino, guidata dal Direttore artistico Giulio Base insieme a Laura Chiatti, madrina della serata. Dopo la cerimonia, spazio al cinema con l’anteprima italiana di Eternity, la nuova commedia rom-fantasy firmata dal regista David Freyne.
Il film immagina un aldilà in cui ogni anima ha sette giorni per decidere con chi trascorrere l’eternità, trasformando un’idea spirituale in una riflessione luminosa sul senso della vita e delle relazioni. Nel cast spiccano Miles Teller, Elizabeth Olsen, Callum Turner e Da’Vine Joy Randolph.
La serata finale del festival non sarà da meno: oltre alla proclamazione dei vincitori nelle tre categorie ufficiali, il pubblico assisterà a un’altra anteprima italiana di grande rilievo. Si tratta di Nuremberg di James Vanderbilt, un’opera potente che fonde cinema e memoria storica.
Il film, ispirato al libro The Nazi and the Psychiatrist, segue un giovane psichiatra dell’esercito americano incaricato di stabilire la lucidità mentale degli imputati al processo di Norimberga. A interpretare i protagonisti troviamo Rami Malek, Russell Crowe e Richard E. Grant.

Sezioni ufficiali
Il festival mantiene la sua struttura consolidata, con:
-
- Concorso internazionale
- Fuori Concorso
- Zibaldone
- Documentari
- Corti
- Rassegne tematiche e retrospettive
La retrospettiva e il manifesto di questa edizione sono dedicati a Paul Newman, nel centenario della nascita. Attore iconico, volto tra i più amati della storia del cinema, Newman verrà celebrato con una selezione di 24 film che ripercorrono l’arco di una carriera straordinaria: dal debutto negli anni ’50 ai grandi successi internazionali, fino alle prove più mature e intense.
La foto del manifesto è stata scattata nel 1981 da Eva Sereny (Iconic Images) durante le riprese del film Diritto di cronaca (Absence of Malice), diretto da Pollack.
I film più attesi del Torino Film Festival 2025
Di seguito una selezione dei titoli che stanno generando più interesse tra critica, addetti ai lavori e pubblico online.
Film in Concorso
Il concorso di quest’anno si presenta come uno dei più eterogenei e visionari degli ultimi tempi, capace di intrecciare sguardi, epoche e linguaggi cinematografici molto diversi tra loro. A inaugurare questo mosaico di sensibilità c’è Ailleurs la nuit, racconto corale che segue quattro donne sospese tra desideri inespressi e scelte difficili, in una città attraversata da notti afose e connessioni improvvise.
Dal Canada si passa poi alle Ande con La anatomía de los caballos, che fonde storia e fantascienza in un viaggio temporale dove la rivoluzione del XVIII secolo incontra le lotte contemporanee contro lo sfruttamento minerario. La riflessione sul rapporto tra uomo, natura e trasformazione sociale torna anche in Black Ox, delicata parabola giapponese su un ex cacciatore e sul suo legame con un bue nero, unico compagno di una vita in bilico tra passato e modernità.
Tonalità decisamente più drammatiche animano Cinema Jazireh, in cui una madre travestita da uomo sfida il regime talebano nella disperata ricerca del figlio, trovando sulla sua strada un orfano intrappolato in un sistema di sfruttamento feroce. Anche Diya porta sullo schermo la tragedia improvvisa e il peso della colpa: un semplice incidente stradale spalanca a un autista ciadiano un percorso di espiazione nel deserto, alla ricerca della verità dietro la richiesta della «prezzo del sangue».
L’Italia è rappresentata da Eva di Emanuela Rossi, che intreccia folclore, maternità e mistero: una donna dei boschi, convinta di dover proteggere i bambini, viene collegata a una serie di sparizioni mentre, dall’altra parte del mondo, una madre cinese affronta la malattia della figlia.
C’è spazio anche per visioni più pop e allucinate, come Fucktoys, viaggio surreale attraverso l’oscura Trashtown, e per sguardi brutali sulla marginalità urbana, come The Garden of Earthly Delights, che immerge lo spettatore nelle baraccopoli di Manila tra sogni infranti, dipendenze e una spirale di violenza inarrestabile. La deriva criminale segna anche Hamburgo, in cui un uomo allo sbando tenta di sopravvivere trasportando vittime della tratta lungo la Costa del Sol, fino a trovare una sola possibile via di fuga.
Tra coming-of-age e atmosfere fiabesche si muove Ida Who Sang So Badly…, storia di una bambina che crede di poter salvare la nonna con la propria voce, mentre Levers racconta un mondo sospeso nell’oscurità dopo una misteriosa esplosione, dove la vita continua come se nulla fosse e la morte sembra un personaggio in agguato.
Il tema della riconciliazione con il passato emerge in Mo Papa, il ritorno di un ex detenuto che cerca un’impossibile pace con il padre e con se stesso, mentre Il protagonista esplora con ironia e inquietudine il confine tra recitazione e identità: un attore senza ruoli decide di interpretare personaggi anche nella vita reale, perdendo progressivamente aderenza con sé stesso.
Nel concorso trovano spazio anche i desideri di fuga e metamorfosi: Que ma volonté soit faite segue una giovane donna attratta da una figura ribelle che risveglia poteri ereditati e paure sopite; Slanted, invece, racconta la violenta pressione dell’omologazione, con una ragazza sino-americana che si sottopone a un trattamento per sembrare più bianca e conquistare la corona del ballo, scoprendo un incubo dietro il sogno dell’inclusione.
A chiudere il quadro, Todas las fuerzas, in cui una donna che lavora come caregiver si trasforma in investigatrice notturna alla ricerca dell’amica scomparsa, scoprendo un universo femminile fatto di resistenza, solidarietà e talenti nascosti.

Fuori concorso
Tra gli omaggi al cinema del passato, incursioni nel fantastico e drammi intimi, la selezione fuori concorso di quest’anno offre un vero viaggio attraverso generi, epoche e immaginari molto diversi. Billy Knight apre il percorso con una storia di formazione cinefila: due giovani aspiranti registi, Alex ed Emily, partono per Hollywood alla ricerca di un misterioso sceneggiatore legato al passato del padre di lui, interpretato da un elusivo Al Pacino.
Il tono cambia radicalmente con The Birthday Party, dove Willem Dafoe veste i panni di un magnate che organizza una festa lussuosa su un’isola privata, destinata però a trasformarsi in un confronto padre-figlia tanto drammatico quanto inevitabile. Dal Mediterraneo al XVI secolo: in El cautivo, Alejandro Amenábar rilegge la prigionia di Miguel de Cervantes ad Algeri, mettendo in scena il sorprendente rapporto tra il futuro scrittore e il Bajà locale, interpretato da Alessandro Borghi.
Claire Denis porta invece lo sguardo nell’Africa occidentale con Le cri des gardes, un dramma teso che esplora le fratture coloniali attraverso l’irruzione di un uomo in cerca di giustizia. Più libero e imprevedibile è Dracula di Radu Jude, che reinterpreta il mito del vampiro con un collage ironico e politico, tra cacce, zombie e scioperi repressi dal conte stesso.
Cambia ancora registro Erupcja, dove un’improvvisa visita a Varsavia fa esplodere equilibri emotivi sopiti, come un vulcano che torna alla vita. Il tema dell’aldilà torna con sfumature dolci e malinconiche in Eternity: due coniugi morti a pochi giorni di distanza si ritrovano giovani in una stazione spirituale dove devono scegliere con chi trascorrere l’eternità, finché la protagonista non incontra il suo primo grande amore.
Il viaggio interiore è centrale anche in H Is for Hawk, in cui Helen, devastata dalla perdita del padre, cerca guarigione addestrando un astore. Spike Lee firma invece Highest 2 Lowest, thriller che immerge un magnate musicale in un ricatto che lo costringe a scegliere tra gli affetti e il potere. Dal Bhutan arriva I, the Song, un’indagine identitaria piena di mistero: un’insegnante, accusata ingiustamente dopo la diffusione di un video compromettente, cerca una sosia per provare la propria innocenza.
L’avventura si sposta sulle nevi della Groenlandia in L’incroyable femme des neiges, ritratto di un’esploratrice in fuga da sé stessa e in cerca di risposte nelle distese ghiacciate. Bill Condon riprende invece Kiss of the Spider Woman portando Diego Luna e Tonatiuh in una cella dove amicizia, resistenza politica e immaginazione si intrecciano attraverso il cinema e il musical.
Il tema del doppio e della frattura digitale ritorna in Luz, dove due personaggi alla deriva trovano rifugio in un mondo virtuale capace di riflettere traumi e desideri nascosti. Con il monumentale Magellan, Lav Diaz abbandona la leggenda per raccontare il lato umano — e meno glorioso — del celebre navigatore portoghese durante la sua spedizione verso Est. Una prospettiva fiabesca e queer emerge invece in La misteriosa mirada del flamenco, storia di una bambina cilena che affronta superstizioni e paure collettive durante un’epidemia misteriosa.
La memoria storica ritorna potente con Nuremberg di James Vanderbilt, che ricostruisce la nascita del celebre processo attraverso lo sguardo di uno psichiatra incaricato di valutare i gerarchi nazisti. Tono più intimo per Olmo, racconto di crescita ambientato nel New Mexico degli anni ’70, dove un ragazzo tenta di conciliare responsabilità familiari e desiderio di libertà durante una folla notte adolescenziale. Con Pillion, invece, si entra nel cuore oscuro di una relazione BDSM che diventa prigione emotiva per un giovane troppo docile per ribellarsi.
Elementi visionari e poetici ritornano in Resurrection, dove la capacità di sognare diventa un dono raro in un mondo che ha smarrito l’immaginazione. Sound of Falling porta invece lo spettatore in una casa del nord della Germania attraversata da più generazioni di ragazze, in un racconto che si estende per un secolo. La tensione politica ed emotiva domina The Teacher, ambientato in Cisgiordania, dove un insegnante palestinese cerca di conciliare resistenza, ruolo educativo e desideri personali.
Con toni più leggeri ma non meno incisivi arriva Untitled Home Invasion Romance, commedia nera in cui un attore cerca disperatamente di riaccendere il matrimonio organizzando un finto eroismo che degenera in un’indagine per omicidio. Infine Urchin chiude questo viaggio con un ritratto crudo e compassionevole della vita di un senzatetto londinese, interpretato magistralmente da Frank Dillane, in una storia di caduta e possibile redenzione.

Ospiti del Torino Film Festival 2025
“Tutto ruoterà attorno a quel buio luminoso, compresi gli incontri con gli ospiti. Che saranno molti, italiani e internazionali: so che Torino li aspetta e io non vedo l’ora di accoglierli
” ha dichiarato Giulio Base.
Numerosi saranno gli ospiti internazionali, da Franco Nero a Spike Lee, da Vanessa Redgrave a Juliette Binoche, da Daniel Brühl a James Franco, da Terry Gilliam a Claude Lelouch, Aleksandr Sokurov, Hanna Schygulla, Jacqueline Bisset, Antonio Banderas solo per citarne alcuni.
Tra le eccellenze della cinematografia italiana, tra cui, Stefania Sandrelli, Sergio Castellitto, Barbara Bobulova, Fortunato Cerlino, Pilar Fogliati. Laura Chiatti presenterà la cerimonia di apertura.
Biglietti, accrediti e come partecipare
Per il Torino Film Festival i biglietti possono essere acquistati sia online sia direttamente nelle biglietterie delle principali sedi del festival. Il biglietto intero ha un costo di 7,50 euro, mentre il ridotto è disponibile a 5,50 euro.
Hanno diritto alla tariffa ridotta gli Under 26, gli Over 65 e tutti i possessori di abbonamenti o biglietti appartenenti a diverse istituzioni culturali torinesi. Oltre ai singoli ingressi, è possibile scegliere tra carnet da 5 o 10 biglietti oppure optare per un abbonamento completo. Per chi lavora nel settore cinematografico è inoltre prevista la possibilità di richiedere un accredito professionale.
Per il programma completo e tutte le ulteriori informazioni visita il sito ufficiale del festival.


