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Festa del Cinema di Roma

Festival di Roma: Conferenza stampa de Il cuore grande delle ragazze

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Si è tenuta questa mattina nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica di Roma la conferenza stampa del nuovo film di Pupi Avati: Il cuore grande delle ragazze. Ambientato in una cittadina dell’Italia centrale degli anni ’30, il film racconta l’imprevedibile storia d’amore tra il contadino Carlino Vigetti (Cesare Cremonini) e la giovane e bella Francesca Osti (Micaela Ramazzotti), figlia di proprietari terrieri. I due innamorati cercheranno in tutti i modi di organizzare il matrimonio a dispetto del parere contrario delle loro due famiglie. Potete trovare qui sotto le domande rivolte al produttore Antonio Avati e ai due interpreti Cesare Cremonini e Micaela Ramazzotti.

Uno dei grandi meriti di Pupi Avati è saper dirigere gli attori riuscendo ad individuare delle corde e delle note emotive che neanche loro sanno di avere. Come avete trovato la verità dei vostri personaggi?

Micaela Ramazzotti: Ho conosciuto i fratelli Avati più di dieci anni fa per alcune piccolissime parti in due dei loro film e quando ho ricevuto la telefonata per partecipare a questa nuova opera come protagonista sono rimasta subito impressionata dalla bellezza di questa emozionante storia. Il copione era talmente coinvolgente che quando arrivavamo sul set eravamo già emozionati ancor prima di iniziare a girare. Questo è stato in assoluto il film in cui mi sono divertita di più perché sul set si respirava una libertà unica. Il personaggio che interpreto è una sorta di buffona con un grande cuore, una donna di altri tempi disposta a perdonare un tradimento.

Cesare Cremonini: Mi ha subito entusiasmato il fatto che Pupi Avati mi avesse cercato dopo la mia ospitata al programma di Victoria Cabello Very Victoria per la mia spontaneità tipicamente bolognese. L’esperienza sul set è stata a dir poco nutriente ed ha arricchito la mente e lo spirito dei miei trenta anni. È stata una occasione unica che mi ha permesso di mettermi in gioco veramente. Secondo me un artista se sa apprendere con spirito e con umiltà può farsi conoscere meglio al pubblico. Ringrazio con tutto il mio cuore i fratelli Avati per avermi permesso di vivere una delle esperienze più belle della mia vita.

Pupi ha confessato di essersi addormentato sempre preparando il discorso agli Oscar. Lo ha preparato anche in questo caso?

Antonio Avati: Ebbene si, anche questa volta lo ha preparato.

Pupi era felice di tornare a girare con una troupe più leggera e con un budget più ridotto?

Antonio Avati: Questo è un film con un budget sicuramente minore rispetto agli altri film che abbiamo realizzato. Pupi è tornato all’entusiasmo di girare con una troupe più ridotta, senza costruire interi edifici come facevamo a Cinecittà ma impegnandoci a trovarne di veri.

Ci potete spiegare la questione del sapore del biancospino? La protagonista ha un cuore grande e sa perdonare, può capitare ancora oggi che una donna perdoni allo stesso modo di una donna degli altri tempi?

Cesare Cremonini: Il biancospino è il profumo del personaggio che interpreto ed è un po’ una caratteristica della poetica di Avati. Non è certamente l’unico elemento fiabesco della storia, anzi, se ne possono trovare tanti. Ho amato la possibilità di tornare a credere nella importanza dei sogni e dei ricordi.

Micaela Ramazzotti: Le donne di allora avevano questa grande capacità di sopportazione mentre le donne di oggi ritengo abbiano la grande capacità di capire e comprendere le debolezze e le fragilità umane. Io sono sposata ma se mio marito mi tradisse lo ammazzerei andando a finire sulla cronaca nera.

Non avete girato il film a Bologna perche la città ha perso il profumo tipico della provincia. Quanto è sensibile la cinematografia di Avati?

Antonio Avati: Bologna un po’ di sapore di provincia lo ha sicuramente perso ed i bolognesi veri e propri sono sempre di meno. Il solito Pupi Avati che viene con una troupe bloccando il traffico a Bologna si è manifestato per alcuni fastidioso. Fermo (città immaginaria) è una cittadina del centro nord ed è volta proprio a confondere la logistica della storia.

Micaela Ramazzotti: Recitare per un film di Avati è come entrare in un monumento. Pupi è ironico, intelligente e molto sentimentale. I film di Avati sono più di 40 e mi ha sempre appassionato come regista e come autore. In questo caso ha raccontato le donne di allora. Quella dolce supremazia, quella autorità in casa. Alla fine si, le donne erano tradite, ma erano gli uomini a tornare sempre da loro. È stato molto divertente, lo abbiamo girato in sei settimane che all’atto pratico sono poche. Il set era rocambolesco. È il film in cui mi sono divertita di più in assoluto. Sono molto grata ai fratelli Avati.

Una delle cose di cui Pupi va fiero è che lui non sta mai dietro al monitor ma è sempre sul set con voi attori. Come avete vissuto la sua guida sul set?

Cesare Cremonini: Da esordiente ero inesperto come attore ma la sicurezza di un autore come Pupi mi ha aiutato molto ad affrontare questa cosa nuova. A volte arrivavo sul set troppo ordinato e preciso e lui riusciva a rendermi sempre più naturale e più vero.

Le musiche straordinarie di questo film sono di Lucio Dalla. Tu che sei un musicista pensi di aver tratto ispirazione da questa esperienza con Pupi Avati?

Cesare Cremonini: E’ stato un grande onore girare questo film con le stupende musiche di Lucio Dalla. Ho avuto subito la possibilità di ascoltarle e questo non capita spesso sul set di un film, di solito si ascoltano solo ad opera finita. Lucio si è dato molto da fare perché si è innamorato del progetto. Poter vivere una esperienza così ricca e fatta di ascolto mi ha permesso di imparare tanto come essere umano e come artista. Pupi Avati con la sua fanciullezza saggia mi ha portato tanto dentro. Ora sto scrivendo il nuovo disco ed è vero che avrà sicuramente nelle sue corde qualche caratteristica di questo film.

Ci potete raccontare un episodio divertente durante la lavorazione di questo film?

Micaela Ramazzotti: Io alla fine del film ci sono cascata veramente su quel biancospino e mi sono fatta pure male. In ogni caso abbiamo continuato a girare la scena e sono molto contenta del risultato finale.

Il cuore grande delle ragazze è stato presentato questa sera alle 19:30 in sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica di Roma ed è stato preceduto dal red carpet del cast del film.

Classe 1988, nato con l'idea del cinema come momento magico, cresciuto con la prassi di vedere (almeno) un film a sera, abituato a digerire qualsiasi tipo di opera (commedia, splatter, dramma, horror) sin dai primissimi anni di età, propenso a scavare nei meandri più nascosti per trovare sconosciute opere horror da torcersi le budella... appassionato, commerciale, anti-commerciale, romantico, seriofilo, burtoniano...disponibile davanti e dietro le quinte e disposto per tutti voi ad intervistare le più grandi celebrità italiane e internazionali... questo è Carlo Andriani ovvero: IO.

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Cinema

Downton Abbey – Il Film, la prima clip in italiano “Una sorta di niente”

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pubblicata la prima clip ufficiale italiana di downton abbey il film

E’ stata rilasciata una nuova clip tratta dal film Downton Abbey che verrà presentato in anteprima durante la 14° Festa del cinema di Roma, il 19 ottobre 2019. I fan sono in trepidante attesa di vedere la versione cinematografica di una delle serie più seguite negli ultimi anni a livello mondiale.

La serie televisiva Downton Abbey racconta la vita della famiglia Crawley e del personale al loro servizio dall’inizio del XX secolo. La serie è ambientata nel suggestivo contesto della loro casa in stile edoardiano situata nella campagna inglese. Nel corso delle sei stagioni la serie ha ottenuto 3 Golden Globes, 15 Emmy, 69 candidature complessive agli Emmy, che hanno fatto di Downton Abbey il programma televisivo non-americano più nominato nella storia degli Emmy. Downton Abbey ha inoltre ottenuto un Premio Speciale ai BAFTA e il Record nel Guinness dei Primati per la serie TV con il miglior voto della critica. Il film di Downton Abbey comprenderà il cast principale originale.

La serie tv iniziata nel 2010 e terminata nel 2015 composta da 6 stagioni per un totale di 52 episodi, è riuscita ad appassionare milioni di fan in tutto il mondo, Italia compresa. Proprio per questo motivo, l’attesa intorno all’uscita di questo film è davvero alta, tanto che in Gran Bretagna ha conquistato il boxoffice a partire dal primo weekend di programmazione.

Il cast di Downton Abbey – Il Film vedrà i protagonisti amati dagli appassionati della serie e new entry: Hugh Bonneville come Robert Crawley, Conte di Grantham; Laura Carmichael come  Edith Pelham, Marchesa di Hexam; Jim Carter come signor Charles Carson; Raquel Cassidy come Phyllis Baxter; Brendan Coyle come signor John Bates e tantissimi altri.

Downton Abbey – Il Film uscirà nelle sale cinematografiche italiane il 23 ottobre 2019.

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Cinema

Uno Sguardo Raro alla Festa del Cinema di Roma il 19 Ottobre

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“Uno Sguardo Raro” – The Rare Disease International Film Festival, il Festival di cinema internazionale dedicato al tema delle malattie rare, è ospite anche quest’anno della Festa del Cinema di Roma presso lo Spazio Roma Lazio Film Commission – AuditoriumArte, Auditorium Parco della Musica, per presentare il Festival e tutte le novità del programma 2020. Roma, 14 ottobre 2019 – Il Festival nasce per raccontare cosa significhi vivere con una malattia rara o una disabilità sia per il paziente che per chi se ne prende cura. La sfida è quella di offrire una diversa narrazione di questi temi e dare una immagine nuova di questo spaccato di vite attraverso il cinema, uno dei linguaggi più vitali e ad alto impatto emotivo, che riesce a scuotere le coscienze e aiuta ad abbattere i preconcetti. Lo “sguardo raro”, infatti, è quello che le opere in concorso regalano al pubblico, che può vedere il mondo dalla prospettiva di chi ha poco, ma riesce a goderne fino in fondo proprio perché il poco che ha è prezioso. Con il 2020 il Festival giunge alla sua 5a edizione e si svolgerà a Roma dal 9 al 15 marzo 2020.

Durante l’evento alla Festa del Cinema, oltre a rilanciare il Bando di Concorso di “Uno Sguardo Raro” – in scadenza al 30 novembre 2019 -, saranno presentate le molte novità di questa edizione. Uno dei traguardi più importanti è la convenzione PCTO –Percorso per le Competenze e l’Orientamento Trasversale con l’Istituto Cine-Tv Roberto Rossellini che offre la possibilità di coinvolgere fattivamente i futuri professionisti del video sul tema del “diverso”, promuovendo l’idea di una società sempre più inclusiva. Altra importante partnership che sarà presentata è quella con l’Agenzia di Stampa DIRE che, con la sua redazione dedicata alla scuola, accompagnerà il Festival nel mondo degli studenti delle medie e delle superiori con eventi dedicati alla visione di lungometraggi sui temi di Uno Sguardo Raro. Grazie alla collaborazione con la Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale dell’Università Pontificia Salesiana, Uno Sguardo Raro entra concretamente in contatto con gli studenti universitari per la realizzazione di una Tavola Rotonda legata al Premio USR–FERPI sulla comunicazione sociale in ambito medico.

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La V edizione apre al mondo della sceneggiatura con il Concorso per sceneggiatori sul tema delle malattie rare, aperto a tutti, che consentirà ai vincitori di partecipare ad un laboratorio intensivo di sceneggiatura. Dagli esiti di questo laboratorio verrà prodotto un cortometraggio per l’edizione 2021 del Festival. Grazie infine alla collaborazione con la scuola di recitazione Fabbrica Artistica, diretta da Rolando Ravello e Massimiliano Franciosa, il Festival ha la possibilità di offrire 2 borse di studio a persone affette da malattia rara: una per il corso di recitazione e una per il corso di scrittura creativa della scuola. La Federazione Italiana Malattie Rare, UNIAMO FIMR onlus, collaborerà con il Festival per la selezione e per il percorso didattico degli allievi. Il Bando di Concorso per partecipare alla 5a edizione di “Uno Sguardo Raro” – the Rare Disease International Film Festival 2020, ad iscrizione gratuita ed aperto a tutti, è invece online sul sito di “Uno Sguardo Raro” ( www.unosguardoraro.org ), e scaricabile dal sito (https://www.unosguardoraro.org/edizione-
2020/bando/ ).

Sei le categorie in concorso: CORTOMETRAGGI ITALIANI; CORTOMETRAGGI INTERNAZIONALI;
CORTOMETRAGGI DI ANIMAZIONE; DOCUMENTARI; CORTO/SPOT di Sensibilizzazione in collaborazione con FERPI; CORTO/SPOT ISTITUZIONALE DI COMUNICAZIONE IN SANITÀ in collaborazione con PASOCIAL. Scadenza del bando, 30 novembre 2019.

Ad oggi sono arrivate oltre 500 opere da 74 Paesi, a testimonianza di quanto sia ampia la comunità dei malati rari e delle persone che combattono con disabilità e patologie degenerative e quanto abbiano voglia di farsi sentire. Uno Sguardo Raro è l’evento che offre un palcoscenico a queste persone, con l’intento di contribuire a costruire una società in cui tutti abbiano pari opportunità di realizzare il loro potenziale. Il concorso è aperto a video sul tema delle malattie rare e della disabilità, ma anche a lavori che parlino di empatia, resilienza, coraggio, per celebrare la forza che le persone con limitazioni di qualunque tipo mettono in campo per vivere appieno la loro vita. Le opere saranno giudicate e premiate da una GIURIA DI QUALITÀ presieduta da Gianmarco Tognazzi e composta da professionisti del cinema, della comunicazione, del mondo scientifico e della comunità dei malati rari. Ai Premi sarà affiancata anche una Menzione Speciale GIURIA POPOLARE decretata dalle votazioni del pubblico e il Premio Heyoka assegnato dalla comunità on line nata per condividere storie di coraggio ed esperienze di comprensione nell’ambito della disabilità, con l’obiettivo di abbattere le barriere fisiche e mentali della nostra società.

Claudia Crisafio, Direttore del Festival e sua Co-fondatrice con Serena Bartezzati, sarà affiancata in questa occasione da molti ospiti – artisti, comunicatori, rappresentanti della comunità dei rari –, per spiegare insieme l’essenza di questo Festival “portatore sano di emozioni”. Spazio anche ai partner storici e agli sponsor del Festival, tra questi l’Istituto Superiore di Sanità con il Centro Nazionale Malattie Rare, O.Ma.R – Osservatorio Malattie Rare, Telethon e SOBI – industria biofarmaceutica multinazionale dedicata alle malattie rare, che insieme a Agenzia DIRE, Fabbrica Artistica, Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale dell'Università Pontificia Salesiana, FERPI Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, Heyoka Empath, Istituto Cine-tv R. Rossellini, PA Social-Associazione dei Comunicatori Pubblici, UNIAMO Federazione Italiana Malattie Rare Onlus, commenteranno le novità del Festival. Saranno proiettati alcuni spot e corti che hanno segnato il rapporto della comunità dei malati rari con l’audiovisivo.

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CineKids

RomaFF14: Motherless Brooklyn, la recensione del film di Edward Norton

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Motherless Brooklyn recensione

Edward Norton apre la 14° edizione della Festa Internazionale del Cinema di Roma con Motherless Brooklyn – I Segreti di una Città, un film di cui ha curato la sceneggiatura e la regia, oltre a vestire i panni del protagonista Lionel Essrog. Investigatore privato nella New York anni 50, Lionel è affetto dalla sindrome di Tourette, un disturbo che gli rende difficile i rapporti con gli altri, soprattutto per il lavoro che fa. Dopo che il suo amico e collega Frank Minna (Bruce Willis) viene ucciso, egli inizia a indagare per scoprire la verità e si immerge in una realtà urbana di potere e corruzione tra musica jazz, fumo e whisky.

Tratto dall’omonimo romanzo di Jonathan Lethem, Motherless Brooklyn – I Segreti di una Città sembra un film d’altri tempi, non solo per il periodo storico in cui si svolge la storia, ma per lo stile che ricorda i gangster movie e i noir del passato. 

Motherless Brooklyn Edward Norton

Edward Norton e Gugu Mbatha-Raw in Motherless Brooklyn

Avvolto nella nebbia il celebre ponte di Brooklyn è una presenza costante, mentre l’avventura di Lionel si sviluppa in modo fluido, mettendo insieme gli indizi come fossero pezzi di un puzzle per risolvere il mistero. Minna lascia in eredità a Essrog il compito di far saltare una cospirazione all’interno del Municipio che coinvolge la pulizia etnica dei neri dalle aree mature per una redditizia riqualificazione. Si delinea così un film poliziesco e un dramma sostanziale che ricorda le atmosfere di film come Chinatown e Il Grande Sonno, con le macchine e i costumi tipici di un’epoca intrigante.

La musica, tuttavia, ha un ruolo fondamentale e una valenza narrativa potente. La colonna sonora curata da Daniel Pemberton accompagna quasi ogni scena, suggerendo lo stato d’animo dei personaggi e anticipando persino il futuro prossimo. Nei panni di un personaggio ossessivo-compulsivo, Norton regge il film quasi completamente sulle sue spalle, ma sceglie di affiancarsi a un cast stellare che comprende Alec Baldwin come un politico senza scrupoli, prefigurazione di Trump per certi versi, e Willem Dafoe. Inoltre Gugu Mbatha-Raw interpreta Laura Rose, un’attivista della comunità di colore con cui Lionel si accompagna nel corso della sua indagine che la coinvolge direttamente. La regia di Norton è ambiziosa e attenta ai dettagli. Compone inquadrature prevalentemente avvolte dalla luce notturna, con toni chiaroscuri e un protagonismo delle ombre. Ci si aspetta di vedere, da un momento all’altro, Travis Bickle di Taxi Driver o Gli Intoccabili di Brian De Palma che svoltano l’angolo in un paesaggio urbano umido e suggestivo.

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3.3 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora
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