Il 15 agosto del 2003 ha debuttato nei cinema americani Freddy vs Jason, il crossover tra le iconiche saghe horror di Nightmare e Venerdì 13. Diretto da Ronny Yu e interpretato da Robert Englund e Ken Kirzinger, il settimo sequel di Freddy Krueger e il decimo di Jason Voorhees vede lo Squartatore di Springwood e il killer di Camp Crystal Lake combattersi tra incubi a occhi aperti e colpi di machete. Un guilty pleasure bocciato dalla critica ma premiato dal pubblico con 115 milioni di dollari incassati worldwide.

Quindici anni dopo il match del secolo, le saghe di Nightmare e Venerdì 13 sono in balia di tiepidi remake lontani dai cult originali. Il crossover di Ronny Yu è così l’ultima performance di Robert Englund e Ken Kirzinger nei panni di Freddy Krueger e Jason Voorhees. Due mostri sacri del cinema horror che rendono Freddy Vs. Jason uno scult irresistibile per cinque buoni motivi:

freddy vs. jason

1. Freddy vs. Jason: il trionfo di gore

Dagli anni Ottanta a oggi, il cinema horror ha cambiato faccia. I registi contemporanei puntano a un realismo (basti pensare alla produzione infinita di mockumentary) lontano dai grotteschi cult di Sam Raimi, Peter Jackson e George A. Romero. Uscito nei cinema mondiali prima dei fiacchi (e già archiviati!) reboot di Samuel Bayer e Marcus Nispel, Freddy vs. Jason è un trionfo di humour e violenza in linea con il Nightmare di Wes Craven e il Venerdì 13 di Sean S. Cunningham. Tra teste mozzate e busti spezzati, Ronny Yu preme l’acceleratore sul gore regalando una sfilza di sequenze per stomaci forti!

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2. Freddy vs. Jason: la macabra ironia

Crudele, violento e scurrile, Freddy Krueger è uno dei villain più iconici del cinema horror. Un Babau che, privato della sua ironia, non è più il maniaco di Springwood creato da Wes Craven nel 1984. L’antitesi di Nancy Thompson compare in tutta la sua grottesca comicità in Freddy vs. Jason, l’ultimo capitolo di Nightmare interpretato dallo storico (e insostituibile) Robert Englund. Tra teste rotanti, vermi che fumano cannabis e doppi sensi sul machete di Jason, ne succedono di tutti i colori nel crossover di Ronny Yu. Trash? Assolutamente sì! Fedele agli horror anni Ottanta? Anche! 

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3. Freddy vs. Jason: lo scontro epico

Da Frankenstein contro l’uomo lupo a King Kong contro Godzilla, la settima arte ha messo più volte sullo stesso ring i mostri del cinema horror. Una serie di scult inaspettatamente rivoluzionari perché l’entertainment contemporaneo fonde storyline e personaggi appartenenti a universi cinematografici (basti pensare a The Avengers e Batman v Superman: Dawn of Justice) e televisivi (Gotham) diversi. Nel lontano 2003 la New Line Cinema traspone sul grande schermo il leggendario scontro tra Freddy Krueger e Jason Voorhees. Un match che anticipa la saga di Alien vs Predator, il Dark Universe inaugurato con La Mummia e l’atteso Godzilla vs. Kong di Adam Wingard. 

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4. Freddy vs. Jason: il tocco di Ronny Yu

Attivo in Oriente dal 1979, il leggendario Ronny Yu conquista Hollywood con La sposa di Chucky. Il quarto capitolo della Bambola Assassina che, tra humour nero e sequenze gore, lo consacra l’unico autore in grado di dirigere Freddy vs. Jason. Una sfida riuscita solo in parte perché Yu, incatenato dalle logiche produttive della New Line Cinema, non replica l’effetto “cult” della Sposa di Chucky. Il tocco autoriale di Ronny Yu resta però uno dei punti di forza del folle (e sconclusionato) Freddy vs. Jason. 

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5. Freddy vs. Jason: la fine di un’era

In un entertainment dominato da mockumentary triti e ritriti, non c’è più posto per un horror grottesco e volontariamente ridicolo come Freddy vs. Jason: un crossover che, tra humour e gore, conserva il respiro dei primi Nightmare e Venerdì 13.  Ecco perchè, oggi che Freddy Krueger non ha più il ghigno e gli artigli di Robert Englund, vi suggeriamo di rivedere Freddy vs. Jason: uno scult che consacra la fine di un’era meno terrificante ma decisamente più divertente!

Freddy vs. Jason – Trailer originale