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Go Go Goslin!

Festival di Venezia

Go Go Goslin!

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Da settimane il volto di Ryan Goslin ci insegue, era sugli schermi di Cannes con Drive di Refn e fra qualche giorno sarà su quelli di Venezia con The Ides of MarchLe Idi di Marzo di Clooney. La carriera di questo ragazzo canadese, non prende l’avvio dopo anni di intenso studio dell’arte drammatica, ma direttamente dalla gavetta: già ad undici anni entra nel team The Mickey Mouse Club, il famosissimo show trasmesso da Disney Channel, e vi rimane fino al 1993 insieme a Justin Timberlake, Britney Spears e Christina Aguilera.

Dopo varie esperienze sui set di serie tv canadesi e americane negli anni ’90,  Goslin passa al cinema nel 2000 interpretando Il sapore della vittoria di Boaz Yachin. Solo l’anno successivo però arriva il film che porta il talentuoso Ryan all’attenzione della critica mondiale, infatti con il ruolo interpretato in The Beliver, un ebreo naziskin, riceve il premio come miglior attore al Sundance Film Festival. La seconda tappa del successo arriva nel 2004 con il ruolo da protagonista ne Le pagine della nostra vita di Nick Cassavetes.

Il 2006 per Goslin è l’anno di Half Nelson, per il quale si immerge nella realtà di Brooklyn al punto tale da ricevere una nomination all’Oscar. Riceve una candidatura al Golden Globe 2008 per l’interpretazione dell’instabile protagonista di Lars e una ragazza tutta sua di Craig Gillespie. Con Blue Valentine (2009) arriva la consacrazione mondiale, che gli spiana la strada per gli anni a venire. Nel film diretto da Derek Cianfrance, Goslin recita al fianco di Michelle Williams e, insieme a quest’ultima, riceve la candidatura al Golden Globe 2011.

Siamo giunti all’anno 2011, l’anno d’oro per Goslin, che è il protagonista di Drive, diretto dal danese Nicolas Winding Refn, vincitore del premio per la miglior regia a Cannes. Drive sarà distribuito nelle sale italiane il 30 settembre e sono stati già diffusi il trailer internazionale (TRAILER) e la locandina, che vi mostriamo qui. Goslin interpreta Driver, un pilota automobilistico talmente bravo con freno e frizione che di giorno lavora come stunt-driver ad Hollywood e di notte è autista di rapinatori. La semplicità del plot sfiora la banalità, ma la regia e il personaggio di Goslin fanno la differenza: vedremo in scena un antieroe solitario e taciturno,mentre la regia ci trascinerà in una spirale di violenza irrefrenabile, con cui Renf da la sua risposta noir a produzioni  come Fast and Furious.

L’attesa per Drive sarà smorzata da un’altra fatica a cui  Ryan ha dato il volto del protagonista, Le Idi di Marzo, film di apertura della 68° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. L’attore canadese  vestirà i panni di Stephen Meyers, giovane portavoce del candidato democratico dell’Ohio alle presidenziali statunitensi, Morris/ Clooney. Basato sull’opera teatrale Farraught Night, scritta da Beau Willimon e rappresentata a Broadway, il film di Clooney, ormai giunto alla sua quarta regia, racconta il dietro le quinte della politica americana, durante il periodo peculiare del sistema elettorale americano: le primarie presidenziali. Dopo l’anteprima mondiale di Venezia, il film sarà distribuito nelle sale italiane a gennaio 2012 dalla 01 Distribution. Lo scorso luglio Goslin era nelle sale americane con il film Crazy, Stupid, Love , in cui recita insieme a Julianne Moore e Steve Carrell. Con gli auspici che accompagnano Drive e aspettando Le Idi di Marzo, di fronte ad un exploit artistico del genere non ci resta che dire a Ryan: Go Go Goslin!

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Cinema

The Rossellinis | video intervista ad Alessandro Rossellini sul documentario che racconta la sua famiglia

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Alla Settimana Internazionale della Critica, durante la 77esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, è stato presentato The Rossellinis, documentario diretto dal primo nipote del regista di Roma città aperta. Alessandro, al suo esordio con un lungometraggio cinematografico dopo una lunga carriera come fotografo, torna al Lido dopo aver presentato il cortometraggio Viva Ingrid! nel 2015. The Rossellinis è un ritratto ironico, allo stesso tempo affettuoso e sardonico, di una delle famiglie più chiacchierate del cinema. Internazionale e numerosissima.

The Rossellinis | intervista ad Alessandro Rossellini

La famiglia che scandalizzò la società degli anni Cinquanta, nel documentario di Alessandro, viene mostrata per la prima volta “dall’interno”, rappresentata su schermo ribaltando l’immaginario che i rotocalchi ne hanno fatto negli anni. Il regista cerca quindi di andare oltre quel “circo mediatico” nato intorno alla figura di nonno Roberto e alla sua famiglia, ma anche oltre il mito inscalfibile del maestro venerato dagli appassionati di cinema.  

Nella nostra intervista, Alessandro Rossellini ci racconta della “rossellinite”, ovvero di quella sindrome di cui sono stati “affetti” per anni lui e gli altri componenti della famiglia, e del lavoro, lungo anni, fatto sul film.

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Cinema

Venezia 77 | Pietro Castellitto presenta I Predatori: “Senza Nietzsche forse non avrei fatto il regista”

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“Mio padre ad un certo punto si era messo in testa di voler recitare la parte del padre del mio personaggio nel film. Allora io l’ho preso in disparte e gli ho detto: ma tu ci tieni al mio futuro o no?”. Così Pietro Castellitto, figlio di Sergio, presenta in conferenza stampa il suo esordio alla regia. I Predatori è in concorso Orizzonti durante la 77esima edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Un film pregno di cattiveria, cinismo e coraggio di andare sopra le righe, mettendo in scena dei personaggi appartenenti a due famiglie solo superficialmente differenti per estrazione sociale e comportamenti, ma accomunate dalla stessa ferocia e disperazione. Nel cast del film figurano Massimo Popolizio, Manuela Mandracchia, Pietro Castellitto, Giorgio Montanini, Dario Cassini, Anita Caprioli e Marzia Ubaldi.

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Venezia 77 | I Predatori di Pietro Castellitto

Pietro Contento Castellitto, nato nel 1991, ha debuttato nel cinema a tredici anni in una piccola parte nel film Non ti muovere (2004), diretto dal padre. Dopo altri piccoli ruoli da attore, Pietro ha abbandonato per diversi anni la recitazione per dedicarsi alla carriera universitaria, laureandosi in filosofia. Da qui anche la centralità della figura di Nietzsche nel suo film (“se non ci fosse stato Nietzsche probabilmente non avrei fatto il regista”).

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“Agli inizi sentivo di andare incontro ad una ferocia immotivata, ad un pregiudizio su di un attore che ancora non aveva dimostrato nulla. Mi convinsi allora che non ero in grado di fare quel mestiere. Spesso va così, si reagisce alle ingiustizie convincendosi di meritarsele”, ha spiegato Pietro Castellitto. Adesso il giovane interprete e regista è pronto per tornare come attore in produzioni importanti come Freaks Out di Gabriele Mainetti e nella serie su Francesco Totti in cui interpreterà il leggendario capitano della Roma.

Un film antiborghese

Ma anche l’esordio da regista non è stato facile. “Ho scritto la sceneggiatura de I Predatori quando avevo 22 anni. Ma all’epoca non avevo credibilità lavorativa. Scrivevo cose e le facevo leggere a gente che prima mi faceva i complimenti e poi scompariva, non richiamandomi mai. Domenico Procacci è stato il primo ad avermi dato fiducia. Quando sono entrato nei loro uffici mi sono detto: ecco, si stanno sbagliando, questi mi fanno fare un film per davvero”.

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Un film che alcuni potrebbero giudicare “antifascista”, ma che, come spiega il suo stesso autore, è in realtà un film antiborghese: “Un film antifascista avrebbe avuto senso sono durante il Ventennio. Ma allora non te lo facevano fare. I fascisti del mio film sono colorati e sfarzosi, come quegli animali dai pigmenti colorati che fanno finta di avere in corpo un veleno letale che in realtà è esaurito da tempo”.

Manomettere il mondo

Ne I Predatori torna centrale il tema delle classi sociali, dimostrando la differenza tra un classe (quella del proletariato) “che ha bisogno delle armi per essere dei predatori” e quella opposta (la borghesia), che ha invece strumenti molto più raffinati e funzionali a propria disposizione dei fucili e delle pistole. “Quasi tutte le opere scritte dai giovani nascono da un disagio o da un sentimento da voler comunicare. Non dalla volontà di imporre un messaggio. Federico è l’unico personaggio un po’ autobiografico e per questo lo interpreto io nel film. Come me appare impacciato anche quando è sicuro di sé. Ha la voglia di reinventare la modernità, di manomettere il mondo”. 

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Cinema

Guida romantica a posti perduti | la nostra intervista con il cast e la regista del film

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Giorgia Farina, a cinque anni dalla black comedy Ho Ucciso Napoleone, torna dietro la macchina da presa per Guida Romantica a Posti Perduti, road movie quieto e malinconica con protagonisti due personaggi “sbagliati”, interpretati da Jasmine Trinca e Clive Owen, che perseverano nei propri errori ma cercano allo stesso tempo di dare al mondo, attraverso la tv o il web, un’immagine di sé che non corrisponde alla realtà. 

Il film, presentato alle Giornate degli Autori di Venezia 77 (e al cinema dal 24 settembre), segna il passaggio per la regista Giorgia Farina dalla commedia pura ad un cinema dai tempi più dilatati e dai ritmi meno concitati. Abbiamo chiesto a lei e a due degli interpreti principali, Andrea Carpenzano e Irène Jacob, quali nuove sfide ha posto la realizzazione di questo atipico film “on the road”.

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