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Henry Cavill | carriera e vita privata del Superman inglese
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Biografie

Henry Cavill | carriera e vita privata del ‘SuperMan’ britannico

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Profondi occhi azzurri, capelli solitamente corti e mossi da qualche riccio, la famosa fossetta sul mento e fisico scultoreo, da vero supereroe. Poche frasi per descrivere uno degli attori più amati dalle donne e dagli uomini del mondo: Sir Henry Cavill. Il suo aspetto fisico che difficilmente passa inosservato, è stato il motivo che ha spinto molti attori a sceglierlo come protagonista dei loro film. Per Cavill è stato un ottimo bigliettino da visita che lo ha portato a brillare nel firmamento delle stelle di Hollywood.

Negli ultimi anni, la fama del bell’attore inglese è cresciuta a dismisura, per aver interpretato il ruolo di Clark Kent alias Superman nei film della DC Comics e per esser diventato lo Strigo Geralt DiRivia, nella serie The Witcher per Netflix.

In occasione dell’uscita del trailer del film Justice League -Snyder Cut nel quale è tra i protagonisti nuovamente nei panni di Superman, ripercorriamo la sua carriera dalle origini e la sua vita privata.

Henry Cavill | La formazione

Henry William Dalgliesh Cavill, conosciuto semplicemente come Henry Cavill è nato il 5 maggio 1983 a Saint Helier nell’isola di Jersey. Cavill è il quarto di cinque fratelli (Pierce, Nick, Simon e Charles) nati dalla madre Marienne e dall’ex soldato dei marines, Colin Cavill. Non a caso, se Henry non avesse intrapreso la carriera di attore, avrebbe scelto la carriera militare o quella di studioso di storia antica, in particolar modo dell’Antico Egitto.

La passione del giovane Henry, a differenza dei fratelli, è stata sempre la recitazione già da bambino. Le recite scolastiche per lui sono un modo per capire quello che vorrebbe fare da grande. Dopo adolescente si iscrive alla Stowe School dove inizia a mostrare il suo talento come attore teatrale, dimostrando un gran talento.

Dovete sapere inoltre, che i suoi occhi azzurri, che hanno fatto capitolare tantissime fan in tutto il mondo, hanno una particolarità. L’attore a quanto pare è affetto da ‘mosaicismo somatico’, in altre parole, l’iride del suo occhio sinistro nel quale è presente una macchiolina marrone, gli mostra i colori diversi dalla realtà.

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Henry Cavill nel film Hellraiser: Hellworld

Henry Cavill | Gli esordi

A soli 17 anni viene notato per la prima volta da un direttore casting e viene ingaggiato per la prima volta come protagonista di un film: Laguna – Vendetta diretto da Dennis Berry. Un anno dopo, esordisce nel ruolo di Alberto Mondego nel film storico Montecristo diretto da Kevin Reynolds.

Le storie ispirate al mondo fantasy, della letteratura e della mitologia sono le dimensioni nelle quali Cavill, lavora con maggiore assiduità. Nel 2005 recita una parte nell’ottavo film della saga di Hellraiser: Hellworld di Rick Bota.

Tristano & Isotta sempre diretto da Kevin Reynolds, lo vede interpretare il ruolo di Melot mentre nel 2007 viene scelto per il ruolo di cacciatore nel film Cappuccetto Rosso di Randal Kleiser. Sempre nel 2007 è il turno del fantasy Sturdust diretto da Matthew Vaughn nel quale veste i panni di Humphrey, secondo l’omonimo romanzo di Neil Gaiman.

Solo due anni dopo, Cavill viene scelto dal regista Woody Allen per il film Basta che funzioni, nel quale interpreta il ruolo di Randy James, giovane ragazzo di bell’aspetto, tirato in ballo per far concludere il matrimonio tra i protagonisti Boris e Melodie.

Leggi anche: Justice League | ecco il trailer della Snyder Cut

I due accordi sfumati…

Nonostante il grandioso successo ottenuto nel corso degli anni, Cavill ha dovuto ingoiare diversi rospi nel corso della sua carriera. Contrariamente a quanto possiate immaginare, nonostante sia un valido attore, è stato scartato per alcuni ruoli diventati iconici nella storia del cinema degli ultimi anni.

Già nel 2004 avrebbe dovuto interpretare il ruolo di Superman nel film di Bryan Singer, Superman Returns, al quale fu scelto Brandon Routh, ritardando solo di qualche anno, il titolo di Clark Kent.

Tra i tanti ruoli che si è visto sfumare davanti gli occhi, ne spiccano due in particolar modo. Il primo è quello del vampiro Edward Cullen andato poi a Robert Pattinson nella saga fantasy Twilight. Il motivo che portò i produttori a scartarlo? Troppo vecchio per interpretare un vampiro adolescente.

Il secondo invece, fu nel 2005 con il film Casino Royale, per interpretare l’agente 007, James Bond. Ruolo che come ben sappiamo è andato al bravissimo Daniel Craig. Il motivo del ‘no’ da parte della produzione? Troppo cicciottello. A questo punto l’unico augurio per Cavill, è che possa verificarsi una situazione come accadde per Superman, visto che Craig ha annunciato che dopo Time To Die, non ha più intenzione di vestire i panni di Bond.

Teniamo le dita incrociate, per l’attore inglese che venne soprannominato da Empire, come lo “sfortunato uomo di Hollywood”.

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Henry Cavill nei panni di Napoleon Solo

La consacrazione di Henry Cavill

Tornando al 2007, inizia un periodo d’oro per Cavill che continua senza sosta fino a oggi. Viene scelto per interpretare nella serie tv I Tudors, il ruolo di Charles Brandon, duca di Suffolk, ottenendo una grandissima popolarità in tutto il mondo e riconoscimenti ufficiali, come il Golden Globe nel 2007 e un Emmy nel 2008 come miglior serie tv.

Dopo le parentesi con i film Blood Creek di Joel Schumacher; Immortals come Teseo nel film di Tarsem Singh Dhandwar e La fredda luce del giorno di Mabrouk El Mechri, inizia il momento d’oro di Henry Cavill.

Accantonando momentaneamente la parentesi da supereroe, tra i film di maggiore successo, merita una menzione d’onore il film d’azione Operazione U.N.C.L.E. diretto da Guy Ritchie, nel quale interpreta Napoleon Solo, un agente segreto della CIA. L’ex ladro d’arte si trova a dover collaborare con un agente del KGB, Ilya Kuryakin interpretato da Armie Hammer e insieme alla figlia di uno scienziato nazista, Gabby Teller, interpretata da Alicia Vikander.

Lo sapevate che questo film – tra i più apprezzati dei fan dell’attore inglese – inizialmente avrebbe dovuto vedere Tom Cruise i panni di Solo? Intanto, la speranza dei fan di vederlo indossare i panni di Bond, continua a crescere, soprattutto dopo averlo visto in questo film dove interpreta un agente segreto…

Leggi anche: Operazione U.N.C.L.E., la recensione del nuovo film di Guy Ritchie

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Henry Cavill nei panni di Superman

Chiamatemi SuperHenry!

Dopo il rifiuto per Superman Returns, la Warner Bros. decide di puntare tutto su Henry Cavill per il reboot del film del 2011, L’uomo d’acciaio diretto da Zack Snyder. Una scommessa vinta alla grande visto che è diventato per tutti, l’unico e solo Superman della storia dei film della DC Comics, dopo l’indimenticabile Christopher Reeve.

Questa volta è stata lui a spuntarla in una lista di papabili Clark Kent composta da Matthew Goode, James Holzier, Armie Hammer, Matt Bomer, Joe Manganiello, Zac Efron e Colin O’Donoghue. Tuttavia per Cavill, non fu una passeggiata vestire la tuta blu, il mantello rosso e la S sul petto, visto che dovette sottoporsi a un allenamento super intenso per aumentare la sua massa muscolare e risultare il più simile alla versione del fumetto DC.

Nel 2014 viene girato il sequel, Batman v Superman: Dawn of Justice, nel quale compaiono anche Gal Gadot come Wonder Woman e Ben Affleck come Batman. Il successo al boxoffice fu clamoroso anche questa volta, con circa 873 milioni di dollari di incasso mondiale e con 4 Razzie Awards, tra i quali uno per Cavill e Affleck come peggior duo sul grande schermo.

Tre anni dopo, viene nuovamente coinvolto in un film della DC Comics, per Justice League diretto da Zack Snyder in concomitanza con le riprese del film Mission Impossible: Fallout con Tom Cruise.

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Geralt Di Rivia nella serie The Witcher

Henry Cavill | lo Strigo inglese

Tra il 2017 e il 2018 dopo aver preso parte ad alcuni film, come quello di guerra Castello di sabbia ambientato durante la seconda guerra del golfo del 2013 e Nomis, presentato al Los Angeles Film Festival, arriva l’ennesima consacrazione della sua carriera.

Dopo anni di lavorazioni, di smentite e di conferme, il 4 settembre 2018 avviene l’annuncio con la ‘A’ maiuscola: Henry Cavill interpreterà il ruolo di Geralt Di Rivia nella serie The Witcher. La serie ispirata ai libri di Andrzej Sapkowski e ai videogiochi di successo sarà composta da 8 episodi disponibili nel catalogo Netflix da dicembre 2019.

Il successo per questa serie fu talmente eclatante in tutto il mondo, da confermare la produzione di una seconda stagione e probabilmente di una terza. Attualmente Cavill è impegnato nelle riprese della seconda, dopo esser stato lontano dal set per molti mesi a causa della pandemia da coronavirus. Salvo ulteriori ritardi, gli episodi dovrebbero essere disponibili a partire dalla primavera 2021.

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La vita privata

La vita privata di Cavill lo ha visto perdere la testa per diverse donne, che in un modo o nell’altro hanno lasciato il segno su di lui. Dopo esser stato con Susie Redmond e Katie Hurst, la prima storia seria è stata con Ellen Whitaker, con tanto di proposta di matrimonio ( rifiutata). Poi è toccato all’attrice Gina Carano con la quale è stato dal 2012 al 2014. Successivamente con la star di The Big Bang Theory, Kaley Cuoco; Marisa Gonzalo e con Tara King, di 13 anni più giovane.

L’ultima relazione ufficiale per Cavill è stata nel 2018 con la stuntwoman Lucy Cork, terminata da molto tempo. A quanto pare il cuore del bell’attore inglese sembra essere libero. C’è qualcuna che vuole provare a conquistare il cuore del Superman dagli occhi azzurri?

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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Biografie

Jake Gyllenhaal | Biografia di un eccezionale trasformista

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Indimenticabile protagonista di Donnie Darko – che celebre un ventennio nel 2021 – Jake Gyllenhaal è uno di quegli attori che ci hanno regalato emozioni in tutte le salse e che trovano ancora strade per sorprenderci…

Jake Gyllenhaal | Il cinema come pane quotidiano

Battezzato con il nome di Jacob Benjamin, soprannominato Jake, nasce a Los Angeles il 19 dicembre 1980. In famiglia la settima arte è pane quotidiano, non a caso la sorella maggiore Maggie diventa un’attrice famosa anche lei. Fatto sta che il debutto arriva già in tenera età: Jake ha 11 anni quando appare nella commedia con Billy Crystal (del cui figlio veste i panni), Scappo dalla città – La vita, l’amore e le vacche, diretto da Ron Underwood.

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Un giovanissimo Jake Gyllenhaal in Scappo dalla città

Sebbene l’anno dopo i genitori gli impediscano di partecipare al film Disney Stoffa da campioni di Stephen Herek, a causa della lontananza del set da casa – ricordiamo che ha appena 12 anni – la carriera del giovane non subisce particolari batute di arresto.

Leggi anche: Life: Jake Gyllenhaal e Ryan Reynolds nello spazio profondo

Successivamente sono tante le audizioni a cui si presenta, accumulando così molta esperienza, ma le uniche pellicole a cui gli viene permesso di prendere parte sono quelle dirette dal padre Stephen, come Una donna pericolosa, basato su una sceneggiatura della madre Naomi, e Homegrown – I piantasoldi.

Il richiamo della recitazione conduce alle stelle

Nel 1998 ottiene il diploma presso la Harvard-Westlake High School di Los Angeles, quindi si iscrive alla Columbia University di New York, alla facoltà di religioni orientali e filosofia. Passano un paio di anni e la recitazione lo richiama a sè.

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Jake Gyllenhaal in Cielo d’ottobre

Il delicato ed emozionante Cielo d’ottobre di Joe Johnston rappresenta il vero e proprio esordio nel cinema. La pellicola incassa 32 milioni di dollari e Jake viene apprezzato per la sua prova attoriale. Ma è nel 2001, con il suddetto Donnie Darko, cult generazionale diretto da Richard Kelly e presentato al Sundance Film festival, che il suo nome entra a pieno diritto nel firmamento di Hollywood. Il risultato di simile successo si deve esclusivamente a quei fan che enfatizzarono la peculiarità del progetto, e non invece al box office, alquanto deludente.

Il debutto sul palcoscenico e l’amicizia con Heath Ledger

Calca di nuovo il red carpet della kermesse ideata da Robert Redford con la commedia The Good Girl, al fianco di Jennifer Aniston. Nello stesso anno (2002) debutta sul palcoscenico del Warrick Theater di Londra, con This Is Our Youth di Kenneth Lonergan, dividendosi gli applausi con Hayden Christensen e Anna Paquin. La piece, già molto apprezzata a Broadway, rimane in cartellone nel West End per ben otto settimane. Il London Evening Standard Theatre Award come Miglior attore esordiente è suo.

Leggi anche: #Cinepillole: tre curiosità su Jake Gyllenhaal (video)

I successivi importanti riconoscimenti provengono dall’intenso e struggente I segreti di Brokeback Mountain di Ang Lee, dove recita al fianco del compianto Heath Ledger – i due avevano stretto una forte amicizia durante i provini di Moulin Rouge!, andati a vuoto per entrambi dal momento che l’ha spuntata Ewan McGregor. La coppia si aggiudica anche un MTV Movie Award per il Miglior bacio.

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Jake Gyllenhaal e Heath Ledger ne I segreti di Brokeback Mountain

Oltre alle varie discussioni sollevate dal tema dell’omosessualità, centrale all’interno della storia, iniziano a circolare chiacchiericci circa l’orientamento di Jake, per nulla spaventato o intimidito dalla situazione.

Jake Gyllenhaal, che trasformista!

Tra i tantissimi grandi nomi con cui l’attore losangelino lavora, citiamo Sam Mendes (Jarhead), John Madden (Proof – La prova), David Fincher (Zodiac), Jim Sheridan (Brothers), Edward Zwick (Amore e altri rimedi), Denis Villeneuve (Prisoners ed Enemy). Nel frattempo non mancano titoli per il grande pubblico, dal blockbuster The day after tomorrow all’adattamento del videogame Prince of Persia – per il quale si è allenato duramente, così da impiegare il meno possibile la controfigura.

Che Jake Gyllenhaal sia un reale trasformista, mettendo sempre anima e corpo nei suoi progetti, è evidente scorrendo la lunghissima filmografia: per Lo sciacallo- Nightcrawler ha perso 10 kg, per Southpaw – L’ultima sfida si è allenato 5 ore al giorno tutti i giorni per 6 mesi, per Everest ha scalato le Santa Monica Mountains, per Stronger – Io sono più forte ha trascorso mesi in un centro di riabilitazione.

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Jake Gyllenhaal in Southpaw

Titoli imperdibili ce ne sono a sufficienza – Animali notturni di Tom Ford, Okja di Bong Joon-ho, I fratelli Sisters di Jacques Audiard, giusto per citarne alcuni – e lo conducono spesso a partecipare a importanti manifestazioni, quali la Mostra del Cinema di Venezia, il Festival di Cannes e quello di Toronto. Senza tralasciare anche l’ingresso nel Marvel Cinematic Universe con il ruolo del villain in Spider-Man: Far From Home.

Altri progetti e vita privata

Gli impegni di Jake Gyllenhaal spaziano dal cortometraggio d’animazione, The Man Who Walked between the Towers di Michael Sporn, a cui presta la voce commentando l’incredibile impresa di Philippe Petit, funambolo tra le Torri gemelle del World Trade Center, alla creazione della sua casa di produzione, la Nine Stories.

Durante il Saturday Night Live, dove partecipa in veste di presentatore, si esibisce in una parodia di Beyoncé assolutamente degna di nota. Dal 2006 entra a far parte dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, con diritto di voto per le assegnazioni degli Oscar.

Testimonial del profumo Eternity di Calvin Klein, più volte inserito nelle classifiche degli uomini più sexy, Jake è molto attivo a livello umanitario e politico. Ciò lo si deve anche alla sua famiglia, alla quale è particolarmente legato. Di quest’ultima fa in qualche modo parte anche Matilda Rose, figlia di Ledger e di Michelle Williams: insieme a Busy Phillips, è infatti il padrino della bimba.

Leggi anche: 10 cose che (forse) non sapete su Jake Gyllenhaal

Fan dei Boston Red Sox e dei Pittsburgh Steelers, ha alle spalle storie d’amore alquanto appetitose, da Kirsten Dunst a Taylor Swift, passando per Reese Whiterspoon. Molto amico di Natalie Portman e di Bryce Dallas Howard, ha due cani di nome Atticus e Boo, in omaggio al suo libro preferito, Il buio oltre la siepe.

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Biografie

Vanessa Kirby | Da The Crown alla Coppa Volpi, biografia di una star

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L’arrivo su Netflix dell’entusiasmante e doloroso Pieces of a woman ha riportato sulla cresta dell’onda la bella Vanessa Kirby, celebre per aver interpretato la sorella della regina Elisabetta in The Crown.

Vanessa Kirby | Da William Shakespeare a Charles Dickens

Nata a Londra il 18 aprile 1988, Vanessa cresce nel quartiere di Wimbledon, dove la famiglia frequenta una coppia dal nome altisonante (almeno per chi è del settore), i Redgrave. Dopo la laurea in lettere all’Università di Exeter, intraprende la strada della recitazione presso l’Octagon Theatre Bolton. Tra Arthur Miller, Henrick Ibsen e William Shakespeare, il talento e le doti dell’attrice non tardano a emergere.

Leggi anche: Venezia 77 | l’attrice Vanessa Kirby in concorso con due film drammatici

Il debutto sul piccolo schermo arriva nel 2011, con la serie targata BBC, The Hour,in cui divide la scena con Ben Whishaw, Dominic West e Romola Garai. Quindi è sul set assieme a Ray Winstone, Gillian Anderson e Douglas Booth, nella miniserie Grandi speranze, ispirata all’omonimo capolavoro di Charles Dickens.

Quando Hollywood chiama…

Un paio di anni dopo, l’incontro con Ridley Scott per la miniserie Labyrinth, ispirata all’omonimo romanzo di Kate Moss, le apre le porte di Hollywood. In Charlie Countryman deve morire avviene il primo incontro con Shia LaBeouf, mentre in Questione di tempo interpreta la migliore amica di Rachel McAdams.

Alternando partecipazioni a pellicole cinematografiche e a spettacoli teatrali anche di grosso richiamo – è al fianco di Ben Foster e di nuovo alla Anderson nella rivisitazione del National Theatre di Un tram che si chiama desiderio – approda a un vero e proprio fenomeno del piccolo schermo quale The Crown.

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Vanessa Kirby nei panni di Margaret di The Crown

… la Corona risponde

Nella prima e nella seconda stagione della serie Netflix, Vanessa Kirby veste i panni di Margaret, intraprendente e coraggiosa sorella della regina Elisabetta (a cui presta il volto Claire Foy). Per il ruolo si aggiudica nomination ai BAFTA e agli Emmy come Miglior attrice non protagonista.

Proprio grazie alla notorietà ottenuta, approda in un franchise quale Fast and Furious: lo spin-off Hobbs and Shaw guadagna senza dubbio in glamour con la sua presenza. La sua Hettie Shaw è una badass girl tra le migliori uscite dalla saga. Ma la personalità dell’attrice si evidenzia nelle scelte successive, decisamente appartenenti a quel cinema più di nicchia, capace di raccontare storie importanti e complesse. Ne sono due buoni esempi Mr. Jones di Agnieszka Holland, con James Norton, e il sopra citato Pieces of a Woman di Kornél Mundruczó, con LaBeouf.

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Shia LaBeouf e Vanessa Kirby in Pieces of a woman

L’interpretazione di Martha, giovane donna alle prese con un lutto pesantissimo, le vale la Coppa Volpi alla 77esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Strameritata.

Leggi anche: Venezia 77 | The World To Come, una storia d’amore dalle potenzialità inespresse

Per quanto riguarda la vita privata, si sa solo che è stata fidanzata a lungo con il collega Callum Turner (Animali Fantastici:i Crimini di Grindelwald), ma la loro relazione si è conclusa nel febbraio 2020. Da piccola è stata vittima di bullismo e divide un appartamento, nella zona South London, con la sorella Juliet, un’agente teatrale, e la sua migliore amica.

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Biografie

Omar Sy | Il nuovo Lupin ha un’irresistibile verve comica

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Attesissimo nel prossimo Lupin, serie targata Netflix disponibile sulla piattaforma dall’8 gennaio 2021, Omar Sy nasce a Trappes, un comune francese nell’arrondissemenet di Versailles, il 20 gennaio 1978. Le sue origini però sono variegate: la mamma proviene infatti dalla Mauritania, mentre il papà è senegalese. La coppia ha avuto ben 8 figli e Omar è il quarto della “cucciolata”.

La personalità di Omar Sy parte dalla radio

Sebbene il mestiere di attore non abbia mai sfiorato prima la mente del giovane, l’occasione è arrivata in maniera del tutto fortuita e, forse, provvidenziale. Dopo aver conseguito il diploma, Omar accompagna un suo amico speaker presso gli studi di Radio Nova, per registrare un episodio pilota di un programma.

Leggi anche: Mister Chocolat, l’emozionante biopic su Rafael Padilla con Omar Sy

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Gloria Colston e Omar Sy nel delicato Famiglia all’improvviso di Hugo Gélin

Il suo incredibile carisma e la verve comica non passano inosservati e si ritrova a improvvisare il personaggio di un calciatore nigeriano. Da quel momento, e per un paio di anni, viene chiamato numerose volte, facendo coppia fissa con Fred Testot. Il passo verso il piccolo schermo si avvicina sempre di più. Tant’è che arriva a portare in tv (e a teatro) il suo programma radiofonico di sketch, dal titolo Omar et Fred: le spectacle.

L’incontro con Éric Toledano e Olivier Nakache lo porta al successo

Inoltre partecipa a Le cinéma de Jamel di Jamel Debbouze e crea Le visiophon. L’incontro a Canal+ con il celebre duo comico Eric e Ramzy segna un momento importante, poiché viene coinvolto nella commedia La Tour Montparnasse infernale di Charles Nemes. Siamo nel 2001 e Omar Sy debutta sul grande schermo. Il ruolo è molto piccolo ma gli offre l’occasione di conoscere coloro che lo porteranno al successo: Éric Toledano e Olivier Nakache.

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Omar Sy e Francois Cluzet in Quasi amici

Con la coppia di cineasti gira il suo primo cortometraggio, la pellicola Quasi amici – Intouchables – che gli fa meritare il Premio César come migliore attore – Troppo amici, Primi amori, primi vizi, primi baci e Samba. Hollywood ha ormai ben presente il suo nome, per cui entra in due importanti franchise: quello Marvel di X-Men – Giorni di un futuro passato, nella parte del mutante Alfiere, e in Jurassic World – di cui si attende il secondo sequel, interrotto dallo scoppio della pandemia.

Tanti grandi registi e un solo grande amore nella vita di Omar Sy

Nel frattempo lavora con grandi nomi del cinema contemporaneo come Jean-Pierre Jeunet (L’esplosivo piano di Bazil), Michel Gondry (La schiuma dei giorni), Ron Howard (Inferno) e Michel Haznavicius (Il principe dimenticato). Ma attenzione, perché la strada percorsa dall’attore non è stata così semplice come potrebbe apparire. Sono stati infatti parecchi gli ostacoli e le porte chiuse, ma la determinazione e la personalità lo hanno aiutato e spinto sempre più avanti.

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Omar Sy nei panni di Lupin

L’ultimo entusiasmante progetto che lo vede protagonista è quindi la serie Lupin, moderna rivisitazione dei romanzi dedicati al mitico ladro gentiluomo.

Leggi anche: Il viaggio di Yao, un on the road delicato e toccante che parla di uomini simili in mondi diversi

Per quanto riguarda la vita privata, Omar ha frequantato 10 anni la donna che sarebbe diventata sua moglie, Hélène, e che gli ha dato ben 5 figli. La coppia risiede oggi a Montfort-l’Amaury.

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