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Approfondimenti horror

I 13 film più folli e spaventosi di Halloween 2015

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In occasione della notte di Halloween, abbiamo scovato i 13 film horror più attesi del mese. Non parliamo dei soliti film di genere, ma di opere caratterizzate da mostri bizzarri, trame strampalate e tanto gore. Se gli amanti del trash avranno pane per i loro denti, anche i seguaci dell’horror più tradizionale potranno scegliere tra ghost-story di straordinario successo, sensuali assassine al cui Knock Knock sulla porta è meglio non rispondere, piccoli brividi letterari divenuti grandi spaventi cinematografici ed ex piloti di strada alle prese con crudeli streghe da cacciare. Per il momento non vi sveliamo oltre e vi rimandiamo alla classifica dei 13 film più folli e spaventosi di questo Halloween:

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13) The Hallow: Diretto da Corin Hardy e interpretato da Joseph Mawle, Bojana Novakovic, Michael McElhatton e Michael Smiley, The Hallow racconta la storia di una famiglia che, dopo essersi trasferita in una remota località irlandese, risveglia casualmente orde di forze demoniache. Il regista Corin Hardy ha affermato che il film verrà preceduto da Frogz Legz, un cortometraggio incentrato su un incontro sessuale dalle conseguenze orribilmente contorte…

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12) Scouts Guide to the Zombie Apocalypse: Diretto da Christopher Landon e interpretato da Tye Sheridan, Halston Sage, Logan Miller e Joey Morgan, Scouts Guide to the Zombie Apocalypse racconta la storia di tre scout e una cameriera disposti a tutto per sopravvivere a un’epidemia di famelici zombie. Il cast del film vede anche la presenza di Patrick Schwarzenegger, David Koechner e Cloris Leachman. È già cult la sequenza in cui i quattro protagonisti intonano Baby One More Time per confondere uno zombie fan di Britney Spears.

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11) The Last Witch Hunter: Vin Diesel abbandona (momentaneamente) i motori ruggenti della saga di Fast and Furious per cacciare delle crudeli streghe responsabili della morte della sua famiglia. Il film, diretto da Breck Eisner e interpretato anche da Rose Leslie e Elijah Wood, è prodotto dalla SpectreVision, la stessa casa di produzione horror-indie dietro l’interessante Cooties.

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10) Paranormal ActivityThe Ghost Dimension: Nel sesto e ultimo capitolo della saga creata da Oren Peli nel 2007, una famiglia scopre una scatola di videocassette che,  come cita il trailer ufficiale, “svelerà ogni segreto”. Il film, diretto da Gregory Plotkin e interpretato da Chris J. Murray, Brit Shaw e Olivia Taylor Dudley, esce il 23 ottobre negli Stati Uniti.

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9) Bone Tomahawk: Kurt Russell, lo storico interprete de La Cosa, torna al genere horror con un film ricco di sfumature western. Il film, diretto da S. Craig Zahler e interpretato anche da Patrick Wilson, Matthew Fox e Richard Jenkins, racconta la storia di uno sceriffo disposto a tutto per salvare alcuni stranieri rapiti da un gruppo di famelici cannibali.

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8) Piccoli Brividi: Chi è nato negli anni ’80 è sicuramente cresciuto con la saga letteraria Piccoli Brividi di R.L. Stine; una serie di libri caratterizzata da buffe storie e divertenti mostri che approda al cinema nell’omonimo film diretto da Rob Letterman e interpretato da Jack Black, Dylan Minnette, Odeya Rush e Amy Ryan. Nel film tornano tutti i celebri mostri delle storie originali e anche lo stesso R. L. Stine che interpreta un curioso e bizzarro personaggio.

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7) Tales of Halloween: 10 storie dirette da 11 esperti del cinema di genere (tra cui Neil MarshallDarren Lynn Bousman e Lucky McKee) e interpretate dalla Lin Shaye della saga di Insidious e da Barry Bostwick di The Rocky Horror Picture Show. Il film vede la presenza di simpatici camei di grandi registi del cinema horror come Joe Dante e John Landis in una antologia che ricorda i due celebri capitoli di The Abcs of Death.

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6) Crimson Peak: Diretto dal maestro del genere gotico Guillermo del Toro e interpretato da Mia Wasikowska, Tom Hiddleston e Jessica Chastain, Crimson Peak racconta la storia di un’aspirante scrittrice che, dopo aver perso la testa per un misterioso nobile dal passato oscuro (Tom Hiddleston), si trasferisce a Crimson Peak, un luogo infestato da terribili presenze. Il film, che segna il ritorno di Del Toro all’horror dopo la parentesi action di Pacific Rim, è stato descritto da Stephen King con una sola parola, “terrificante”.

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5) The Final Girls: Uno dei film bizzarri di cui abbiamo parlato nella introduzione è sicuramente l’horror comedy The Final Girls, una divertente opera diretta da Todd Strauss-Schulson e interpretata da Taissa Farmiga, Malin Akerman e Nina Dobrev che racconta la storia di una ragazza che, per una strana casualità, finisce nei film horror girati da sua madre negli anni ’80. Il film vede nel cast anche Thomas Middleditch, Alia Shawkat e Alexander Ludwig.

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4) Knock Knock: Mai aprire la porta agli sconosciuti. Quante volte avrete sbuffato sentendo questa frase? Beh, vi direbbe la stessa cosa anche il povero Keanu Reeves che, essendosi trovato davanti alla porta di casa due bombe sexy come Ana de Armas e Lorenza Izzo, non ci ha pensato due volte a farle entrare. Eppure, quella che sarebbe dovuta essere una folle notte di passione, si trasformerà in una spietata tortura fisica e mentale. Dopotutto parliamo sempre di un film di Eli Roth

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3) Gravy: Tre folli mascherati con delle strane idee sulla dieta sono i protagonisti della bizzarra horror-comedy scritta e diretta da James Roday e interpretata da Michael Weston, Jimmi Simpson, Lily Cole, Gabourey Sidibe e Sarah Silverman. Da dove nasce un film come Gravy? “Ho fatto un sogno in cui c’erano dei cannibali, tanta cultura pop e cibo messicano”, ha dichiarato Roday. E noi non vediamo già l’ora di vederlo…

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2) A Christmas Horror Story: Diretto da Grant Harvey, Steven Hoban e Brett Sullivan e interpretato da William Shatner, George Buza e Rob Archer, A Christmas Horror Story racconta una serie di storie horror ambientate durante la notte di Natale. Alberi assassini, spiriti del Natale e un Santa Claus diabolico sono i protagonisti di questo interessante film capace di trasformare la notte più attesa dell’anno in un incubo senza fine.

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1) Deathgasm: Quali possono essere le conseguenze di una canzone rock suonata da un gruppo di metallari a tutto volume? La risposta non è svegliare il vicinato, ma disturbare una entità diabolica in grado di annientare il genere umano. Il film, diretto da Jason Lei Howden e interpretato da Milo Cawthorne, James Blake, Kimberley Crossman, è la numero uno della nostra lista. Dopotutto non si vede tutti i giorni un demone metallaro…

Se ti è piaciuto questo speciale, dai una occhiata ai 5 party più iconici del cinema horror !

 

Classe 1988, nato con l'idea del cinema come momento magico, cresciuto con la prassi di vedere (almeno) un film a sera, abituato a digerire qualsiasi tipo di opera (commedia, splatter, dramma, horror) sin dai primissimi anni di età, propenso a scavare nei meandri più nascosti per trovare sconosciute opere horror da torcersi le budella... appassionato, commerciale, anti-commerciale, romantico, seriofilo, burtoniano...disponibile davanti e dietro le quinte e disposto per tutti voi ad intervistare le più grandi celebrità italiane e internazionali... questo è Carlo Andriani ovvero: IO.

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Pet Sematary, tutte le differenze più curiose tra il film originale e il nuovo remake

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Pet Sematary

Pet Sematary, pellicola diretta da Kevin Kölsch e Dennis Widmyer propone nuovamente agli spettatori una versione cinematografica dell’omonimo libro di Stephen King. La maggior parte di appassionati di horror infatti, sa bene come nell’ormai 1989 è stato già presentato al pubblico un film dedicato all’opera dello scrittore (per acquistare il dvd o blu-ray di Pet Sematary clicca qui)

Conosciuto in italia con il poco convincente nome di Cimitero vivente, la pellicola in questione è stata diretta da Mary Lambert (anche se in origine il regista avrebbe dovuto essere George Romero) con la presenza di attori come Dale Midkiff, Denise Crosby, Miko Hughes e Blaze Berdahl. Qualunque cinefilo, soprattutto se appassionato del genere horror, si è dunque fatto una domanda più che lecita: quali sono le principali differenze tra originale e il nuovo remake di Pet Sematary? In questo articolo cercheremo, senza fare spoiler, di analizzare quali sono le principali differenze che caratterizzano le due opere che, visti i vent’anni di distanza e i diversi registi, inevitabilmente saltano agli occhi degli spettatori.

Il personaggio di Victor Pascow

Nonostante il personaggio di Victor Pascow possa vantare un’introduzione piuttosto inquietante in entrambi i film, la sua figura viene delineata in maniera estremamente diversa. Il personaggio nel film del 1989 era infatti interpretato da Brad Greenquist e appariva molto di frequente nella pellicola, risultando una figura piuttosto leggera se paragonata all’interpretazione di Obssa Ahmed, decisamente meno “amichevole” e molto più agghiacciante. Nel nuovo film infatti Victor sarà un uomo di colore che si esprime con una voce antica e profonda.

Leggi anche: I 10 migliori film tratti dai romanzi di Stephen King

Il personaggio di Zelda

Se esiste un personaggio che nel film originale può aver turbato i sonni degli spettatori, quella è sicuramente Zelda, la sorella di Rachel. Questa figura resta inquietante anche nel remake, anche se presenta alcuni sostanziali cambiamenti. Se nella pellicola originale il personaggio veniva interpretato da Andrew Hubatsek, capace di rendere ancor più inquietante tale personaggio, in Pet Sematary del 2019 questi panni sono vestiti da Alyssa Brooke Levine. Anche riguardo la morte del personaggio vi sono sostanziali differenze: nel film originale Zelda moriva a causa della meningite spinale che la affligge, mentre nel remake la sua triste dipartita è decisamente più violenta.

La figura del Wendigo

Il Wendigo (noto anche come Windigo) era originariamente presente nel romanzo del 1983, pur essendo stato ignorato nel primo film. Questo invece, è stato notevolmente valorizzato nel remake del 2019 che, in maniera esplicita, imputa a questa figura la maledizione del cimitero. Ma cos’è il Wendigo? Si tratta di un personaggio appartenente alla mitologia dei nativi americani che vivevano, a grandi linee, sul confine tra Canada e Stati Uniti lungo la costa orientale. Secondo le leggende, si tratta di una persona che, a causa del cannibalismo, si è trasformata in una sorta di demone. Chiunque si abbandoni a tale orripilante pratica o sia morso da un altro Wendigo, si trasforma in tale creatura per girovagare all’interno dei boschi alla perenne ricerca di cibo.

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Church

Church è adorabile e terrificante allo stesso tempo: in tal senso entrambe le pellicole si somigliano. Ciò che cambia principalmente è la razza dell’animale. Nel primo film infatti si tratta di un British Shorthair, mentre nel secondo è un Maine Coon. Pur trattandosi di una semplice chicca, gli appassionati di felini apprezzeranno di sicuro questa curiosità.

Leggi anche: 5 motivi per cui i romanzi di Stephen King funzionano al cinema

Un finale diverso

Ebbene sì, anche il finale del film è diverso. La pellicola del 1989, in poche parole, si conclude con la morte di Gage e il ritorno in vita di Rachel (che a sua volta uccide Louis). Non volendo fare spoiler, non possiamo rivelare ulteriori dettagli ma possiamo sbilanciarci affermando che il remake presenta una situazione finale decisamente diversa.

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10 boschi dell’orrore al cinema

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Uno dei più terrificanti cliché del cinema horror è il bosco oscuro e spaventoso dove streghe, demoni e serial killer attendono, nascosti nel buio, una preda da trucidare.

Selvaggi, incontaminati e pericolosamente affascinanti, i boschi costituiscono la meta dei protagonisti di Blair Witch, il sequel diretto da Adam Wingard del cult di Eduardo Sanchez e Daniel Myrick. Giunti nella foresta di Black Hills per svelare il mistero della sparizione di Heather, alcuni studenti scoprono che la strega di Blair è più di una semplice leggenda.

In occasione dell’uscita nelle sale italiane di Blair Witch vi sveliamo dieci horror dove il bosco è l’indiscusso protagonista dell’arte del brivido. Sfogliate la gallery qui sotto!

 

Cabin Fever (2002)
Diretto da Eli Roth, il film vede un gruppo di amici affrontare le terrificanti conseguenze di un contagio. Splatter, ironico, a tratti indigesto, Cabin Fever segna l’esordio dietro la macchina da presa di uno dei più apprezzati registi del cinema horror.
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Stephen King, 5 motivi per cui i suoi romanzi funzionano al cinema

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Ho scritto tanto, è vero! Ma sempre su cose che conosco. I veri mostri sono nella realtà”. Creativo, rivoluzionario, prolifico, Stephen King è un simbolo nel panorama letterario/cinematografico horror. Quaranta anni dietro la macchina da scrivere, ottanta romanzi e 500 milioni di copie vendute in tutto il mondo; un successo che, tra rimandi ai classici horror e spunti reali, conquista il cinema e la televisione. Il 13 luglio l’erede di Edgar Allan Poe e H.P. Lovecraft torna in sala con Cell, il thriller paranormale che riunisce attori come John Cusack e Samuel L. Jackson a nove anni dall’incompreso 1408. Clay Riddell (John Cusack) e Tom McCourt (Samuel L. Jackson) tentano di sopravvivere a un segnale che trasforma gli esseri umani in bestie. L’unica speranza è non accendere il cellulare ma chi, ai giorni d’oggi, resisterebbe alla tentazione? Tra la critica alla modernità e il fascino per il paranormale, King assesta il suo nuovo tocco al cinema di genere; l’ennesimo traguardo di uno scrittore che conosce cinque segreti per costruire l’incubo nella settima arte:

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1. Un orrore reale

Perché Stephen King ci fa paura? Sin da Carrie, il romanzo pubblicato nel 1974 e portato al cinema da Brian De Palma nell’omonimo film con Sissy Spacek, l’autore di Brivido cela, dietro sfumature soprannaturali, paure reali. La protagonista della storia è una ragazza che, bullizzata dai coetanei, catalizza la rabbia in mania omicida; un bagno di sangue che, anticipando le tragedie della Columbine High School e di Dunblane, rende l’opera più inquietante di un thriller a tinte paranormali. Sulla stessa impronta c’è Misery che, focalizzando l’attenzione sul rapporto tra star e fan, analizza il lato oscuro del successo; un cult che predice, con trenta anni di anticipo, drammatiche conseguenze dello star-system come l’omicidio della star di The Voice Christina Grimmie da un fan esaltato. Sottovalutato ma altrettanto interessante, il survival horror The Mist critica la politica americana indagando chi, tra mostri e umani, sia la minaccia. Orrori astratti nelle tematiche paranormali ma ancorati alla realtà e, proprio per questo, efficaci al cinema.

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2. Il lato oscuro dell’innocenza

Uno dei punti di forza di Stephen King è la maniacale attenzione alle sotto-trame che costituiscono l’essenza dei suoi racconti. L’orrore soprannaturale è una metafora che racchiude le paure di tutti noi; un lato oscuro dell’umanità su cui King e la settima arte costruiscono alcune delle più efficaci opere cinematografiche di tutti i tempi. Se analizziamo cult come It, Shining, Pet Sematary e Cose Preziose notiamo come gli unici in grado di sconfiggere il male siano i bambini, creature innocenti dotate di un innato senso per la giustizia. Stephen King, con il suo sguardo disincantato al mondo, è lo Steven Spielberg del mondo dei brividi; un autore che, citando cult come Omen – Il presagio e Il villaggio dei dannati, dà una marcia in più all’horror in tutte le sue forme, dal romanzo alla pellicola. E non è tutto! Le eroine dei suoi romanzi incarnano la purezza del male; sopravvissute come la Wendy Torrance di Shelley Duvall o la folle Misery di Kathy Bates rappresentano il punto di partenza di romanzi inquietanti e film da Oscar.

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3. Mostri del cinema, da Jack Nicholson a Kathy Bates

I film tratti dai romanzi di Stephen King funzionano grazie al contributo di alcuni dei più grandi attori di tutti i tempi. Sissy Spacek incarna il fragile equilibrio tra innocenza e follia di Carrie e Jack Nicholson dà vita alla mania omicida del Jack Torrance di Shining. Il ruolo cinico, duro e violento di Misery regala a Kathy Bates il premio Oscar come miglior attrice protagonista; indimenticabile interprete di uno dei personaggi più complessi della letteratura di King. Meno noto ma altrettanto interessante è Max von Sydow in Cose Preziose, il film di Fraser Clarke Heston che vede l’ex Padre Merrin de L’esorcista indossare i panni del diavolo in persona. Spiccano nei film tratti dai romanzi di King due premi Oscar come Tom Hanks, il protagonista de Il miglio verde di Frank Darabont e Anthony Hopkins, mentore e guida spirituale dello scomparso Anton Yelchin nel sottovalutato Cuori in Atlantide. Una menzione d’onore va a Tim Curry, il pagliaccio di It che rende, ancora oggi, l’omonimo cult tv degli anni ’90 terrorizzante per tutte le generazioni di spettatori.

4. Non solo Horror…

Nonostante l’indubbia propensione per l’horror, tra i romanzi cult e i capolavori della settima arte di Stephen King non ci sono solo opere di genere. Nel 1994 Frank Darabont dirige, dal racconto Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank, Le ali della libertà. Interpretato da Tim Robbins e Morgan Freeman, il film segna l’inizio della collaborazione King/Darabont che realizza nel 1999 Il miglio verde. Due storie tragiche che raccontano, attraverso la metafora carceraria, vicende intense e profondamente umane. Tra i drammi spiccano Stand by Me – Ricordo di un’estate, il capolavoro tratto dal racconto Il corpo che rivela il lato drammatico dell’adolescenza, e Cuori in Atlantide che analizza il superamento delle paure dell’infanzia. Tra gli esperimenti sci-fi c’è 22.11.63, il romanzo che unisce il tema dei viaggi nel tempo all’assassinio di John Fitzgerald Kennedy adattato nell’omonima miniserie di J.J. Abrams. È attualmente in fase di produzione La torre nera, la serie di romanzi di genere fantastico che approderà al cinema nel 2017 diretta da Nikolaj Ariel e interpretata da Idris Elba e Matthew McCounaghey.

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5. Incubi d’autore, da Brian De Palma a Stanley Kubrick

Stephen King è un grande scrittore ma un regista mediocre. Brivido, la sua prima e ultima esperienza dietro la macchina da presa, lo convince ad affidare gli adattamenti dei suoi romanzi a Brian De Palma, Stanley Kubrick, Rob Reiner, Frank Darabont George Romero che trasformano l’incubo su pagina in capolavori del cinema di genere. Il successo di un film tratto da un romanzo non è direttamente proporzionale alla soddisfazione dello scrittore. Shining, nonostante sia stato inserito al 2° posto tra i migliori film horror di sempre, è stato pesantemente criticato da Stephen King: “La gente ama quel film, ma io no: il libro è caldo, il film è freddo. Il libro finisce nel fuoco, il film nel ghiaccio. Nel libro, Jack Torrance impazzisce ogni giorno di più. Nel film, invece, Jack Nicholson è pazzo fin dalla prima scena. Quando sono andato alla proiezione ho dovuto tapparmi la bocca. Parole al vetriolo che incarnano la genialità, il coraggio e la follia di Stephen King, il re di nome e di fatto dell’entertainment dei brividi.

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