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In programma Rush Hour 4

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Sono passati cinque anni da quando Rush Hour 3 ha riunito Lee e Carter,interpretati da Jackie Chan e Chris Tucker, ma CraveOnline ha appreso che un’altra avventura è in programma. Hanno raggiunto un accordo con il produttore Arthur Sarkissian che dice che il sequel sta prendendo forma con il coinvolgimento di entrambe le stelle di Hollywood e che uno sceneggiatore sarà aggiunto al progetto molto presto.

Sto cercando di farlo più simile a Rush Hour 1“. “Più con i piedi per terra. Più grintoso. Introdurre due nuovi personaggi e rendere reale il modo in cui è stato il primo. Io personalmente non ero felice del terzo film. Ho pensato che l’ 1 e il 2 erano molto buoni. Penso che il 3 è sfuggito un po’ di mano. Non è una questione di tornare a fare un altro segmento di quello o un sequel, mettendoli in un’altra città a litigare tra loro. Non voglio questo. Voglio qualcosa di nuovo“. Anche se non c’è un impegno attuale del regista Brett Ratner, Sarkissian dice che il suo coinvolgimento non è fuori questione.

E’ più che benvenuto nel progetto“, dice il produttore, “ma ha avuto modo di farlo nel modo giusto.” La visione di Sarkissian del progetto consiste nel mettere Lee e Carter in un un genere diverso rispetto ai film precedenti, una mossa che accredita Fast Five come ispirazione. “Hanno mantenuto i personaggi,” dice di questo franchise, “Li hanno presi e li hanno messi in un mondo completamente diverso. Li hanno messi in un film di rapina e ha funzionato … Forse è ora di far sposare Chris. Forse Jackie si è sposato con Octavia Spencer. Non so. Vivono a Shanghai. Chris va a visitarli … voglio qualcosa di energetico. ” Sarkissian sta attualmente lavorando come produttore esecutivo della serie televisiva di prossima uscita Vegas.

 

Il cinema e la scrittura sono le compagne di viaggio di cui non posso fare a meno. Quando sono in sala, si spengono le luci e il proiettore inizia a girare, sono nella mia dimensione :)! Discepola dell' indimenticabile Nora Ephron, tra i miei registi preferiti posso menzionare Steven Spielberg, Tim Burton, Ferzan Ozpetek, Quentin Tarantino, Hitchcock e Robert Zemeckis. Oltre il cinema, l'altra mia droga? Le serie tv, lo ammetto!

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Freaks Out | quattro supereroi in lotta contro il nazismo nel film di Mainetti

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Il grande giorno per l’uscita del film Freaks Out è finalmente arrivato. Il secondo lungometraggio diretto da Gabriele Mainetti a partire da oggi sarà in tutte le sale cinematografiche italiane. Per il pubblico romano, per il 30 ottobre al Cinema Quattro Fontane a Roma è previsto un evento nel quale il regista e il cast incontreranno il pubblico. Il cast di Freaks Out vede la presenza di Claudio Santamaria, Pietro Castellitto, Aurora Giovinazzo, Giancarlo Martini, Franz Rogowski e Giorgio Tirabassi.

La trama di Freaks Out

Il circo Mezza Piotta è un luogo nel quale l’immaginazione diventa realtà. Attraverso queste parole, Israel (Giorgio Tirabassi) esorta il pubblico ad entrare all’interno del tendone per assistere a spettacoli straordinari con circensi in grado di compiere delle vere e proprie magie. La giovane Matilde (Aurora Giovinazzo) ha il dono di rilasciare scosse elettriche a chiunque le si avvicini; Cencio (Pietro Castellitto) è un ragazzo in grado di comandare gli insetti a suo piacimento, Mario (Giancarlo Martini) è in grado di attirare a se tutti gli oggetti di metallo ed infine Fulvio (Claudio Santamaria) è un uomo con peli in tutto il corpo e con la capacità di piegare qualsivoglia oggetto.

A fare da sfondo è la seconda guerra mondiale, nella quale le risate del pubblico vengono coperte dal suono delle bombe lanciate dagli aerei su Roma. È il 1943 e il gruppo freak ha solo un sogno: andare in America per cercare di salvarsi dai rastrellamenti dei nazisti. Sfortunatamente, l’arresto dell’ebreo Israel manderà a monte i loro piani, cercando anche di non farsi catturare dall’esercito tedesco.

Intanto, tra i vari spettacoli di intrattenimento sul territorio romano, diventa famoso il Zirkus Berlin, un circo nel quale c’è un soldato tedesco, Franz (Franz Rogowski) noto per le sue abilità come pianista. Oltre ad avere una malformazione, che lo porta ad avere 6 dita per mano, attraverso dei sogni è in grado di prevedere il futuro. Invenzioni come lo smartphone, il marchio Adidas e canzoni di successo come Creep dei Radiohead suonate magistralmente al pianoforte, venivano riportate fedelmente dal tedesco attraverso dei disegni.

Tra le varie visioni, il suicidio di Adolf Hitler per aver perso la guerra, lo porterà a voler cercare queste quattro persone speciali, che tornavano ripetutamente nei suoi sogni provocati dall’etere. Averli dalla loro parte, significava la vittoria cerca della Germania nel secondo conflitto mondiale. Cosa succederà quando i freaks casualmente arriveranno al Zirkus Berlin?

Leggi anche: FREAKS OUT | il teaser trailer dell’atteso film di Gabriele Mainetti

Leggi anche: FREAKS OUT | un gruppo ‘mostruoso’ contro i nazisti nel trailer del film

La recensione del film

La verità? Non so da che parte iniziare. La visione di Freaks Out diretto da Gabriele Mainetti, mi ha lasciata con un turbinio di emozioni che difficilmente mi era accaduto di provare in passato. Aspettavo questo film da molto tempo e devo ammettere che ha superato di gran lunghe le mie aspettative. C’è chi troverà dei difetti, ma di fronte a un film del genere, per me contano solo le sensazioni lasciate durante la proiezione e alla fine.

La crescita di Mainetti come regista la si denota dalla prima sequenza. Basta un tendone colorato, un pubblico variegato composto soprattutto da bambini e un gruppo di artisti pronti a intrattenere gli spettatori con spettacoli fuori dal comune. Improvvisamente però, basta una bomba lanciata da alcuni aerei a portare lo spettatore alla realtà.

Freaks Out è riuscito a mostrare un altro lato della Seconda Guerra Mondiale (anche se di pura fantasia) riuscendo a strappare anche qualche sorriso. Gabriele Mainetti ha compiuto una vera e propria impresa. Un film così complesso da un punto di vista della sceneggiatura e degli altri comparti non si era mai visto in Italia. Il regista romano è riuscito a portare sul grande schermo una storia completa, che mette al centro della vicenda quattro personaggi considerati ‘mostri’ ma che ben presto si troveranno a combattere contro i veri mostri della storia dell’umanità: i Nazisti.

Gli antagonisti vengono sempre visti male dall’alba dei tempi, ma per quanto possa essere tremendo e brutale il personaggio di Franz, nato con sei dita e per questo un freak anche lui, molte scene interpretate dall’attore Franz Rogowski, sono quelle maggiormente di impatto visivo ed emotivo. Tra momenti splatter, di pura follia e con sogni premonitori, il tedesco regala al pubblico due brani musicali eseguiti al pianoforte da restare incantati. A tal proposito, vi consiglio di cliccare play nel lettore in alto e ascoltare la versione piano di Creep dei Radiohead.

La giovane Aurora Giovinazzo nel ruolo di Matilde, la ginnasta che al solo tocco rilascia delle scariche elettriche potentissime, è il collante di tutto il gruppo. Lei è la più piccola e unica donna che appartiene a questa famiglia di circensi capitanata dall’ebreo Israel. Il suo nobile animo contrario a qualsiasi forma di violenza, nonostante intorno a lei ci sia solo morte e distruzione causata dalle bombe, la mantiene come il personaggio più puro della storia.

Il trio composto da Fulvio, Mario e Cencio non hanno paura di mostrarsi deboli e insicuri. Le loro capacità sovrannaturali e il loro aspetto esteriore spaventoso (soprattutto per Fulvio) sono un ostacolo nel poter vivere una vita normale. Loro a parte il circo non hanno nulla. Solo in quel luogo nel quale le stranezze vengono applaudite, non sono costretti a doversi nascondere dalla gente.

Gli effetti speciali utilizzati da Gabriele Mainetti sono ben inseriti con l’andamento della storia. La vera particolarità sta in alcune scene che sembrano essere frutto di computer grafica ma che in realtà sono state realizzate avendo a disposizione solo un ciak. I costumi perfettamente in linea con i personaggi e l’ambientazione storica sono stati curati da Mary Montalto e scelti secondo le indicazioni di Mainetti. Il lavoro della sezione trucco e parrucco affidato a Marco Perna, ha avuto il suo bel da fare soprattutto con i personaggi di Cencio e Fulvio.

Freaks Out è un film che lascia il segno nel pubblico e lo ha fatto nella storia del cinema italiano per la quantità di effetti speciali curati da Maurzio Corridori. Potrà ricordare The Greatest Showman per la presenza dei freak, magari Il Dittatore di Charlie Chaplin nell’abbigliamento di Franz, ma ciò che lo rende tanto speciale sono le emozioni che suscita per tutto il film.

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E noi come stronzi rimanemmo a guardare | il geniale film diretto da Pif

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E noi come stronzi rimanemmo a guardare
3.8 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

Il regista Pierfrancesco Diliberto, noto come al pubblico come Pif è tornato dietro la macchina da presa dopo il successo In guerra per amore del 2016. Il titolo scelto per il terzo lungometraggio, E noi come stronzi rimanemmo a guardare si è rivelato terreno fertile per discussioni riguardanti il rapporto che ognuno di noi ha con la tecnologia e le condizioni lavorative degli italiani. A condividere questo viaggio cinematografico, nei cinema il 25-26-27 ottobre, insieme a Pif ci sono Fabio De Luigi, Ilenia Pastorelli e Valeria Solarino.

La trama del film E noi come stronzi rimanemmo a guardare

In un mondo dove i social hanno il controllo delle nostre vite, non c’è da stupirsi nello scoprire che un algoritmo decida di assumere una persona in base all’età, ignorandone gli anni di esperienza. Parole come reputazione e posizione, una volta erano associati alla conoscenza tra persone che erano solite guardarsi negli occhi per comunicare. Ora questi termini hanno subito una mutazione, legata al mondo della tecnologia, riducendo tutto a degli algoritmi predefiniti.

Questa nuova condizione sociale la conosce bene il povero Arturo (Fabio De Luigi) un manager con grande esperienza che di punto in bianco viene licenziato alla ‘veneranda’ età di 48 anni proprio a causa di un algoritmo. Peccato che ad averlo introdotto nell’azienda sia stato proprio lui, per cercare di evitare sprechi economici e cacciare via le persone più anziane e quindi meno utili.

La necessità di avere uno stipendio fisso per vivere dopo aver tentato di inviare curriculum in ogni dove, alla fine si vedrà costretto ad accettare l’offerta della società Fuuber. Convinto si trattasse di un impiego simile al precedente, al termine del colloquio scoprirà di essere stato assunto come rider. Questo vuol dire, paga misera, orari disumani, consegne da effettuare rigorosamente in bicicletta con uno zaino quadrato sulle spalle e un orologio al polso. Regola base: accettare gli ordini e portarli nel tempo prestabilito per acquisire feedback positivi.

In una situazione di profonda tristezza e solitudine, causalmente arriva nella sua vita Raffaello (Pif). Un professore di filologia romanza, che per arrotondare svolge il lavoro di hater o lover a seconda delle commissioni sui social. Entrambi single e in cerca di compagnia, decidono di scaricare un app dell’azienda Fuuber, in grado di far palesare l’ anima gemella. Unico inconveniente? La persona in questione sarà un ologramma con la o il quale poter dialogare e andare in giro ma senza avere la possibilità di toccarsi.

Nella vita di Arturo entrerà come un uragano la dolce Stella (Ilenia Pastorelli), con la quale inizierà un rapporto di amicizia sempre più intenso. Nonostante i problemi sul lavoro, Stella riesce a dargli un motivo per sorridere e per vedere il mondo con occhi diversi. Ben presto però, questa felicità lascerà il posto alla disperazione, quando scadrà il periodo di prova gratuita dell’applicazione. Il costo esoso per riavere Stella nella sua vita, lo porterà a trovare una strada alternativa, dove gli algoritmi non hanno voce in capitolo quando si parla di amore.

Leggi anche: Festa del Cinema di Roma 2016: preapertura con In guerra per Amore di Pif

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La recensione di E noi come stronzi rimanemmo a guardare

Il terzo lungometraggio diretto da Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, fa riflettere sotto molti punti di vista ma senza perdere il sorriso. Da anni il connubio uomo e tecnologia è al centro di molte discussioni, soprattutto per l’utilizzo dei social. Siamo arrivati in un momento storico dove non è ben chiaro se siamo noi a comandare la tecnologia o sia lei a condizionare la nostra esistenza. Chiaramente, se dovessimo rispondere a questa domanda, tenendo conto della storia narrata nel film, risulta ovvia la risposta: la tecnologia governa le nostre scelte e la nostra vita.

Come è possibile decidere se sia giusto stare con una persona, in base al risultato di un algoritmo? Dove sono finite le emozioni, le farfalle nello stomaco? Dov’è finito il cuore? La vicenda accaduta ad Arturo, a partire dal trovarsi senza un lavoro a 48 anni (età fuori mercato in Italia nonostante le potenzialità), alla scelta della fidanzata Lisa di lasciarlo a causa di un test negativo sull’affinità di coppia e il lavoro precario come rider, rappresentano la fotografia di molti italiani che vivono una realtà del genere.

La coppia De Luigi – Pif funziona molto bene. Il loro continuo scambio di battute porta allegria alla storia, strappando spesso risate di gusto. Si percepisce quanto sia stato fondamentale scrivere una sceneggiatura che non lasciasse spazio all’improvvisazione e che affrontasse temi importanti come la disoccupazione in età avanzata. Tutte le vicende si incastrano magnificamente, come fossero parte di un grande puzzle. Simpatica e ben inserita nella narrazione, anche Ilenia Pastorelli nel ruolo di Stella, ologramma che per la prima volta inizia a provare dei sentimenti per un cliente che esiste realmente.

Geniale l’idea di scegliere un titolo che potesse dirci in poche parole quello che stiamo facendo ormai da molto tempo: E noi come stronzi rimanemmo a guardare. Qui stiamo parlando di un film, di finzione, qualcuno ha azzardato di fantascienza, ma per me di finto e surreale c’è ben poco. La passività con la quale vediamo svolgere gli eventi senza battere ciglio, senza prendere il coraggio di ribellarci a condizioni che non ci stanno bene, ci porta solo a parlare, a guardare e a restare fermi.

Arturo è un eroe nel suo piccolo, nonostante le continue battute di arresto, ha saputo prendere forza dalle sue debolezze. Chi ha detto che il principe azzurro debba avere per forza l’armatura e il cavallo bianco? In questo caso è bastata una felpa arancione, pantaloncini blu, uno zaino quadrato con le lucette e una bicicletta per salvare la principessa dalla torre. Arturo dimostra che arrendersi ai poteri più grandi non è la scelta giusta, anche se la più facile.

La follia che Jobs citò in un famoso discorso per incentivare i giovani ad essere più intraprendenti nella vita, ora si può rintracciare nei poveri lavoratori costretti ad accettare proposte folli e con stipendi imbarazzanti di avere qualche soldo in tasca. La caparbietà di Arturo nonostante si sia messo contro un sistema che tenta continuamente di schiacciarlo, ha dimostrato che non si deve mai smettere di credere nell’amore. A lui non gli frega niente degli algoritmi, di seguire le regole e di perdere quel minimo di stipendio. Di fronte all’amore non c’è algoritmo che tenga.

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Festa del Cinema di Roma

Eternals | conferenza stampa con il cast stellare del nuovo film della Marvel

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Per chiudere in bellezza questa edizione della Festa del Cinema di Roma, che ha simboleggiato la rinascita del mondo del cinema dopo la pandemia, è stato presentato in anteprima il film Eternals.
Il 25° capolavoro della Marvel, in uscita il 3 novembre, ha goduto della presenza di molte stelle di Hollywood, a partire dalla regista Chloé Zhao e gli interpreti Angelina Jolie, Richard Madden, Gemma Chan e Kit Harington.

Vivere per sempre? No, grazie

Prendendo spunto dal titolo, Gli Eterni, che rapporto hanno con l’eternità i protagonisti della nuova squadra di supereroi della Marvel?

R. Madden: “Onestamente non mi piacerebbe essere eterno. Sarei felice di arrivare a 80 anni, non mi piace pensare all’infinito”.
A. Jolie: “Anche io la penso come lui. Dobbiamo sempre guardare quello che abbiamo e quello abbiamo perso.”
K. Harington: “La vita eterna è bella, ma in fondo nessuno vuole vivere per sempre. Questi personaggi infatti soffrono proprio questo aspetto. “
G. Chan: “Tutte le cose belle devono finire prima o poi”.
C. Zhao: “Io invece vorrei vivere per sempre”.

Leggi anche: Eternals | il primo teaser trailer ufficiale dell’atteso film Marvel Studios

Eternals e la grande famiglia della Marvel

Per alcuni di loro è stata la prima esperienza nella famiglia Marvel, mentre per Gemma Chan ha simboleggiato un gradito ritorno dopo il film Captain Marvel. Ecco cosa hanno dichiarato a riguardo.

G.Chan: Sono fortunatissima di aver preso parte a un altro film della Marvel”.
K. Harington: “Per me è stata la prima volta. In passato ho preso parte a una serie tv, ma partecipare a un film dell’Universo Marvel è qualcosa di straordinario.”
A. Jolie: “Chi non vorrebbe farne parte. Mi sento una privilegiata in questo. Amo molto questa storia, fatta di diversità, di inclusioni e di questo gruppo che è una grande famiglia. Spero che queste diversità diventino normali e spero che il pubblico possa riconoscersi nelle loro storie.
R. Madden: “Io sono un fan della Marvel. Per me è stato straordinario anche citare delle battute su Thor”.

Rispetto ai soliti film della Marvel, in Eternals ci sono dei supereroi poco conosciuti alla maggior parte del pubblico, come avete vissuto questo aspetto?

A. Jolie: ” Io sono una fan della Marvel. Solitamente i personaggi partono singolarmente, c’è in loro un’evoluzione e poi diventano una squadra. Qui invece siamo già un gruppo, siamo come una grande famiglia, ed è una delle cose particolari di questo film che mi piacciono di più.”

K. Harington: “Per quanto mi riguarda, io non sono un supereroe in questo film, diciamo che rappresento l’umanità. Ma non dovrebbe mai essere sottovalutata la troppa bontà. Se c’è una cosa che mi affascina dei supereroi è il processo che si crea tra il conflitto e il suo superamento attraverso i poteri”.

Il peso dei ricordi e la forza a non arrendersi mai

Tra gli argomenti cardine del film Eternals, il tema del danno, della sofferenza è presente in vari personaggi. La stessa Angelina Jolie ha dichiarato: “Fare ruoli diversi è bello. Tutti abbiamo dei segni dovuti a dei danni, dei traumi. Anche io li ho. Il mio personaggio soffre molto, ma Chloé è riuscita a fare un lavoro molto preciso, riuscendo a parlare del danno causato dal trauma, per dimostrare che chi ha problematiche mentali può comunque essere forte e speciale. Mi auguro che molti giovani lo vedano.”

Un’altra domanda molto interessante sempre rivolta all’attrice, che nel film interpreta il ruolo di Thena, con un look molto sofisticato ed elegante nonostante le scene di azione, ha parlato del suo rapporto con i ricordi. “I ricordi possono essere un peso, ma sono questi che ci formano umanamente. Non credo nei rimpianti, perché tutte le esperienze, le memorie ti formano e questo deve farci sempre riflettere.”

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L’amore è ‘Eternals’ finché dura

A completare la conferenza stampa, non poteva mancare la domanda sulla storia d’amore tra Ikaris (Richard Madden) e Sersei (Gemma Chan).

G. Chan: “Sicuramente aiuta molto il fatto che ci conosciamo da più di 10 anni, perciò so come farlo ridere e come farlo arrabbiare. Una storia d’amore lunga 7000 anni ti fa riflettere e chiedere su cosa ti porta ad amarlo così tanto.”

R. Madden: “Abbiamo cercato di avere dei momenti di tranquillità, di fiducia. Questo atteggiamento lo abbiamo usato soprattutto per la fase iniziale. Tutti i personaggi sono diversi da Ikaris, perché lui vede il mondo con gli occhi di Sersei.”

C. Zhao: “Posso dire che entrambi hanno portato in scena la loro amicizia, così da rendere più bella una storia d’amore molto complessa. L’amore tra i due definisce il destino dell’umanità.”

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