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Luigi Zeno intervista esclusiva: “In Minerva e Nemo vi mostrerò due volti opposti di me”

Dalla disciplina del college su Netflix al mistero di Nemo - Chi ha ucciso Sofia su Rai 1: intervista alla giovane promessa della fiction italiana.

L’attore Luigi Zeno è uno dei volti emergenti del panorama televisivo italiano e, in questa intervista esclusiva, racconta alcuni dei progetti che lo vedranno protagonista sul piccolo schermo. In esclusiva per NewsCinema.it, l’attore ha parlato dei suoi imminenti progetti.

Il primo – in ordine cronologico – è Minerva – La Scuola che uscirà il 22 settembre su Netflix. Il secondo, invece riguarda la fiction per la tv Nemo – Chi ha ucciso Sofia che andrà in onda su Rai Uno. Nel corso della conversazione, Zeno si sofferma sul lavoro svolto per dare vita ai suoi personaggi, sulle sfide affrontate durante le riprese e sul rapporto con il mondo della fiction italiana. Un’occasione per conoscere più da vicino l’attore, il suo percorso professionale e il modo in cui affronta ruoli e progetti sempre nuovi.

Luigi Zeno si racconta a NewsCinema.it

Gli abbonati a Netflix e il pubblico di Rai Uno, molto presto avranno modo di scoprire Luigi Zeno e il suo talento. In questa intervista, il giovane attore ha racconta il dietro le quinte delle sue prossime esperienze televisive, condividendo curiosità e riflessioni.

Il 22 settembre arriverai su Netflix con Minerva – La Scuola, dove interpreti Leonardo. Che momento rappresenta per te?

È sicuramente un momento importante. Vedere arrivare su Netflix un progetto al quale hai lavorato e a cui hai dedicato energie ed emozioni è qualcosa di difficile da descrivere. Interpreto Leonardo e questo personaggio mi ha permesso di affrontare un lavoro diverso rispetto alle mie esperienze precedenti.

Minerva – La Scuola racconta ragazzi che si trovano a crescere in un ambiente molto particolare, fatto di disciplina, regole, responsabilità, amicizie e confronti continui. Per me non rappresenta un punto di arrivo, ma una tappa che mi dà ancora più voglia di studiare e di crescere.

Luigi Zeno
Luigi Zeno (Foto: Ufficio stampa) – Newscinema.it

Che cosa ti ha lasciato Leonardo come attore?

Mi ha insegnato soprattutto a non fermarmi alla superficie di un personaggio. Quando interpreti qualcuno devi cercare di comprenderne le motivazioni, anche quando sono lontane dalle tue. Ho lavorato sulle emozioni, sulle reazioni e sui rapporti con gli altri personaggi.

È stato interessante cercare di costruire Leonardo senza giudicarlo, provando semplicemente a capire il suo mondo. Credo che ogni personaggio debba lasciarti qualcosa, e Leonardo sicuramente lo ha fatto.

Ti ritrovi in Leonardo oppure siete molto diversi?

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Ci sono aspetti nei quali mi riconosco, soprattutto la determinazione e la voglia di mettersi alla prova. Per altri siamo diversi, e forse sono proprio quelle differenze ad avermi incuriosito maggiormente. Interpretare qualcuno identico a te probabilmente sarebbe più semplice. La parte interessante della recitazione, invece, è entrare in pensieri, comportamenti e sensibilità che non necessariamente ti appartengono.

L’esperienza sul set di Nemo per Rai Uno

Dopo Netflix sei già impegnato in un’altra produzione importante, Nemo – Chi ha ucciso Sofia per Rai Uno. Come vivi questo passaggio?

Con grande entusiasmo e con molta responsabilità. Sono due esperienze differenti e proprio per questo per me molto formative. Dopo Minerva – La Scuola sono nel cast di Nemo – Chi ha ucciso Sofia, la nuova serie thriller di Rai 1. In questo momento devo rispettare la riservatezza della produzione e quindi non posso raccontare dettagli sul personaggio o sulla storia.

Posso però dire che sto entrando in atmosfere e dinamiche completamente diverse. Per un attore giovane poter passare da un progetto a un altro senza ripetere la stessa esperienza è una grande opportunità di crescita.

Netflix e Rai 1 in una fase così giovane della tua carriera. Senti aumentare le aspettative?

Cerco di non pensarci in questi termini. Naturalmente sono felice delle opportunità che sto vivendo, ma non voglio trasformarle in un punto di arrivo. Preferisco pensare al lavoro che devo ancora fare.

Ogni volta che entro su un set devo dimostrare prima di tutto a me stesso di essere cresciuto rispetto all’esperienza precedente. Le aspettative possono essere uno stimolo, purché non ti facciano perdere la concentrazione.

Se dovessi descrivere questo momento della mia vita con una parola, direi crescita. Minerva – La Scuola e Leonardo rappresentano un passaggio importante; Nemo – Chi ha ucciso Sofia è una nuova sfida. Voglio vivere ogni progetto senza avere fretta, cercando di meritare quello che arriverà dopo.

Dove vorresti vedere Luigi Zeno tra qualche anno?

Su un set, sicuramente. Non mi interessa immaginare un traguardo preciso o dire dove sarò. Mi interessa poter continuare a scegliere questo mestiere e avere la possibilità di interpretare personaggi sempre diversi. Questo mestiere richiede studio, allenamento, capacità di ascoltare e anche disponibilità a mettersi continuamente in discussione.

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Più lavoro e più mi rendo conto di quanto sia importante arrivare preparati e, allo stesso tempo, essere pronti a cambiare tutto quando il regista ti dà un’indicazione diversa. Questo lavoro è fatto di occasioni, ma anche di attese, provini e momenti in cui bisogna continuare a prepararsi senza sapere quale sarà il prossimo progetto.

La mia famiglia e le persone che mi sono vicine sono importanti perché mi aiutano a vivere tutto con normalità. Fuori dal set cerco di continuare ad essere semplicemente Luigi. Se tra qualche anno potrò guardarmi indietro e vedere una serie di ruoli molto differenti tra loro, capaci di sorprendere il pubblico e magari anche me stesso, allora significherà che sto andando nella direzione giusta.

 

Leila Cimarelli
Leila Cimarelli
Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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