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Marty Supreme con Timothée Chalamet: cosa funziona (e cosa no) nel film candidato agli Oscar

Cosa funziona e cosa no nel nuovo film candidato agli Oscar Marty Supreme. guarda la nostra video recensione.

Marty Supreme è uno dei titoli più discussi della stagione cinematografica. Il film, interpretato da Timothée Chalamet, ha attirato l’attenzione di pubblico e critica, arrivando a ottenere alcune nomination nei principali premi cinematografici, gli Oscar 2026, alimentando un dibattito acceso sul suo reale valore artistico.

Un dibattito che emerge con forza anche nella video recensione del film pubblicata sul nostro canale YouTube MADROG, in cui entusiasmi e perplessità convivono.

La recensione di Marty Supreme

La video recensione di Marty Supreme si distingue per un approccio equilibrato, capace di riconoscere i meriti del film senza ignorarne i limiti. Un’analisi utile per chi vuole andare oltre l’hype e farsi un’idea più consapevole di un titolo che, nel bene e nel male, sta lasciando il segno nel panorama cinematografico attuale.

Marty Supreme video recensione
Clicca sull’immagine per vedere la video recensione – Newscinema.it

Di cosa parla il film

Nel film, Chalamet interpreta un protagonista carismatico e irrequieto, costruito su misura per il suo stile recitativo: intenso, nervoso, spesso sopra le righe. Marty Supreme punta molto sulla forza del personaggio centrale, seguendone l’ascesa e le contraddizioni in un racconto che mescola ambizione, talento e autodistruzione.

Secondo la video recensione, è proprio Chalamet il cuore pulsante del film: una prova attoriale fisica, magnetica, capace di reggere quasi da sola il peso della narrazione. Non a caso, è la sua interpretazione a essere indicata come uno degli elementi che hanno favorito l’attenzione dell’Academy.

Marty Supreme
Cosa funziona e cosa non in Marty Supreme (Foto: I Wonder) – Newscinema.it

Un film divisivo, anche in vista degli Oscar

Proprio questa alternanza tra momenti riusciti e passaggi più deboli rende Marty Supreme un film profondamente divisivo. Le nomination ricevute hanno contribuito ad amplificare il confronto: per alcuni si tratta di un’opera ambiziosa e imperfetta ma coraggiosa, per altri di un film che vive soprattutto del talento del suo protagonista senza riuscire a sviluppare fino in fondo il proprio potenziale.

Letizia Rogolino
Letizia Rogolino
Il cinema e la scrittura sono le compagne di viaggio di cui non posso fare a meno. Quando sono in sala, si spengono le luci e il proiettore inizia a girare, sono nella mia dimensione :)! Discepola dell' indimenticabile Nora Ephron, tra i miei registi preferiti posso menzionare Steven Spielberg, Tim Burton, Ferzan Ozpetek, Quentin Tarantino, Hitchcock e Robert Zemeckis. Oltre il cinema, l'altra mia droga? Le serie tv, lo ammetto!

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