Connettiti a NewsCinema!
actor meryl streep poses upon arrival to attend the news photo 1072218110 1560961354 actor meryl streep poses upon arrival to attend the news photo 1072218110 1560961354

Cinema

I 70 anni di Meryl Streep, l’attrice che è stata tutto ciò che poteva essere

Pubblicato

:

Se Meryl Streep è considerata ufficialmente da tutti “la diva dei record”, con 55 film in curriculum, 3 Oscar ottenuti su 21 nomination, 9 Golden Globe vinti su 31 candidature e poi ancora 2 Bafta, 3 Emmy Awards e l’Orso d’oro alla carriera, lo si deve soprattutto alla sua straordinaria ecletticità. L’attrice americana, che oggi compie 70 anni, ha avuto una carriera variegata come poche altre, prendendo parte a film giganteschi e dal budget immenso (A.I. – Intelligenza artificiale), ma anche a piccole opere sentimentali d’autore (I ponti di Madison County). La Streep non ha mai disdegnato infatti la sperimentazione di un cinema diverso da quello classico hollywoodiano (Il ladro di orchidee), dimostrandosi più volte estremamente autoironica (La morte ti fa bella), nonché in grado di caratterizzare personaggi memorabili quanto grotteschi (Il diavolo veste Prada) e di tuffarsi coraggiosamente in lavori di tutt’altro che sicura riuscita (La musica del cuore). Meryl Streep ha di fatto sperimentato tutti i generi possibili, fino addirittura al musical (Mamma mia!, Into the Woods) e al western (The Homesman). In tanti anni di carriera, Meryl è stata tutto: buona e cattiva, suora e ragazza dissoluta, hippy e manager, poverissima e ricca fino all’eccesso, colta e scemotta.

Pur esordendo “tardi” (almeno per gli standard delle attrici dell’epoca) a 28 anni, dopo una lunga carriera di attrice teatrale a New York, nel film Giulia di Fred Zinnemann, già l’anno successivo al suo debutto, Meryl Streep si impone nel mondo del cinema che conta partecipando a Il cacciatore di Michael Cimino, accanto a Robert De Niro, Christopher Walken e John Cazale, all’epoca suo compagno. Il film le vale la prima candidatura agli Oscar come Migliore attrice non protagonista.

Da quel folgorante inizio, la carriera di Meryl Streep sarà una costante scalata al successo: la cercherà Woody Allen per Manhattan e poi Robert Benton per Kramer contro Kramer in un ruolo da protagonista. Per tutti gli anni ’80 Meryl Streep sarà l’icona mondiale della ragazza piena di sentimenti, in grado di comunicare enormi mutamenti emotivi solo attraverso piccole espressioni sul volto, l’attrice perfetta per il cinema più intimista, in grado di comunicare tantissimo senza parlare molto. Sarà poi La scelta di Sophie di Alan J. Pakula a mettere in luce un’altra caratteristica straordinaria dell’attrice, ovvero la sua capacità unica di interpretare personaggi non-americani, modificando il suo accento e il suo parlato attraverso la contaminazione di cadenze straniere.

Ma dopo quasi 90 apparizioni tra cinema e televisione dal 1977 ad oggi, una media di 2 ruoli l’anno per oltre 40 anni di attività, Meryl Streep non accenna a fermarsi. A 70 anni l’attrice continua a reinventare se stessa senza cedere alla pigrizia in cui spesso la troppa fama induce, finendo per scegliere solo ruoli sicuri e lavori da completare con il minimo sforzo. Non a caso, quindi, Meryl Streep proprio in questi giorni torna sul “piccolo schermo” con la seconda stagione di Big Little Lies, serie tv dello scorso anno particolarmente acclamata, rinnovata sull’onda del successo commerciale nonostante fosse stata inizialmente pensata come serie autoconclusiva. Esaurito l’intero romanzo di Liane Moriarty su cui si basava, la seconda stagione di Big Little Lies era quindi un progetto dalle mille incognite, che facilmente avrebbe potuto rovinare il ricordo di quanto fatto nella prima stagione. Nonostante ciò, a dimostrazione del suo istinto infallibile, non solo Meryl Streep ha deciso di accettare il ruolo di Mary Louise, terribile madre di Perry (Alexander Skarsgård) dall’atteggiamento passivo-aggressivo e con inconfondibile parrucca marrone e voce nasale, ma è riuscita ad imporsi come elemento centrale della nuova stagione, ponendosi come l’elemento di novità in grado di giustificare l’intera operazione.

Tra i ruoli più recenti, la Streep ha interpretato Emmeline Pankhurst nel film Suffragette di Sarah Gavron e ha accettato dal suo amico Stephen Frears il ruolo di Florence Foster Jenkins in Florence, basato sulla storia dell’omonimo soprano “stonato”. Nel 2017, per il bellissimo The Post di Steven Spielberg, è stata Katharine “Kay” Graham, prima donna americana ad aver diretto una grande casa editrice di un importante quotidiano come il The Washington Post, mentre solo pochi mesi fa l’abbiamo vista tornare sul grande schermo nel sequel Mamma Mia! Ci risiamo di Ol Parker e ne Il ritorno di Mary Poppins, diretto da Rob Marshall, nel ruolo dell’eccentrica antiquaria Topsy. A fine anno la vedremo in Piccole Donne, nuovo film di Greta Gerwig (Lady Bird) tratto dall’omonimo romanzo del 1868 scritto da Louisa May Alcott. Al suo fianco, un cast stellare che comprende Saoirse Ronan, Emma Watson, Timothée Chalamet, Florence Pugh, Laura Dern, James Norton e Louis Garrel. Il Festival di Toronto e il Festival di Venezia sono già in competizione per contenderselo.

Studente presso la facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Autore di diversi articoli pubblicati su mensili locali quali Bisceglie in Diretta e Il Biscegliese e siti d’informazione online locali e non. Ha collaborato con siti di informazione videoludica, come GameBack, GamesArmy e gamempire.it. Attualmente è redattore di Bisceglie24 e gestisce il blog cinematografico Strangerthancinema.it.

Clicca per commentare

Lascia qui il tuo commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cinema

Io non ho mai, la recensione del cortometraggio di Michele Saia

Pubblicato

:

dscf8565 modifica

L’opera prima di Michele Saia, cortometraggio dal titolo Io non ho mai, è innanzitutto un racconto di fisici giovanili e corpi che si muovono nello spazio. Rispettando la tradizione dei film per ragazzi avviata di Rob Reiner, anche il protagonista del corto di Saia dovrà fuggire da altri ragazzi che lo vogliono acchiappare, dovrà saltare, cadere e correre per mettersi al riparo. Sarà lui ad insegnare suo fratello più grande, un ragazzone imponente e grosso ma affetto da ritardo mentale, ad andare in bici nonostante la contrarietà della loro madre. Anche in questo caso, quindi, l’emancipazione passerà attraverso l’utilizzo del proprio corpo, la capacità di coordinazione e l’attività fisica.

È come se il corpo fosse lo strumento attraverso il quale i ragazzini esprimono le loro aspirazioni e i loro sentimenti. Non a caso, quindi, anche la ragazza di cui il protagonista è innamorato sarà caratterizzata innanzitutto da un segno sul viso e questo “difetto” estetico ne determinerà la personalità. Ancora una volta è il corpo che viene prima di tutto il resto. La conosceremo prima attraverso la sua faccia e solo successivamente attraverso le sue parole e le sue intenzioni. 

dscf8696

Saia, laureato con lode in grafica d’arte e progettazione, sembra ragionare come un regista di cartoni animati. Grazie alla precisa e dettagliata progettazione delle inquadrature, basata sull’utilizzo dello storyboard, ogni scena di Io non ho mai sembra avere alla base un’idea visiva prima ancora che di scrittura. Il modo in cui la macchina da presa si avvicina ai personaggi, invadendo la loro intimità, per poi allontanarsi, come a volerli osservare da lontano senza intromettersi nelle vicende, suggeriscono una consapevolezza ben precisa di voler narrare innanzitutto attraverso le immagini e solo successivamente attraverso i dialoghi e le azioni. Saia utilizza quindi tutti gli elementi propri del mezzo cinematografico per compiere una intelligente sintesi di ciò che vuole veicolare attraverso il racconto.

Così ad esempio il sound design, utilizzato brillantemente per interferire con il realismo delle scene, per suggerire la presenza di qualcosa che non possiamo vedere o per amplificare ed estremizzare i rumori dell’ambiente in cui si svolge l’azione, sembra quasi mettere in discussione la veridicità di ciò che stiamo osservando. Si tratta di un’avventura reale o del ricordo nostalgico, per definizione “manomesso”, di un evento verificatosi nel passato? Questa aleatorietà del racconto, questa vaghezza ricercata, sottolineata dal fatto di non aver dato un nome al ragazzo di cui si narra, contribuisce all’astrazione della vicenda specifica che viene messa in scena e aiuta a rendere universale la condizione di un giovane protagonista alla ricerca di un proprio posto nel mondo e di un modo “giusto” di relazionarsi con gli altri (ma anche con se stesso).

Saia riesce a fare tutto questo senza rinunciare alla ricercatezza formale e al gusto estetico (il “rifugio” dei due ragazzi è un piccolo gioiello andersoniano) e allo stesso tempo riuscendo a trasmettere un genuino senso di avventura, conferendo dinamismo alle scene attraverso i momenti degli attori e quelli della macchina da presa. I protagonisti di Io non ho mai veicolano attraverso la loro presenza scenica le loro ansie e i loro desideri più sopiti. Ogni loro gesto, anche quello apparentemente meno spiegabile, ci rivela qualcosa di loro che prima non sapevamo. E il “vagabondaggio” del giovane protagonista avviene in uno spazio molto più ampio e indefinito di quanto possa essere quello di un piccolo paese di provincia. Un territorio inesplorato ancora da conquistare, un passo alla volta. Da soli o, preferibilmente, assieme alle persone giuste. 

IO NON HO MAI – trailer – from Michele Saia on Vimeo.

Photo Credit: Barbara Tucci e Gianluca Scerni

Continua a leggere

Cinema

Wild Mountain Thyme, arriva il film tratto dal romanzo di John Patrick Shanley con Emily Blunt e Jamie Dornan

Pubblicato

:

wild mountain thyme first look 4867

Emily Blunt e Jamie Dornan sono i protagonisti del film Wild Mountain Thyme di John Patrick Shanley. Dall’Academy Award®, il Tony Award e il vincitore del Premio Pulitzer John Patrick Shanley  arriva il romanzo lirico Wild Mountain Thyme, un adattamento del suo successo di Broadway Outside Mullingar. Il film è interpretato da Emily Blunt, Jamie Dornan, Jon Hamm, Dearbhla Molloy e Christopher Walken.

Anthony (Dornan) sembra sempre essere al lavoro nei campi, sfinito a causa del padre che non  perde occasione per sminuirlo (Walken). Ma ciò che veramente lo preoccupa è la minaccia di suo padre di lasciare in eredità la fattoria di famiglia a suo cugino americano Adam (Hamm). All’inizio Rosemary (Blunt) sembra provare rancore per essere stato svergognato da Anthony durante l’infanzia, ma le scintille tra di loro manterrebbero un falò ardente per tutta la notte. Sua madre Aoife (Molloy) si sforza di unire le famiglie prima che sia troppo tardi.

Il film è stato girato tra l’Irlanda e New York.

thyme

Emily Blunt, Jamie Dornan e Jon Hamm

Wild Mountain Thyme è stato sviluppato da Mar-Key Pictures ed è prodotto da Leslie Urdang di Mar-Key, Anthony Bregman di Likely Story, Michael Helfant e Bradley Gallo di Amasia Entertainment, Alex Witchel e Martina Niland di PoElmilyrt Pictures. Andrew Kramer, Jonathan Loughran e Stephen Mallaghan saranno i produttori esecutivi. Il film è finanziato da Amasia Entertainment, Aperture Media Partners e Loughran / Mallaghan.

Bleecker Street ha acquisito i diritti di distribuzione negli Stati Uniti e Lionsgate UK ha acquisito i diritti del Regno Unito. HanWay Films gestisce le vendite e la distribuzione internazionale e CAA Media Finance ha gestito i diritti degli Stati Uniti e ha negoziato l’accordo con Bleecker Street insieme a Andrew Kramer di Loeb & Loeb.

Continua a leggere

Cinema

Bad Boys For Life, il grande ritorno della coppia Smith/Lawrence nel primo trailer

Pubblicato

:

bad78310149 jpg

Bad Boys for Life, Will Smith e Martin Lawrence nel nuovo trailer italiano del terzo capitolo della saga, diretto da Adil El Arbi & Bilall Fallah. Il film al cinema dal 23 gennaio 2020 prodotto da Sony Pictures e distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia.

A più di vent’anni dall’uscita dell’iconico Bad Boys, Will Smith e Martin Lawrence di nuovo insieme nel nuovo trailer dell’atteso terzo capitolo della saga, Bad Boys for Life. I due attori tornano a interpretare i ruoli di Mike Lowrey e Marcus Burnett nel film diretto da Adil El Arbi & Bilall Fallah. Prodotto da Sony Pictures e distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia, il film sarà nelle sale italiane dal 23 gennaio 2020. Nel cast anche Vanessa Hudgens, Alexander Ludwig, Charles Melton, Paola Nunez, Kate Del Castillo, Nicky Jam, Joe Pantoliano.

I Bad Boys Mike Lowrey (Will Smith) e Marcus Burnett (Martin Lawrence) di nuovo insieme per un’ultima corsa nell’atteso Bad Boy for Life.

 

Continua a leggere

Iscriviti al nostro canale!

Film in uscita

Novembre, 2019

Nessun Film

Film in uscita Mese Prossimo

Dicembre

Nessun Film

Pubblicità

Facebook

Recensioni

Nuvola dei Tag

Pubblicità

Popolari

X