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Cinema

Netflix: i film e le serie tv da non perdere a Maggio 2019

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(Articolo in aggiornamento)

Maggio 2019 si preannuncia come un mese piuttosto interessante per quanto riguarda gli utenti Netflix. Per quanto riguarda i film vi è da segnalare una serie di pellicole piuttosto interessanti disponibili a partire dal primo maggio come District 9, Interstellar, Kick Boxer – Il nuovo guerrieroMunafik 2, Prigione di Vetro, The Experiment: Cercasi cavie umane e The Judge.

Per quanto riguarda le produzioni Netflix, va ricordata l’uscita di Wine Country, prodotto e diretto da Amy Poehler (che è anche una delle protagoniste della pellicola). Se ci si riferisce alle serie televisive invece, sono previsti diversi debutti pronti che cattureranno facilmente l’attenzione degli utenti.

Dead to me – Amiche per la morte – 3 maggio

Il mese comincia con l’interessante serie ideata da Liz Feldman Dead to me – Amiche per la morte, con Christina Applegate e Jen Linda Cardellini come protagoniste. La storia in questione racconta del nascere e dello svilupparsi dell’amicizia tra Jen, una donna che ha difficoltà a superare la scomparsa del marito, e la bizzarra Judy. Quest’ultima però, nasconde un segreto che stravolgerà la vita di entrambe…

Undercover – 3 maggio

Dopo il successo di Narcos, Netflix sembra vole insistere sul filone riguardante la lotta ai trafficanti di droga. La nuova serie proposta in questo contesto si chiama Undercover e, a dispetto di quanto si possa pensare, è ambientata in Olanda. Con un cast composto da Tom Waes, Anna Drijver e Frank Lammers, il telefilm racconta di due agenti sotto copertura che si fingono una coppia in campeggio per poter indagare su un boss della droga.

Lucifer (4a stagione) – 8 maggio

La serie televisiva Lucifer, creata da Tom Kapinos, giunge alla sua quarta stagione. La trasposizione televisiva dell’omonimo fumetto, vede Tom Ellis e Lauren German nei panni dei protagonisti della serie, ovvero Lucifer Morningstar e Chloe Decker. Si presenta con altre 10 puntate, ma a che punto eravamo rimasti? Chloe ha scoperto la vera identità di Lucifer ed è dunque colta dai dubbi: si può realmente amare il diavolo?

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The Society – 10 maggio

The Society è una nuova serie televisiva ispirata al libro Il signore delle mosche di William Golding e racconta  la storia di un gruppo di adolescenti ritrovatisi a dover sopravvivere, dopo che i genitori sono scomparsi nel nulla, in una città dalla quale è impossibile uscire. La serie, diretta da Tara Nicole Weyr e Marc Webb, può contare su un cast formato da Kathryn Newton, Rachel Keller, Gideon Adlon, Jacques Colimon, Olivia DeJonge e tanti altri giovani attori.

The Rain (2a stagione) – 17 maggio

La sorprendente serie danese The Rain, diretta da Kenneth, Kainz si presenta al pubblico con la sua seconda stagione. Dopo le 10 puntate della prima, torneremo a seguire le peripezie di Simone e del gruppo di sopravvissuti alla scoperta di un mondo post-apocalittico che, a dispetto del drastico cambiamento, propone problematiche molto attuali e reali.

When They See Us – 31 maggio

Un altro importante debutto nel mese di Maggio è la miniserie When They See Us. Diretta da Ava DuVernay, si tratta di una storia suddivisa in quattro puntate che raccontano una storia vera. Si tratta di cinque giovani accusati ingiustamente di uno stupro nel 1989 e dei successivi 25 anni, fino al 2002 quando questi sono stati finalmente scagionati (e risarciti). Il cast di When They See Us include Jovan Adepo, Chris Chalk, Michael K. Williams, Vera Farmiga, John Leguizamo, Felicity Huffman.

Come vendere droga online (in fretta) – 31 maggio

Concludiamo il mese con l’arrivo di Come vendere droga online (in fretta), una serie piuttosto fuori dagli schemi. La vicenda narrata coinvolte uno studente che, per fare colpo sulla sua ex, comincia a vendere droghe online direttamente da casa sua. Una semplice bravata che lo catapulterà in un mondo totalmente nuovo…

la serie è diretta da Lars Montag e Arne Feldhusen e l’attore protagonista è il giovane Maximilian Mundt.

Cinema

Hotel Artemis, Jodie Foster è l’infermiera nel thriller distopico di Drew Pearce

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hotel artemis

“Non puoi scegliere cosa essere né chi amare”

In un mercoledì notte di un futuro 2028, con la città di Los Angeles messa a ferro e fuoco dalle manifestazioni contro la privatizzazione dell’acqua, quattro rapinatori hanno appena fallito un colpo, e cercano rifugio e assistenza medica. Si dirigeranno tutti verso quell’insegna al neon rosa che recita Artemis Hotel e che da ventidue anni nasconde dietro la fatiscente facciata di un ex hotel di lusso, un ospedale iper-tecnologico che accudisce e ospita tutti i criminali bisognosi di cure. A patto di seguire le dieci ferree regole del luogo.

A gestire e far funzionare la singolare e misteriosa struttura dove, infine, si ritrovano più o meno sempre gli stessi personaggi (la bellissima ninja Nizza e l’assassino francese Waikiki, Niagara, Honolulu, ladri di passaggio, volti noti della malavita locale e non), è una donna segnata da un doloroso lutto del passato e soprannominata L’infermiera, che ha speso tutta la propria esistenza ad aiutare il prossimo, “perché sa fare solo quello”. Ad affiancarla nel difficile compito c’è solo il suo assistente Everest (Dave Bautista), così sopranominato per le evidenti e mastodontiche caratteristiche fisiche. Ma in quel mercoledì come tanti, eppure infine molto particolare, tante cose stanno per cambiare, anche e soprattutto per lei, la donna che si prende cura degli altri.

hotel artemis recensione

Lo sceneggiatore inglese Drew Pearce (cosceneggiatore di Iron Man 3 e Rogue Nation) debutta alla regia con Hotel Artemis, un film che sfrutta un ottimo cast (a partire dalla sempre brava e ritrovata Jodie Foster) e tante idee già viste (si pesca a piene mani da tanti film di genere, così come John Wick, o il recente 7 sconosciuti al El Royale) per realizzare un thriller futuristico dove fuori ancora si lotta per la sopravvivenza dei propri diritti e dentro (l’Hotel Artemis) si lotta per la sopravvivenza del mondo criminale, che nel bene e nel male ha comunque il diritto di avere un suo luogo assistenziale al riparo da occhi indiscreti. Pearce cuce tutta la dinamica del thriller, nel confronto serrato tra civiltà diritti e malavita, attorno al personaggio de L’Infermiera, una donna temprata dalla vita e sostenuta da un altruismo istintivo, spesso anche controproducente.

Lei e l’Artemis (nome ispirato ad Artemide, la dea della caccia, e in generale della forza femminile) sono una cosa sola, e insieme (soprav)vivono nell’idea di fare del bene. Ma se è vero che non tutto il male vien per nuocere è di sicuro ancor più vero che non tutto il bene viene per “fare dell’altro bene”. E, infatti, in quel California Dreamin’ che L’infermiera ha nella sua compilation di preferiti, pare essere rimasto ben poco, se non la speranza che fuori (o altrove) possa esser meglio, ed esserci da qualche parte ancora quella luce che dentro non c’è più. Anche se poi “uscire è sempre più difficile che entrare”, proprio come cambiare strada è sempre più difficile che proseguire sulla stessa di sempre.    

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In arrivo nelle sale con un anno di ritardo rispetto alla realizzazione, Hotel Artemis, opera prima dello sceneggiatore Drew Pearce è un’opera distopica, godibile ma senza troppe pretese, che sfrutta un ottimo cast (la sempre brava Jodie Foster è protagonista indiscussa) e dialoghi piuttosto ben scritti per fare un ritratto a tinte fosche di un’America futuribile e sempre più infuocata, insanguinata, spezzata nel proprio sogno di grandezza da un male dilagante, un male che infine non può più nemmeno restare confinato tra le pareti di un fatiscente Hotel riadattato a clinica criminale.  

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Cinema

Crawl, un horror efficace costruito sopra e sotto la superficie dell’acqua

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crawl recensione

Haley (Kaya Scodelario) fa la nuotatrice a livello agonistico, ma pur avendo un grande talento è perennemente seconda, e la frustrazione di non essere mai riuscita ad afferrare un primo posto è sempre più “ingombrante”. Forse proprio per quel motivo ha anche quasi interrotto i rapporti con il padre (Barry Pepper), un tempo anche suo ex allenatore, e suo primo sostenitore nella carriera di nuotatrice. Allertata da una telefonata della sorella, e complice un uragano che colpirà la sua città natale in Florida, Haley a bordo del suo furgoncino – aggirato l’ordine di evacuazione che impone a tutti i cittadini di restare fuori dall’area a rischio – si spingerà determinata fino a casa del padre, che non risponde alle telefonate. Giunta sul posto, si troverà una casa invasa d’acqua, e piena zeppa di “insidie”.

crawl film

Film piuttosto canonico di genere horror-catastrofico, Crawl s’ispira al doppio significato del titolo rimandando da un lato a uno stile di nuoto dal nome proprio crawl, e dunque all’attività principe della protagonista, e dall’altro al verbo inglese to crawl che traduce appunto l’atto dello strisciare, indicando ciò che saranno costretti  a fare (tra le altre cose) i protagonisti pur di provare a fare salva la pelle. In un locale a classico uso taverna  divenuto ben presto luogo di orrori e di famelici coccodrilli da cui fuggire, la protagonista Haley dovrà infatti fare appello a tutto il suo coraggio per far fronte alle tante insidie che in solo 87 minuti di film le si pareranno dinanzi. Sotto e sopra il pelo dell’acqua, la ragazza dovrà strisciare, divincolarsi e infine nuotare senza sosta. E mentre fuori impazza l’uragano, dentro la casa il livello d’acqua in costante crescita e le fauci di coccodrillo che spuntano da ogni angolo, costringeranno padre e figlia a far fronte comune contro quella sfida, e a ritrovare – anche – la complicità perduta lungo un percorso fatto insieme che non ha dato i risultati sperati.

Costruito tutto attorno all’elemento dell’acqua che riempie e avvolge la vita della protagonista Haley, e che diventa poi luogo ultimo di sfida anche ben oltre le dinamiche della competizione sportiva, Crawl sfrutta tutti i suoi elementi per creare la giusta tensione, dentro e fuori. La paura esercitata da quella situazione oltre i limiti doppia infatti tutte le ansie e paure interiori della giovane Haley, da sempre alle prese con la propria faticosa affermazione. E dunque, se anche la lotta per la sopravvivenza in quello che è comunque l’elemento congeniale alla protagonista si rivelerà infine molto dura, metterà d’altro canto in luce la stoffa della campionessa e il coraggio della donna, manifestati oltre la velocità delle vasche e al di là dei premi ottenuti, e messi infine al servizio della sfida più importante della sua vita. 

crawl

Giocando con la paura, la suspense, i colpi di scena, gli ambienti bui e claustrofobici, Alexandre Aja costruisce un horror asciutto ed efficace che possiede tutti gli elementi giusti per determinare qualche sobbalzo di troppo, e che riesce, tra un sussulto e un altro, anche a prendersi la briga di fare una riflessione più intima su un rapporto padre figlia e sulle sfide che sono sempre in primis con sé stessi, e con ciò che noi stessi riteniamo essere d’ostacolo alla nostra realizzazione.

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Cinema

Venezia76: il film The Burnt Orange Heresy di Giuseppe Capotondi chiude la Mostra

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Il thriller The Burnt Orange Heresy diretto da Giuseppe Capotondi (La doppia ora) è il film di chiusura, fuori concorso, della 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (28 agosto – 7 settembre 2019) diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta.

The Burnt Orange Heresy sarà proiettato in prima mondiale sabato 7 settembre, nella Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia, a seguire la cerimonia di premiazione.

Il mondo dell’arte e quello della malavita si scontrano nel thriller neo-noir The Burnt Orange Heresy, ambientato nell’Italia odierna. Il carismatico critico d’arte James Figueras (Claes Bang) seduce l’affascinante turista  Berenice Hollis (Elizabeth Debicki). I due nuovi innamorati raggiungono la lussuosa proprietà sul Lago di Como del potente collezionista d’arte Cassidy (Mick Jagger). Questi rivela di essere il mecenate dello schivo Jerome Debney (Donald Sutherland), una sorta di J.D. Salinger del mondo dell’arte, e avanza ai due una strana richiesta: rubare a qualsiasi costo uno dei capolavori di Debney dallo studio dell’artista. Ma appena la coppia inizia a conoscere il leggendario Debney, comprende che nulla di quel personaggio e della loro missione è ciò che sembra.

Diretto da Giuseppe Capotondi, The Burnt Orange Heresy è prodotto da David Zander, David Lancaster, William Horberg. Executive Producers Sienna Aquilini e Peter Touche. Tratto dal romanzo di Charles Willeford ed è sceneggiato da Scott B. Smith. Direttore della fotografia è David Ungaro. International Sales: HanWay Films. Domestic Sales: UTA/CAA.

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