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Pedro Almodóvar: la madre e la metamorfosi dell’identità

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Originario di un piccolo paesino nella Mancha, Pedro Almodóvar è il regista spagnolo più popolare del XX secolo. A sessantadue anni ha diciannove film all’attivo, compresa la sua ultima attesissima pellicola:  La piel que habitoLa pelle che abito, tratto dal romanzo Tarantola di Thierry Jonquet (Einaudi, Stile libero noir, 2008) , in uscita nelle sale italiane il prossimo 23 settembre, é “un film del terrore, ma senza né urla né spavento”, come lo ha definito lo stesso regista. Tra i protagonisti, ritroviamo Elena Anaya e Antonio Banderas che, lanciato proprio da Almodóvar, torna su uno dei suoi set, trascorsi  ventuno anni da ¡ Átame!-Legami!, per vestire i panni del chirurgo estetico Robert Légard. Questi, rimasto solo dopo la tragica morte della moglie e della figlia, ha un’unica ossessione: applicare su una cavia umana la pelle da lui ricreata in laboratorio. É  stato svelato poco di più sulla sceneggiatura puzzle di questo film, che sicuramente utilizza l’archetipo di Frankenstein all’interno di atmosfere noir e horror. Ritroveremo i temi del rapporto difficile con la madre e dell’identità fluida, segno distintivo delle pellicole almodovariane.

Il lavoro per  quest’ultima pellicola, inizia dopo Volver (2006), girato qualche anno dopo la morte di Francisca Caballero, madre di Pedro. Si tratta di un’opera personale e intensa, incentrata sull’abbandono e il ritorno al luogo d’origine, inteso sia come il paesino di quattromila anime che Pedro lasciò ancora bambino, sia come  figura archetipica della madre. Le due generazioni di madri impersonate da Carmen Maura, ritornata sul set del regista manchego dopo ben diciassette anni di rottura, e da una Penélope Cruz magnifica, seguono la falsariga del personaggio di Manuela (Cecilia Roth) nel precedente Todo sobre mi madreTutto su mia madre (1999). La figura della madre, centrale nella sua vita, Pedro riesce a rappresentarla compiutamente solo attraverso Penélope Cruz: una madre dallo sguardo di vellutata dolcezza, dalla fisicità di Anna Magnani, talmente forte da riuscire a superare ogni situazione con soluzioni talmente  a limite dell’assurdo da diventare comiche, per poi abbandonarsi alla fragilità del pianto, quando il calore delle donne della sua famiglia la stringe avvolge.

La madre di Almodóvar che è piaciuta di più agli Academy Awards è Manuela/Cecilia Roth, nel film che è valso a Pedro il suo primo, agognato Oscar come miglior film straniero. Todo sobre mi madre è un tipico melodramma almodovariano, caratterizzato da chiare influenze di autori come Tennesse Williams, con il suo Un tram chiamato desiderio, e di J.L. Mankiewicz resgista di Eva contro Eva. La tipicità del film emerge soprattutto nel tema, caro a Pedro, della fluidità dell’identità, che diventa talmente normale da sfociare nello scoppiettante monologo sulla donna naturale di Agrado (Antonia San Juan).

Nel 2002 arriva la conferma del successo internazionale di Almodóvar con Hable con ellaParla con lei, un tipico “almodramma”, accompagnato dalla musica di Caetano Veloso e dalle coreografie di Pina Bausch, in cui la violenza dell’infermiere Benigno (Javier Càmara) su una ragazza in coma, diventa un fatto normale perché accaduto per amore. L’estetica almodovariana raggiunge il suo massimo, raccontando lo stupro attraverso un visionario cortometraggio muto e in bianco e nero, inserito all’interno dell’unità narrativa del film, che richiama una scena di Legami!. L’ironia della sorte ha voluto che la famosa scena del palombaro in Legami! costasse al film il timbro della censura americana negli anni ’90, mentre Parla con lei vincesse l’Oscar per la migliore sceneggiatura dodici anni dopo.

Per Almodóvar gli anni 2000 si sono finora caratterizzati per uno sguardo piuttosto intimistico, corale e familiare delle sceneggiature, eccezion fatta per Los abrazos rotosGli abbracci spezzati (2009), un noir con Penélope Cruz, che rappresenta un vero e proprio omaggio di Pedro al cinema.

Gli anni ’90 si distinguono per essere più irrequieti, uno strascico della movida madrileña, ma comunque trascorsi alla ricerca di una cifra stilistica ben definita. Sono successi indiscussi di questo decennio l’eccentrico Legami! (1990), con una nuova musa, dopo le incomprensioni con Carmen Maura, che ha il volto di Victoria Abril. La Abril è anche la protagonista del successivo noir, Tacones LejanosTacchi a spillo (1991), insieme a Marisa Paredes, nel ruolo dell’anaffettiva madre Becky, e Miguel Bosé nei anni di un pubblico ministero dalla doppia vita.

Mujeres al borde de un ataque de nervios-Donne sull’orlo di una crisi di nervi (1988) ha rappresentato una svolta nella carriera di Pedro, regalandogli da allora in poi fama internazionale, l’attenzione di Hollywood e il plauso di un grande come Billy Wilder, per le atmosfere da commedia americana old style con influenze hitchcockiane. Arriviamo così al punto di partenza della carriera di questo eccentrico e permaloso artista, che sboccia con Pepi, Luci, Bom e y otras chicas del montónPepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio (1980), tipico film realizzato da un esponente della movida madrileña, come era all’epoca Pedro. Alla luce delle opere successive, questo film è stato considerato da molti critici come una sorta di trailer, in cui sono presenti molti degli spunti per le sceneggiature collage successive.

Nell’opera almodovariana per ciò che riguarda la figura maschile, gli unici ruoli che durino più di quindici minuti ed abbiano uno spessore umano trovano posto  solo in un film-ricordo, La mala educación (2004) con Gael García Bernal e Javier Cámara . Si tratta di un film drammatico, in occasione della cui uscita il regista ha chiarito che il suo obiettivo non era quello di criticare l’ambiente della chiesa, ma di raccontare una storia autobiografica.

Nell’attesa de La piel que habito, vi mostriamo la locandina e il trailer.

http://www.youtube.com/watch?v=m70XfhR1vrg

Cinema

Cinema | quali sale riaprono da oggi in Italia?

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Saranno circa 120 su 1.400 i cinema italiani che il 26 aprile riapriranno al grande pubblico. I numeri, pari al 15 per cento delle strutture in zona gialla (in quelle arancioni e rosse gli schermi resteranno spenti) li comunica Simone Gialdini, direttore generale dell’Anec, l’associazione nazionale esercenti cinema. Un numero non scontato considerando le difficoltà che comunque si presenteranno. «Le condizioni di riapertura sono insostenibili», afferma Gialdini, citando il coprifuoco alle 22 che impone l’ultimo spettacolo alle 19.30, il divieto di vendere bevande e, soprattutto, il fatto che, con la decisione di riaprire annunciata solo una decina di giorni fa, «non ci sono molti film da proiettare, visto che la programmazione delle uscite richiede circa quattro/cinque settimane».

Ma quali cinema riapriranno? E con quali film?

Quali film vedere

Il menù dei film proposti al pubblico che torna in sala dopo mesi di astinenza e di piattaforme offrirà pellicole da Oscar, come Minari, Collective e Mank. Insieme a questi, anche i film italiani che sono stati pochi giorni in sala prima della chiusura di ottobre. Tra questi I Predatori di Pietro Castellitto e titoli approdati direttamente sulle piattaforme di streaming che adesso tentano la strada delle sale: Cosa sarà, il film di Francesco Bruni con Kim Rossi Stuart presentato alla Festa del cinema di Roma, e Lei mi parla ancora di Pupi Avati, pensato per il cinema ma dirottato su Sky. Torneranno nelle sale, per un doppio giro, anche i film già usciti che saranno premiati ai prossimi David di Donatello dell’11 maggio.

In programmazione in alcune sale anche Nuevo Orden, presentato in concorso alla 77esima Mostra internazionale di arte cinematografica di Venezia, e la versione restaurata in 4K del capolavoro In the Mood for Love.

La lista dei cinema (in aggiornamento)

Ecco un elenco (in continuo aggiornamento) delle sale nuovamente operativo sul territorio italiano.

EMILIA-ROMAGNA

Provincia di Bologna:

POP UP CINEMA JOLLY 

NUOVO CINE MANDRIOLI

Provincia di Ferrara:

APOLLO MULTISALA 

Provincia di Forlì-Cesena:

MULTISALA ALADDIN

Provincia di Modena:

CINEMA EDEN

CINEMA SALA TRUFFAUT

Provincia di Piacenza:

CINEMA NUOVO JOLLY

CORSO MULTISALA

Provincia di Reggio Emilia

CINEMA ROSEBUD

CINEMA EDEN

FRIULI VENEZIA GIULIA

Provincia di Pordenone:

CINEMAZERO

Provincia di Trieste:

CINEMA NAZIONALE

CINEMA GIOTTO

CINEMA ARSTON

Provincia di Udine:

CINEMA VISIONARIO

CINEMA CENTRALE

CINECITY

CINEMA SOCIALE

LAZIO

Provincia di Roma:

GREENWICH

NUOVO SACHER

QUATTROFONTANE

LIGURIA

Provincia di Genova:

CIRCUITO SIVORI

CIRCUITO ODEON

CIRCUITO FILMCLUB

Provincia di La Spezia:
CINEMA IL NUOVO

CAMPANIA

Provincia di Napoli:

MODERNISSIMO

Provincia di Salerno:

TEATRO DELLE ARTI

LOMBARDIA

Provincia di Bergamo:

CAPITOL MULTISALA 

CONCA VERDE

CINETEATRO GAVAZZENI

TREVIGLIO ANTEO SPAZIOCINEMA

Provincia di Cremona:

CREMONA ANTEOSPAZIO CINEMA

Provincia di Mantova:

CINEMA CARBONE

Provincia di Milano:

ANTEO PALAZZO DEL CINEMA

BELTRADE

CINEMA CENTRALE

CITYLIFE ANTEO

IL CINEMINO 

CINEMA MEXICO

PALESTRINA

WANTED CLAN

CINEMA RONDINELLA

Provincia di Pavia:

CINEMA ARLECCHINO

MARCHE

Provincia di Ancona:

CINEMA AZZURRO

PIEMONTE

Provincia di Torino:

CINEMA CENTRALE

TOSCANA

Provincia di Firenze:

CINEMA LA COMPAGNIA

Provincia di Pisa:

CINEMA ARSENALE

VENETO

Provincia di Vicenza:

CINEMA PASUBIO

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Cinema

Festival di Cannes | Annette di Leos Carax aprirà la prossima edizione

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La prossima edizione del Festival di Cannes è ufficialmente ancora confermata per luglio (nonostante si rincorrano le voci di un possibile rinvio). Il direttore Thierry Fremaux continua quindi come se niente fosse la preparazione della 74esima edizione, che si aprirà con Annette di Leos Carax, attesissimo film con protagonisti Adam Driver e Marion Cotillard. Si tratta del primo film inglese del regista di culto, che nel 2012 sconvolse la platea del festival francese con il suo Holy Motors

Annette apre il Festival di Cannes

Il film di Carax, che sarà in concorso, era uno di quei titoli già pronti lo scorso anno che hanno deciso di aspettare il 2021 (l’anno scorso, infatti, il Festival di Cannes è stato cancellato). Sarà distribuito in contemporanea nelle sale cinematografiche francesi, che puntano proprio sulla passione dei loro spettatori per questo tipo di cinema d’autore per rilanciare la stagione. La selezione ufficiale di Cannes 2021 verrà annunciata a fine maggio. La giuria internazionale di questa edizione, la 74esima, sarà presieduta dal regista Spike Lee.

Annette è un “musical romantico” con canzoni originali composte dagli Sparks, la rock band alternativa fondata nel 1971 da Ron e Russell Mael, a cui recentemente Edgar Wright ha dedicato un documentario presentato al Sundance. Vi proponiamo qui sotto il trailer originale, con sottotitoli in francese.

Annette – il trailer

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La serie ispirata alla vita di Audrey Hepburn sarà scritta da Jaqueline Hyot

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Nel corso degli anni se c’è una diva del cinema che è riuscita a influenzare con la sua eleganza, vari mondi come quello della moda, è sicuramente Audrey Hepburn. Il suo tubino nero e la pettinatura elegante mentre si trova a fare colazione di fronte la vetrina del negozio di Tiffany è entrata nella storia. Una storia che presto rivivrà in una serie che verrà scritta dalla sceneggiatrice Jaqueline Hoyt.

Cosa sappiamo sulla serie dedicata a Audrey Hepburn?

La sceneggiatrice di serie di successo come The Good Wife, The Leftovers, CSI e di The Underground Railroad e la nuova serie di Barry Jenkins si occuperà della sceneggiatura incentrata sulla vita dell’iconica attrice Audrey Hepburn. La penna di Jacqueline Hoyt avrà come riferimento il soggetto scritto da figlio di Audrey, Luca Dotti, con Luigi Spinola della Wildside, società del gruppo Fremantle, sta sviluppando.

Ad aver ispirato questo progetto, il bestseller Audrey At Home firmato da Luca e Luigi nel quale hanno parlato di vari aspetti inediti della personalità e della vita della grande attrice andando oltre l’interprete, madre e filantropa.

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Chi produrrà la serie?

I produttori esecutivi della serie dedicata a Audrey Hepburn sono Mario Gianani, CEO di Wildside, del gruppo Fremantle; Lorenzo Gangarossa con Ludovica Damiani; Luca Dotti e Luigi Spinola. A tal proposito, Andrea Scrosati, COO di Fremantle ha dichiarato: “Per Audrey il nostro obiettivo sarà ancora una volta quello di produrre un contenuto nato a livello locale ma rivolto a una platea mondiale. Credo che il team creativo riunito dalla Wildside e il progetto stesso abbiano le caratteristiche ideali perché questo accada”.

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