Presentato nella sezione Best Of della ventesima Festa del Cinema di Roma, Die My Love riporta in scena Jennifer Lawrence, in una delle sue performance più fisiche ed emozionanti.
Dopo il passaggio in concorso alla 78esima edizione del Festival di Cannes e in attesa dell’uscita in sala il 27 novembre, Die My Love sbarca a Roma in occasione della Festa del Cinema, nella sezione Best of. La ventesima edizione della kermesse capitolina ha accolto la regista Lynne Ramsay e la sua straordinaria protagonista, Jennifer Lawrence, in un tripudio di applausi e di emozioni.
La nuova pellicola della regista britannica colpisce e destabilizza, con il suo stile visionario, onirico e assolutamente particolare. La potenza narrativa si traduce così in termini visivi, andando a creare un’opera unica e indelebile, suggellata da una colonna sonora pazzesca – dove spuntano Elvis Presley e David Bowie, tra gli altri.
Al fianco della Lawrence, tornata in scena con una performance a dir poco eccezionale, troviamo altri grandissimi interpreti come Robert Pattinson, Sissy Spacek, Nick Nolte e LaKeith Stanfield. Se il parterre attoriale faceva già presagire il livello del progetto, al termine della visione le aspettative saranno ben più che ripagate.
Die My Love | La trama del film presentato alla Festa del Cinema
Grace (Lawrence) e Jackson (Pattinson) si amano incondizionatamente. La loro storia gli permette di giocare e di esprimere i rispettivi sentimenti sempre al massimo. Dopo essersi trasferiti dalla Grande Mela nella casa di campagna dello zio di lui, Grace rimane incinta. La nascita del figlio cambia comprensibilmente e irrimediabilmente gli equilibri, portando la donna a confrontarsi e a tentare di gestire sensazioni complicate.

Jackson è spesso fuori per lavoro, lasciandola sola con il piccolo. La decisione di prendere un cane non fa che peggiorare le cose e a poco serve la vicinanza della suocera (Spacek), ormai anche lei debilitata dalla morte del marito (Nolte) a cui era molto legata. Man mano che i giorni proseguono, la salute mentale di Grace peggiora, costringendo Jackson a prendere decisioni difficili che avranno conseguenze su tutti loro.
Quando l’amore non basta
Die My Love
appare un’opera perfettamente ascrivibile al cinema indipendente che ha la forza di raccontare con estrema lucidità e coraggio un tema delicato e importante. Se di precedenti, anche ben realizzati, se ne possono trovare una manciata, la pellicola della Ramsay merita, senza dubbio, un posto d’onore all’interno.
La cineasta scrive a sei mani – con Alice Birch (Normal People) ed Enda Wash – potendo contare su una base letteraria quale il romanzo di Ariana Harwicz, Ammazzati amore mio, e realizza qualcosa di incredibilmente viscerale. Lo sguardo femminile la fa da padrone, ma il realismo che caratterizza la narrazione cancella qualsiasi distanza, portando il pubblico dentro la storia e le vite dei personaggi. Ad aumentare l’effetto ci pensano le numerosissime soggettive, che danno un punto di vista preciso e significativo. Attraverso gli occhi di Grace percepiamo il suo malessere, il bisogno di essere desiderata, il vuoto interiore che niente e nessuno possono forse colmare.

Sebbene il passato giochi un ruolo cruciale, la pellicola vuol concentrarsi su ciò che accade in una donna dopo il parto, sulle conseguenze che ricadono sulla coppia, sull’importanza della comunicazione e del chiedere aiuto. L’amore salva, ma solo fino a un certo punto. In tutto ciò, la natura incontaminata e indifferente fa da testimone alle tragedie della vita umana, venendone colpita suo malgrado.


