Dopo il passaggio alla Mostra del Cinema, The Last Viking arriva in anteprima in alcune sale, grazie all’imperdibile iniziativa I Grandi Festival – Da Venezia a Roma e nel Lazio, che da circa un trentennio permette al pubblico di scoprire in esclusiva i titoli della prestigiosa kermesse internazionale.
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Presentato fuori concorso all’82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, The Last Viking è senza dubbio uno dei titoli più apprezzati della kermesse. In tanti si sono infatti domandati il motivo per cui non fosse in competizione, ma probabilmente resterà un mistero.
Meno incomprensibile risulta invece la scelta di selezionarlo tra i film in programmazione de I Grandi Festival – Da Venezia a Roma e nel Lazio. La pellicola diretta Anders Thomas Jensen e con Mads Mikkelsen protagonista mescola con maestria dramma e commedia, andando a trattare temi diversi con delicatezza e ironia.
The Last Viking | La trama del film con Mads Mikkelsen
Durante una rapina finita male, Anker (Nikolaj Lie Kaas) viene arrestato e condannato a quindici anni di reclusione. Nel frattempo, ha lasciato a casa la madre (Rikke Louise Andersson) e il fratello Manfred (Mikkelsen), autistico e particolarmente affezionato a lui, a cui ha affidato una chiave e un segreto.
Scontata la pena, Anker rientra a casa, ma trova una situazione alquanto bislacca ad attenderlo. Manfred si fa chiamare John Lennon – e guai a sbagliare! – perché è fermamente convinto di essere il cantautore britannico, ed è stato affidato alle cure della sorella Freya (Bodil Jørgensen), dopo la scomparsa della madre.
Anker deve così ristabilire un rapporto di fiducia con il fratello, che ora si mostra scontroso e arrabbiato, per far sì che gli confidi dove ha sepolto la refurtiva della rapina. I due intraprenderanno un viaggio spassoso, ma anche faticoso, alla volta del luogo segreto. Nel tragitto, avranno a che fare con dei personaggi alquanto eccentrici.
Tutte le emozioni che portano al cuore
La particolarità di un’opera come The Last Viking sta nella sua incredibile e genuina capacità di intrattenere attraversando ogni tipo di emozione. Si passa dalle risate alle lacrime, dall’eccitazione alla suspence, e si trascorrono due ore di puro piacere.
Alla sua sesta collaborazione con Mikkelsen, Anders Thomas Jensen regala al suo – possiamo dire – attore feticcio – l’ennesimo personaggio da antologia. Se Manfred costituisce l’elemento di maggior divertimento, la sua forza deriva anche dalla relazione con il fratello Anker.
Insieme i due vanno a creare un corto circuito eccezionale, dietro la cui facciata leggera si celano, in fondo, un malessere e dei bisogni condizionanti. Ed è così, attraverso queste figure irresistibilmente simpatiche, ma tragicamente umane, che il film arriva al cuore del pubblico.
La malattia mentale, il senso di non appartenenza, il dolore legato a un vuoto, le ferite del passato mai risolto, sono solo alcuni degli spunti tirati in ballo. Costruendo un quadro completo e complesso, il regista riesce a restituire una tangibilità potente e preziosa ai suoi personaggi e alle loro storie. A ciò si aggiunga la suggestiva cornice animata, che ha per protagonista “l’ultimo vichingo” del titolo, piena di poesia e surrealtà.


