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Madoff

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Madoff racconta l’ascesa e la caduta del criminale statunitense che ha fondato la società finanziaria Bernard Madoff Investment Securities sulla promessa fraudolenta di alti guadagni. Una catena di truffe che ha funzionato fino a che i depositi, surclassando i prelievi, non hanno fatto crollare lo schema Ponzi.

Segnato da un amore incondizionato per la settima arte, cresciuto a pane e cinema e sopravvissuto ai Festival Internazionali di Venezia, Berlino e Cannes. Sono sufficienti poche parole per classificare il mio lavoro, diviso tra l’attenta redazione di approfondimenti su cinema, tv e musica e interviste a grandi personalità come Robert Downey Jr., Hugh Laurie, Tom Hiddleston e tanti altri.

Recensioni

I nostri fantasmi | In sala il gioiello delle Giornate degli Autori

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i nostri fantasmi

In sala dal 30 settembre 2021, I nostri fantasmi è un esempio e un segnale di quanto il nuovo cinema italiano sappia emozionare e raccontare storie, anche semplici, ma con tocchi originali e freschi. Distribuito da Fenix Entertainment ed Europictures, è stato presentato alle Giornate degli Autori, durante la 78esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

I nostri fantasmi | La trama

Valerio (Michele Riondino) aveva una moglie, un lavoro e una casa. Quando però la prima scompare, non ci mette molto a perdere gli altri due. E, con essi, anche se stesso. Deciso a non rovinare l’esistenza del figlio Carlo (Orlando Forte), 6 anni, decide di iniziare un gioco.

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Dal sottotetto in cui abitano, rispettando poche ferree regole, Valerio e Carlo spaventano tutti gli inquilini-“invasori” che entrano nella loro ex casa, che rappresenta ovviamente il premio finale. Il giorno in cui però a varcare la soglia sono Myriam (Hadas Yaron) e la piccola Emma, le cose cambiano.

Michele Riondino e Orlando Forte in una scena del film

L’incontro tra i due adulti, vittime dei casi tragici della vita, permetterà a entrambi di percepire uno spiraglio di luce nelle rispettive solitudini. Solo affrontando i propri fantasmi potranno avere una seconda possibilità, ma la strada è costellata di ostacoli.

Un piccolo gioiello di cinema indipendente

Dopo la brillante prova di In viaggio con Adele, Alessandro Capitani torna dietro la macchina da presa e realizza un altro piccolo gioiello. Il cinema indipendente sembra reclamare a gran voce la pellicola, che alterna bene dramma, commedia e romanticismo.

Michele Riondino e Orlando Forte in una scena del film

Forte delle splendide prove attoriali – il piccolo Forte, alla sua prima apparizione sul grande schermo, è semplicemente perfetto – e dell’eccezionale lavoro fatto sulla colonna sonora – tre canzoni con una carica energica impressionante ad arricchire le delicate note di Michele BragaI nostri fantasmi convince ed emoziona. Ne sono in qualche modo “responsabili” i numerosi rimandi, sparsi qui e là, a opere di grande valore quali per esempio La vita è bella o Jojo Rabbit.

I nostri fantasmi | Tematiche importanti e simbologie efficaci

Al centro della storia si trovano importanti spunti di riflessione, quali il rapporto genitori-figli, la precarietà, la violenza domestica, il passato con le sue ferite, la ricerca di una casa. Capitani firma, a sei mani con Giuditta Avossa e Francesca Scialanca, una sceneggiatura ricca ma non pretenziosa, lineare eppure condita da particolari che le donano unicità.

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Le suggestioni dell’horror si insinuano nella narrazione, reglando una simbologia tanto semplice quanto efficace: ogni volta che scoppia un temporale, si palesa un “fantasma” dei protagonisti. La necessità di affrontarli si fa urgente, ne va della propria sopravvivenza (e non solo).

Ecco perché l’incontro tra Myriam e Valerio si rivela così importante, spingendoli in una direzione che prima contemplavano ma non avevano il coraggio di seguire. Al tempo stesso saranno sempre loro a ispirare il personaggio di Alessandro Haber, il classico vicino impiccione e scorbutico.

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Festival di Venezia

Venezia 78: Old Henry è un western vecchio stile su uno dei grandi miti

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old henry

Scelto tra i titoli fuori concorso, nella Selezione Ufficiale della 78esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Old Henry è uno di quei western vecchio stile, che non smettono mai di affascinare e ispirare.

Old Henry | La trama

Henry (Tim Blake Nelson) è un agricoltore che apprezza la vita nella quiete del suo ranch e non disdegna la fatica necessaria a mandarlo avanti. Rimasto vedovo e aiutato dal cognato, ha un figlio adolescente, Wyatt (Gavin Lewis), che invece sogna l’avventura e l’azione.

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Un giorno, la monotonia dei due viene interrotta dall’arrivo di un cavallo sellato ma senza padrone. Rinvenendo delle tracce di sangue, Henry decide di cercare l’uomo a cui appartiene l’animale. Curry (Scott Haze) è ferito e in fin di vita, ma il caso vuole che Henry e il figlio si prendano cura di lui.

Spinto da una sorta di umanità conquistata col tempo, e probabilmente anche dalla volontà di tenere la sacca di denaro di Curry per sè, il protagonista proteggerà il giovane, mettendo a rischio più di quanto vorrebbe. Ma nel momento in cui sarà costretto a impugnare di nuovo un’arma, la sua furia non avrà eguali.

Un western d’altri tempi che somiglia a una parabola

La pellicola, scritta e diretta da Potsy Ponciroli, possiede il respiro e l’epicità dei western di un tempo. L’atmosfera di Old Henry è sicuramente tra gli elementi più importanti, che coinvolgono il pubblico e lo immergono all’interno della storia. Come in una vera e propria parabola, il protagonista compie un percorso, arrivando a interpretare un ruolo legato al suo passato ma bandito dal suo presente.

Stephen Dorff in una scena del film

Le azioni che lo hanno condotto a imboccare una strada fatta di tranquillità, lontano dal caos e dalla violenza delle città di frontiera, sono rimaste in attesa. Basta una singola scintilla a riportare in luce quell’animosità, quell’istinto infallibile e implacabile. Ovviamente, trattandosi di un padre, non puà che riguardare la salvezza del figlio.

Old Henry | Tra miti e scontri generazionali

Dal rapporto tra quest’ultimo e il genitore viene fuori tutta una serie di suggestioni, che in qualche modo mettono in luce le differenze generazionali, oltre che i caratteri e le personalità inevitabilmente condizionate dal contesto. I due uomini sono simili sotto molteplici punti di vista, eppure l’esperienza vissuta li conduce spesso su un terreno di competizione.

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Se reali (e realistiche) sono le emozioni chiamate in causa via via che la narrazione prosegue, altrettanto lo sono le gesta e le reazioni dei personaggi, verso un crescendo forse inaspettato ma decisamente eccezionale. Old Henry gioca (e rischia) con i topoi del western – alcuni dei quali tanto delicati quanto cruciali – riuscendo a riproporre il genere al suo massimo splendore.

Parte del merito si deve alle incredibili performance attoriali, e ai contributi tecnici ineccepibili: la fotografia a cura di John Matysiak, le musiche di Jordan Lehning, la scelta delle location e la resa scenografica delle suddette.

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News

Emmy Awards 2021 | Tutti i vincitori della 73esima edizione

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emmy awards

Si è tenuta all’Event Deck di L.A. Live, a Los Angeles, il 19 settembre 2021, la 73esima edizione degli Emmy Awards. La cerimonia, condotta da Cedric the Entertainer, ha posto sotto la luce dei riflettori l’incredibile ricchezza dell’attuale panorama televisivo, oltre che la sempre più travolgente voglia di ripartire.

Emmy Awards | I vincitori

Ed ecco chi sono i vincitori di questa edizione 2021, all’insegna di grandissimi talenti e prodotti di livello superiore:

Miglior serie commedia
Ted Lasso
(Apple TV+)

Miglior serie drammatica
The Crown
(Netflix)

Miglior miniserie
Omicidio a Easttown
(HBO)

Evan Peters e Kate Winslet in Omicidio a Easttown

Miglior reality competitivo
RuPaul’s Drag Race
(VH1)

Miglior varietà speciale (pre-registrato)
Hamilton
(Disney+)

Miglior varietà talk show
Last Week Tonight with John Oliver
(HBO)

Leggi anche: La Casa di Carta 5: Recensione no spoiler in anteprima | Guerriglia totale!

Miglior attore protagonista in una serie commedia
Jason Sudeikis
per Ted Lasso (Apple TV+)

Miglior attrice protagonista in una serie commedia
Jean Smart
per Hacks (HBO Max)

Miglior attore protagonista in una serie drammatica
Josh O’Connor
per The Crown (Netflix)

Miglior attrice protagonista in una serie drammatica
Olivia Colman
per The Crown (Netflix)

Miglior attore protagonista in una miniserie o film
Ewan McGregor
per Halston (Netflix)

Miglior attrice protagonista in una miniserie o film
Kate Winslet
per Omicidio a Easttown (HBO)

Miglior attore non protagonista in una serie commedia
Brett Goldstein
per Ted Lasso (Apple TV+)

Jason Sudeikis e Brett Goldstein in Ted Lasso

Miglior attrice non protagonista in una serie commedia
Hannah Waddingham
per Ted Lasso (Apple TV+)

Miglior attore non protagonista in una serie drammatica
Tobias Menzies
per The Crown (Netflix)

Miglior attrice non protagonista in una serie drammatica
Gillian Anderson
per The Crown (Netflix)

Miglior attore non protagonista in una miniserie o film
Evan Peters
per Omicidio a Easttown (HBO)

Miglior attrice non protagonista in una miniserie o film
Julianne Nicholson
per Omicidio a Easttown (HBO)

Leggi anche: Kerem Bürsin a Milano tra interviste, selfie con le fan e record su Twitter

Miglior regia in una serie commedia
Hacks
(Episodio: “There Is No Line”), diretto da Lucia Aniello (HBO Max)

Miglior regia in una serie drammatica
The Crown
(Episodio: “War”), diretto da Jessica Hobbs (Netflix)

Olivia Colman e Tobias Menzies in The Crown

Miglior regia in una miniserie o film
La regina degli scacchi
, diretto da Scott Frank (Netflix)

Miglior sceneggiatura in una serie commedia
Hacks
(Episodio: “There Is No Line”), scritto da Lucia Aniello, Paul W. Downs &Jen Statsky (HBO Max)

Miglior sceneggiatura in una serie drammatica
The Crown
(Episodio: “War”), scritto da Peter Morgan (Netflix)

Miglior sceneggiatura in una miniserie o film
I May Destroy You
, scritto da Michaela Coel (HBO)

Miglior sceneggiatura in una serie varietà
Last Week Tonight with John Oliver
(HBO)

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