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Una Mamma per Amica: Di nuovo insieme

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Ambientata circa otto anni dopo le vicende narrate in Una mamma per amica, il revival torna nell’immaginaria cittadina di Stars Hollow per raccontare come le vite di Lorelai Gilmore e di sua figlia Rory, così come dei loro eccentrici amici e conoscenti, vanno avanti nell’arco di un anno solare, tra amori non ancora sbocciati, altri cresciuti e alcuni del tutto nuovi.

Cinema

Cinema coreano | 5 cult da recuperare dopo aver visto Parasite

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parasite

Il clamoroso, tanto meritato quanto inaspettato – almeno per ciò che concerne la statuetta più importante – trionfo di Parasite agli Oscar ha acceso l’attenzione del grande pubblico sul cinema coreano, da sempre confinato ad una, comunque folta, schiera di appassionati dei film provenienti dall’estremo Oriente.

Ma dalla Corea del Sud è dall’inizio del nuovo millennio che arrivano opere importanti, veri e propri capolavori diventati di culto e alcuni dei quali distribuiti anche nelle sale nostrane ottenendo il rango di moderni cult. In questo periodo dove stare a casa è una regola che tutti dobbiamo seguire, vi proponiamo una lista di titoli da recuperare per allietare le vostre giornate di reclusione, nella speranza di aprirvi le porte ad un universo capace di regalare grandi emozioni.

Old Boy (2003)

old boy

Old Boy

Il secondo capitolo della trilogia della vendetta firmata da Park Chan-wook, una saga tematica legata esclusivamente dal tema della vendetta ma di cui ogni episodio è fruibile singolarmente, è uno dei revenge-movie più intensi e incisivi dello scorso decennio, tale da attirare il plauso incondizionato di Quentin Tarantino. La situazione che vede protagonista Oh Dae-su, imprigionato per quindici anni in una stanza senza sapere il motivo della sua detenzione, e la successiva ricerca da parte dell’uomo dei responsabili di tale crudeltà è al centro di un film enigma che si svela minuto dopo minuto, con una serie di rivelazioni e colpi di scena crudi e crudeli ma dall’indubbio fascino. Una regia dinamica e originale, con un piano sequenza stilisticamente impareggiabile nel quale il protagonista affronta in un corridoio, armato di martello, decine di avversari, è entrato nella storia del cinema tutto e la magistrale performance di Choi Min-sik è di quelle che lasciano il segno.

The Host (2006)

the host

The host

Quattordici anni prima dell’Oscar, Bong Joon-ho utilizza il monster-movie per tracciare una commedia/drammatica sui legami familiari e un thriller distopico sui pericoli delle derive autoritarie che uno stato può prendere in situazioni di emergenza nazionale: il mostro reale è così una sorta di metaforico specchio di uno Stato che toglie le più comuni libertà ai propri cittadini e dove il contiguo diffondersi di una presunta epidemia peggiora ulteriormente le cose.

Al pari del successivo connazionale The flu – Il contagio (2013), le svolte narrative risultano lucide nello sguardo profetico con cui hanno involontariamente fotografato il nostro immediato contemporaneo, ma qui l’atmosfera più amara si mescola a sani istinti di genere e ad uno spettacolo a tema delle grandi occasioni, condito con ottimi effetti speciali. Quando la giovane Hyun-seo viene rapita dalla creatura, la sua famiglia (padre, zio e zia e nonno) cerca in tutti i modi di salvarla dovendosi scontrare con insidie molto più umane e terrene, iniziando una partita sacrificale dopo la quale niente sarà più come prima sia per i diretti protagonisti che per la società intera.

Leggi anche: Memorie di un assassino | la recensione del film di Bong Joon-ho

Il buono, il matto, il cattivo (2008)

il buono il matto il cattivo

Il buono, il matto, il cattivo

Quando si pensa al cinema western, difficilmente ci si rivolge a Oriente. E invece uno dei titoli del filone più incisivi e abbaglianti del nuovo millennio proviene proprio dalla Corea del Sud, per la regia di quel Kim Ji-woon che da sempre ha dimostrato di sapersi adattare ad ogni genere, dall’horror di Two Sisters (2003) al revenge-movie di Bittersweet Life (2005).

Il regista tenta una rivisitazione che coniuga elementi sia del filone spaghetti che del classico cinema di frontiera USA, con il classico di Leone citato già nel titolo quale maggior fonte di ispirazione, duello finale a tre incluso. Violenza e divertimento prendono forma in uno spettacolo roboante, con sequenze d’azione d’eccellente qualità e varietà e un inseguimento a cavallo nel torrido deserto che ha pochi eguali, con immagini e musica (la scelta di Don’t Let Me Be Misunderstood come accompagnamento è gasante a livelli inimmaginabili) che regalano una delle scene a tema più belle di sempre. E il cast che vede nei ruoli principali le star nazionali Jung Woo-sung, Song Kang-ho e Lee Byung-hun è assolutamente perfetto per coniugare fascino e comicità in un messa in scena così larger than life.

Train to Busan (2016)

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Train to Busan

Reinventare un filone spezzo inflazionato da produzioni mediocri con un titolo ambizioso, un blockbuster realizzato sulla scia dell’hollywoodiano World War Z (2013) ma ricco di una maggior carica melodrammatica e di soluzioni originali. Spettacolo ed emozioni convivono in egual misura in questo zombie-movie made in Corea, nel quale un’epidemia che trasforma gli infetti in morti viventi affamati di carne umana colpisce in prima istanza un treno diretto, come suggerisce il titolo, a Busan.

Sul mezzo viaggia anche un padre con la figlia piccola e proprio loro due saranno i principali protagonisti di un cast corale, popolato da personaggi ottimamente caratterizzati alle prese con risvolti sempre più dolorosi e inquietanti che metteranno a nudo i lati più oscuri dell’essere umano. L’enorme numero di comparse, con scene di massa di inusitata potenza visiva, una tensione costante che sfrutta al meglio l’ambientazione – così come fatto solo tre anni prima da Bong in Snowpiercer (2013), e una componente splatter a prova di grande pubblico rendono le due ore di visione un viaggio trascinante, con un sequel di prossima uscita (Peninsula), un prequel d’animazioe (Seoul Station) e un remake hollywoodiano in cantiere a confermare l’impatto e il successo del film.

Burning (2018)

burning

Burning

Lee Chang-dong ha firmato in carriera opere memorabili del calibro di Secret Sunshine (2007) e Poetry (2010), ma in quest’adattamento di un racconto dello scrittore giapponese Haruki Murakami (seguitissimo anche in Italia) trova un’inedita chiave di lettura per portare magnificamente le pagine dell’autore nipponico. Burning espande quanto narrato nell’opera originaria e si instrada sul percorso di un torbido thriller drammatico dove nulla è come sembra, permeato da un’ambiguità di fondo che trova il suo crudo apice nell’epilogo che non ti aspetti, perfetta quanto diabolica chiusura di un cerchio amarissimo.

Il menage a trois al centro della vicenda, con la bella Shin Hae-mi “contesa” da due ragazzi assai diversi per carattere ed estrazione sociale, si apre così a sfumature intrinseche sulla deriva di un Paese e della propria gioventù. Un anno prima di Parasite, il film è stato candidato agli Oscar come miglior film straniero ed è entrato nella shortlist ma non nella cinquina finale.

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Guida tv

Stasera in TV | I film da non perdere il 30 marzo 2020

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Iniziare un’altra settimana di quarantena con un buon film in TV renderà la nostra serata più piacevole, soprattutto se in compagnia. Ecco qualche consiglio per non perdersi i migliori

Stasera in TV | I film da non perdere il 30 marzo 2020

Stasera in TV | Harry Potter e l’ordine della fenice | Italia 1

1)Harry Potter e l’ordine della fenice in onda su Italia 1 con Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint, Jason Isaacs, Helena Bonham Carter, Ralph Fiennes, Michael Gambon, Gary Oldman, Maggie Smith, Robert Pattinson.

Trama: Quinto anno ad Hogwarts per i giovani maghi Harry , Hermione e Ron …Voldemort è ritornato. Nessun membro del Ministero della Magia sembra, o vuole , crederci. Il ministro delle istituzioni magiche ,Cornelius Caramell , è fermo nel suo voler arginare in tutti i modi coloro che oseranno affermare il contrario. Harry, sopravvissuto con il cugino Dudley all’attacco di due Dissennatori, viene espulso da Hogwarts per avere usato impropriamente la magia davanti a un babbano ( civile privo di poteri magici ) . Durante il processo che dovrà decidere le futuri sorti del giovane, Silente riesce abilmente a far reintegrare il ragazzo introducendolo , poi , alla conoscenza dell’Ordine della Fenice, un gruppo di nobili cavalieri magici avversari di Voldemort. Mentre l’oscuro signore recluta vecchi servitori di ascendenza pura per raggiungere i suoi scopi, l’esercito “templare” di Silente se la dovrà vedere contro due avversari : i potenti poteri dei Mangiamorte e Caramell, che si ostina a negare il ritorno di Voldemort . Utilizzando i suoi poteri , Caramell fa Rimuovere Silente dalla sua carica di presidenza di Hogwarts ( al suo posto inserisce la perfida Dolores Umbridge ) e questa volta Harry dovrà cavarsela da solo , ma ben presto scopre che i suoi giovani colleghi sono intenti ad aiutarlo nella lotta contro il signore oscuro.

Stasera in TV | Blade II | Mediaset 20

2)Blade II in onda su Mediaset 20 con Wesley Snipes, Kris Kristofferson, Norman Reedus, Leonor Varela, Ron Perlman, Luke Goss, Daz Crawford, Matt Schulze, Danny John-Jles, Rey-Phillip Santos.

Trama: Blade si allea con i vampiri per combattere insieme un gruppo di vampiri mutati che si nutrono sia di umani che di altri vampiri.

Leggi anche: Blade Runner 2049, un sequel miracoloso

Stasera in TV | Vento di passioni | Rai Movie

3)Vento di passioni in onda su Rai Movie con  Brad Pitt, Anthony Hopkins, Aidan Quinn, Julia Ormond, Henry Thomas, Karina Lombard, Christina Pickles.

Trama: Appassionante storia di tre fratelli a cavallo della prima guerra mondiale.Uno di loro muore in guerra lasciando una fidanzata che verrà sposata da un secondo fratello sebbene lei sia innamorata del terzo fratello che è interpretato da Brad Pitt.

Stasera in TV | Invasion 2007 | Iris

4)Invasion 2007 in onda su iris con Nicole Kidman, Daniel Craig, Jeremy Northam, Veronica Cartwright.

Trama: Un’astronave si schianta sulla Terra e un misterioso virus ne fuoriesce, contagiando la popolazione umana. La pschiatra Carol e il collega Ben scoprono che il batterio innesca un processo di trasformazione negli infetti durante il sonno. Quarta versione cinematografica del romanzo di Jack Finney “The Body Snatcher”. E’ forse quella piu’ fedele al paradosso di fondo: dato che in qualita’ di uomini siamo ancora dominati dagli istinti, sono “disumane” l’armonia e la fratellanza.

Leggi anche:Nicole Kidman, i 10 migliori ruoli della bravissima attrice australiana

Stasera in TV | Puzzole alla Riscossa | Italia 2

5)Puzzole alla riscossa in onda su italia 2.

Trama: La sperduta e verdeggiante cittadina Rocky Springs sta per diventare una metropoli. La compagnia per cui lavora Dan vuole abbattere la foresta e costruire un enorme centro commerciale. Dan si trasferiscono a Rocky Springs con la sua famiglia per seguire i lavori, ma quando gli animali della foresta scoprono cosa vogliono fare si coalizzano e iniziano a combinarne di tutti i colori al povero Dan sabotando i lavori e la sua vita privata.
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Cinema

Il buco | La recensione del film horror su Netflix

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Le regole sono semplici, quanto crudeli e immutabili. In una tecnologica prigione che si sviluppa in verticale per duecento piani e forse più, i prigionieri sono stanziati in coppia di due per ogni livello e a seconda dell’altezza in cui si trovano possono cibarsi degli avanzi lasciati dai “vicini” di sopra. Dalla cima di questa machiavellica struttura viene infatti mandata ogni mattina una piattaforma (ogni piano ha uno spazio rettangolare vuoto al centro proprio per permetterne l’arrivo) carica di pietanze di ogni genere che, come ovvio nella sua discesa, si svuota inesorabilmente sosta dopo sosta, costringendo i reclusi dell’ultimo livello ad un digiuno forzato o alle più infinitesimali rimanenze.

Goreng si è offerto come volontario e alla fine di un periodo di sei mesi otterrà l’atteso attestato di permanenza ma con lo scorrere dei giorni, e l’incontro-scontro con diversi compagni di cella, scoprirà fin dove può spingersi l’animo umano in condizioni di estrema necessità nella quale la sopravvivenza di uno può dipendere da quella dell’altro.

Il buco dell’animo

antonia san juan

Antonia San Juan

Premiato e candidato in diversi festival, tra cui quelli di Torino e Toronto, arriva direttamente online nel catalogo di Netflix l’esordio dietro la macchina da presa del regista spagnolo Galder Gaztelu-Urrutia. Il buco è un film crudo e crudele, ennesima incursione nel cinema distopico che si colloca a metà tra le claustrofobiche atmosfere di Cube – Il cubo (1997) e la scala sociale di Snowpiercer (2013): gli spazi limitati e i crocevia morali riportano alla mente proprio il cult di Vincenzo Natali mentre la lotta per cambiare la situazione e l’esplorazione dei vari livelli è più affine al titolo di Bong Joon-ho. Nonostante tutto quest’opera prima possiede una vibrante personalità, in grado di mantenere alto l’interesse anche nelle fasi apparentemente più statiche e di intessere un interessante quadro psicologico sulle derive che la mente può raggiungere quando si trova alle prese in una lotta per la sopravvivenza che mette tutti contro tutti, senza distinzione di sesso, razza o religione.

Leggi anche: Cam, la recensione dell’horror Netflix sulle cam-girls

Una magra democrazia

emilio buale e ivan massagué

Emilio Buale e Ivan Massagué

Se l’esperimento si contamina di riflessi psicologici in una sorta di utopistica ricerca dell’equilibrio, mettendo a nudo i limiti dell’intera razza umana nella concezione di una solidarietà irrealizzabile nella totale complessità, non mancano delle sane influenze di genere con l’horror che fa capolino in più occasioni non solo dal punto di vista introspettivo ma anche in uno splatter dal taglio realistico (ma mai eccessivamente gratuito, con sequenze più disturbanti nel nascondersi che nel mostrarsi) che caratterizza alcuni dei passaggi chiave, e un’atmosfera mystery permeante il substrato narrativo che spinge lo spettatore ad incuriosirsi sul destino dei protagonisti e di cosa possa nascondersi sul fondo della discendente prigione.

La scelta di un cast piacevolmente “normale”, privo di sex symbol o figure sopra le righe, offre un senso di amara verosimiglianza – ovviamente contestualizzata al metaforico approccio scenico – e a parte la forzata scelta dei dialoghi introduttivi atti all’esposizione del relativo background, la sceneggiatura si muove con grottesca lucidità nel procedere sempre più macabro e tensivo degli eventi, fino ad un epilogo che si concentra più sull’importanza del messaggio che su una chiusura ad effetto: ennesimo punto di forza di una visione forse non originalissima ma incisiva al punto giusto.

Il buco | La recensione del film horror su Netflix
3.4 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora
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