Connect with us

Festa del Cinema di Roma

Stephen Daldry, Richard Curtis e Rooney Mara presentano Trash

Published

on

trash_4-620x324

Abbiamo seguito in occasione della nona edizione del Festival Internazionale del Film di Roma la conferenza stampa di presentazione di Trash, il nuovo film di Stephen Daldry. Scritto da Richard Curtis il film racconta la toccante e avventurosa storia di tre ragazzini delle favelas che scavando fra i detriti di una discarica locale trovano un portafoglio che cambierà per sempre le loro esistenze. Potete trovare qui sotto le dichiarazioni rilasciate dai tre giovani interpreti Gabriel Weinstein, Rickson Tevez e Luis Eduardo, dalla coprotagonista Rooney Mara, dallo sceneggiatore Richard Curtis, dal regista Stephen Daldry e dal produttore Kris Thykier durante la conferenza stampa di presentazione del film:

rio-film-festival-trash-movie

Come è nato questo progetto?

Kris Thykier: Ho letto il libro prima che venisse pubblicato. E’ un romanzo d’avventura per ragazzi che mi ha interessato subito molto. Così ho inviato il copione a Richard Curtis per verificare se fosse veramente un buon libro e poi a Stephen Daldry. E’ piaciuto anche a loro, così è nato il progetto.

Richard Curtis: Il libro è bellissimo, è scritto in prima persona, un aspetto che ho cercato di mantenere facendo parlare i ragazzi davanti la macchina di presa. E’ una storia di amicizia, quindi non è così lontano dai miei lavori soliti. Sono molto felice di aver lavorato con Stephen Daldry.

Stephen Daldry: Il libro è interessante per molti motivi. E’ allo stesso tempo un’avventura e una fiaba. Siamo andati in Brasile quattro anni fa per studiare il contesto ottimale per ambientare il film. Gran parte del merito va ai giovani protagonisti, senza la loro incredibile energia il film non sarebbe venuto così bene.

Quale è stata la sfida maggiore del suo ruolo?

Rooney Mara: La sfida più dura è stata comunicare con i ragazzi perché non parlavamo la stessa lingua. Così abbiamo dovuto costruire un modo per comunicare tra di noi. E’ stata la cosa più difficile ma anche la più bella di questa esperienza.

Come è stato lavorare con questi giovanissimi protagonisti?

Stephen Daldry: Sono dei ragazzi straordinari, hanno un incredibile ottimismo. Hanno un forte senso della giustizia e credono nella trasformazione del Brasile. Io vengo dall’Inghilterra che è un luogo molto più cinico e triste. Mi hanno regalato una enorme dose di ottimismo e hanno portato qualcosa di loro nei personaggi.

Come sarà accolto questo film in Brasile?

Stephen Daldry: I temi affrontati in questo film sono stati già trattati in opere brasiliane molto celebri. Il film è una storia di avventura che affronta anche aspetti reali e per questo andava raccontato anche in un modo reale. Non è un’opera che ha il fine di cambiare il mondo o incidere sulle elezioni in Brasile. Il nostro punto di partenza era creare una bella fiaba. Inoltre il pubblico brasiliano vede il nostro film come una specie di commedia non come un’opera cupa e pesante, ma come una celebrazione della vita.

Kris Thykier: Sul set eravamo gli unici stranieri, la troupe e tutti gli attori erano brasiliani quindi il film è praticamente un’opera brasiliana. Non avevo mai lavorato con una squadra così creativa. Ci siamo sentiti una piccola comunità cinematografica.

trash-film

Dove è stato girato il film?

Stephen Daldry: Siamo andati in Brasile e abbiamo studiato a fondo Gramacho, una delle discariche più grandi della zona. Così abbiamo ricostruito una discarica ispirandoci a Gramacho per evitare il problema dei rifiuti tossici che avrebbero reso il nostro lavoro molto pericoloso.

Come è stato rivedervi sul grande schermo e cosa avete imparato da questa esperienza?

Gabriel Weinstein: La prima volta che mi sono visto sul grande schermo mi sono sento felice e orgoglioso, ma anche molto sorpreso. I miei amici non volevano credermi all’inizio. E’ stata sicuramente una esperienza bellissima che mi ha permesso di vedere posti incredibili. E’ assurdo che tutto questo sia capitato proprio a me, non trovo parole per esprimere tutta la mia felicità.

Luis Eduardo: Non mi sarei mai aspettato di vivere una esperienza di questo genere. Nel film sono sempre sporco e molti dei miei amici mi hanno preso in giro per questo. La mia famiglia ha amato il film. E’ stata una esperienza incredibile.

Rickson Tevez: La mia famiglia mi ha supportato molto e anche i miei amici, nonostante pensassero fossi buffo nel film. E’ stato bellissimo girare questo film e poi ho avuto l’occasione di vedere luoghi incredibili come Roma e il Colosseo.

Trash uscirà in tutti i cinema italiani il 27 novembre 2014.

Segnato da un amore incondizionato per la settima arte, cresciuto a pane e cinema e sopravvissuto ai Festival Internazionali di Venezia, Berlino e Cannes. Sono sufficienti poche parole per classificare il mio lavoro, diviso tra l’attenta redazione di approfondimenti su cinema, tv e musica e interviste a grandi personalità come Robert Downey Jr., Hugh Laurie, Tom Hiddleston e tanti altri.

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Festa del Cinema di Roma

Gli occhi di Tammy Faye | la recensione del biopic con Jessica Chastain

Published

on

Un inizio davvero di alto livello per la Festa del Cinema di Roma 2021. Ad aprire la kermesse cinematografica è stato il film Gli occhi di Tammy Faye diretto da Michael Showalter con protagonisti Jessica Chastain e Andrew Garfield. Continuate a leggere per scoprire la trame e la recensione, di uno dei film che sicuramente sarà tra i protagonisti della 94^ edizione degli Academy Awards.

La trama del film Gli occhi di Tammy Faye

A ridosso degli anni ’50, la piccola Tammy Faye è una ragazzina proveniente da una famiglia profondamente credente. Nata dal precedente matrimonio della madre concluso con un divorzio – atto non consentito dalla legge cristiana – la ragazzina era costretta a vivere nell’ombra per far in modo che la gente di International Falls, in Minnesota non la considerasse negativamente. Crescendo fisicamente, aumenta in lei la vocazione per la religione a tal punto da iscriversi all’università in un corso dedicato alla parola di Dio. Durante una di queste lezioni, incontra Jim Bakker, anche lui profondo conoscitore della Bibbia e del Vangelo. I due iniziano una relazione, consacrata con il vincolo del matrimonio, per essere liberi di poter vivere il loro amore a 360 gradi.

Decisi a portare in giro per l’America la parola di Dio, iniziano ad andare in giro per gli Stati americani con poche valigie, i libri sacri e il pupazzo Susie Muppet creato da Tammy per avvicinare i più piccoli alla religione. All’indomani di uno dei loro incontri con i fedeli, vengono avvicinati da un uomo che si scoprirà essere il proprietario dell’emittente televisiva più famosa d’America dedicata alla religione.

Jim Bakker (Andrew Garfield) e Jessica Chastain (Tammy Faye) in una scena del film

A partire da questo momento, la loro vita cambierà radicalmente. Jim diventerà da fan a rivale, dello storico predicatore televisivo Pat Robertson. Una lotta silenziosa, che lo porterà ad annunciare in diretta la creazione di un nuovo programma tv The 700 Club. E più accresceva la loro notorietà, più aumentavano i loro sostenitori o per meglio dire, partner in affari. Peccato che le continue donazioni effettuate a scopo benefico iniziano a essere dirottate sui conti di Jim e su un sistema di costruzioni di lusso. Grandi parchi, case per ragazze madri e giovani in difficoltà sono solo lo specchietto per i continui associati della coppia, che si trovano ad aumentare con la creazione della loro tv PTL.

Lo scintillio dei gioielli, le pellicce e la villa con piscina riescono ad offuscare l’obiettivo principale della coppia: divulgare le parole e l’amore di Dio. Mentre Jim continua a predicare la religione evangelista facendo leva sull’amore delle persone per l’Altissimo, Tammy si dedica alla musica incidendo canzoni incentrate su Dio. Ma non è tutto oro quello che luccica. I coniugi Bakker dopo aver messo al mondo due figli, iniziano ad avere problemi legati anche al mondo della politica. Le notizie relative a truffe ai danni dei sostenitori, gli orientamenti sessuali discutibili e i tradimenti iniziano a pesare come macigni nella vita di Jim e di Tammy, fino al definitivo punto di rottura che li catapulterà dritti all’Inferno.

Leggi anche: Jessica Chastain e Andrew Garfield nel biopic The Eyes of Tammy Faye

Leggi anche: The eyes of Tammy Faye | La conferenza stampa con Jessica Chastain

La recensione del film

Gli Occhi di Tammy Faye è un biopic incentrato sulla vita dei coniugi Bakker a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 del Novecento. Il titolo racchiude il segno distintivo della protagonista interpretato il maniera magistrale da Jessica Chastain, che sta vivendo un momento d’oro per la sua carriera. La possibilità di vedere il film in lingua originale permette di cogliere le inflessioni nel parlare compresa la sua risata, nella voce dell’attrice statunitense.

L’evoluzione del suo personaggio non si manifesta solo con i cambi di look, composto da colori sgargianti tipici degli anni ’80, ma anche dal make up incentrato principalmente sul suo taglio di occhi azzurri e dalle pettinature cotonate, replicate fedelmente a quelle della vera Tammy Faye.
La scelta di inserire la parola “occhi” nel titolo è sicuramente una scelta vincente.

Quelli azzurri della Chastain hanno mostrato emozioni contrastanti durante la storia. Passando dalla gioia del matrimonio, all’emozione per la nascita dei figli, alle lacrime per un addio improvviso e per concludere con i guai giudiziari del marito. Tra l’altro tutti eventi felici e dolorosi spiattellati in diretta tv, solo per poter avere più donazioni possibili da parte dei loro sostenitori. Mostrarsi fragili, umani, agli occhi dei fedeli, o meglio, del loro pubblico li ha portati a costruire un impero.

L’interpretazione della Chastain domina completamente la scena, accanto a una buona interpretazione di Andrew Garfield nel ruolo del predicatore evangelista Jim Bakker. Il ritratto della protagonista che esce fuori dalla sceneggiatura scritta da Abe Sylvia, mostra una donna fragile ma allo stesso tempo forte, quando ce n’è bisogno. Determinata a farsi rispettare come donna di spettacolo e non solo come madre, non ci pensa due volte a sedersi al tavolo dei predicatori impegnati in un discorso di politica.

Il programma di successo condotto Tammy e Jim era nato anche con lei e per tanto aveva tutto il diritto di accomodarsi. Se c’è un momento nel quale è possibile vedere il fuoco negli occhi della Faye avviene durante la conversazione con il Reverendo Jerry Falwell ( Vincent D’Onofrio) parlando di omosessualità. Questo tema – non a caso – sarà uno dei motivi che porteranno il Reverendo a voltare le spalle a Jim Bakker, durante il momento più buio della sua vita.

Ma far traboccare la goccia dal vaso, l’invito di Tammy nel suo programma, a un ragazzo omosessuale malato di AIDS. Sebbene la religione invita ad amare tutti gli esseri umani, questa intervista lascerà da soli i coniugi Bakker, rimasti senza un dollaro, sostenitori e casa. Ennesima dimostrazione di quanto la politica e la religione siano due facce della stessa medaglia e interferiscano l’una con l’altra. Ed infine, quanto il Dio Denaro a volte possa avere il sopravvento sulla parola di Dio.

Continue Reading

Alice nella Città

Ghostbusters – Legacy | In anteprima l’eccezionale versione di Reitman Jr.

Published

on

ghostbusters legacy

Presentato in anteprima europea alla XIX edizione di Alice nella città, Ghostbusters – Legacy di Jason Reitman è uno dei titoli più attesi della kermesse capitolina. Per l’occasione, il red carpet ha visto sfilare anche la storica Ecto-1, automobile “di servizio” degli Acchiappafantasmi.

Ghostbusters – Legacy | La trama

Phoebe (la sorprendente Mckenna Grace di Gifted e Malignant) ama la scienza, di cui vuole conosce ogni più microscopico dettaglio, a scapito di una socialità che le va evidentemente stretta. D’altro canto il fratello maggiore Trevor (il Finn Wolfhard di Stranger Things) è uno che vive col naso attaccato al cellulare.

Leggi anche: La Casa di Carta 5: la fine è vicina | il teaser trailer dell’ultima stagione

Quando alla mamma, Callie (Carrie Coon), viene notificato lo sfratto, i tre sono costretti a piantare baracca e burattini, e a trasferirsi a Summerville, in Oklahoma. Ad attenderli, una casa fatiscente e dall’aspetto sinistro, lasciata in eredità dal nonno materno, il celebre Egon Spengler (Harold Ramis).

Tra strane scosse di terremoto, un professore (Paul Rudd) tutt’altro che dedito all’insegnamento e una nuova esistenza di provincia, la famiglia Spengler scoprirà cose importanti sulle sue origini. Non prima però di aver affrontato qualche sana minaccia spettrale…

Paul Rudd in una scena del film

Un intrattenimento sano e genuino

Parlare della trama di Ghostbusters – Legacy ha davvero poco senso, dal momento che è un viaggio da sperimentare e da cui lasciarsi conquistare. Incredibilmente emozionante per i fan dei primi film degli anni Ottanta, ma impeccabile anche per i nuovi “adepti”, la pellicola ha il sapore dell’intrattenimento più bello e genuino.

In apertura il tanto noto tema musicale si incarica di dare il benvenuto. Ed è una delle migliori accoglienze di sempre. Lo spirito del passato, di quei film pensati per divertire e senza alcun tipo di pretenziosità, rivive in ogni fibra dell’opera di Reitman Jr.

Certo, una grande mano non può che venire dal lavoro svolto in precedenza dal padre, ma si vede che il cineasta di Juno e Tra le nuvole (giusto per citarne un paio) respira arte sin dalla tenera età, e conosce bene il fatto suo.

Gli anni Ottanta come fonte di ricchezza

Tra i numerosi rimandi ai primi Acchiappafantasmi , disseminati nel corso della narrazione – così da instaurare un vero e prorpio gioco con il suo pubblico – e quelli legati a tutta una poetica filmografica anni Ottanta – da I Goonies a Super8, passando per Stephen King e Stranger ThingsGhostbusters – Legacy mostra una ricchezza tale da poter essere studiato inquadratura per inquadratura.

Mckenna Grace e Finn Wolfhard in una scena del film

Eppure le vicende dei giovani Spengler si svolgono nel 2021, anno in cui il nonno aveva previsto un evento sovrannaturale alquanto pericoloso. Da qui derivano tutte le decisioni, con le rispettive conseguenze, che hanno condizionato l’esistenza di ognuno dei protagonisti.

Leggi anche: Venom – La furia di Carnage | Torna in sala la strana coppia Marvel

Il passato, il valore affettivo, sono qualcosa di inestimabile, e solo quando ci si deve fare i conti se ne ha la reale percezione. Al tempo stesso il sacrificio assume importanza quando lo si osserva dalla giusta prospettiva. Una figlia, una nipote, in contrasto per l’idea che ognuna ha dell’uomo che le ha abbandonate.

In tal modo Ghostbusters – Legacy arricchisce la fruizione con tematiche fondamentali, tra cui l’amicizia, la solitudine, l’identità. Eccezionale il lavoro del casting, che ha saputo trovare il volto perfetto per ogni nuovo (e di sicuro giàmemorabile) personaggio. Un’ultima esaltante lode all’invasione di Marshmellow.

Continue Reading

Festa del Cinema di Roma

The eyes of Tammy Faye | La conferenza stampa con Jessica Chastain

Published

on

tammy faye

La prima conferenza della 16esima Festa del Cinema di Roma ha visto l’avvicendarsi sul palcoscenico di due tra i più grandi e attesi ospiti di questa edizione: Jessica Chastain e Vincent D’Onofrio. I due sono protagonisti del film di apertura The eyes of Tammy Faye.

Chi era davvero Tammy Faye?

Entrata in contatto, all’epoca, con la storia di Tammy e del marito Jim Bakker (interpretato da Andrew Garfield) attraverso lo scandalo e i gossip, ha deciso di comprarne i diritti e di farne una pellicola – di cui è anche produttrice – per tentare di mostrare il dietro della facciata.

Leggi anche: RomaFF16 | Eternals chiuderà l’edizione della Festa del cinema e di Alice nella città

L’intento era quello di riesaminare le tappe che hanno portato all’evento mediatico, interrogandosi su chi fosse realmente Tammy Faye. Quando, dopo numerose ricerche, ha iniziato a venire a galla la verità, il messaggio, il gioco era ormai fatto.

Tammy credeva realmente in quello che professava, secondo la Chastain, motivo per cui lei ha lavorato da questa prospettiva, senza giudicare in alcun modo.

L’incontro con i figli

Aiutata dall’incontro con i figli di Tammy, dai quali ha potuto scoprire il colore preferito della mamma e il profumo che amava indossare, l’attrice ha inoltre studiato con un dialect coach per acquisire la parlata della Faye.

Tra le cose del personaggio che ha amato di più, annovera la sua apertura, la connessione con le persone, il credere che tutti fossero uguali. D’altro canto questo suo essere priva di confini, così inconsapevole talvolta e ingenua, ha rappresentato la difficoltà maggiore nell’interpretarla, perché si sentiva esposta e vulnerabile.

Leggi anche: Venezia 78: Scenes from a marriage, la conferenza stampa con Oscar Isaac e Jessica Chastain

I ricordi di Vincent D’Onofrio

Anche D’Onofrio ricorda del suo primo approccio a Tammy e Jim, attraverso le immagini nella televisione di un amico. E sottolinea come l’America fosse già divisa allora, seppur meno di adesso.

Eppure da parte sua non c’è mai stato un giudizio nei confronti di chi la pensava diversamente. In quanto attore, ha spiegato che il suo compito è tenere sempre la mente aperta e servire la storia in ogni suo aspetto.

Continue Reading
Advertisement

Facebook

Advertisement

Popolari