Top 5 della settimana

Articoli Correlati

Muntagò esiste davvero? Ecco dove è stata girata la fiction con Bisio “Uno Sbirro in Appennino”

Un viaggio alla scoperta dei borghi incantati e delle vette selvagge che hanno dato vita al paese immaginario di Muntagò.

Se ti stai chiedendo dove è stata girata Uno Sbirro in Appennino, la nuova fiction di Rai 1 con Claudio Bisio, sei nel posto giusto. Da giovedì 9 aprile, la serie poliziesca diretta da Renato De Maria ci porta alla scoperta di Muntagò, un borgo incantevole che, sebbene immaginario, racchiude l’anima autentica e selvaggia dell’Appennino italiano.

Ma quali sono i luoghi reali delle riprese che prestano il volto a questa suggestiva ambientazione? Tra misteri, ironia e le indagini dell’anticonvenzionale commissario Vasco Benassi, scopriamo insieme le location della fiction che vede nel cast anche Valentina Lodovini e Chiara Celotto, e come visitare i set naturali che fanno da sfondo alla serie TV più attesa della stagione.

Scopriamo insieme tutte le location dove è stata girata Uno Sbirro in Appenino.

Uno Sbirro in Appennino Claudio Bisio Valentina Lodovini
Uno Sbirro in Appennino con Claudio Bisio e Valentina Lodovini (Foto: Ufficio stampa RAI) – Newscinema.it

Di che parla Uno Sbirro in Appennino

Il cuore pulsante dell’Appennino fa da cornice al ritorno di Vasco Benassi a Muntagò, il borgo natio che il commissario aveva giurato di lasciarsi alle spalle. Conosciuto per il suo fiuto infallibile ma anche per un metodo di lavoro che spesso ignora i protocolli, Benassi viene “esiliato” proprio lì dove tutto è iniziato.

Tra i vicoli di un paese che lotta contro l’oblio e lo spopolamento, il commissario dovrà risolvere gialli intricati insieme alla giovane Amaranta, finendo per scontrarsi con le ombre di un trauma personale. Qualcosa che non ha mai superato che riemerge dal passato.

Dove è stata girata Uno Sbirro in Appennino

Bologna, la città natale del protagonista

Il commissario Benassi nella serie è di Bologna, città da cui comincia il racconto. Le riprese hanno avuto luogo soprattutto nel centro storico, tra i portici di via del Pratello (in particolare nel tratto che collega il centro sociale della Pace a via Pietralata). È qui che si svolgono alcuni degli eventi decisivi della carriera del protagonista. 

Tra le location più riconoscibili c’è ovviamente anche Piazza Maggiore, con la Basilica di San Petronio, il Palazzo dei Notai, il Palazzo d’Accursio, il Palazzo del Podestà e il Palazzo dei Banchi.

Bologna, quindi, rappresenta il passato del protagonista, e un luogo fondamentale per capire i suoi trascorsi (sia intimi che professionali).

Uno Sbirro in Appennino
Uno Sbirro in Appennino (Foto: Lorenzo Burlando/Ufficio stampa RAI) – Newscinema.it

Muntagò non esiste

Ovviamente, come suggerisce già il titolo, il cuore della serie batte invece nell’Appennino emiliano, dove è stato ricreato il borgo immaginario di Muntagò. Costruito, come spesso avviene in questi casi, mescolando le riprese effettuate in diversi paesini reali. 

Tra le location principali c’è Castiglione dei Pepoli, nella valle del Brasimone, con il suo centro storico in cui si erge l’antico Palazzo Pepoli. Costruito verso la fine del Quattrocento e successivamente ampliato tra il XVI e il XVIII secolo. Sul borgo si staglia la Torre dell’Orologio Pubblico, costruita nel 1724, sulla cui parete è possibile ammirare una lapide commemorativa della prima Festa degli Alberi tenutasi in Italia nel 1899.   

- Advertisement -

Leggi ANCHE

Per gli amanti dell’arte, si segnalano anche la seicentesca Chiesa della Madonna della Consolazione, che rappresenta il luogo di culto più antico di Castiglione dei Pepoli, con opere della scuola bolognese. E la Chiesa di San Lorenzo, patrono del paese, sorta nel 1576 circa come oratorio della Compagnia della Misericordia. 

All’interno di questa chiesa, in fondo, si trova un affresco raffigurante San Lorenzo in estasi di fronte alla Vergine sulle nuvole, un’opera del pittore bolognese Giacomo Cavedoni.

Palazzo Pepoli a Bologna
Palazzo Pepoli a Bologna (Foto: Shutterstock/Ana del Castillo) – Newscinema.it

L’appennino emiliano e i colli bolognesi

Le riprese della serie tv hanno coinvolto anche Borgo La Scola, uno dei borghi medievali meglio conservati dei Colli Bolognesi. Appena giunti nel borgo, infatti, l’impressione di essersi tuffati nel Medioevo è tangibile. La maggior parte degli edifici risalgono al 1400-1500 e rappresentano eccezionali esempi dell’architettura medievale appenninica ad opera dei Maestri Comacini. 

Provenienti da Milano e da Como, dove erano riuniti in cooperazioni e tenevano una scuola di arte muraria, i “comacini” contribuirono a diffondere l’architettura lombarda anche in altri territori. Il borgo fortificato è nato come quartiere militare e luogo di resistenza e difesa del centro monastico di Montovolo.

Nell’area di Montovolo, situata vicino al confine con i Longobardi, sono avvenute le leggendarie lotte tra guerrieri Franchi – detti Paladini –  e Longobardi invasori. Il borgo fortificato aveva quindi un ruolo strategico e la funzione militare da esso sostenuta giustifica il nome e la sua composizione urbanistica.

Edifici e torri addossate e reciprocamente integrate nel sistema difensivo che la natura orografica del luogo contribuiva a rendere più impermeabile alle offese nemiche.

Uno Sbirro in Appennino cast
Il cast di Uno Sbirro in Appennino (Foto: Ufficio stampa RAI/Lorenzo Burlando) – Newscinema.it

Perchè l’Appennino

Accanto a questi luoghi, la serie valorizza anche il territorio più ampio dell’Appennino bolognese, con scene girate a Camugnano e lungo le strade panoramiche della zona. Oltre che nel Parco regionale dei laghi di Suviana e Brasimone, dove il paesaggio naturale diventa parte integrante del racconto. 

L’Appennino è un territorio ricco di storia e miracolosamente intatto. La civiltà lo ha graziato scegliendo di devastare le pianure. In Appennino esiste una spettacolare e incredibile bellezza intatta, dove lo sguardo può correre verso l’infinito incontrando solo boschi, laghi, fiumi e creste che lambiscono il cielo”, ha spiegato il regista Renato De Maria. 

Piccoli paesini punteggiano le valli senza mai disturbare lo sguardo, tutto è immerso in un’armonia naturale e spettacolare. Abitato dai tempi degli etruschi, territorio di passaggio, le tradizioni qui non sono svanite e resistono al tempo”. 

La sua regia, quindi, ha cercato di rispettare i due protagonisti della serie allo stesso modo: lo “sbirro” e l’Appennino. Anche le musiche di Pivio e De Scalzi hanno seguito questo andamento tra il western e il folk, declinato con ironia in una chiave “appenninica”.

- Advertisement -

Leggi ANCHE

De Maria ha cercato ispirazione nel racconto popolare proprio della tradizione dei cantastorie e nel cinema ambientato in territori di frontiera, come il nostro Appennino.

Monterotondo
Comune di Monterotondo (Foto: Shutterstock/ValerioMei) – Newscinema.it

Le location nel Lazio dove è stata girata Uno Sbirro in Appennino

Non c’è solo l’Emilia-Romagna tra i luoghi dove è stata girata Uno Sbirro in Appennino. Alcune scene, infatti, sono state girate anche nel Lazio, in particolare nel Palazzo Orsini di Monterotondo, in provincia di Roma.

Il Palazzo Orsini Barberini rappresenta, fin dai tempi della sua primitiva costruzione, l’elemento emergente dell’immagine urbana di Monterotondo. La sua storia e le caratteristiche dell’attuale costruzione architettonica sono conseguenza delle diverse modifiche ad opera delle diverse famiglie che si sono succedute nella proprietà del palazzo.

La costruzione della rocca risale al XII secolo intorno al maschio (presumibilmente preesistente), ma nulla è noto della sua forma originaria. È oggi sede del Comune di Monterotondo.

Quattro sono le sale affrescate ancora visibili. Provenendo dall’Aula Consiliare si incontrano nell’ordine la Stanza dei Paesaggi, la Stanza di Adone, la Stanza delle Cacce e infine nel lato Nord la Galleria Barberini.

Davide Sette
Davide Sette
Giornalista cinematografico. Fondatore del blog Stranger Than Cinema e conduttore di “HOBO - A wandering podcast about cinema”.

Articoli popolari