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Alice nella Città

Alice nella città 2018: primi ospiti e film confermati

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Quest’anno Alice nella città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma dedicata alle nuove generazioni, giunta alla sua 16ma edizione, si svolgerà a Roma dal 18 al 28 ottobre 2018 tra Casa Alice, gli spazi dell’Auditorium Parco della Musica e alcune sale cinematografiche della città, presentando un’estrema varietà di formati e linguaggi visivi in cui convivranno i classici contemporanei, le prime visioni, le grandi anteprime fuori concorso, le serie tv, i cortometraggi, i film rari ed i restauri. “Un kinodromo che, – dichiarano i curatori Gianluca Giannelli e Fabia Bettini –senza imporre rigide gerarchie interpretative, offrirà l’opportunità a un pubblico plurale di spettatori, appassionati, curiosi, famiglie, esperti di cinema e studenti, di esplorare liberamente geografie, generi cinematografici e storiecomplesse e sofisticate, concepite con serietà e passione, come merita di essere ogni progetto che ha l’infanzia e l’adolescenza come destinatario finale”.

Alice nella Città: le prime anticipazioni del programma 2018

La nuova programmazione metterà al centro le opere presenti nelle tre sezioni che corrispondono alle tradizionali linee di ricerca collegate al Concorso, PanoramaPanorama Italia, la linea di programma che intercetta gli esordi e affronta i temi dell’adolescenza e della giovinezza con uno sguardo più adulto.  Tra le prime anticipazioni che andranno a comporre il programma 2018 il film di preapertura di Alice nella città JOHNNY ENGLISH COLPISCE ANCORA distribuito dalla Universal Pictures International Italy, con un grande Rowan Atkinson (Mr Bean e Johnny English), che sarà a Roma non solo per accompagnare il film, ma sarà anche protagonista di un incontro sul mestiere dell’attore e sulla comicità con gli studenti delle scuole di cinema.  Un doppio appuntamento con uno degli attori che ha saputo divertire e far ridere il pubblico di tutte le età.

Nella sezione Panorama avremo in anteprima europea il film AKID LIKE JAKE, che vede protagonista un bambino di quattro anni brillante e precoce che preferisce Cenerentola a GI Joe.  Il film diretto da Silas Howard vede nel cast: la 4 volte vincitrice del Golden Globe Claire Danes, la vincitrice del Premio Oscar Octavia Spencer, Priyanka Chopra e Jim Parsons, (Sheldon di Bing Bang Theory) che sarà a Roma per presentare il lungometraggio insieme al regista del film e sarà anche protagonista di un incontro con i ragazzi.

Per festeggiare il suo arrivo in Italia, Alice organizzerà anche un evento speciale legato ai 10 anni di Big Bang Theory, la serie più seguita in America degli ultimi 18 anni.

Alice nella città 2018: Il primo film in concorso

Il primo titolo ad essere annunciato in Concorso è l’anteprima internazionale di THE NEW ROMANTIC l’opera prima di Carly Stone, vincitrice del SXSW South by Southwest, una romantic-comedy cinica e ingenua al tempo stesso che vede come protagonista una delle attrici giovani più amate dal pubblico dei ragazzi Jessica Barden. Classe 1992, la Barden – reduce dall’enorme successo della serie The End of the F***ing World, in cui interpreta la parte di Alyssa, nell’acclamata serie Netflix tratta dal fumetto di Charles Forsman e nominata nel 2018 ai British Academy Television Award for Best Drama Series- sarà a Roma per accompagnare il film ed incontrare i ragazzi.

Incontri speciali

La linea d’incontri Un certo sguardo raccoglierà personalità provenienti da ambiti diversi che saranno invitate a condividere con il pubblico l’approfondimento di temi e film preferiti che hanno contribuito alla loro educazione culturale. Fra i primi ospiti annunciati: Andrey Konchalovskiy e lo sceneggiatore Barry Morrow.  Dei ragazzi spesso si dice che sono distratti, che mancano di memoria, che sono superficiali ed è vero, forse; certo non più di noi adulti, che dietro i banchi non ci siamo più. Ma se è vero, dobbiamo ammettere una mancanza, un errore nelle modalità educative. Chi nasce con occhi per vedere, sa già anche guardare o a guardare si impara? Interrogarsi sullo sguardo e sul modo di raccontarle, allora diventa necessario.Una riflessione che affronteremo con Andrei Konchalovsky, un regista che ha compiuto un percorso umano e professionale encomiabile, che si sostanzia in una visione positiva del cinema, mezzo capace non solo di patire ma di agire nella realtà, riconnettendola a un’ideale di giustizia. Una riflessione che accompagna il suo lavoro, perfetto esempio di quel cinema capace di essere politico senza più essere ideologico, etnografico senza dover essere scientifico.

Un gioco di corrispondenze in dialogo con le storie narrate da Barry Morrow, premio Oscar® per la sceneggiatura di Rain Man, con cui cercheremo di raccontare un cinema intimo però declinato al plurale, in quella collettività, quel noi, da cui emerge e ritorna la storia e il senso di ogni individuo, come strumento privilegiato nell’approccio anche educativo allo sguardo.

Con la sezione Quei ragazzi, da quest’anno Alice si apre ai classici contemporanei, ai film del passato restaurati e riproposti per la loro forza e attualità; in collaborazione con la Cineteca Nazionale e il Luce Cinecittà, festeggeremo in occasione dei trent’anni dall’uscita in sala il 20 ottobre 1988, il restauro di Mignon è partita, sorprendente esordio cinematografico di Francesca Archibugi, che da subito ebbe il sostegno del pubblico, mettendo in luce la sensibilità della regista di dirigere e raccontare il disagio degli adolescenti, e il passaggio all’età adulta; temi portanti del suo cinema che vedrà la sua genesi nel bellissimo Il grande cocomero.

Premio Camera d’Oro

Anche quest’anno la giura dei ragazzi sarà affiancata da una giuria di professionisti che sarà chiamata ad assegnare alla migliore opera Prima   e  Seconda   presentata nel programma   di   Alice nella   città (sia nel concorso Young/Adult sia in Alice/Panorama), il premio Camera d’Oro. Negli anni passati hanno fatto parte della giuria tra gli altri: Celine Sciammà, Matt Dillon, Trudie Styler, Zoe Cassavetes, Gabriele Mainetti, Claudio Giovannesi, Anna Foglietta, Nicola Guaglianone.

I primi giurati di quest’anno sono: l’attrice ELISA SEDNAOUI (L’amore dura tre anni, L’accertamento, Bus Palladium, Soap Opera, La leggenda di Kaspar Hauser, già madrina di Venezia nel 2015) e lo sceneggiatore e produttore americano Premio Oscar® per Rain Man BARRY MORROW. 

Alice nella Città 2018: Due rassegne

Le due RASSEGNE TEMATICHE di quest’anno sono dedicate alle figure infantili e adolescenziali nel cinema dell’orrore e l’altra auna selezione degli Autori Italiani che negli ultimi anni ci hanno rappresentato all’estero, dal titolo Italian Cinema Now: una nuova formidabile generazione.

La prima sarà dedicata alle figure infantili e adolescenziali nel cinema dell’orrore:                                                                                                                                                                 –  il titolo è un omaggio ai ragazzi coraggiosi di Stephen King – sarà una rassegna/saggio, in collaborazione con il sito di critica cinematografica Quinlan, dove indagheremo l’argomento della paura attraverso una selezione di film, testi e immagini che affrontano da un lato il mutamento delle figure infantili e adolescenziali nel cinema dell’orrore: da vittime indifese ed innocenti a inquietanti protagonisti di terribili crudeltà, dall’altro l’orrore visto con gli occhi dei bambini, anzi, con il Terzo Occhio infantile che, da Stephen King in poi, viene unanimemente riconosciuto come la capacità che i ragazzi hanno di vedere più a fondo nelle cose (luccicanza).

Il che, tradotto nel linguaggio della paura, significa la possibilità di scoprire il Male anche quando si riveste di forme apparentemente innocue. Per questo stiamo invitando Autori e registi immaginando di costruire con loro incontri e proiezioni serali che arricchiranno questa rassegna/saggio che ha lo scopo di riportare l’attenzione del pubblico adulto su alcuni film simbolo emersi da questo scavo.

Concludiamo il programma delle rassegne con il racconto di uno sguardo eccezionale; Italian Cinema now: una nuova formidabile generazione, in collaborazione con L’Accademia del cinema italiano – premi David di Donatello, che intende presentare una selezione degli autori italiani che negli ultimi anni hanno rappresentato l’Italia nelle selezioni dei festival internazionali sottolineando la tendenza, a nostro avviso in sintonia con l’affermazione  degli autori, che vede una nuova  generazione di curatori italiani ai vertici di festival e cineteche europee: il cinema italiano si dimostra tra i più vivi del mondo e forse il più vivo d’Europa.

Un movimento vitale e ormai non più minoritario da cui vengono fuori i percorsi più interessanti, e che sono molto legati tra loro, perché è da questa reciproca curiosità verso la visione di un cinema fresco, coraggioso, importante e fuori dagli schemi tradizionali che potrebbe nascere l’interesse e la riflessione sul senso del fare cinema oggi. Per questo, abbiamo immaginato un percorso di proiezioni e incontri tra autori e curatori che mettano in luce quei film che hanno come tema l’adolescenza e l’infanzia, per esaltarne la libertà, l’intelligenza e la poesia.

 

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Skam Italia 2: intervista esclusiva ai protagonisti e qualche anticipazione

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skam italia 2

Casa Alice ha ospitato il cast di Skam Italia, la serie creata da Julie Andem, portata al successo in Italia dal regista Ludovico Bessegato per TimVision. Skam Italia è il remake dell’omonima serie norvegese iniziata nel 2015 e terminata nel 2017, che ha ottenuto ottimi risultati a livello mondiale. La versione italiana fa parte di un progetto internazionale a cui molti Paesi hanno deciso di contribuire con le proprie caratteristiche territoriali e sociali, pur rimanendo fedeli all’idea originale. Per la versione nostrana è stata scelta Roma. La città eterna è l’ambiente all’interno della quale i giovani studenti di un liceo romano narrano le proprie vicende, mostrando carattere, debolezze, primi amori e dubbi sulla propria identità sessuale.

La particolarità di Skam Italia è il rapporto che si viene a creare tra il personaggio e lo spettatore, riuscendo a condividere messaggi di WhatsApp e aggiornamenti sui social network dei protagonisti, proprio come avviene quotidianamente nella realtà. In questo modo si ha la possibilità di conoscere segreti e indagare su alcune situazioni poco chiare che portano avanti la storia. Nel corso della prima stagione, sul sito web di Skam Italia, ogni giorno vengono rilasciate delle clip che compongono un episodio. L’incredibile successo derivato da questa serie, seguita e amata da milioni di adolescenti in tutta Italia, ha creato un grandissimo richiamo di interesse e approvazione. L’entusiasmo dimostrato dal pubblico e della critica è stata la scintilla che ha convinto i produttori e il regista a confermare l’inizio delle riprese di una terza stagione di Skam Italia.

La domanda che tutti si sono posti dopo l’ultimo episodio della prima stagione è stata: “Cosa ci riserveranno i prossimi episodi?” NewsCinema.it prova a svelarvi qualche curiosità su quello che vedrete nella seconda stagione, offrendovi l’intervista esclusiva con i protagonisti della serie, durante la presentazione delle prime due clip del terzo episodio all’interno della 16° edizione di Alice nella città. Presente all’evento il regista e sceneggiatore Ludovico Bessegato e tutto il cast composto della prima stagione più una new entry: Ludovica Martino (Eva Brighi), Ludovico Tersigni (Giovanni Garau), Benedetta Gargari (Eleonora Sava), Federico Cesari (Martino Rametta), Beatrice Bruschi (Sana Allagui), Greta Ragusa (Silvia Mirabella), Martina Lelio (Federica Cacciotti), Giancarlo Commare (Edoardo Incanti), Luca Grispini (Federico Canegallo), Rocco Fasano (Niccolò Fare), Francesco Centorame (Elia Santini) e Pietro Turano (Filippo Sava).

Beatrice Bruschi! Federico Cesari e Pietro Turano.

SKAM Italia e il tema dell’integrazione

Il personaggio di Sana affronta una delle tematiche più scottanti presente nel nostro Paese: l’integrazione. L’attrice che interpreta Sana, parlando del suo personaggio ha detto: “Sicuramente è molto importante il discorso dell’integrazione in Italia. In qualche modo mi sento ambasciatrice di questa situazione. Riscontro una grande responsabilità su questo tema, tanto che ho ricevuto anche molte critiche perché non sono veramente musulmana. Premetto che sto studiando molto questa religione, che mi affascina moltissimo e oggi posso dire di conoscerla bene e chiaramente sto cercando di far fare al mio personaggio un percorso di crescita attraverso l’andamento delle stagioni. Credo che sia importante mandare un messaggio. Per quanto Skam sia una serie semplice, senza pretese, che racconta la quotidianità di giovani ragazzi, un messaggio c’è sempre. Inoltre spero che l’ integrazione, come fa Sana – perché alla fine è cmq integrata, riesce a crearsi a costruirsi un gruppo di amiche ed amici – riesca a realizzarsi e a concretizzarsi anche nella vita reale. Spero che tutte le persone che si sentono emarginate possano trovare la forza di essere se stessi. Come infatti fa Sana. Lei è se stessa. Lei non si preoccupa di dirti che un vestito non ti sta bene. Lei te lo dice, se ne frega di tutto perché lei è fatta così.”

SKAM Italia e la comunità LGBT

Un’altra tematica molto cara ai più giovani è l’orientamento sessuale. Durante la seconda stagione cambierà il rapporto tra Martino e Filippo dal momento che Martino avrà una storia sentimentale con Niccolò? Parlando del mondo delle comunità gay, è stato chiesto a Federico Cesari quali sono le differenze tra Isak, la sua trasposizione norvegese e quella italiana di Martino e se pensa che in un Paese bigotto – sotto certi aspetti – come l’Italia, questa serie possa aiutare a comprendere che l’amore tra due uomini è una cosa naturale, perché  l’amore è universale e non fa alcun tipo di distinzioni sessuali. “Rispetto al personaggio di Isak le tematiche e gli sviluppi vengono riprese dalla versione norvegese, così come anche le dinamiche rimangono invariate. Per quanto mi riguarda io ho cercato di attenermi alle versione norvegese, ma rendendo mio questo personaggio. Nella versione originale Isak è interpretato da un attore bravissimo e sinceramente copiare il suo modo di recitare sarebbe stato paragonato a quello di una “brutta copia” dell’originale. Per questo motivo ho cercato di italianizzare Martino, visto che le mie radici sono ben radicate nella cultura italiana. Per quanto riguarda la speranza che questa serie possa far comprendere, soprattutto agli adulti, che essere gay non vuol dire avere dei problemi, spero vivamente che questa produzione possa simboleggiare un punto di svolta nel nostro Paese. Come ben sappiamo Skam Italia nasce come serie e pertanto ha il potenziale limitato di una serie. Nonostante questo vedo che comunque molti mi scrivono, confidandomi che dopo averla vista sono riusciti a trovare la forza di fare determinate cose. Questo tipo di messaggi rappresentano la mia idea di complimento. Trovo che leggere messaggi come:’Skam mi da la forza di fare questo’ sia una cosa bellissima. Speriamo vivamente di normalizzare la tematica dell’omosessualità, raccontando una normale storia d’amore tra due ragazzi, che viene vissuta in maniera serena, tenendo conto degli sviluppi introspettivi dei personaggi. Noi abbiamo cercato di normalizzarla il più possibile.”

Il nuovo personaggio di SKAM Italia

Agganciandoci alle dichiarazioni rilasciate dall’attore che interpreta Martino, abbiamo scambiato quattro chiacchiere anche con la new entry del gruppo, Filippo Sava, il fratello di Eleonora. Il suo personaggio nella seconda stagione darà una bella scossa alla trama e alla vita di Martino. “Filippo è un personaggio molto ironico che si permette con una sottile ironia, di dire ed essere ciò che vuole. Riesce a mostrare ciò che è realmente, esprimendosi in maniera libera, proprio grazie a questa sua ironia simpatica, semplice e molto onesta. Trovo che questo personaggio sia onesto, profondamente sensibile  – e che come fanno molte persone – cerca di difendersi con il sarcasmo e con un po’ di cinismo, senza perdere mai la sua sensibilità. Questo aspetto emerge proprio nel rapporto con Martino, con il quale cerca fin dall’inizio un contatto per poterlo aiutare, ponendosi come punto di riferimento nella sua vita. Poi con sua sorella ce ne saranno delle belle, ma questo lo vedremo più tardi.”

C’è la speranza che questa serie possa aiutare gli adulti a comprendere il mondo omosessuale durante il periodo dell’adolescenza? Pietro Turano ha risposto: ” Sono convinto che questa storia tra Filippo e Martino, possa aiutare a comprendere che l’amore non ha sesso. Sono anni che io faccio attivismo LGBT e negli anni mi sono reso conto che spesso i giovani si sentono soli. Quando i punti di riferimento non ci sono sul territorio bisogna fare quel passo in più per andarli a cercare. Sempre più spesso ci sono storie come questa raccontata nella serie. Skam è molto vicina alla realtà dei giovani, essendo un prodotto fatto da giovani e per i giovani, con l’auspicio che magari li possa aiutare a compiere quel famoso passo di coraggio, per andare a cercare qualcuno con cui confrontarsi. È vero che siamo in un Paese un po’ bigotto, un po’ difficile, ma Roma non è una città omofoba. Certo, c’è un po’ di tutto in giro e spesso ci si sente soli, ma non bisogna pensare tutto in negativo. Le persone con cui confrontarsi esistono, non si è mai veramente soli e anche l’Italia è un Paese ricco di opportunità, di conoscenza, di confronto, di dialogo, di condivisione. Sono profondamente sicuro che Skam aiuterà i giovanissimi a trovare il coraggio di essere se stessi”.

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Alice nella città: incontro con Paolo Virzì e Francesca Archibugi per Mignon è partita

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Con la sezione Quei ragazzi, da quest’anno Alice si apre ai classici contemporanei, ai film del passato restaurati e riproposti per la loro forza e attualità; in collaborazione con la Cineteca Nazionale e il Luce Cinecittà, festeggeremo in occasione dei trent’anni dall’uscita in sala il 20 ottobre 1988, il restauro di Mignon è partita, sorprendente esordio cinematografico di Francesca Archibugi, che da subito ebbe il sostegno del pubblico e della critica, mettendo in luce la sensibilità della regista di dirigere e raccontare il disagio degli adolescenti, e il passaggio all’età adulta.

Il restauro di Mignon è partita, film del 1988, rientra in un progetto complessivo di recupero del cinema italiano più recente: perché non solo i classici del muto o i grandi capolavori in bianco e nero necessitano di essere restaurati! In un anno che li ha visti restaurare anche i film dei fratelli Taviani e “Il portiere di notte” di Liliana Cavani, il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e l’Istituto Luce-Cinecittà sono orgogliosi di presentare ad “Alice nella città”, nell’ambito della Festa di Roma, la copia restaurata del film diretto da Francesca Archibugi esattamente trent’anni fa.

E sarà particolarmente emozionante rivedere il film all’Auditorium, a poche centinaia di metri dalla zona di Roma (per la precisione, piazza Melozzo da Forlì) dove è stato girato. Il restauro è stato realizzato dal CSC-Cineteca Nazionale in collaborazione con l’Associazione culturale Playtown Roma, a partire dal negativo originale 35mm e dal negativo sonoro ottico messi a disposizione da Istituto Luce-Cinecittà. Tutte le lavorazioni sono state realizzate presso il laboratorio Studio Emme. Si ringraziano in particolare il Presidente del Csc Felice Laudadio, il Presidente di Luce-Cinecittà Roberto Cicutto, il direttore generale del Csc Marcello Foti e la conservatrice della Cineteca Nazionale Daniela Currò.

In occasione della proiezione del film, Francesca Archibugi e Paolo Virzì, dialogheranno di fronte al pubblico di ALICE NELLE CITTÀ, in un “duetto” a cura di Mario Sesti. Dice Francesca  Archibugi: “È un film che ha continuato ad essere proiettato nei licei tutti gli anni ma io non lo rivedo da tempo e sono curiosa di scoprire come reagisce un pubblico oggi.  Ricordo che dissi al direttore della fotografia: ‘Vorrei un film color acqua calda’, e qualcosa del genere la penso ancora, quasi ad ogni film. Ora che il film è stato restaurato non posso che dire grazie anche per aver restaurato questo desiderio.” Ricorda Paolo Virzì: “Nell’ottobre del 1988 arriva nelle sale “Mignon”, coi suoi personaggi buffi, dolenti, indimenticabili.  E con quel film sul male di crescere e di vivere, dove Piazza Melozzo, nel quartiere Flaminio di Roma, diventa il teatro emblematico dello strazio degli amori adolescenziali, irrompe nel nostro cinema, all’epoca acciaccato e stanco, l’energia ironica e umana del mondo di Francesca Archibugi, che per fortuna da allora non ha smesso di raccontarci le sue storie, che sono anche un po’ le nostre.

Sono contento che Alice nelle città, la parte più viva e sperimentale della Festa del Cinema, mi abbia chiesto di curare un “Duetto” con l’Archibugi e Virzì. Ricordo che ne feci uno con loro tanti anni fa, a Bellaria, ad Adriatico Cinema, negli anni 90′, ma ora potranno racconteranno alle platee dei giovani di Alice il cammino da quegli anni ad oggi, quando da tempo appare evidente che film come Mignon, Notte italiana, Nuovo cinema Paradiso, negli stessi anni, segnarono una decisiva discontinuità destinata a cambiare il paesaggio del nostro cinema”, aggiunge Mario Sesti.

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Festa del Cinema di Roma 2017: Mazinga Z Infinity, un anime immortale

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In occasione della dodicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, la Lucky Red in collaborazione con Key Film ha presentato nella sezione Alice nella città Mazinga Z Infinity, il film di Junji Shimizu tratto dalla saga di manga e anime di Gō Nagai del 1972.

Dieci anni dopo la sconfitta dell’Impero Sotterraneo, Koji Kabuto ha abbandonato l’azione per lavorare presso l’Istituto di Ricerca di Energia Fotonica. Mentre l’esoscheletro di Mazinga riposa in una teca, una vecchia minaccia costringe Koji a tornare in azione. Accompagnato da un esercito di mega-robot, il tirannico Doctor Hell farà di tutto per conquistare il pianeta Terra. Riuscirà Koji, protetto dalla corazza in Lega Z, a fermare il folle scienziato? E soprattutto l’anima umana di Mazinga sacrificherà la sua vita privata per un mondo sempre più oscuro e immorale?

mazinga z infinity

L’eroico Koji Kabuto torna a pilotare il leggendario Mazinga Z in Mazinga Z Infinity di Junji Shimizu

Un eroe umano

Tra raggi protonici e super nemici, Mazinga Z è uno dei mega-robot più amati dell’universo animato. Un gigante di ferro dal cuore umano che protegge il pianeta Terra da temibili nemici.

Lontano dal cliché dell’eroe indistruttibile, Mazinga Z è il riflesso meccanico di Koji Kabuto, un ricercatore sospeso tra una relazione in bilico e una crisi di coscienza. Un dubbio amletico che avvolge l’identità di Mazinga Z che potrebbe essere tanto il dio del mondo quanto il demone dell’universo.

L’immortale quesito che in Mazinga Z Infinity troverà finalmente la sua risposta. Dopotutto, come sostiene Sayaka Yumi: “Koji Kabuto ha combattuto tanto in passato ma il mondo ha ancora bisogno di lui!”

mazinga z infinity

Il potente Mazinga Z in azione in Mazinga Z Infinity, il film tratto dall’immortale serie anime di Gō Nagai

L’immortale Mazinga

Dopo una serie di successo e svariati mediometraggi, il fenomeno Mazinga Z torna sul grande schermo in Mazinga Z Infinity. Un cult che, ricollegandosi alla saga originale, modernizza una delle avventure più leggendarie dell’animazione orientale.

Tra super-nemici e fedeli compagni di avventura Junji Shimizu, l’autore degli anime di Yu-Gi-Oh! e Slam Dunk, firma un’opera costruita per conquistare gli storici fan e le nuove generazioni di spettatori. Una miscela tra animazione tradizionale e CGI che trascende in una brillante metafora sulla speranza in un mondo migliore. Un universo dominato dal coraggio di Koji, l’uomo che ha sacrificato tutta la sua esistenza per proteggere il genere umano dall’estinzione.

Animato da battaglie epiche e dalla poeticità degli anime giapponesi, Mazinga Z Infinity diverte e intrattiene dal primo minuto di proiezione. Un classico che, in occasione dei quarantacinque anni dall’iconico start del franchise, rispolvera le musiche di Toshiyuki Watanabe, il figlio del compositore originale Michiaki Watanabe, e l’iconica sigla cantata dal re delle sigle d’animazione Ichiro Mizuki. Un cocktail di azione e ironia che, esaltato da un respiro nostalgico, proietta il fenomeno di Mazinga tra passato, presente e futuro.

Mazinga Z Infinity verrà distribuito da Lucky Red in collaborazione con Key Film nei cinema italiani il 31 ottobre 2017.

Trailer – Mazinga Z Infinity

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20Dic00:00Il ritorno di Mary PoppinsTitolo originale: Mary Poppins Returns

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20Dic00:00The Old Man & the Gun

20Dic00:007 uomini a molloTitolo originale: Le Grand Bain

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