Connect with us

Festival

Anticipazioni su Venezia 69

Published

on

veneziatappeto

Il Festival di Venezia 2012 è ancora lontano, ma i preparativi e l’organizzazione sono già in pieno fermento per la nuova edizione che si svolgerà dal 29 agosto all’8 settembre. Alcune modifiche sono state fatte come la Selezione Ufficiale che sarà composta solo dalle tre sezioni Concorso, Fuori Concorso e Orizzonti, lasciando da parte Controcampo Italiano che è durato solo due anni, poichè era stato introdotto nel 2009.

Restano le sezioni autonome Settimana Internazionale della Critica e Giornate degli Autori e i consulenti di Alberto Barbera per la selezione delle opere saranno Giulia D’Agnolo Vallan, Bruno Fornara, Mauro Gervasini, Oscar Iarussi, Emiliano Morreale, Marina Sanna. Di seguito riportiamo il comunicato stampa ufficiale:

La Biennale di Venezia

69. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
Lido di Venezia, 29 agosto – 8 settembre 2012

Biennale College – Cinema
Il Cda della Biennale di Venezia, presieduto da Paolo Baratta, ha approvato uno schema di progetto relativo a Biennale College – Cinema, che sarà avviato nei prossimi mesi.
L’obiettivo è quello di affiancare alla Mostra del Cinema un laboratorio di alta formazione aperto ai giovani filmmakers di tutto il mondo, per la produzione di film a basso costo. La sfida è quella di riuscire a realizzare, al termine di una serie di attività che coprono un anno, 3 opere audiovisive di lunga durata.
Biennale College – Cinema, pur ispirandosi a modelli di laboratori di regia già esistenti, costituisce una “prima” assoluta e viene a colmare un vuoto nell’attuale offerta di formazione, non ponendosi in concorrenza ma a completamento delle attività che svolgono le scuole di cinema di tutto il mondo.
Si tratta di un progetto di importanza decisiva. In questo modo il Settore Cinema della Biennale rinasce con una nuova configurazione del tutto inedita: viene avviato un programma di Attività permanenti “oltre la Mostra”, con quell’impegno verso lo sviluppo di nuove energie creative per la produzione artistica, che ispirerà Biennale College in tutti i Settori dell’istituzione.
“La Biennale di Venezia – ha dichiarato il Presidente Baratta – intende in tal modo diventare un punto di riferimento nazionale e internazionale per la creatività delle singole discipline artistiche, e quindi anche del cinema, accogliendo grandi maestri e giovani talenti, e offrendo loro opportunità di sviluppo per un futuro produttivo”.
Il laboratorio ha anche l’obiettivo di fare avanzare la ricerca sulle produzioni micro e  low-budget, che sono diventate, in tempi di crisi, una delle poche possibilità che i giovani talenti hanno per cimentarsi con il lungometraggio. Il progetto prevede inoltre la distribuzione on-line delle opere, affrontando così uno dei problemi più delicati del cinema indipendente di oggi: la visibilità.

Nuovo Light Market
Alla 69. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (29 agosto-8 settembre 2012) sarà avviato il nuovo Light Market, che darà particolare impulso all’Industry Office procedendo in direzione di una nuova struttura di Mercato vero e proprio (che nei primi tempi sarà di necessità leggero), capace di meglio rispondere alle esigenze e alle attese di produttori, distributori, compratori, venditori, agenti e agenzie di promozione cinematografica.
Lo scopo principale è quello di attirare i professionisti da tutto il mondo, fornendo loro delle strutture e un’organizzazione che consenta di realizzare un giro d’affari tale da giustificare il loro investimento per venire a Venezia. Un primo passo consisterà nell’accrescere la possibilità dei compratori di visionare e acquistare i film che i venditori proporranno – oltre quelli visionati in Mostra – attraverso il sistema della Videoteca. Gli spazi del Mercato conterranno una triplice struttura: la Videoteca, il Businness Center e l’Industry Club.
Per l’Industry Office / Light Market sarà avviato un programma quadriennale che partirà dagli spazi attualmente disponibili, e troverà compiutezza nelle nuove strutture realizzate all’interno del nuovo edificio.

Strutture della Mostra al Lido
Sono in corso incontri tra Biennale e istituzioni pubbliche – svolti con una nuova unità d’intenti fra i vari soggetti e le diverse amministrazioni – per la definizione di un programma che riguarda la riqualificazione urbana dell’area della Mostra al Lido, con la realizzazione di una struttura nuova, ridotta e funzionale, e la prosecuzione della riqualificazione degli spazi che ricomprenda il progetto proposto dalla Biennale e approvato nella Conferenza dei servizi del 22 luglio 2011.

Nuovo Regolamento
Il Cda ha approvato il Regolamento della 69. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica secondo le indicazioni del nuovo Direttore Alberto Barbera.

Il nuovo Regolamento si caratterizza in particolare per:
riduzione del numero di film, con un massimo di 20 titoli, in prima mondiale, per il Concorso internazionale Venezia 69, e un massimo di 11 titoli per il Fuori Concorso (di cui un massimo di 3 titoli per la Mezzanotte)
riduzione delle sezioni della Selezione ufficiale, che ora ne prevede tre: il Concorso Venezia 69, il Fuori Concorso e Orizzonti (con lungometraggi e cortometraggi)

Lo snellimento del programma della Mostra, caratterizzata da una più marcata selettività, darà alla stessa un’impostazione che garantirà a ogni titolo selezionato una migliore collocazione nel palinsesto e una maggiore visibilità, permettendo altresì una più ampia possibilità di repliche con una più agevole condizione di visione per il pubblico e per i professionisti, e sarà coerente con gli attuali programmi di riqualificazione degli spazi.

Sezioni, Giurie e Premi

Selezione ufficiale

  • Venezia 69
    Concorso internazionale di un massimo di 20 lungometraggi in prima mondiale.
  • Fuori Concorso
    Sono presentate Fuori Concorso alcune opere significative dell’anno, per un massimo di 11 titoli, in particolare quelle firmate da autori la cui importanza sia già riconosciuta e che abbiano già partecipato, in Concorso, alla Mostra di Venezia. Nella fascia oraria di Mezzanotte sono inoltre ospitati alcuni film Fuori Concorso, per un massimo di 3 titoli, le cui caratteristiche convengano a questo particolare orario di proiezione. Sono ammessi alla selezione solo i lungometraggi proposti alla Mostra in prima mondiale. Solo in casi eccezionali sono possibili deroghe, per film non ancora proiettati in pubblico fuori del paese d’origine.
  • Orizzonti
    Selezione competitiva di film rappresentativi del cinema contemporaneo nelle sue diverse tendenze e componenti. Film d’esordio e lungometraggi dai margini, ma anche opere che si misurano con i generi e la produzione corrente, con intenti d’innovazione e di originalità creativa. All’interno della sezione Orizzonti è ospitata una selezione competitiva di cortometraggi della durata massima di 20’, scelti in base a criteri di qualità e originalità linguistico-creativa. Sono ammessi alla selezione solo i lungometraggi e i cortometraggi proposti alla Mostra in prima mondiale. Solo in casi eccezionali sono possibili deroghe, per film non ancora proiettati in pubblico fuori del paese d’origine.

Sezioni autonome e parallele

  • Settimana Internazionale della Critica (SIC)
    Rassegna di un massimo di 8 film – opere prime – autonomamente organizzata da una commissione nominata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) secondo un proprio regolamento.
  • Giornate degli Autori
    Rassegna di un massimo di 12 film autonomamente promossa dall’Associazione Nazionale Autori Cinematografici (ANAC) e dall’Associazione 100 Autori secondo un proprio regolamento.

Giurie e Premi

  • Venezia 69
    Una Giuria Internazionale, composta da 7 a 9 personalità del cinema e della cultura di diversi Paesi, con esclusione di quante abbiano collaborato alla creazione delle opere invitate o siano interessate alla loro distribuzione, assegnerà per i lungometraggi, senza possibilità di ex-aequo (tranne che per le Coppe Volpi e il Premio Mastroianni), i premi seguenti:
    – Leone d’Oro per il miglior film
    – Leone d’Argento per la migliore regia
    – Premio Speciale della Giuria
    – Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile
    – Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile
    – Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente
    – Premio per la migliore sceneggiatura
    – Premio per il migliore contributo tecnico
  • Orizzonti
    Una Giuria Internazionale, composta da 5 a 7 personalità del cinema e della cultura di diversi paesi, con esclusione di quante abbiano collaborato alla creazione delle opere invitate o siano interessate alla loro distribuzione, assegnerà – senza possibilità di ex-aequo – i premi:
    – Premio Orizzonti per il miglior film
    – Premio Speciale della Giuria Orizzonti
    – Premio Orizzonti per il miglior cortometraggio.
  • Premio “Luigi De Laurentiis” per un’Opera Prima
    Tutte le opere prime di lungometraggio presenti nelle diverse sezioni competitive della Mostra (Selezione Ufficiale e Sezioni Autonome e Parallele) concorrono all’assegnazione del Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”. Una Giuria Internazionale composta da 5 personalità del cinema e della cultura di diversi Paesi, tra i quali un produttore, assegnerà senza possibilità di ex-aequo un premio di 100.000 USD, messi a disposizione da Filmauro, che saranno suddivisi in parti uguali tra il regista e il produttore.
  • Leone d’Oro alla Carriera
    Il Direttore proporrà al Presidente e al Consiglio di Amministrazione l’assegnazione di un Leone d’Oro alla Carriera (in casi eccezionali i Leoni potranno essere due).

Consulenti, esperti e corrispondenti
Per il suo lavoro di selezione, il Direttore della Mostra Alberto Barbera si avvale dei seguenti Consulenti ed esperti: Giulia d’Agnolo Vallan, Bruno Fornara, Mauro Gervasini, Oscar Iarussi, Emiliano Morreale, Marina Sanna.
I Corrispondenti della Mostra dal mondo sono: Giulia d’Agnolo Vallan (Usa, Canada), Violeta Bava (Sudamerica), Elena Pollacchi (Cina, Hong Kong, Taiwan, Corea del Sud), Paolo Bertolin (Filippine, Thailandia, Indonesia, Malesia), Petr Shepotinnik (Russia), Viola Shafik (Paesi Arabi), Mohammad Atebbai (Iran).

Il cinema e la scrittura sono le compagne di viaggio di cui non posso fare a meno. Quando sono in sala, si spengono le luci e il proiettore inizia a girare, sono nella mia dimensione :)! Discepola dell' indimenticabile Nora Ephron, tra i miei registi preferiti posso menzionare Steven Spielberg, Tim Burton, Ferzan Ozpetek, Quentin Tarantino, Hitchcock e Robert Zemeckis. Oltre il cinema, l'altra mia droga? Le serie tv, lo ammetto!

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Festival

A Castel Volturno torna il Festival del Cinema dal 25 al 30 ottobre

Published

on

festival castel volturno

Si tiene dal 25 al 30 ottobre 2021 la quarta edizione del Festival del Cinema di Castel Volturno. Una kermesse nata nel 2018 e diretta da Daniela Cenciotti, in collaborazione con Titania Paola Esposito e Emanuela De Marco.

Una particolare attenzione è riservata al cinema indipendente, ma non solo. Dietro c’è la volontà, da parte del team tutto al femminile, di valorizzare la storia e la cultura del territorio attraverso un percorso cinematografico assolutamente unico e degno di nota. Basti pensare che opere come L’imbalsamatore e Indivisibili hanno sfruttato alcune delle location offerte da Castel Volturno,

Festival del Cinema di Castel Volturno | 5 giornate piene di cinema e di appuntamenti

Gli appuntamenti culturali, promossi durante il 2021, si concludono in 5 giornate immersive (25-30 ottobre) ricche di proiezioni, workshop, anteprime di lungometraggi e un’esclusiva experience sul territorio.

Leggi anche: Hotel Paradiso: il primo albergo cinema del mondo, a Parigi (video)

L’evento comprende:
25 cortometraggi in concorso
5 film “amici” per le proiezioni serali
1 giornata dedicata all’animazione (il 28 ottobre ), in occasione della giornata internazionale dell’animazione
1 experience (il 30 ottobre) alla scoperta dei luoghi del cinema a Castel Volturno, una location a cielo aperto scelta da grandi registi come Matteo Garrone ed Edoardo DeAngelis
workshop e incontri per i ragazzi del territorio 

Nancy Brilli chiude la serata in attesa dei premi

In chiusura, il 30 ottobre, la madrina del festival, Nancy Brilli, è protagonista di un incontro con pubblico e giurie, nella speciale serata di Gala, durante la quale vengono assegnati i riconoscimenti ai cortometraggi e il prestigioso Premio Carlo Croccolo alla talentuosa Hildegard De Stefano. Tre giurie – una young, composta di giovani dai 14 ai 20 anni – si occupano di determinare i vincitori, in una giornata che promette sorprese e scoperte.

Leggi anche: Matera Film Festival | David Cronenberg: “Sogno un film in Italia da quando ho visto La Dolce Vita”

Per il programma dettagliato c’è ancora qualche giorno da attendere, ma di certo non mancheranno le grandi emozioni…

Continue Reading

Cinema

Matera Film Festival | David Cronenberg: “Sogno un film in Italia da quando ho visto La Dolce Vita”

Published

on

“Ho sempre voluto girare un film in Italia da quando ho visto per la prima volta La Dolce Vita.  Sicuramente le strade di Matera sono molte diverse dalle strade felliniane di Roma, ma non è mai cambiata negli anni l’ammirazione, l’amore e l’affetto per la cultura, la lingua e la letteratura italiana”. Così David Cronenberg, ospite d’onore della seconda edizione del Matera Film Festival dichiara il proprio amore per il Belpaese.

Il festival della “Città dei Sassi” ha dedicato al maestro canadese una ricca retrospettiva: un modo per ripensare il cinema di Cronenberg in attesa del suo prossimo film da regista, Crimes of the future: il primo dopo sette anni di pausa (il precedente, Maps to the Stars, era del 2014) in cui aveva più volte pensato di abbandonare definitivamente il cinema per dedicarsi ad altro (come ad esempio la scrittura, a cui era approdato con il romanzo “Divorati”, edito in Italia da Bompiani).

“Non penso mai al mio cinema come ad un’unica entità”, ammette Cronenberg in conferenza stampa. “Ragiono sempre film per film. Spesso ci sono questioni meno filosofiche e riflessive dietro alle ragioni per cui si sceglie un progetto e non un altro. E molto spesso sono questioni banali e deprimenti, come ad esempio la ricerca dei finanziamenti. Abbiamo finito di girare il nuovo film ad Atene qualche settimana fa e attualmente sono nella fase di montaggio. Potrei dirvi qualcosa, ma non penso di volerlo fare. Forse anche perché non ho neanche io ben chiaro cosa realmente sarà il film a cui sto lavorando e quale struttura avrà quando uscirà, dal momento che non segue una narrazione lineare e coinvolge la presenza di universi paralleli. Lascerò che il pubblico lo scopra quando sarà pronto. Su internet si possono trovare alcune informazioni sul film, ma sono quasi tutte sbagliate. Viggo Mortensen ha però dichiarato che si tratta di un ritorno al cinema di genere, e ha ragione. Non lo considero un ilm horror, ma sicuramente è una science fiction, che è qualcosa a cui non mi dedicavo da tanto tempo”.

Quello di Cronenberg è un ritorno dietro la macchina da presa che ha dovuto fare i conti con i nuovi protocolli di sicurezza imposti dalla pandemia. “Il Covid ha influenzato il mio lavoro da un punto di vita esclusivamente pratico e non dal lato artistico o emotivo. Prima di tornare sul set come regista, ho accettato di recitare nella serie tv americana Slasher proprio per capire meglio come potesse funzionare un set ai tempi del Covid. Sono molto felice di averlo fatto perché lì mi sono accorto che, per quanto fosse difficile e costoso, era quantomeno possibile. Ho 78 anni e ricordo l’epidemia di Polio quando ero piccolo, ma da quel momento in poi non c’è stato nulla di paragonabile all’attuale epidemia di Covid, che è stato l’unico evento a cui ho avuto modo di assistere nella mia vita che ha unito tutto il mondo, coinvolgendo ogni Paese e ponendo tutti davanti alle stesse problematiche”. 

Il regista canadese ha avuto inoltre modo di dire la sua rispetto ai numerosi paragoni che sono stati fatti tra il suo cinema e quello della giovane Julia Ducournau, recente vincitrice della Palma d’Oro con il controverso film Titane. “Ho conosciuto Julia Ducournau al Toronto Film Festival dopo la proiezione del suo lungometraggio d’esordio: Raw. Mi ha subito fatto un’ottima impressione, quella di una persona forte e trasgressiva, ma anche estremamente sensibile e intelligente. Quindi non mi ha sorpreso il successo del suo secondo film. Non sono sicuro però che possa essere definita una mia erede. Anche perché io non ho alcuna intenzione di donarle parte del mio patrimonio”, scherza Cronenberg. “La sua creatività e la sua bravura non hanno nulla a che vedere con me. Mi ha parlato a lungo del film Crash e di come questo sia stato una ispirazione per Titane, ma penso che il suo film abbia una propria personalità specifica. Rappresenta un tipo diverso di provocazione, che può essere anche consapevolmente comica. Julia non si sarà sicuramente sorpresa ascoltando le risate di parte del pubblico durante la proiezione del suo film. Nessuno invece ha riso guardando Crash, anche quando lo abbiamo recentemente proiettato nella sua versione restaurata a Venezia per un pubblico giovane che lo vedeva per la prima volta”.

Infine, Cronenberg ha speso qualche parola sullo stato di avanzamento attuale nella lotta alla pandemia: “In America non c’è molta fiducia in ciò che viene proposto dal governo. Nel momento in cui il governo suggerisce alla popolazione di vaccinarsi, si pensa sempre che ci possa essere qualcosa di losco dietro. Ma questa mancanza di fiducia è certamente un problema politico e una responsabilità di chi è al governo, non solo di quelli che credono che Bill Gates voglia controllarci tutti attraverso il vaccino. A quelli andrebbe semplicemente detto: Ma non vi rendete conto che eravate tutti già controllati prima?”.

Continue Reading

Cinema

“La musica è pericolosa”: il premio Oscar Nicola Piovani apre il Matera Film Festival

Published

on

“La musica è pericolosa” è il titolo dell’emozionante lezione-concerto di Nicola Piovani che ha aperto la seconda edizione del Matera Film Festival, che si svolgerà nella città dei sassi fino al 10 ottobre prossimo (programma completo QUI). Un racconto musicale narrato con l’aiuto di tre strumenti che agiscono in scena: il pianoforte del premio Oscar, il sassofono di Marina Cesari e il contrabbasso di Marco Loddo. A scandire le stazioni di questo viaggio musicale in libertà, Piovani dialoga con il pubblico cercando il senso ultimo dei frastagliati percorsi che l’hanno portato a fiancheggiare il lavoro, tra gli altri, di Federico Fellini, di Nanni Moretti, di Roberto Benigni e dei fratelli Taviani, alternando l’esecuzione di brani mai suonati prima dal vivo a nuove versioni di brani più noti, riarrangiati per l’occasione. 

Il musicista romano ha presentato a Matera la sua “musica pericolosa”: un percorso tra miti e leggende, da quelle della letteratura classica a quelle del cinema felliniano, passando per “epifanie” personali in grado di stravolgere esistenze e cambiare la prospettiva delle cose. E se per i greci la musica era lo strumento in grado di tenere testa alla dirompente forza delle potenze infernali, come le storie di Orfeo ci insegnano, anche per i giapponesi, dalla latitudine opposta del mondo, era la sola cosa capace di espandersi e armonizzarsi con la natura attraverso il suono ancestrale dello guqin, antica cetra a corda risalente a più di duemila anni fa. Essa può abbattere muri, sia che essi siano “invisibili” come quelli che separano popoli e religioni, sia che siano tangibili e imponenti come le mura di Gerico, che nella Bibbia venivano distrutte proprio grazie al suono degli squilli delle trombe. Ma la musica è anche qualcosa che cresce inconsapevolmente dentro di noi, come i tre rintocchi di campane che scandivano le giornate del giovanissimo Piovani e che solo anni dopo, come un seme che germoglia, sono diventate le tre note portanti della canzone “Il Bombarolo” scritta dal poeta genovese Fabrizio De Andrè.

La musica, come tutte le cose belle, può essere fatale, tanto da imbrigliarci in un canto di sirene e non lasciarci più. Nonostante ciò, vale la pena essere coraggiosi e se necessario “indossare lo scafandro”, per dirla con il regista de La Dolce Vita, per proteggerci dalle sue radiazioni.

“La musica di Piovani è magistrale nel suo assecondare la sproporzione tra realtà e il suo invasamento grottesco”, sosteneva Mario Monicelli. Ma capita, invece, a volte, anche a uno come Piovani, di non trovare le note giuste: ecco allora la “Melodia sospesa”, un canto senza parole per pianoforte e sax che (non) si conclude con un accordo di settima: nella sospensione, ciascuno – questo l’augurio del pianista – può diventare cassa di risonanza e riempire la musica dei contenuti che preferisce, trovare una conclusione rispettosa dei sentimenti provati ascoltandola. Chiude la serata “Il pianino delle meraviglie”, piccola marcia, quasi ragtime, tratta dal film Good Morning Babilonia dei Taviani: omaggio ai musicisti che agli inizi del Novecento accompagnavano i film muti suonando dal vivo dalle buche dei cinema, invisibili al pubblico e inghiottiti dal buio della sala. Un omaggio a tutta quella “genialità sommersa” destinata, per ragioni del tutto casuali e indipendenti dal talento, a rimanere anonima.  

Al termine del concerto il maestro Piovani ha ricevuto il premio “Migliore colonna sonora del 2021” per il suo lavoro sulle musiche del film “Gli anni più belli” di Gabriele Muccino. “I premi mi piacciono tutti, da sempre”, ha scherzato Piovani. “Il mio primo premio l’ho ricevuto da mia madre, quando ero bambino. Era un bicchiere di gelato che si comprava in una latteria all’interno del mercato del pesce della mia città. Il tanfo era così forte da alterare il gusto del gelato, ma adesso che ci ripenso dopo tanti anni mi sembra un ricordo quasi poetico. È la dimostrazione che della nostalgia bisogna sempre diffidare”. 

Continue Reading
Advertisement

Facebook

Advertisement

Popolari