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Can Yaman

Can Yaman, l’attore turco che ha stregato l’Italia e sogna di lavorare con Ferzan Ozpetek

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“Bello bello e impossibile con gli occhi neri e il tuo sapor medio orientale” cantava Gianna Nannini in una sua canzone. Niente di più azzeccato per descrivere Can Yaman. Fisico statuario, sorriso che lascia senza fiato, lunghi capelli castani e un taglio di occhi tipico delle sue origini turche. In questi ultimi mesi ha letteralmente conquistato il mondo – Italia compresa – riuscendo a farsi notare anche dal suo regista preferito Ferzan Ozpetek. Ma andiamo con ordine.

Can Yaman, classe 1989, nato a Istanbul dalla madre Guldem Toplan professoressa di lettere e dal padre Guven Yaman, ex doganiere, figlio unico, parla correntemente quattro lingue: turco, italiano, inglese e tedesco. Dopo aver frequentato il liceo italiano nella città turca e aver vinto una borsa di studio per l’America, ha conseguito una laurea in Giurisprudenza, diventando avvocato fiscalista all’età di 23 anni. Dopo sei mesi di praticantato, a causa della sua iper attività, grazie anche al consiglio di un suo docente universitario, ha deciso di usare questa energia, iniziando ad intraprendere quella che poi è diventata la sua strada: la recitazione. Nonostante il successo e la sua età (30 anni compiuti lo scorso 8 novembre), a gennaio 2020 dovrà sostenere il servizio militare obbligatorio in Turchia, per 21 giorni, pagando un’ammenda di circa 4.600 euro.

Così dovrà dire addio a barba e capelli a favore di un look più sistemato e serioso. A tal proposito l’attore turco noto per essere sensibile a cause benefiche ha deciso di devolvere i suoi capelli per farne una parrucca a favore dei malati di cancro. Diversi sono stati i riconoscimenti che ha ricevuto Can, tra i più importanti il Premio come miglior attore emergente per GQ Turkye, e le prestigiose Farfalle d’Oro per Pantene Turkiye. Durante il suo ultimo viaggio di lavoro che lo ha portato a Madrid, Can ha avuto anche l’onore  di incontrare il divo di Hollywood Javier Bardem, il quale sapendo della presenza nella città spagnola dell’attore turco ha voluto conoscerlo (insieme alla madre) durante un evento a sostegno dei diritti degli attori e delle attrici spagnole.

Terminato il servizio militare, Yaman tornerà sul set da marzo 2020 per girare la sua sesta serie tv dal titolo Can Borcu (Il debito di Can). Secondo alcune indiscrezioni, Görkem (Can Yaman) due giorni prima del suo matrimonio con la fidanzata Belen, dovrà recarsi a Beirut per pagare il debito di un uomo che anni prima gli salvò la vita. Ulteriore richiesta, salvare sua figlia Neslișah dal marito violento e crudele. I due ragazzi inizieranno a conoscersi e saranno costretti a compiere un’azione, per poter uscire illesi dal Paese e tornare a Istanbul. Can per la prima volta, sarà impegnato in scene di combattimento e di azione. Scene che le fan sono abituate a vedere tramite i suoi social, visto che possiamo considerarlo uno sportivo con la “S” maiuscola, da che pratica da anni arti marziali, crossfit e boxe. Chiusa questa parentesi su di lui, cerchiamo di capire come si è intensificata questa storia d’amore tra Can Yaman e l’Italia.

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Can Yaman e l’attrice Demet Özdemir nella serie Erkenci Kuş

“Segui l’amore se vuoi vivere la vita pienamente!”

Nonostante in Italia sia stata trasmessa solo una serie, il pubblico italiano attraverso Youtube è riuscito a seguire l’ultima fatica di Can Yaman, grazie al lavoro di fanpage a lui dedicate, le quali ogni settimana traducono e sottotitolano ogni episodio. Una vera macchina da guerra piena d’amore.

La prima esperienza su un set arriva nel 2014 con la serie tv Gönül İşleri. Questa produzione che si rivelerà essere un vero e proprio trampolino di lancio, soprattutto per merito della sua bellezza, gli aprirà le porte del mercato delle serie televisive turco, noto per essere al secondo posto come maggior numero di produzioni. Il primo posto? Hollywood.  Grazie ad İnadına Aşk (Amore Testardo) nel 2016, Can oltre a dimostrare una recitazione più matura, mostra la capacità di saper recitare anche in italiano, interpretando Yalin Aras, titolare di una compagnia informatica innamorato della sua dipendente Defne Barutçu (Açelya Topaloğlu). A cavallo tra il 2016 e 2017 gira la terza serie dal titolo Hangimiz Sevmedik (A chi non è piaciuto). Yaman interpreta Tarik Çam al fianco dell’attrice turca Yeliz Kuvancı nei panni di Itır Yeşil in una moderna storia d’amore – senza finale tragico –  che ricorda i Romeo e Giulietta raccontati da Shakespeare (1594-1596).

È l’estate 2017 quando viene trasmessa Dolunay, nella quale interpreta Ferit Aslan, imprenditore noto per essere “allergico” all’amore e dedito solo al suo lavoro. Tutta la sua vita viene messa in discussione quando sul suo cammino incontra la sua cuoca Nazli Pinar (Ozge Gurel volto noto per la serie Cherry Season andata in onda due anni prima su Canale 5). Nonostante le differenze caratteriali, decidono di sposarsi per amore del nipote di Ferit, Bulut rimasto orfano a causa di un incidente stradale provocato dallo zio arrivista Hakan Onder per interessi legati alla società di famiglia. Sarà il piccolo a farà da cupido, dimostrando allo zio Ferit che il suo cuore è pronto per accogliere un nuovo amore: Nazli. Come per İnadına Aşk anche in questa serie, per dimostrare l’amore verso la lingua italiana, decide di inserire battute in lingua italiana, come ad esempio “Segui l’amore se vuoi vivere la vita pienamente”. Questa serie trasmessa lo scorso giugno con il titolo di Bitter Sweet – Ingredienti d’amore, ha conquistato l’Italia intera facendo registrare picchi di ascolti fino al 22% di share su Canale 5.

Eccoci giunti al punto di svolta nella carriera di Can Yaman. A consacrare il successo del bell’attore e avvocato turco in tutto il mondo è la serie tv Erkenci Kuş (Day Dreamer) iniziata nel maggio 2018 e terminata lo scorso ottobre. Can interpreta il fotografo freelance Can Divit, il quale torna a Istanbul, per festeggiare i 40 anni di attività dell’agenzia pubblicitaria del padre Aziz (Ahmet Somers) che gestisce con il figlio minore Emre Divit (Birand Tunca). Durante questo evento, in una delle sale del teatro, al buio, convinto fosse la sua fidanzata Polen (Kimya Gokçe Aytaç), si troverà a dare un bacio ad una misteriosa ragazza. Quello che sembrò essere un incidente, si rivelerà l’imprevisto più bello della sua vita.

Grazie al profumo di questa misteriosa donna, ben presto capirà che le labbra che aveva baciato appartengono a  Sanem Aydin (Demet Özdemir) neo acquisto dell’agenzia pubblicitaria del padre. Sanem dal canto suo, è determinata a capire chi fosse questo uomo che le ha “rubato” il primo bacio. Da qui inizia la storia tra l’Albatros e la Fenice, dove non mancheranno gelosie, risate, intrighi e colpi di scena. Erkenci Kuş verrà trasmessa a partire da giugno 2020 sempre su Canale 5.

Napoli caput mundi…

Il 16 agosto 2019 Can Yaman, in compagnia del padre Guven, ha deciso di trascorrere le vacanze nel nostro Paese, scegliendo la città di Napoli. Dal primo istante in cui è atterrato, tutta l’Italia si è mobilitata nella speranza di fare un selfie con colui che ormai è riuscito a conquistare il cuore di donne di tutte le età. Folle oceaniche hanno invaso l’entrata del Grande Hotel Vesuvio di Napoli, accolte con la massima disponibilità da Can, il quale come ha detto anche ultimamente in un’intervista: “ La polizia non riesce a comprendere il mio comportamento. Quando a Napoli mi hanno detto: “sei sicuro di voler entrare in quella folla?” Non possiamo proteggerti “ ho risposto: “non c’è nessun problema, loro dimostrano solo amore per me.”

Il rovescio della medaglia? Queste immagini sincere e piene di affetto non sono piaciute ai media turchi, a tal punto da dire che Can abbia pagato i suoi fan per dimostrare la sua popolarità al di fuori del confine turco. Niente di più sbagliato. A Napoli, così come a Roma, posso confermare ogni singola parola detta dal Re Mida delle serie tv turche, perché ero presente alla scena raccontata nell’intervista. Inoltr, lo scorso 23 agosto ho avuto la fortuna e l’opportunità di poterlo incontrare privatamente nel salotto dell’hotel nel quale soggiornava e credetemi se vi dico che nella chiacchierata durata un’ora e mezza rigorosamente in italiano, nei suoi occhi si leggevano umiltà, emozione e incredulità, parlando delle migliaia di persone accorse nel capoluogo campano solo per lui, a tutte le ore del giorno e della notte, per una settimana intera.

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Post dedicato a Can Yaman apparso sul profilo Instagram di Ferzan Ozpetek

Can Yaman e Ferzan Ozpetek: l’inizio di un cammino insieme?

Scene incredibili che non sono passate inosservate anche ad un nome illustre del nostro cinema italiano. Grazie alle foto sui social, il regista italo-turco Ferzan Ozpetek ha puntato gli occhi su Can Yaman, anche lui estremamente sorpreso di fronte a quelle immagini. Da qual momento, per sua stessa ammissione, hanno iniziato a scambiarsi dei messaggi che hanno mandato in visibilio tutto il pubblico, accendendo la speranza dei fan di vederli presto sul set insieme. A tal proposito, particolarmente interessanti sono risultate due dichiarazioni rilasciate da Can Yaman in merito al rapporto con il regista turco che tra circa due settimane, uscirà al cinema con il film La Dea Fortuna.

La prima è apparsa ad ottobre della rivista Hello! Turkiye, in occasione di uno shooting fotografico avvenuto a Roma. Alla domanda su Ozpetek, Yaman risponde: “Il supporto di Ferzan Ozpetek, senza conoscermi, è stato importante. L’ho ringraziato per messaggio e abbiamo parlato un po’ insieme. Il suo post è stato una bella risposta a chi non credeva che la numerosa folla ad attendermi fosse vera!”. La seconda dichiarazione che ha fatto battere il cuore delle fan di tutto il mondo è di ieri, nell’intervista rilasciata al giornalista turco Cengiz Semercioğlu per il giornale Hurryet Keleb: “Siamo in costante comunicazione con Ferzan Özpetek. Fratello Ferzan fa un film ogni 3-4 anni. Il suo ultimo film sta per uscire. Spero di poter fare un film insieme tra 2-3 anni.” Per ora non ci resta che incrociare le dita e aspettare pazientemente un annuncio dai diretti interessati!

Nonostante i suoi 5 milioni e 700 mila follower su Instagram, Can Yaman è riuscito a mantenere umiltà e attenzione per i suoi fans in ogni viaggio nel quale è andato. Dopo Beirut, Napoli, Atene, Roma (per girare una puntata di C’è posta per te in onda a gennaio 2020) , Cannes (ospite d’onore ai MipCom) e Madrid, a quanto pare la prossima meta sembra essere Milano per partecipare ad un noto programma televisivo.

 

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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Can Yaman | la rivincita dell’attore nelle frasi del Maestro Ferzan Ozpetek

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Come fosse una partita di Cluedo, dove gli indizi sui profili social dei protagonisti, non portano alla scoperta dell’assassino, ma alla possibilità di vederli lavorare insieme, Can Yaman e Ferzan Ozpetek negli ultimi mesi, sono al centro delle attenzioni del pubblico e dei media. Storie, post con tag e interviste video e scritte nelle quali si parla di una possibile collaborazione, sono motivo di forte interesse per chi li segue da tempo.

A partire dalle dichiarazioni del Maestro Ozpetek rilasciate a Salerno lo scorso luglio, passando per la foto di Can Yaman intento a leggere il libro Come un respiro in italiano, fino all’incontro a Roma avvenuto lo scorso 30 settembre nell’hotel dove soggiornava l’attore turco, la semplice idea di vederli lavorare insieme ha iniziato a prendere forma. Ripresa da tutte le testate giornalistiche italiane, turche e non solo, la foto scattata sulla terrazza dell’albergo situato in zona Vittorio Veneto a Roma, è stata considerata da molti, un nuovo inizio per Can Yaman.

L’idea di questo articolo nasce proprio da questo sodalizio che il pubblico non vede l’ora di vedere sul piccolo o grande schermo il prima possibile. Rileggendo i libri del Maestro Ozpetek in alcune citazioni, ho ritrovato delle considerazioni in linea con quanto accaduto a Can Yaman e con quanto – si spera – accadrà presto nella sua vita.

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L’importanza di avere una famiglia

“Se cresci senza nessuno che ti dica mai che sei bello o che sei bravo, senza una parola di conforto che ti rassicuri dandoti il tuo posto al sole nel mondo, niente sarà mai abbastanza per ripagarti di quel silenzio. Dentro resterai sempre un bambino affamato di gentilezza, che si sente brutto, incapace e manchevole, qualsiasi cosa accada. E non importa se, nel frattempo, sei diventato la più bella delle creature.”
(SEI LA MIA VITA)

Quando ho letto questo passaggio ho pensato quanto debba essere triste non avere qualcuno su cui contare. Qualcuno che tornato da scuola e leggeva la pagella ti diceva “Bravo!” anche se quello era il tuo dovere; qualcuno che non ti dava la buonanotte e ti rimboccava le coperte ma al contempo ti riempiva di giocattoli fino alla nausea.

Fortunatamente Can, nonostante i problemi economici che colpirono la sua famiglia durante l’adolescenza rischiando di compromettere il suo futuro, ha sempre avuto due colonne (oltre alle nonne) sulle quali poter contare: la mamma Guldem e il papà Guven. Due genitori che hanno dimostrato nel corso degli anni e una separazione, il rispetto e il valore della famiglia, incoraggiandolo a impegnarsi per ottenere le borse di studio e completare nel migliore dei modi la sua formazione scolastica. Lui, a differenza di quanto scritto nel libro, per loro è stato e continua a essere ‘la più bella delle creature’.

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Non tutti i mali vengono per nuocere…

“Lo sapevi che in Giappone, quando si riparano le ceramiche rotte, non si nasconde il danno ma lo si sottolinea, riempiendo d’oro le linee di frattura? Perché credono che quando una cosa ha subito un danno e ha una storia, diventi più bella.”
(ROSSO ISTANBUL)

Tutte le persone che hanno seguito Yaman nell’ultimo anno hanno sicuramente capito a cosa mi riferisco con questa citazione. Volutamente ometterò tutta la questione, perché non merita attenzione il contenuto della querelle; bensì trovo interessante quanto – seppur dolorosa – quella vicenda di quasi un anno fa, sia stata un’ottima palestra per lo spirito e l’anima di Can. Sono sicura che se potessimo vedere all’interno del suo cuore, qualche crepa color oro saremmo in grado di vederla.

Qualche mese fa, quando provai a raccontare la storia di questo ragazzo amato per il suo modo di essere, cercai di farlo attraverso il cartone animato della Disney, Hercules. Prendendo in esempio una frase di Ade, il Dio degli Inferi, riportai una battuta che qualcuno avrà ‘dedicato a Can’ durante quel brutto periodo, quando suo malgrado, era diventato il bersaglio preferito della stampa turca: “Ora provi cosa vuol dire essere uguale agli altri”. Proprio come mostrato nel lungometraggio d’animazione, Yaman come Hercules seppur con fatica, è riuscito a tirare su la testa e tornare a vivere da assoluto protagonista il film della sua vita.

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La stagione della rinascita

“Impara dai fiori a essere paziente, ad aspettare, perché i fiori sanno che dopo un gelido inverno arriva la primavera. Bisogna solo avere pazienza, credere nelle proprie forze.”
(ROSSO ISTANBUL)

Nel primo romanzo scritto dal Maestro e dedicato alla sua adorata mamma, ho trovato una similitudine con una storia pubblicata da Can Yaman sul suo profilo Instagram, non molto tempo fa.
“In realtà, fiorivamo magnificamente e siamo stati sepolti nel terreno sbagliato”. Attraverso questa frase che non lascia spazio alle interpretazioni, l’attore ha commentato la chiusura della sua ultima serie tv Bay Yanlış diretta da Deniz Yorulmazer nel quale interpretava Özgür Atasoy in coppia con la bravissima collega e amica Özge Gurel. nei panni di Ezgi Inal. Dopo aver trascorso la quarantena a studiare questo nuovo personaggio, totalmente diverso da Can Divit di Daydreamer – Le ali del sogno, la delusione per la chiusura improvvisa della serie non ha lasciato con l’amaro in bocca solo i protagonisti ma soprattutto il pubblico. Spettatori che non si sono arresi, e che da settimane stanno lanciando eventi Twitter, per far in modo che qualcuno prenda di nuovo in mano la serie, come fosse un uccellino caduto troppo presto dal nido.

Se volessi dare una linea temporale a queste due frasi, direi che la citazione del regista potrebbe essere una degna conclusione. Nonostante il pubblico vuole vedere nuovamente il suo Signor Sbagliato sul piccolo schermo, magari su qualche piattaforma streaming, l’unica cosa che al momento possiamo fare è – per l’appunto – avere pazienza e aspettare che questo ‘gelido inverno’ finisca presto e per lasciare spazio a una nuova primavera magari in un progetto firmato Ferzan Ozpetek.

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Il gigante dal cuore di cristallo

“Ci sono persone troppo fragili, ed è proprio questa la loro debolezza ma anche la loro bellezza: un’immensa fragilità, quasi fossero di cristallo, così trasparenti e luminosi, ma difficili da maneggiare, anche per gli altri”.
(ROSSO ISTANBUL)

Fisicità che non passa inosservata, occhi buoni e fossette che compaiono appena accenna un sorriso, Yaman ultimamente è stato protagonista di un servizio fotografico firmato da Massimo Sestini per Chi con annessa intervista, nel quale appare in splendida forma. Spesso però accade, che l’aspetto esteriore prenda il sopravvento sull’aspetto interiore, tralasciando il dettaglio, che commenti e cattiverie gratuite, fanno male a chiunque al di la della stazza. I media turchi che hanno avuto difficoltà a maneggiare questo cristallo, criticato per essere troppo luminoso e trasparente, sembrano aver accettato l’idea che Can Yaman sta rappresentando il loro Paese nel mondo ad alti livelli.
Se non altro, meglio tardi che mai.

Il mondo è casa tua

“Certi posti hanno la capacità di trattenere le emozioni, proprio come fa un essere umano con il respiro. Poi le lasciano andare molto lentamente, e chi è in grado di percepirle le assorbe in ogni cellula del suo corpo. Ti fanno sentire a casa per sempre”.
(COME UN RESPIRO)

L’Italia ha senza dubbio un posto speciale nel cuore di Can Yaman. Lo studio della lingua nel liceo a Istanbul e i viaggi durante il periodo adolescenziale nel nostro Paese, lo portarono a essere considerato un italiano che aveva imparato il turco data la sua spiccata padronanza nel parlare il nostro idioma. Credo altrettanto, che tra i suoi momenti più importanti per la sua carriera, ci sia Napoli, la città dalla quale tutto è partito.

Non dimentichiamo, che lo stesso Ozpetek fu tra i primi a postare sul suo profilo Instagram un video nel quale Can era circondato da fan di tutte l’età sotto il suo hotel nel cuore del capoluogo campano. “Non mi aspettavo tutto questo” una frase che esprime l’incredulità di un ragazzo ignaro di ciò che da lì a poco la sua vita sarebbe cambiata, conquistando tutto il mondo.

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L’inizio di un nuovo percorso

“Concentrati sulle emozioni, è ciò che resta di più nel cuore della gente”. (SEI LA MIA VITA)

Per concludere questo omaggio a Can Yaman e Ferzan Ozpetek, ho voluto prendere in considerazioni due frasi scritte in due differenti romanzi. Pensando all’incontro a Roma, avvenuto tra i due, viene automatico pensare a quello scatto avvenuto davanti l’entrata dell’albergo, poco prima della partenza di Yaman per Milano con tutto il suo entourage. C’è chi ha detto che in quello scatto, il regista abbia sussurrato all’orecchio dell’attore qualcosa e lui si sia abbassato per sentire meglio visto il caos generato dalle fan. E poi c’è chi pensa che quello sia stato una sorta di abbraccio paterno, a simboleggiare ‘arrivederci’.

Onestamente, avere la possibilità di lavorare con un grande regista come Ozpetek, specialista nel riuscire a toccare le corde dell’anima in maniera tanto decisa quanto elegante e delicata, rappresenterebbe una svolta importantissima nella carriera di Yaman. Mi piace pensare, che quando quel fatidico giorno accadrà, dopo il ciak, azione sarà rivolto a Can, il consiglio che potrebbe dare il cineasta al suo attore potrebbe essere di concentrarsi sulle emozioni, perché è questo che la gente vuole.

“Ciò di cui tutti abbiamo bisogno, alla fine è solo la felicità”. (COME UN RESPIRO)

E infine, per chiudere questo cerchio, ho scelto questa citazione augurando a entrambi di continuare a essere sempre felici, di lavorare ad alti livelli come solo loro sanno fare e di vederli presto insieme sul set, per rendere felici – di conseguenza – gli spettatori che non vedono l’ora di leggere i loro nomi vicini al cinema o sul piccolo schermo.

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Verissimo | la prima intervista italiana all’ attrice turca Demet Özdemir

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Direttamente dalla splendida Istanbul, nonostante gli impegni lavorativi e la minaccia del coronavirus, l’attrice del momento Demet Özdemir è volata in Italia, precisamente negli studi Mediaset di Milano. Arrivata in punta di piedi, presumibilmente per non creare situazioni di assembramento sotto il suo hotel, l’attrice è stata ospite della trasmissione televisiva Verissimo condotta da Silvia Toffanin.

Prima volta nel nostro Paese, prima volta in una trasmissione televisiva italiana e prima volta che si riesce a scoprire qualcosa di più in merito alla sua carriera, la sua famiglia, la vita privata e il rapporto con i fan. Attraverso i suoi 11 milioni di follower su Instagram, la Özdemir è nota non solo per essere stata la dolce Sanem nella serie Daydreamer – Le ali del sogno attualmente in onda su Canale 5 durante il weekend, ma anche per essere portavoce di molte associazioni benefiche legate ai bambini e agli animali.

Grazie alla voce della sua doppiatrice italiana Joy Saltarelli, ecco quali sono state le risposte corpose e molto interessanti date dalla solare Demet alla padrona di casa Silvia Toffanin.

La prima volta in Italia e il rapporto con i fan

Accolta con il brano Ordinary Day dell’indimenticabile Dolores O’Riordan, vestita con un completo grigio molto elegante e giovanile allo stesso tempo è entrata Demet Özdemir accolta da un perfetto “Merhaba” pronunciato dalla Toffanin a sua volta ha risposto con un sorridente “Buongiorno”.

È la prima volta che vieni in Italia?

-Si è la prima volta in Italia. È la prima volta che partecipo a un programma in Italia, per me è bellissimo essere qui. Tu sei bellissima.

Tu sei una star in Turchia, non solo in Italia. Come vivi il successo?

-Devo dire, in due modi diversa. Facciamo questa professione, ed è normale essere conosciuti ed effettivamente viviamo in mezzo alla gente e tutti ci vedono. È un po’ un obbligo, fa parte di questo mestiere. Però, d’altra parte, abbiamo anche la nostra vita privata, abbiamo i nostri passatempi; e sono cose che tengo per me. Cerco di essere, attenta a utilizzare le cose come si deve, ma è che chiaro che tutto sta andando bene. C’è questa unione così bella ed trovo che sia quasi un miracolo. Perché riuscire ad arrivare a tutti, raggiungere le persone nel mondo non è qualcosa che tutti riescono a fare. È questo il messaggio. Quando uno sogna qualcosa, riesce a ottenerlo. Questo è il messaggio che vorrei lanciare. Sono stata un po’ lunga?

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L’infanzia di Demet Özdemir

Dopo aver raccontato le sue origini tra la Bulgaria e la Turchia, Demet ha iniziato a parlare a ruota libera della sua infanzia e adolescenza, rivolgendo un pensiero speciale anche alla sua migliore amica: la mamma Ayşen Şener. Al termine di video di presentazione, la star turca ha dichiarato: “È incredibile, ci sono cose in questo video che persino io ho dimenticato e il fatto che le abbiate trovate e messe insieme è bellissimo. Grazie, grazie con il cuore.”

Tu che bambina sei stata?

-Ero strana. Ero un po’ un maschiaccio, va detto. Scappavo via da casa. Avevo una sorella con la quale andavo molto d’accordo, ma andava a scuola e io restavo da sola a casa. Che cosa potevo fare? Scappavo via e andavo alla sua scuola. Mia mamma non ne poteva più. Devo dire che durante tutti gli anni della mia crescita è stata sempre dietro a me. Ero libera e vivo in una grande città però bisogna dire, che i miei primi anni ho vissuto in un villaggio, dove c’erano tanti alberi, e mi divertivo ad arrampicarmi. Avendo vissuto quella libertà, sono stata molto fortunata. E forse, proprio questo è stato di ispirazione per il mio modo di recitare. Perché durante tutta la mia vita, qualsiasi cosa, la nostra vita in generale, tutto quello che viviamo, poi viene messo da parte e può essere utilizzato durante la recitazione. Quindi è stato bello essere quel tipo di bambina.

Tu sognavi? Eri una bambina sognatrice come il tuo personaggio Sanem?

– È così è così. Forse questo fa un po’ parte del successo. Perché ho incarnato, perfettamente il personaggio, anche se c’è un po’ di differenza, perché Sanem è sempre lì che trema, è come se avesse due mani sinistre. Questa sua serenità, questi suoi rapporti familiari, così calorosi, non so se dico davvero tutto quello che mi passa per la mente come fa Sanem. Però Sanem è coraggiosa e tante volte, fa delle cose, senza pensare a cosa va incontro e credo di avere lo stesso tipo di coraggio anche io. Ecco perché forse, riesco a portare sullo schermo proprio questa caratteristica.

Una mamma per amica

Come anticipato poco fa, il rapporto tra l’attrice e la sua mamma è stato atipico rispetto alla normalità. Prendendo in prestito il titolo di una nota serie tv americana Una mamma per amica, attraverso questa frase potrebbe essere riassunto il loro rapporto fin dai primi anni di età della ragazza.

Che rapporto hai con la tua mamma?

-Ho un rapporto bellissimo, è così carina. Non è proprio quel rapporto mamma e figlia. Mia mamma ha vissuto a Berlino, è stata hostess. Ha avuto una formazione eccellente, istruzione e credo che per tutti valga la pena. Più le mamme diventano meno giovani, diciamo così, più le ragazze, le figlie sono vicine. Quindi talvolta, è come se fossi io la sua mamma e altre volte è lei che è mia mamma, ci scambiamo i ruoli, qualche volta usciamo fuori e le dico: mamma ti prego, stai attenta, fammi sapere quando rientri, mandami un messaggio. Quindi è così, è come una condivisione dei doveri. Lei è la persona che mi dà più coraggio. E poi vorrei parlare delle donne, l’esistenza, i valori della vita, l’amore, l’affetto. Sono tutte cose che mi ha trasmesso lei. Si apprendono dalla famiglia. Quindi il fatto di avere coscienza, di non dover offendere le persone: tutto questo è merito di mia madre. E se oggi sono qui è anche merito suo. So che è molto emozionata per me e penso che stia già piangendo nel vedermi.

Lei però ti sognava avvocato, non attrice…

-Si. È vero, è vero. Questo era il suo sogno. Ma non mi ha detto: Devi essere un avvocato. Io da bambina volevo essere avvocato. E mia madre è sempre stata di sostegno a tutte le mie decisioni. Mi ha sempre detto che non c’è età per essere rispettosi di tutti. Io volevo essere avvocato e a casa avevo quella cosa che utilizzano i giudici e dicevo: La mia decisione è questa!. La vita mi ha messo in un altro percorso e devo dire che mia madre non è stata poi così triste nel non vedermi avvocato. Mi ha sempre sostenuta.

Il primo amore di Demet Özdemir: il ballo

Ballerina, attrice e cantante, visto che la sigla intitolata Gunaydin della serie Daydreamer nella versione originale è cantata da lei, dimostra quanto sia una ragazza completa da un punto di vista professionale. Infatti, non tutti sanno che proprio dal ballo è iniziata la sua carriera nel mondo dello spettacolo.

Tu però a 15 anni – molto presto hai iniziato a lavorare – che lavoretti facevi? Ballavi?

-Si ballavo e vorrei ancora ballare. È ancora un mio desiderio. Ho iniziato a ballare quando avevo 15 anni e dovevo anche lavorare. Dovevo. Ma ho voluto fare qualcosa che mi piacesse. Mia sorella aveva già ballato ed era quindi un settore che conoscevo tramite lei. Per questo ho voluto e avuto una forte volontà e formazione. Non ho detto: Ah! Voglio ballare e sono diventata ballerina. Ho seguito una formazione. Poi è successo che le cose sono andate così come le sognavo. Ma non ho mai detto che sarei diventata ballerina per sempre, che sarebbe stato il mio mestiere. Però il settore del ballo è vissuto con più libertà.

Sei stata anche cheerleader…

-È così, è così. Era bellissimo quel periodo, formidabile! C’erano competizioni. I maschi che giocavano a pallacanestro e io ero in mezzo che ballavo. Era come se smussassi gli angoli. Ed era strano, perché mi guardavo intorno e la gente era impaziente di vedere queste partite. Noi ragazze invece eravamo lì a sorridere e ballare. C’era bisogno di alleggerire l’atmosfera.

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Il successo di Daydreamer – Le ali del sogno

Inutile dire che il motivo della sua venuta in Italia è strettamente legata al clamoroso successo della serie tv turca Daydreamer – Le ali del sogno che dal 10 giugno ha conquistato il pubblico italiano di tutte le età. L’alchimia con il partner della serie, Can Yaman ( clicca qui per leggere la sua intervista andata in onda la scorsa settimana a Verissimo) ha suscitato interesse e curiosità in tutto il mondo, a tal punto da sperare in una possibile relazione tra i due. Ecco cosa ha risposto la Özdemir su questo argomento.

Due anni fa è arrivata la serie Daydreamer la serie che stiamo vedendo adesso in Italia e che sta appassionando tutta il pubblico di Canale5 e Sanem è entrata nel cuore degli italiani. Ti piace rivederti?

-È bello! E dietro c’è tanto impegno. So che adesso lo state vedendo e vi piace molto e questo mi rende felice. Come ho detto è stato veramente un momento importante per me, una svolta nella mia carriera. C’è una sorta di atmosfera magica, e tutti si sono impegnati a fondo. Ci siamo divertiti e io mi sono divertita tanto. Mi è piaciuto tantissimo e vedo che gli echi sono giunti fino a qui in Italia. Sono molto felice e fiera di questo progetto.

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Il rapporto con Can Yaman dopo la fine della serie tv turca

Questa coppia, la vostra coppia sta facendo sognare. Che rapporto hai con Can Yaman?

-Abbiamo un ottimo rapporto. Abbiamo avuto un periodo in cui abbiamo recitato insieme, anche lui è molto bravo e so che ogni tanto viene in Italia. Diciamo che è stato un bel viaggio insieme e spero che lui continui così nella sua carriera. Lo auguro anche a tutti gli altri che hanno partecipato alla nostra serie, perché so che tutti hanno progetti molto ambiziosi e anche io ne ho. Quindi, quando guardo indietro, al passato, mi rendo conto che è stata una serie di cui si può essere fieri.

Ma siete amici anche nella vita o solo professionale?

-Come posso dire? Non voglio assolutamente essere fraintesa. Siamo amici. È una persona piena di valore, una persona a cui sicuramente voglio bene. Abbiamo entrambi grandi progetti, lavoriamo tanto, quindi non riusciamo a vederci così frequentemente. Certamente è una persona a cui tengo molto e tutte le persone che incontro nel mio percorso sono pieni di valore per me.

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Il nuovo progetto: Doğduğun Ev Kaderindir 

Rispetto ai suoi colleghi che hanno recitato con lei in Daydreamer – Le ali del sogno, a distanza di pochi mesi dall’ultimo ciak, Demet si è trovata catapultata in una nuova serie, questa volta dai forti risvolti drammatici. Per il pubblico, il semplice fatto di aver parlato di questa nuova serie, conosciuta con il titolo internazionale My Home My Destiny, ispirata a una storia vera, ha acceso la speranza di poterla vedere in tv prima o poi. Vediamo cosa ha risposto su questo progetto e come stanno vivendo il set lei e il suo partner lavorativo İbrahim Çelikkol, dopo lo stop forzato che hanno subito mesi fa, a causa del coronavirus.

So che tu stai lavorando a grandi progetti in Turchia e sei sempre molto impegnata...

-Esattamente, si. C’è una nuova serie. È finito Daydreamer e dopo tre o quattro mesi dalla fine ho iniziato un altro progetto totalmente diverso rispetto a quello. Dopo che ho letto il copione, mi è piaciuto moltissimo. È una storia vera. La storia di una donna che cerca di restare in piedi e la lotta che deve affrontare è un dramma. È una cosa che ho sentito profondamente perché dopo otto anni è giunto il momento anche per me di affrontare un dramma. Quindi un nuovo percorso per me.

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Italia e Turchia, unite dalla paura a causa della pandemia da coronavirus

Demet com’è stato tornare sul set dopo il lockdown? Anche in Turchia vi siete dovuti fermare a causa del virus…

-È vero, è stato un periodo davvero difficile. All’inizio era ancora più complicato perché nessuno riusciva minimamente a capire, a capacitarsi di cosa stesse succedendo, e poi, man mano che il tempo è passato, le persone si sono abituate a tutto. Questo sia nel senso positivo che nel negativo. È spuntata una mascherina, abbiamo dovuto continuamente disinfettarci le mani e piano piano questa consapevolezza è stata sempre più viva. All’inizio avevo timore, avevo paura per la mia famiglia poi avevo paura soprattutto per le persone più anziane. Poi mi sono resa conto che anche noi siamo fonte di rischio e quindi dobbiamo essere responsabili.

Adesso siamo ancora un po’ timorosi, parlo di Istanbul. Tutti fanno attenzione e tutti hanno questa premura. Anche noi che lavoriamo sul ste facciamo tutto il necessario, facciamo il test. È chiaro che quando si recita non si può portare una mascherina, però cerchiamo veramente di fare del nostro meglio e di prendere tutte le precauzioni necessarie.

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La vita privata della ‘donna bambina’ Demet Özdemir

Qualche mese fa, in un articolo dedicato a lei (clicca qui per leggerlo) avevo definito Demet Özdemir, una donna bambina prendendo in esempio il brano Acqua e sapone del gruppo italiano Gli Stadio. Dalle risposte dichiarate senza remore si percepisce la sincerità e la trasparenza del suo essere, qualità particolarmente apprezzate dai suoi fan in tutto il mondo.

Tu sei una donna felice? Quando ti guardi allo specchio, pensi che sei felice?

-Direi di si! Lavoro così tanto. A volte mi guardo allo specchio e mi vedo vecchia. In questa ultima serie continuo a piangere e piangere. Torno a casa, mi guardo allo specchio e mi rendo conto di essere invecchiata di vent’anni. Ma poi mi riadatto, perché ho tanta energia. Vedi non riesco a stare ferma. Ci sono momenti in cui mi sento più stanca. Non posso farne a meno perché lavoro davvero tanto. Però rimango sempre un po’ birichina, sempre molto movimentata. Sono una persona che ama divertirsi e credo che la gente questo lo sappia, perché sui social vedo che girano tante cose. Lì mi sento come se avessi vent’anni.

Ti piacerebbe diventare mamma? Ci pensi ogni tanto?

Bella domanda! Prima mi hai detto che sembrano giovane e ora mi fai questa domanda? In futuro, futuro, futuro credo di sì. Essere mamma è una cosa bellissima, una cosa stupenda. Però posso dire una cosa, certamente vorrei essere mamma. Però non c’è nessun obbligo. Non è una decisione obbligata. Io vedo mia madre, vedo le altre mamme, delle mie amiche, dei miei amici e dico: un giorno anche io sarò mamma. Sai che spesso mi sono chiesta che tipo di mamma potrei essere. Che cosa sarà? Spero solo di essere una mamma felice, serena e calma. Spero di non avere una bambina o un bambino troppo birichina o birichino.

Ma c’è un fortunato al tuo fianco?

-È una domanda un po’ privata. Normalmente non rispondo a queste cose, però… Sto pensando a come rispondere…Perché anche in Turchia mi fanno sempre questa domanda. Non sono insieme a nessuno. L’avevo già detto anche in Turchia, l’ho detto tante volte però, ci sono momenti in cui potrei sentirmi completamente innamorata e questa cosa io non la potrò nascondere. Ecco questa potrebbe essere la risposta. Se dico che non c’è nessuno, vuol dire che non c’è nessuno. E infatti non c’è nessuno.

C’è l’amore dei tuoi fan che ti adorano. Che cosa ti senti di dire ai fan italiani che sono impazziti d’amore e d’affetto per te, appena hanno saputo che saresti venuta in Italia?

-Potrei risponderti che ci sono i miei fan. Loro sono le mie persone. Guardo anche su Instagram e talvolta sono davvero divertenti, quasi comici. Avevano il dubbio sul fatto che io venissi o meno, ma non erano sicuri. Hanno scritto delle cose meravigliose. Hanno detto cose tipo: Ah, Demet, sei in Italia? Batti un colpo. Vieni da noi. Dove sei? Diccelo! Hanno messo delle faccine bellissime.

Ti ringrazio tantissimo Demet. È stato un piacere averti qui sono felice che tu sia venuta in Italia per la prima volta qui a Verissimo. Ti auguro tanto successo, già ne hai, ancora di più, sei bellissima e sei davvero entrata nel cuore degli italiani. Grazie di cuore Demet, è stato bellissimo incontrarti alla prossima quando vuoi puoi venire qua.

-Grazie a voi!

-Alla prossima quando vuoi!

-Lo spero. Inshallah.

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Can Yaman

Verissimo | il divo turco Can Yaman si racconta nel salotto di Silvia Toffanin

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Il grande successo della serie tv turca Daydreamer – Le ali del sogno ha fatto volare da Istanbul agli studi di Milano, l’attore turco Can Yaman. Noto per avere una vera e propria passione per il nostro Paese, il ‘divo del momento’ come amano chiamarlo gli addetti ai lavori, ha accettato immediatamente l’invito alla trasmissione Verissimo, condotta da Silvia Toffanin.

Dopo la chiusura improvvisa e ingiustificata agli occhi dei fan, della sua ultima ‘dizi’, Bay Yanlış , il bell’attore insieme ai suoi manager turchi Ilker Bilgi e Cüneyt Sayıl sono arrivati in Italia la scorsa settimana per registrare una puntata di C’è posta per te a Roma (in onda a gennaio 2021) e questa intervista richiesta da mesi e mesi dal pubblico italiano, negli studi Mediaset di Milano. Ecco i passaggi più importanti riguardanti questa bellissima conversazione con la bravissima Toffanin.

Can Yaman e il rapporto con le sue fan

Dopo i consueti saluti tra Can Yaman e la padrona di casa, è iniziata l’intervista nella quale, l’attore ha notato con dispiacere lo studio vuoto, ammettendo che ormai è abituato a essere accolto dalla folla delle sue fan e gli fa strano tutto quel silenzio. La Toffanin ha chiesto: “Ti fa piacere tutto questo affetto?” La sua risposta: “Mi ha incominciato a far piacere. Due anni fa non ero abituato a tutto questo. Ora mi sono abituato e quando non c’è folla mi sento disturbato. “

“Come stai vivendo questo momento particolare nel tuo Paese? “
“Da tre mesi ero sul set, mi svegliavo alle 9 e finivo a mezzanotte e oltre per lavorare e avevo occupato tutto il tempo. Ora che la serie è terminata sono arrivato qui e vediamo cosa accadrà.

“Ti piace l’Italia?” “Mi piace molto l’Italia.

“Da un po’ di tempo sei un personaggio molto richiesto. Lo senti tutto questo affetto?” La sua risposta: “Sento un affetto e amore sincero al 100%. Non vengono da me solo per fare la foto perchè sono famoso. Loro mi adorano, mi rispettano e mi amano e guardano tutti i lavoro che faccio. È una cosa che mi commuove molto. Tre anni fa non percepivo tutto questo. Ora ho iniziato a capire tutto questa cosa ed molto emozionante per me. Cerco di essere sempre con garbato con loro. Amo riunirmi con loro.”

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L’infanzia di Can Yaman a Istanbul

Sfoderando un brillante italiano dopo aver visto il video tributo nel quale sono state inserite le tappe più importanti della sua vita, passando dal liceo italiano a Istanbul, al conseguimento della laurea in Legge e alle borse di studio, ecco cosa ha raccontato.

“Ti piace rivederti oppure sei uno che non si rivede?” “A me piace rivedere le puntate da un punto di vista professionale. Vedere me stesso non è una cosa alla quale sono abituato.”

L’argomento famiglia è stato introdotto con una domanda apparentemente semplice che in realtà ha mostrato una profonda sofferenza ormai superata, grazie soprattutto all’affetto delle nonne.

“Da bambino com’eri?” Ha detto: “Sono cresciuto con mia nonna per tre anni per problemi di famiglia perchè i miei genitori non erano agiati. Mia nonna si è presa cura di me, dopo tre anni mia mamma ha iniziato a lavorare fuori Istanbul e sono andata dall’altra nonna a Bodrum, a sud della Turchia. Ho avuto un’infanzia un po’ complessa, poi a 10 anni mio padre ha iniziato a guadagnare bene e stare bene. A 14 anni quando ho scelto di fare il liceo italiano, durante il primo anno, il lavoro di mio padre è andato male e ho corso il rischio di non poter andare nel liceo italiano perché era a pagamento. Per non perdere questa opportunità sono riuscito a vincere una borsa di studio risultando il primo della scuola. Sono molto portato per le lingue, già avevo imparato l’inglese e l’italiano lo volevo imparare e in un anno lo parlavo bene.

Ora sono 10 anni che non lo parlo, ma in quel periodo ero italianizzato, come le materie e i professori che mi trattavano come un amico. Ero un bambino studioso e quella borsa di studio mi ha salvato la vita. Mio padre non guadagnava nulla e solo mia madre lavorava. Ho passato 5 anni così, poi ho vinto una borsa di studio per l’America. Su 3000 ragazzi turchi solo in 36 studenti sono riusciti a superare l’esame e io sono stato l’unico del mio liceo a vincere questa borsa di studio, per andare negli Stati Uniti l’ultimo anno del liceo. Sono tornato e ho vinto una borsa di studio per la pallacanestro nella facoltà di giurisprudenza e sono riuscito a laurearmi. Per studiare dovevo pagare e io non potevo pagare. Ho fatto giurisprudenza così per quattro anni e sono diventato avvocato.”

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“Prima di fare l’attore hai lavorato come avvocato?”
Si, un anno di stage e dopo ho cominciato a lavorare come avvocato in una ditta internazionale, che si occupava di tasse e commercio. Sono durato solo 6 mesi perché sono iper attivo e non riesco a stare fermo. Sono andato in vacanza a Bodrum dove vive mia nonna e lì ho conosciuto i miei agenti ( e lo sono ancora oggi) che mi hanno insegnato la recitazione e hanno cambiato la mia vita, facendomi diventare un attore” E ora sono qui!”.

Com’è stato il primo ciak?
“Di natura sono tranquillo. Quando ricevo nuove occasioni, mi piace buttarmi in situazioni differenti tra loro. Nella vita ho avuto tanti esami e quando ho iniziato a fare l’attore, mi sono emozionato molto. Il primo ciak della mia carriera ero molto tranquillo, anche se è una cosa che emoziona molto. È stato come buttarmi in mare e iniziare a nuotare.”

“I tuoi genitori sono contenti di questa strada che hai intrapreso?”
“Mio padre è una persona molto tranquilla, si fida molto di me. Mia madre si preoccupa di più come tte le mamme. Ora ho 30 anni e mia mamma ha superato queste preoccupazioni, rispetto al passato. Lei è molto giovane. All’inizio di quest’anno ho conseguito la leva militare obbligatoria e mia madre è venuta per l’ultimo giorno. Poi abbiamo iniziato la quarantena insieme e abbiamo ballato il tango. Nella mia nuova serie Signor Sbagliato, terminata recentemente, nella settima puntata ho ballato il tango con la mia partner.”

“Com’è stata l’esperienza del servizio militare? Ti sei dovuto tagliare i capelli?”
“Si per il servizio. Non mi sono dispiaciuto, mi sono fatto crescere i capelli perché serviva per il ruolo di Daydreamer. Se non fossi andato al militare li avrei comunque tagliati, perché mi piace cambiare per ogni ruolo che accetto. Non mi piace restare sempre uguale. Mi piace sorprendere.”

Eri già famoso quando hai fatto il militare…”
Sono rimasti un po’ scioccati quando mi hanno visto, ma ho conosciuto gente che non avrei mai avuto modo di conoscere. Mi è servito per riflettere e vedere persone diverse da me. Lì viene gente da tutta la Turchia ed è stato interessante per me e per loro.

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Il grande successo di Daydreamer – Le ali del sogno in Italia e il rapporto con la partner Demet Özdemir

Il motivo della sua venuta in Italia nella trasmissione Verissimo, oltre al fatto di essere uno degli attori più amati a livello mondiale è motivato dal grandioso successo che la serie tv turca Daydreamer – Le ali del sogno, sta riscuotendo dal mese di giugno su Canale 5. La chimica con la sua partner professionale Demet Özdemir che ha fatto perdere la testa a milioni di fan in tutto il mondo è stata argomento di discussione tra ‘Can Divit’ (doppiato in italiano da Daniele Giuliani e intervistato per NewsCinema.it) e la conduttrice.

Riallacciandosi al titolo della serie, la conduttrice ha chiesto: “Tu sei un sognatore a occhi aperti?”
La risposta: “Io non sogno molto, vivo il presente. Cerco di evitare le cose che mi provocano stress. Io decido di fare una cosa, non la sogno. Quando ero bambino sognavo. Ora sono molto con i piedi per terra, non penso neanche a domani.”

“Ti assomiglia Can Divit?” Ha risposto: “A ogni personaggio che interpreto aggiungo qualcosa di mio. Mi piace trasformare i personaggi, isolandomi dalla sceneggiatura. La cambio un po’ e ci metto un po’ di me. Anche in Signor Sbagliato, quel personaggio mi somiglia molto come Can Divit anche se sono ruoli diversi.”

Chiedendo in che rapporti è con la sua collega di set, Demet Özdemir (doppiata in italiano da Joy Saltarelli e intervistata per NewsCinema.it ) , l’attore ha risposto: “Siamo amici. Lei è molto importante e speciale per me lo dico sempre. Mi ha insegnato molto, mi ha dato molta espressività. Il mio modo di recitare con lei è stato sempre naturale, è stata una recitazione reciproca. Io faccio una cosa, lei ne fa un’altra e quando ci uniamo diventiamo una bomba. È stato molto particolare.”

“Era la prima volta che avete lavorato insieme?” La risposta: “Si è stata la prima volta e spero di poter lavorare nuovamente con lei forse in futuro. Speriamo, chissà.”

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Can Yaman e Ferzan Özpetek: l’inizio di una nuova collaborazione?

Durante il breve soggiorno romano, il noto regista di origini turche, Ferzan Özpetek si è recato presso l’hotel nel quale alloggiava Yaman, per poterlo incontrare finalmente dal vivo, dopo mesi trascorsi a sentirsi telefonicamente e tramite Whatsapp. Del resto non è un mistero la stima reciproca tra i due, dopo la risposta che il cineasta diede alla sottoscritta a Salerno, alla domanda inerente a una possibile collaborazione con l’attore turco Can Yaman (cliccate qui per vedere il video in questione).

La Toffanin non ha perso l’occasione di chiedere qualcosa in più su questo fatidico incontro riportato in tutte le testate giornaliste mondiali, chiedendogli come si è svolto il loro primo incontro a Roma: “Ho conosciuto Ferzan Özpetek a Roma. È stata cosa molto simpatica, carina. Abbiamo parlato molte volte al telefono, ma non ci eravamo mai visti dal vivo. Questa volta abbiamo trovato l’occasione di incontrarci. Spero che possiamo fare cose buone insieme, magari un film insieme, speriamo. Non si sa. C’è intenzione, volontà di farlo, ma per ora non si può dire nulla, è troppo presto.”

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Can Yaman e il rapporto con l’amore

Silvia Toffanin attenta alle fan di tutto il mondo che ogni giorno si domandano se il cuore del bel Can Yaman sia occupato, domanda: “Sei innamorato Can?”
Pronta la risposta dell’attore turco dichiarando: “Ora no. Sono single adesso, però mi farebbe piacere avere una persona.

Ti piacerebbe avbere una compagna? “Non sono cose che si possono programmare. Sono aperto a quello che la vita mi porta. Anche se pianificassi la vita mi sorprenderebbe, quindi aspetto.”

Alla seconda domanda sulla sua vita privata: “Ti sei innamorato tante volte nella tua vita?”, l’affascinante Yaman è stato molto sicuro nel rispondere: “È una domanda molto pericolosa. Mi innamoro di tutte le cose che faccio. Se sono con qualcuno è perchè sono innamorato. Sono innamorato del mio lavoro. Quando faccio una puntata la vedo 10 volte perchè amo ciò che faccio e non posso tollerare che qualcosa fallisca. Anche al liceo ero così. Sono un po’ perfezionista. Se faccio qualcosa è perchè la amo. Amare è importante.”

E qui il cuore delle fan è esploso alla domanda: “Ti piacerebbe un giorno diventare papà?
“Come ti ho detto prima io non penso, io faccio. Non serve a niente pensare. Io vivo e basta. Se penso complico le cose. Per questo preferisco agire e la cosa bella di essere attore è di non sapere dove sarò tra 10 anni e non sapere cosa farò.. Non sapere è una cosa buona. A me piace non sapere.”

“Ti piace non sapere?”
“Vivo giorno dopo giorno. Se avessi pensato che tre anni fa sarei stato qui, non ci avrei mai pensato, non avrei mai sognato tutto questo. Sognare non ti serve, lascia che le cose accadano. Lascia che le cose accadano.”

Prima di congedare Can Yaman, non sono mancati i complimenti di Silvia Toffanin per l’eccellente esposizione in italiano di tutta l’intervista affermando: “Parli l’italiano benissimo, sei incredibile. Avevamo il traduttore ma hai parlato italiano benissimo per tutta l’intervista”.

10 anni fa parlavo meglio e mi chiedevano dove avessi imparato il turco convinti che fossi italiano. Ora rispetto al passato non sono così bravo. A volte ho difficoltà a ricordare delle parole, però mi arrivano perchè le ho nel sangue”.

“Ad oggi sei un uomo felice?” Sono un uomo molto felice.

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