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Oscar, i 15 film con il numero maggiore di nomination - NewsCinema

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Oscar, i 15 film con il numero maggiore di nomination

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La stagione dei premi è ufficialmente iniziata con i Golden Globes, Screen Actors Guild Awards, e i Critics Choice Awards già terminate con lo svolgimento delle rispettive cerimonie. Ora tutti gli occhi sono rivolti all’ Academy Awards, altrimenti noto come Premio Oscar. Quest’anno l’Academy festeggia l’ ottantesima cerimonia di premiazione, e, nonostante l’ascesa verso il suo centesimo anniversario sia molto veloce, il Premio Oscar continua ad essere la statuetta più influente e desiderata.

Durante il secolo passato, centinaia di film, attori, attrici, produttori, animatori, designer di produzione, sono stati nominati dall’ Academy Award per il loro lavoro nell’industria cinematografica. E ricevere una candidatura non è da tutti, anzi è la realizzazione personale di molte persone che appartengono a questo settore, che alcuni non riusciranno mai a raggiungere.

Una volta ogni tanto, però, arriva un film che incanta il pubblico di tutto il mondo. Quei film tendono a raccogliere più di una sola nomination; talvolta ne ricevono più di una dozzina. Vi siete mai chiesti quali sono quelli che detengono il record? Effettivamente ce ne sono molti. Così, ne abbiamo scelti 15 con il maggior numero di nomination nella storia degli Oscar.

15. The Revenant – 12 nominations

Alejandro G. Iñárritu in seguito al suo successo con Birdman ha diretto il dramma The Revenant. Basato in parte sull’omonimo romanzo di Michael Punke, il film racconta il viaggio vendicativo di Hugh Glass nei primi anni del XIX secolo. Lo sviluppo iniziò nel lontano 2001, con l’acquisizione dei diritti da parte di Akiva Goldsman nei riguardi del manoscritto di Punke. Le cose non iniziano a muoversi, però, finché Iñárritu non decide di imbarcarsi nel progetto dieci anni più tardi.

Il cast di The Revenant è composto da Leonardo DiCaprio, Tom Hardy, Domhnall Gleeson, e Will Poulter, per uno dei migliori film dell’anno. Tanto da essersi aggiudicato il premio per la Migliore Regia e la Miglior Montaggio all’ 88° cerimonia dell’Academy Awards dopo aver ricevuto ben 12 candidature, compresa le migliore fotografia. Tuttavia il film resta degno di nota ancor di più per essere stato in grado di far vincere a DiCaprio il premio Oscar come Miglior Attore. C’è anche da dire che l’attore da anni era a caccia della famigerata statuetta. Traguardo sospirato, soprattutto dopo aver ricevuto ben tre nominations per la stessa categoria, oltre a quella come Miglior Attore non Protagonista, fino a quando non è riuscito a vincere la statuetta d’oro, ottenendo così un riconoscimento ufficiale del suo meritato talento.

Colin Firth e Geoffrey Rush ne Il Discorso del Re.

14. Il Discorso del Re – 12 nominations

Non è un segreto che i film che riguardano periodi drammatici di guerra sono i contendenti maggiori per i riconoscimenti dell’ Academy Awards, specialmente se si tratta di un sottogenere, come Il Discorso del Re di Tom Hooper. A far parte del cast, Colin Firth, Geoffrey Rush e Helena Bonham Carter. Il film racconta la storia vera del Principe Albert (poi re Giorgio VI di Inghilterra) che tenta di superare il suo impedimento nel leggere il suo discorso davanti al popolo, impedimento sottoposto a terapia con l’australiano logopedista Lionel Logue. Tuttavia, come in altre storie vere prima di questa, Il Discorso del Re trabocca di imprecisioni storiche, molti delle quali ruotano attorno alla timeline del film rispetto alla vita reale.

A prescindere dai suoi errori, il film ha colpito l’Academy tanto da guadagnare ben 12 sorprendenti candidature all’ottantatreesima edizione dell’Academy Awards. Il film ha ricevuto le candidature in tutte le grandi categorie, compresi Miglior Fotografia, Miglior Regia, Miglior Attore Protagonista, Migliore supporto agli attori e Miglior attrice non protagonista. Il cast e la troupe sono tornati a casa con quattro vittorie tra cui Miglior Regia, Miglior Attore Protagonista e Miglior Sceneggiatura originale. Alcune persone però, si sono indignate per il fatto che Il Discorso del Re si sia portato a casa il premio per la Migliore Fotografia nonostante The Social Network con  David Fincher, ed è stato probabilmente il più grande scandalo della cerimonia di quell’anno.

13. Lincoln – 12 nominations

Periodo di drammi, ricordate ? Quando uno dei più grandi registi di Hollywood lavora con uno dei più grandi attori per portare sul grande schermo uno dei presidenti degli Stati Uniti più amati, è inevitabile che venga fuori un grande film. Questo è ciò che Steven Spielberg e Daniel Day-Lewis sono riusciti a creare con Lincoln, vagamente basato su Team of Rivals: Il genio politico di Abraham Lincoln, una biografia di Doris Kearns Goodwin. Un film eccezionale, Lincoln che ha ricevuto 12 candidature all’ottantacinquesima cerimonia dell’ Academy Awards, inclusi Miglior Fotografia e Miglior Regia. Tra le 12, sono riusciti a portare a casa due statuette, Migliore Attore Protagonista (per Day-Lewis) e la Miglior Produzione di design.

Day-Lewis è uno degli attori più rispettati del settore. Solitamente non prende parte a molti progetti, ma quando decide di farlo capita spesso che riesca a vincere un premio il suo ruolo. In effetti, quando ha vinto il premio Oscar come Migliore Attore per Lincoln, ha fissato un record per l’Academy riuscendo a vincere lo stesso premio ben tre volte nella stessa categoria (che aveva vinto anche per il suo lavoro in My Left Foot e There Will Be Blood). Day-Lewis sembra essere impegnato a riunire il sodalizio professionale con il suo abituale collaboratore Paul Thomas Anderson per il suo prossimo film, di recente entrato in produzione. La sua quarta statuetta come Miglior Attore potrebbe essere dietro l’angolo.

12. Il curioso caso di Benjamin Button – 13 nominations

Quando la gente pensa al personaggio di F. Scott Fitzgerald, pensano automaticamente a Il Grande Gatsby, il suo più riconoscibile il lavoro, non di certo a Il Curioso Caso di Benjamin Button. Quando gli scrittori Eric Roth e Robin Swicord hanno cercato di portare la breve storia della vita di Fitzgerald, e non avrebbe potuto trovare migliore regista per aiutarli a farlo. David Fincher era veramente l’uomo giusto per questo lavoro.

Il film del 2008 diretto da Fincher, Il Curioso Caso di Benjamin Button, è basato vagamente sulla suddetta e omonima breve storia interpretata da Brad Pitt, un uomo che è nato con i tutti i mali di una persona anziana. La sofferenza del processo inverso di invecchiamento, gli fa trascorre tutta la sua vita, diventando ancora più giovane, fisicamente. Nel film compaiono anche Cate Blanchett come Daisy Fuller e Taraji P. Henson come Queenie, nonché Mahershala Ali, Jason Flemyng, e Tilda Swinton.

Il Curioso Caso di Benjamin Button è stato lodato, ma molte persone trovano difficile immaginare che il film possa aver guadagnato 13 candidature all’ottantunesima edizione dell’ Academy Awards, comprese le Miglior Fotografia, Miglior Regia e Miglior Attore (vincendo solo tre di questi premi). Sebbene Pitt non abbia vinto come Migliore Attore Protagonista per questo film, ha ricevuto un’altra nomina per la stessa categoria tre anni più tardi, per Moneyball. Quasi un decennio più tardi, è ancora a caccia del suo primo Oscar.

11. Chicago – 13 nominations

Rob Marshall ha trascorso gli anni novanta per dirigere e coreografare i films televisivi, come ad esempio Annie, Victor/Victoria, e Mrs. Santa Claus. Quindi, nei primi anni del Duemila, ha gravitato verso lungometraggi. Dopo aver acquisito un paio di candidature ai Tony Awards, Marshall ha alzato la posta indirizzando le sue energie in un adattamento cinematografico del musical di Broadway Chicago, che di per sé è basato sulla riproduzione dello stesso di Maurine Dallas Watkins.

Interpretato da Renée Zellweger, Catherine Zeta-Jones, Richard Gere, Queen Latifah, John C. Reilly e Christine Baranski, tra gli altri, Chicago è un musical ambientato nel cuore dell’Età del Jazz, nel 1920 a  Chicago, ed incentrato su due persone che sono stati accusate di omicidio. Marshall non solo ha diretto il film, ma ha anche preparato la coreografie, e scritto la sceneggiatura insieme a Bill Condon.

Chicago è ricordato anche per il successo di critica e ha raccolto ben 13 candidature alla  settantacinquesima edizione dell’Academy Awards, comprese la Migliore Fotografia, Miglior Regia e Migliore attrice protagonista. In compenso è riuscito a vincerne sei, compreso il Miglior Attrice non protagonista per la Zeta-Jones. Inoltre, il film è diventato il primo musical a tornare a casa con la Migliore Fotografia vittoria di Carol Reed del film Oliver! nel 1968.

10. Il Signore degli Anelli: La compagnia dell’anello – 13 nominations

I tre capitoli de Il Signore degli Anelli diretta da Peter Jackson e basato sugli omonimi romanzi di J.R.R. Tolkein, è considerata come una delle migliori e grandiose trilogie nella storia dei film. È anche uno dei film che ha incassato più soldi, avendo guadagnato timido di 3 miliardi di dollari in tutto il mondo, non rettificando l’inflazione del prezzo del biglietto.

È eccezionale il cast rivoluzionario e gli effetti visivi ed ipnotico che si possono trovare all’interno del primo capitolo della trilogia, tanto da ricevere 13 candidature presso la settantaquattresima edizione degli Academy Awards, compreso il Miglior Regia e Miglior Fotografia. Purtroppo sono stati vinti solo quattro premi: Migliore musica originale, la Migliore Cinematografia, Miglior Trucco e Migliori Effetti visivi. Per un film definito blockbuster come Il Signore degli Anelli per ricevere che molte nomination agli Oscar, specialmente quando si tratta di un film basato sulla fantasia, ma è stato comunque un ottimo risultato in sé e per sé.

Nonostante La compagnia dell’anello ha ricevuto più candidature tra quelli appartenenti alla trilogia, è stata la terza e ultima pellicola, Il ritorno del re, a registrare il record per il maggior numero di vittorie. In poco tempo, tutti e tre i film hanno vinto 11 Oscar è ricevuto varie nominations, compreso Miglior fotografia. Ma poiché la pellicola ha ricevuto soltanto 11 candidature, a malapena centra il bersaglio per ottenere un posto in questo elenco.

9. Shakespeare in Love – 13 nominations

William Shakespeare è uno dei più celebri autori di teatro nella storia. Le persone non hanno nemmeno bisogno di leggere Shakespeare per pensare all’impatto che ha avuto sulla letteratura inglese. Mentre la maggior parte dei film di Shakespeare sono basati sulla sue opere, una volta ogni tanto, c’è un film che lo affronta come uomo – e Shakespeare in love di John Madden è uno di loro. Il film descrive una fittizia vicenda tra il drammaturgo (Joseph Fiennes) e Viola de Lesseps (Gwenyth Paltrow) nel periodo in cui Shakespeare scrive la sua opera più famosa, Romeo e Giulietta.

A far parte del cast c’è Judi Dench, Geoffrey Rush, Colin Firth e Ben Affleck, Shakespeare in love ha raccolto 13 candidature presso la settantunesima edizione degli Academy Awards, presso che in tutte le principali categorie tranne per il Miglior Attore. Mentre l’Academy ritiene non particolarmente elevata l’interpretazione di Fiennes, hanno dato alla Paltrow il Premio come Migliore Attrice, e alla Dench quello come Migliore attrice non protagonista.

Non è un segreto che gli Oscars alla fine assegnano un premio ad un altro film o da un altro attore/attrice rispetto a quello che teoricamente avrebbe dovuto ricevere il premio. Tuttavia, ogni volta che il soggetto arriva fino alla fine, le persone tendono a portare come esempio Shakespeare in Love che ha immeritatamente battuto il film di Steven Spielberg Salvate il soldato Ryan – forse il più realistico di film di guerra mai prodotto – per meglio dice come Miglior Fotografia. Se la pellicola abbia realmente meritato oppure no, il premio come Miglior Fotografia non si può negare che è stato un grande successo.

Tom Hanks in una scena di Forrest Gump.

8. Forrest Gump – 13 nominations

Spesso accade che i grandi film, non tutti lasciamo un impatto importante sull’industria cinematografica andando avanti negli anni, e questo discorso accade anche con i pluripremiati. Forrest Gump è unico in proposito. Ha lasciato un’impronta che sta durando nel tempo a Hollywood e continua a rimanere nella mente e nel cuore degli spettatori dopo oltre vent’anni.

Diretto da Robert Zemeckis e interpretato da Tom Hanks, Robin Wright, e Gary Sinise, Forrest Gump racconta la storia di un bambino disabile che cresce fino a diventare una delle persone più influenti del XX secolo, che coinvolge se stesso praticamente in ogni grande evento che si è verificato nel corso della sua vita. Forrest Gump ispirato al mondo del cinema e al di fuori di esso, ossia l’Academy, è il motivo per cui ha ricevuto 13 candidature al 67^ edizione degli Academy Awards. Di questi tredici, ne ha vinti sei, comprese Miglior Fotografia, Miglior Regia e Miglior Attore Protagonista. Ma i suoi riconoscimenti non si fermano qui; La biblioteca del congresso degli Stati Uniti ha recentemente selezionato il film per la conservazione, tipo patrimonio dell’umanità, considerandolo  “culturalmente, storicamente o esteticamente significativi”.

Alte soddisfazioni nella carriera di Hanks ad Hollywood, tanto che Forrest Gump ha fornito agli appassionati della cultura pop appassionati una miriade di citazioni che possono essere dette ogni giorno nella vita di un uomo. Quante persone hanno almeno una volta nella vita avete urlato, “Corri, Forrest, corri!” ? Inoltre, il film ha addirittura ispirato la creazione nella realtà di una catena di ristoranti, Bubba Gump Shrimp Company.

7. Chi ha paura di Virginia Woolf? – 13 nominations

È raro che un regista riceva una nomination all’Oscar al suo esordio, ed è ancora più raro che qualcuno lo riesca a vincere. Mike Nichols è stato uno dei pochi fortunati ad avere ottenuto la nomination come Miglior Regista per il suo primo grande film, Chi ha paura di Virginia Woolf?, con un cast di attori leggendari come Elizabeth Taylor e Richard Burton, George Seagal e Sandy Dennis. Il film è basato sul gioco del 1962 che porta lo stesso nome, in cui il titolo stesso è un gioco di parole riferendosi alla canzone Disney “Chi ha paura del lupo cattivo?” dal film animato Tre Piccoli Porcellini. Nel riprodurre il caso tuttavia il lupo cattivo viene sostituito con il nome della romanziera inglese Virginia Woolf.

Chi ha paura di Virginia Woolf? Meritò 13 candidature alla trentanovesima edizione degli Academy Awards. Mentre il film condivide il suo alto numero di candidature con diversi capelli ondulati, è solo uno dei due film nella storia (l’altro essendo Cimarron) ad essere nominato in ogni categoria ammissibile agli Oscar, il che comprendeva le candidature per tutti e quattro i principali attori e attrici. Di tutte le sue candidature, il film è andato via con sole cinque vittorie: Miglior attrice per la Taylor e Miglior attrice non protagonista per la Dennis, nonché la Migliore Direzione artistica, la Migliore cinematografia e Migliori Costumi.

6. Mary Poppins – 13 nominations

Non si può negare che l’impatto di  Walt Disney non solo la produzione cinematografica e il parco a tema industrie, ma per il mondo in generale sia di dimensioni inestimabili. Lui è una figura leggendaria, del quale tutti hanno sentito parlare – ed è conosciuto da tutto il mondo per la creazione notevole di cartoni e film animati da lui prodotta, come ad esempio Topolino e Biancaneve e i Sette Nani.

Di tutti i film da lui prodotti, Mary Poppins è considerato da molti il suo coronamento. Vagamente basato sul romanzo omonimo di P.L. Travers, il film è stato diretto da Robert Stevenson ed interpretato da Julie Andrews, Dick van Dyke, David Tomlinson, e Glynis Johns. È stata una lunga e ardua avventura portare  Mary Poppins sul grande schermo, che dal 2013 è in fase di sceneggiatura da parte di John Lee Hancock, Saved Mr. Banks, con Tom Hanks come Disney ed Emma Thompson come Travers. Oltre a ricevere riconoscimenti universale, il film ha guadagnato 13 candidature presso la trentasettesima Academy Awards, di cui essa ha vinto cinque.

Walt Disney detiene attualmente due record con l’Academy Award: 59 totale candidature e 22 vittorie. La quasi totalità di queste, sono derivanti da premi come Miglior Corto e Miglior Documentario. Mary Poppins rimane il solo film di Walt Disney mai prodotte per essere nominato per la Migliore Fotografia.

5. Da qui all’eternità – 13 nominations

Dieci anni dopo il tristemente famoso attacco a Pearl Harbor, James Jones, Da qui all’eternità, racconta la vita di tre soldati arrivando fino al fatidico giorno del 1941. Fred Zinnemann ha portato il romanzo sul grande schermo pochi anni dopo l’uscita del libro, con un cast d’eccezione, a partire da Burt Lancaster, Montgomery Clift e Frank Sinatra nei panni dei tre uomini militari. Insieme a Deborah Kerr, Donna Reed e George Reeves.

Nonostante abbiano guadagnato ottime recensioni da parte della critica, il film è stato oggetto di aspre critiche per aver omesso diversi punti presenti all’interno della trama del romanzo per volere dell’Esercito degli Stati Uniti e Motion Picture Production (il precursore per la MPAA). Le modifiche però non hanno fermato il film e la serie di vittorie avvenute durante la ventiseiesima edizione degli Academy Awards. Da qui all’eternità ha vinto otto delle sue 13 candidature, inclusi Miglior Fotografia, e Migliore Regia. Sinatra e Reed hanno portato a casa rispettivamente, il premio Oscar come Miglior Attore non Protagonista e Miglior Attrice non Protagonista.

Clark Gable e Vivien Leigh in una scena di Via col vento.

4. Via col vento – 13 nominations

Anche se magari non vi siete mai seduti a vedere Via col vento, senza dubbio ne avrete sentito parlare in qualche maniera. Non si tratta solo di uno dei film più celebri della storia del cinema, ma anche uno dei più grandi. Diretto da Victor Fleming e notoriamente interpretato da Clark Gable e Vivien Leigh, Via col vento ha ricevuto 13 candidature alla ventiduesima edizione degli Academy Awards, il numero più alto di qualsiasi pellicola al momento. Il cast e la troupe sono tornati a casa con otto vittorie, tra le quali Migliore Fotografia e Migliore Regia. Ma il clou della serata è avvenuto con Hattie McDaniel diventando la prima persona afro-americana a vincere il premio Oscar.

Inoltre, la pellicola ha ricevuto due premi d’onore: premio speciale, per l’ uso del colore con l’ Outstanding Achievement , e Technical Achievement Award per l’avanguardia nell’uso coordinato di apparecchiature.” Non dimenticate, che Via col Vento venne rilasciato in un momento in cui la maggior parte dei film erano ancora in bianco e nero.

Oltre ai suoi eccezionali riconoscimenti, Via col vento fu un mostruoso successo al box-office. Certo, film recenti come Avatar e Star Wars: Il risveglio della forza si trovano in cima alla lista dei più alti incassi di tutti i tempi. Ma quando siamo in grado di regolare i numeri di biglietto e l’inflazione dei prezzi, capiamo che Via col Vento conserva il primo posto per il film con il più alto incasso a livello nazionale, con $1,747 miliardi. È sbalorditiva, soprattutto considerando che è raro per un film di successo superare cifre importanti come 500 milioni di dollari sul mercato interno al giorno d’oggi.

3. Eva contro Eva – 14 nominations

Le persone possono riconoscere un film come Casablanca e Via col vento ma più di questi, senza dubbio compare Eva contro Eva, ma sarebbe sciocco trascurare le prodezze raggiunte da questo film del 1950 diretto da Joseph L. Mankiewicz. Interpretato da Bette Davis, Anne Baxter, George Sanders e Celeste Holm, Eva contro Eva segue la storia di una fervida fan che tenta di rubare il tuono della sua attrice preferita.

Il film è stato un incredibile successo quando è uscito, diventando il primo film a ricevere 14 nomination agli Oscar. Guadagnare molte candidature è una cosa, ma diventare l’unico film nella storia ad avere quattro femmine nominate è un qualcosa di completamente diverso. Davis e Baxter erano state entrambe nominate come Migliori attrici, mentre Holm e Thelma Ritter erano state nominate come Migliori attrici non protagonista. Purtroppo, nessuno di loro ha realmente portato a casa l’oro, anche se Sanders è riuscito a portarsi a casa la statuetta, come Miglior attore non protagonista.

Per quasi mezzo secolo, Eva contro Eva è riuscita a tenere il record per la maggior nomination agli Oscar, fino a quando non è arrivato il regista James Cameron con un disaster movie, chiamato Titanic. Ancora, dopo quasi 70 anni, Eva contro Eva riesce a mantenere i suoi record impressionanti dell’Academy Award.

2. Titanic – 14 nominations

Per qualcuno è stato un importante regista fin dai primi anni ottanta, ma James Cameron sicuramente non ha diretto molti film. Finora ne ha fatti appena otto film in un arco di 28 anni, ma la quasi totalità di essi hanno lasciato un impatto sul mondo del cinema. Due dei suoi film sono in cima alla lista degli incassi più alti di tutti i tempi, tralasciando l’inflazione: Titanic e Avatar, gli ultimi due film che ha diretto. Avatar dopo aver compiuto notevoli passi avanti nella tecnologia dell’industria cinematografica, soprattutto in termini di tecnologia 3D, Titanic ha lasciato un impronta importante su Hollywood. Per sempre.

Leonardo DiCaprio famoso come lo squattrinato Jack Dawson e la ricca Kate Winslet come Rose DeWitt Bukater, sono stati diretti da Cameron in Titanic uscito nei cinema nel 1997 riscuotendo un travolgente successo da parte della critica. Anche se il film segue la vera vita dell’ affondamento del RMS Titanic nel 1912, la storia stessa è fittizia, con molti personaggi creati appositamente per il film. Storditi dal film, l’Academy nominò Titanic con ben 14 nomination. È stata la prima volta dopo 47 anni, che un film è riuscito ricevere molte candidature. Ne ha vinte incredibilmente 11 delle sue 14 candidature, incluse Miglior Fotografia e Migliore Regia.

1. La La Land – 14 nominations

Damien Chazelle ha solo due grandi film firmato con la sua regia, ma se continua con questo ritmo, diventerà tra i migliori registi dell’industria cinematografica di Hollywood (se non lo è già). Il suo primo grande successo è stato, Whiplash, basato su un suo breve film con lo stesso nome e che ha finito per ricevere cinque nomination ai premi Oscar, compresa la Miglior Fotografia. Ora, due anni più tardi, Chazelle ritorna all’Oscar con La La Land, che ha guadagnato sorprendentemente 14 candidature, aggiungendosi al trio da record di Titanic ed Eva contro Eva.

Il cast di La La Land, è composto da Emma Stone, Ryan Gosling, e John Legend in un musical ambientato ai giorni nostri, a Los Angeles, e segue la vicenda di un’aspirante attrice e di un musicista jazz, ponendo i riflettori su come cercano di raggiungere il successo nelle loro rispettive professioni e allo stesso tempo, come mantenere la loro relazione, tra le mille difficoltà.

Nominato per ogni grande categoria, inclusi Migliore Fotografie e Migliore Regia, La La Land sta per battere un altro record per il maggior numero di vittorie. La cosa interessante è che nel film, è il personaggio di Gosling quando domanda: “Come puoi essere un rivoluzionario se sei un tipo tradizionalista? È un’ attesa sul passato, ma il jazz è il futuro.” Si tratta di un affascinante questione, soprattutto in quanto descrive accuratamente lo sforzo di Chazelle nel fare qualcosa di nuovo e rivoluzionario pur mantenendo qualche parvenza di tradizionalismo. Non vediamo l’ora di vedere cosa combinerà questo film durante la notte degli Oscar.

Quale di questi film presenti nella nostra lista vi ha sorpreso di più? Quanti premi Oscar pensate che La La Land riuscirà a portarsi a casa? Fateci sapere nei commenti.

 

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

1 Comment

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  1. Maria Rosaria Porcaro

    17 Febbraio 2017 at 14:30

    La la Land vincerà l’Oscar come miglior film avendo avuto 14 nominations? Altre volte le previsioni sonostate disattese. Personalmente non credo malgrado Emma Stone e Ryan Gosling appaiano perfetti nei loro ruoli ,ma il punto è proprio questo :se si vuole che qualcosa duri non la si espone troppo ai riflettori .

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Cinema

Dawson’s Creek | 10 film da guardare se hai amato la serie

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Dawson’s Creek andata in onda sulla rete WB dal 1998 al 2003 e nel nostro Paese su Italia Uno è stata la serie che ha segnato un’intera generazione. È stata anche il trampolino di lancio per le carriere dei suoi protagonisti, a partire da James Van Der Beek, Katie Holmes, Joshua Jackson e Michelle Williams, e ha anche caratterizzato un grande cast di supporto e guest star che in seguito hanno avuto carriere di grande successo.

La bellezza di questo show ideato per la fascia pre-adolescenziale e i giovani adulti alla fine degli anni ’90, è ancora tremendamente attuale. I millennial amano rivedere gli episodi di Dawson’s Creek, nonostante siano passati decenni dall’ultimo capitolo indimenticabile, prontamente è arrivato il colosso del mondo streaming ad accontentare i vecchi e i nuovi spettatori. L’entusiasmo con la quale è stata accolta la notizia della disponibilità su Netflix delle sei serie complete, ha dimostrato una profonda nostalgia tra il pubblico ormai ultra trentenne. Voi eravate Team Pacey o Team Dawson?

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Una passeggiata da ricordare

Questo classico della fine degli anni ’90, basato sul romanzo di Nicholas Sparks, è stato pubblicato pochi anni dopo la prima di Dawson’s Creek e ha attirato la stessa base di fan. È un classico dramma adolescenziale di formazione, sull’amore giovanile e le relazioni nate durante gli anni del liceo. Tra tanto amore, ci sarà spazio anche per una valle di lacrime, negli occhi del pubblico, che ogni volta non può far a meno di avere in mano un fazzoletto.

Una giovanissima Mandy Moore e il suo co-protagonista Shane West, hanno una chimica fantastica che rende questa storia d’amore irresistibile e da vedere e rivedere.

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Per una sola estate

Per i fan di Dawson’s Creek che ogni settimana si sintonizzavano per vedere se Joey sarebbe finito con Pacey o con Dawson , questo è un film perfetto per te. In questo film, Sam esce con Jasper da un po’, ma tutto cambia quando incontra Kelley.

Kelley e Sam si rendono conto di essere innamorati abbastanza rapidamente e, nonostante tutte le loro differenze, restano uniti finché Sam non riceve delle brutte notizie. Questa giovane storia d’amore giunge a una tragica fine quasi con la stessa rapidità con cui è iniziata. Consiglio anche qui un pacchetto di fazzoletti vicino alla poltrona.

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Varsity Blues

Con la crescita della popolarità in tutto il mondo di Dawson’s Creek , il pubblico ha iniziato a vedere i personaggi principali in film e altre serie tv. Infatti, le porte di Hollywood ben presto si aprirono per i quattro attori principali, soprattutto al cinema. Sen hanno iniziato ad aprirsi per i quattro giovani attori della serie e hanno iniziato a presentarsi, non solo sui nostri schermi televisivi, ma anche sul grande schermo.

James Van Der Beek ha recitato in Varsity Blues un anno dopo la prima di Dawson’s Creek . James interpreta Mox, un giocatore di football del liceo in Texas, riuscendo a mostrarlo in un’inedita versione, rispetto a quella del timido Dawson. Questo film ha permesso ai fan di vedere Van Der Beek sotto una nuova luce, il che ha consolidato il suo nome nel settore.

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Generazione perfetta

Crescere è stato difficile per Joey e si vede. I fan hanno adorato le complessità di questo personaggio e sono legate all’angoscia adolescenziale. La perdita della mamma, i problemi di droga del padre e la sorella maggiore impegnata e preoccupata a prendersi cura di lei è stato il clima familiare nel quale è cresciuta la bella Joey.

Questa sua storia triste unita al suo carattere diligente e serio a scuola, è riuscita a renderla uno dei personaggi più amati degli anni ’90 e 2000, soprattutto per il pubblico femminile. Proprio lei, a gran sorpresa, diventa la protagonista del thriller degli anni ’90 Generazione perfetta. Katie Holmes mostra un inedito lato oscuro, all’interno di un gruppo di adolescenti che scoprono che i loro compagni di classe “perfetti” stanno effettivamente subendo il lavaggio del cervello e combattono contro l’amministrazione che cerca di fare il lavaggio del cervello anche a loro.

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The Greatest Showman

Michelle Williams è stata fantastica in Dawson’s Creek, diventando una delle migliori attrici della nostra generazione. Ci sono tonnellate di film con lei in veste di protagonista e co-protagonista che dovrebbero essere visti, ma per i fan della serie, The Greatest Showman è un punto di partenza divertente e adatto alle famiglie. Se non avete visto questo gioiellino, dovete correre subito ai ripari!

Non è un mistero se dico che lei è probabilmente il talento di maggior successo uscito dalla serie ambientata a Capeside. Successo confermato tra l’altro, dopo aver recitato in numerosi film, guadagnandosi innumerevoli premi e riconoscimenti.

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The Best of Me – Il meglio di me

Questo è un altro romanzo di Nicholas Sparks, diventato un lungometraggio, che dà al pubblico quella sensazione di nostalgia per il loro primo amore. Visto che Dawson è stato il primo amore di Joey, anche se alla fine non finiscono insieme, il filmricorda quella storia d’amore.
James Marsden e Michelle Monaghan si innamorano da bambini e si riuniscono anni dopo, portando ancora quell’amore l’uno per l’altra nella loro età adulta. La trama e il fatto che il personaggio di Marsden si chiami Dawson sembra un segno del destino per tutti i fan di Dawson’s Creek. 

Leggi anche: Nostalgia anni ’90? Ecco quali serie meriterebbero un reboot

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Cruel Intentions

Questo film è perfetto per i fan di Dawson’s Creek che provano un po’ di nostalgia degli anni ’90.
Cruel Intentions è stato un vero e proprio fenomeno negli adolescenti che all’epoca, presero d’assalto le sale cinematografiche per vedere l’affascinante Sebastian e le sue avventure amorose e scolastiche. Dati i contenuti sessuali espliciti, è stato il film ‘tabù’ che molti ragazzini videro di nascosto a casa degli amici quando uscì in vhs.

Interpretato da Sarah Michelle Gellar e Ryan Phillippe insieme a una sfilza di altri attori che hanno guadagnato popolarità alla fine degli anni ’90, ha visto il coinvolgimento anche della star di Dawson’s Creek , Joshua Jackson, ricoprendo un grande ruolo di supporto nel film.

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The Skulls

Joshua Jackson è il protagonista di questo film realizzato sempre alla fine degli anni ’90. La storia narrata nel lungometraggio potrebbe dare uno sguardo a cosa avrebbe potuto affrontare Pacey se fosse finito alla scuola della Ivy League e avesse fatto parte di una società segreta.

Questo film è basato sulle storie della società segreta di Yale e su alcune delle teorie del complotto che circolano da anni da quelle parti. È uno sguardo oscuro ed emozionante allo stato d’élite e a cosa potrebbe comportare.

Leggi anche: Le 10 serie tv degli anni ’90 più ricercate su Google

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10 Cose Che Odio Di Te

Dawson’s Creek drammatico per natura, ha anche avuto molti momenti divertenti, spensierati e persino incoraggianti nelle sei stagioni in cui è andato in onda. La commedia romantica per adolescenti degli anni ’90, 10 cose che odio di te , ha lo stesso equilibrio di risate e lacrime ed è un film fantastico da guardare per i millennial che cercano di fare una passeggiata nella memoria.

Questo film ha anche un grande numero musicale, che i fan di Dawson’s Creek adoreranno, soprattutto se hanno amato il momento musicale memorabile di Joey nella serie…

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Vicino a te non ho paura

I fan di Dawson’s Creek adoreranno questo altro film di Nicholas Sparks , non solo per il romanticismo, ma anche per l’ambientazione. Una delle parti più amate dai fan della serie è stata la bellissima cittadina sull’acqua, dove i ragazzi per andare a trovare gli amici oltre alla macchina, prendevano una barchetta e dei remi.

Lo spettacolo era ambientato nella città immaginaria di Capeside, nel Massachusetts, ma in realtà è stato girato a Wilmington, nel North Carolina. Anche Vicino a te non ho paura con Julianne Hough e Josh Duhamel, è stato girato a Wilmington e ha gli stessi meravigliosi sfondi che potrebbero indurre qualsiasi spettatore a mollare tutto e a trasferirsi immersi in quella pace.

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Speciali

Diane Keaton | la carismatica “donna coi guanti” compie 75 anni

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Diane Keaton

«Penso che, se Huckleberry Finn fosse stato una bella ragazza, sarebbe stato così. Una ragazza che sembra doversi scusare perché sta al mondo, una provincialotta che viene dalla California, amante dei mercati delle pulci e dei sandwich al tonno; una ragazza che è emigrata a Manhattan, dove lavora come guardarobiera, dopo essere stata licenziata dal chiosco dei dolciumi di un cinema di Orange County per essersi mangiata tutte le caramelle. Ci sono personalità che illuminano una stanza. La sua illuminava un viale». 

Con queste bellissime parole Woody Allen descrive la sua amica Diane Keaton, che oggi compie 75 anni. Il capolavoro Io e Annie valse all’attrice il successo agli Oscar 1978 e la vittoria di un Golden Globe e del Premio BAFTA. Dopodiché, Keaton si dedicò a lavori che le permettessero di non essere più identificata dal pubblico solo ed esclusivamente come la protagonista dei film di Allen. Si affermò come esperta attrice drammatica recitando nella pellicola In cerca di Mr. Goodbar del 1977 e si guadagnò altre tre candidature all’Oscar come miglior attrice per le sue interpretazioni in Reds, ne La stanza di Marvin e in Tutto può succedere – Something’s Gotta Give. I film a cui la Keaton ha preso parte hanno guadagnato oltre 1.1 miliardi di dollari solo nell’America del Nord.

È stata spesso soprannominata “The Glove One” per la sua mania di indossare guanti.

Diane Keaton compie 75 anni

Innamorati, complici, amici per la pelle. Il sentimento che lega da 50 anni Woody Allen e Diane Keaton è stato qualcosa di terribilmente nevrotico, ovviamente, ma anche di dolce e commovente. Prima fidanzati, poi coppia anche sul set in film capolavoro degli anni 70 e infine quasi fratello e sorella, sempre pronti a sostenersi e a difendersi reciprocamente. Specialmente Diane, che negli ultimi anni di bufera Me too contro il regista, ha sempre difeso a spada tratta il suo Woody, fregandosene delle critiche di chi era smanioso di crocifiggerlo per vecchia una accusa di molestie ai danni della figlia adottiva Dylan (su cui diversi giudici si sono già espressi).

Un fuoco incrociato che ha visto scatenarsi anche l’ex moglie Mia Farrow – e l’unico figlio biologico Ronan. Dal canto suo, Woody – nella sua recente autobiografia A proposito di niente – ha parlato bene delle sue ex soltanto in un caso: quello appunto di Diane. È lei la fotografa del meraviglioso ritratto sulla quarta di copertina dell’edizione americana della nuova, contrastatissima biografia di Allen, quella che è infine stata pubblicata da Arcade, dopo che il gruppo Hachette aveva mandato le copie già stampate al macero e rotto il contratto con Allen giacché sgradite all’uomo più potente da quelle parti: Ronan, appunto.

thumbnail io e annie

L’Oscar nel 1978

«Anche se ci eravamo lasciati due anni prima di girare Io e Annie, ero ancora la complice di Woody. Non so spiegare perché continuassimo a funzionare. Forse, come un vecchio divano, eravamo comodi l’uno per l’altra», scrive Diane nella sua autobiografia, Oggi come allora, a proposito del post separazione che ha generato però forse il capolavoro di Woody: l’indimenticabile Io e Annie. Mescolando Ingmar Bergman e i fratelli Marx, il comico analizza la fine della relazione con Diane fra riflessioni filosofiche e una marea di gag irresistibili – entrate di diritto nella storia del cinema. Dalla scena della coda fuori dal cinema a quella del primo incontro fra Alvy e Annie – dove i pensieri dei due sono sottotitolati, il film segna il passaggio dalla comicità anarchica dei primi film all’Allen più riflessivo degli anni 80. Mentre per Diane è la definitiva consacrazione, sigillata da un Oscar come miglior attrice, nel 1978.

diane
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La difesa del suo amico di sempre

Per Allen un’ancora di salvezza, vera, quando nel 1993 è nella bufera sentimentale e mediatica e giudiziaria: quando le porte del cinema per lui sono chiuse, sbarrate, Diane è lì, con lui, accanto a lui, dalla sua parte e non solo a parole, è lì con Allen sul set, a metterci in gioco tutto, faccia, nome, carriera, reputazione. Con Allen nei pasticci, ingiuriato, additato, Diane non ci pensa un attimo e corre a recitare con lui Misterioso omicidio a Manhattan. Dice Diane Keaton: “Woody è l’uomo più forte che conosco, è fatto di acciaio”, e certo non è quel fifone pasticcione che vedi sullo schermo, quello è il suo personaggio, ché Allen non è un attore, è uno che sa solo recitare l’alter ego che si è costruito. E infatti non c’è film di Allen in cui il suo personaggio sia qualcuno che non abbia a che fare col mondo delle lettere: Allen sullo schermo è ad esempio uno scrittore (Harry a pezzi), un professore (Mariti e mogli), un editor (Misterioso omicidio a Manhattan), un autore televisivo (Manhattan). Allen non sa interpretare persone che non conosce, non sa, non frequenta, non legge di cosa e come vivono. Ha deviato poche volte (in Scoop è un mago, sua ambizione da bambino, in La maledizione dello scorpione di giada è un investigatore anni ’40, ok, ma tu cosa non faresti pur di baciare Charlize Theron?).

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Cinema

Spider-Man 3 | cosa potrebbe accadere tra Doctor Strange e Peter Parker?

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Nel corso degli anni, gli spettatori hanno imparato a conoscere e ad amare molti personaggi Marvel. Ciò è in gran parte dovuto al fatto che il genere cinematografico dei supereroi ha quasi completamente conquistato i cinema di tutto il mondo con il dominio della Marvel ai botteghini. Tuttavia, gran parte di ciò va al merito di un eroe che tutti amano, che era sul grande schermo anche prima di Iron Man, sto parlando del mitico Spider-Man di quartiere.

I tanti volti di Spider Man

A causa delle diverse sequenze di fumetti e apparizioni di Spider-Man avvenute dal 1962, anno della sua prima pubblicazione, ci sono stati diversi crossover con altri personaggi nella sua storia. Spidey è anche un eroe in particolare che i fan hanno imparato a conoscere diverse volte sullo schermo nel corso degli anni, attraverso i punti di vista e interpretazioni dei diversi attori, registi e studios.

Per questo motivo, Spider-Man ha avuto anche molte facce nel corso degli anni, con interpretati del calibro di Tobey Maguire, Andrew Garfield e Tom Holland. E proprio lui, vestirà nuovamente la tutina rossa e blu de L’Uomo Ragno nel film Spider-Man 3 per ora ancora senza titolo ma previsto nei cinema a dicembre 2021.

Leggi anche: Doctor Strange si unisce a Spider-Man nel terzo capitolo del franchise

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Che cosa accadrà in Spider Man 3?

L’ultimo film con Peter Parker incastrato per omicidio e denunciato come Spider-Man ha fatto pensare ai fan che sicuramente ci saranno diversi nemici sul suo cammino. È stato persino rivelato che Jamie Foxx riprenderà il suo ruolo di Electro per Spider-Man 3 , personaggio che aveva avuto modo di interpretare solo una volta prima nel 2014.

Tuttavia, contrariamente alle precedenti aspettative dei fan, notizie più recenti hanno rivelato che Spidey non sarà l’unico eroe ad apparire nel suo terzo film. Da qualche giorno è stato confermato che l’attore Benedict Cumberbatch riprenderà il suo ruolo di Doctor Strange dell’MCU anche in Spider-Man 3 .

Non appena la notizia ha fatto il giro del web, i fan hanno iniziato a collegare i punti tra i franchise dei due eroi e cosa potrebbe accadere nell’attesissimo trequel e persino per l’MCU tutti insieme.

C’è un’idea in particolare che i fan hanno delirato per anni, e con ogni piccola notizia di Spider-Man 3 che arriva come una bomba, sembra essere sempre più probabile che accada: Spider-Man 3 sarà caratterizzato da un live-action Spider-Verse ( inteso come Multiverso).

Leggi anche: Spider-Man: Far From Home è il film Marvel più vicino alla concezione del cinema Pixar

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Le origini cinematografiche dell’Uomo Ragno

Dal 2002 al 2007 il mondo ha imparato a concepire Peter Parker solo con le sembianze dell’attore Tobey Maguire. Poi, nel 2012, il testimone è passato ad Andrew Garfield diventando lo Spider-Man firmato Sony per cercare di riavviare il franchise. Idea abbandonata dopo poco tempo a causa di alcuni problemi in fase di produzione. Cambiamento che ha visto la Sony cedere i suoi diritti su Spider-Man a favore della Marvel Studios, in modo tale da poterlo utilizzare nel loro Marvel Cinematic Universe. Lì, Tom Holland avrebbe interpretato il ruolo di Peter Parker, apparendo al fianco degli Avengers in Captain America: Civil War del 2016 .

Dopo un paio di film indipendenti e un paio di apparizioni in Avengers 3  e 4 , combinate con la performance (promossa dai fan) di Tom Holland, Marvel Studios e Sony hanno deciso di continuare questa partnership. Inoltre, la Sony ha in programma di espandere ulteriormente il suo “Universo dei personaggi Marvel della Sony Pictures” con i suoi prossimi film su Morbius  e Venom. Questo aspetto potrebbe coinvolgere in qualche modo, anche la versione di Holland ne panni di Parker.

A causa di Far From Home, finito con uno dei più grandi cliffhanger di tutti i tempi, è lecito ritenere che non ci vorrà molto prima che il mondo sappia che dietro l’identità di Peter Parker si cela Spider Man. Iniziando a essere considerato come un assassino dai governi mondiali e da chiunque voglia farlo fuori.

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