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Oscar, i 15 film con il numero maggiore di nomination

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La stagione dei premi è ufficialmente iniziata con i Golden Globes, Screen Actors Guild Awards, e i Critics Choice Awards già terminate con lo svolgimento delle rispettive cerimonie. Ora tutti gli occhi sono rivolti all’ Academy Awards, altrimenti noto come Premio Oscar. Quest’anno l’Academy festeggia l’ ottantesima cerimonia di premiazione, e, nonostante l’ascesa verso il suo centesimo anniversario sia molto veloce, il Premio Oscar continua ad essere la statuetta più influente e desiderata.

Durante il secolo passato, centinaia di film, attori, attrici, produttori, animatori, designer di produzione, sono stati nominati dall’ Academy Award per il loro lavoro nell’industria cinematografica. E ricevere una candidatura non è da tutti, anzi è la realizzazione personale di molte persone che appartengono a questo settore, che alcuni non riusciranno mai a raggiungere.

Una volta ogni tanto, però, arriva un film che incanta il pubblico di tutto il mondo. Quei film tendono a raccogliere più di una sola nomination; talvolta ne ricevono più di una dozzina. Vi siete mai chiesti quali sono quelli che detengono il record? Effettivamente ce ne sono molti. Così, ne abbiamo scelti 15 con il maggior numero di nomination nella storia degli Oscar.

15. The Revenant – 12 nominations

Alejandro G. Iñárritu in seguito al suo successo con Birdman ha diretto il dramma The Revenant. Basato in parte sull’omonimo romanzo di Michael Punke, il film racconta il viaggio vendicativo di Hugh Glass nei primi anni del XIX secolo. Lo sviluppo iniziò nel lontano 2001, con l’acquisizione dei diritti da parte di Akiva Goldsman nei riguardi del manoscritto di Punke. Le cose non iniziano a muoversi, però, finché Iñárritu non decide di imbarcarsi nel progetto dieci anni più tardi.

Il cast di The Revenant è composto da Leonardo DiCaprio, Tom Hardy, Domhnall Gleeson, e Will Poulter, per uno dei migliori film dell’anno. Tanto da essersi aggiudicato il premio per la Migliore Regia e la Miglior Montaggio all’ 88° cerimonia dell’Academy Awards dopo aver ricevuto ben 12 candidature, compresa le migliore fotografia. Tuttavia il film resta degno di nota ancor di più per essere stato in grado di far vincere a DiCaprio il premio Oscar come Miglior Attore. C’è anche da dire che l’attore da anni era a caccia della famigerata statuetta. Traguardo sospirato, soprattutto dopo aver ricevuto ben tre nominations per la stessa categoria, oltre a quella come Miglior Attore non Protagonista, fino a quando non è riuscito a vincere la statuetta d’oro, ottenendo così un riconoscimento ufficiale del suo meritato talento.

Colin Firth e Geoffrey Rush ne Il Discorso del Re.

14. Il Discorso del Re – 12 nominations

Non è un segreto che i film che riguardano periodi drammatici di guerra sono i contendenti maggiori per i riconoscimenti dell’ Academy Awards, specialmente se si tratta di un sottogenere, come Il Discorso del Re di Tom Hooper. A far parte del cast, Colin Firth, Geoffrey Rush e Helena Bonham Carter. Il film racconta la storia vera del Principe Albert (poi re Giorgio VI di Inghilterra) che tenta di superare il suo impedimento nel leggere il suo discorso davanti al popolo, impedimento sottoposto a terapia con l’australiano logopedista Lionel Logue. Tuttavia, come in altre storie vere prima di questa, Il Discorso del Re trabocca di imprecisioni storiche, molti delle quali ruotano attorno alla timeline del film rispetto alla vita reale.

A prescindere dai suoi errori, il film ha colpito l’Academy tanto da guadagnare ben 12 sorprendenti candidature all’ottantatreesima edizione dell’Academy Awards. Il film ha ricevuto le candidature in tutte le grandi categorie, compresi Miglior Fotografia, Miglior Regia, Miglior Attore Protagonista, Migliore supporto agli attori e Miglior attrice non protagonista. Il cast e la troupe sono tornati a casa con quattro vittorie tra cui Miglior Regia, Miglior Attore Protagonista e Miglior Sceneggiatura originale. Alcune persone però, si sono indignate per il fatto che Il Discorso del Re si sia portato a casa il premio per la Migliore Fotografia nonostante The Social Network con  David Fincher, ed è stato probabilmente il più grande scandalo della cerimonia di quell’anno.

13. Lincoln – 12 nominations

Periodo di drammi, ricordate ? Quando uno dei più grandi registi di Hollywood lavora con uno dei più grandi attori per portare sul grande schermo uno dei presidenti degli Stati Uniti più amati, è inevitabile che venga fuori un grande film. Questo è ciò che Steven Spielberg e Daniel Day-Lewis sono riusciti a creare con Lincoln, vagamente basato su Team of Rivals: Il genio politico di Abraham Lincoln, una biografia di Doris Kearns Goodwin. Un film eccezionale, Lincoln che ha ricevuto 12 candidature all’ottantacinquesima cerimonia dell’ Academy Awards, inclusi Miglior Fotografia e Miglior Regia. Tra le 12, sono riusciti a portare a casa due statuette, Migliore Attore Protagonista (per Day-Lewis) e la Miglior Produzione di design.

Day-Lewis è uno degli attori più rispettati del settore. Solitamente non prende parte a molti progetti, ma quando decide di farlo capita spesso che riesca a vincere un premio il suo ruolo. In effetti, quando ha vinto il premio Oscar come Migliore Attore per Lincoln, ha fissato un record per l’Academy riuscendo a vincere lo stesso premio ben tre volte nella stessa categoria (che aveva vinto anche per il suo lavoro in My Left Foot e There Will Be Blood). Day-Lewis sembra essere impegnato a riunire il sodalizio professionale con il suo abituale collaboratore Paul Thomas Anderson per il suo prossimo film, di recente entrato in produzione. La sua quarta statuetta come Miglior Attore potrebbe essere dietro l’angolo.

12. Il curioso caso di Benjamin Button – 13 nominations

Quando la gente pensa al personaggio di F. Scott Fitzgerald, pensano automaticamente a Il Grande Gatsby, il suo più riconoscibile il lavoro, non di certo a Il Curioso Caso di Benjamin Button. Quando gli scrittori Eric Roth e Robin Swicord hanno cercato di portare la breve storia della vita di Fitzgerald, e non avrebbe potuto trovare migliore regista per aiutarli a farlo. David Fincher era veramente l’uomo giusto per questo lavoro.

Il film del 2008 diretto da Fincher, Il Curioso Caso di Benjamin Button, è basato vagamente sulla suddetta e omonima breve storia interpretata da Brad Pitt, un uomo che è nato con i tutti i mali di una persona anziana. La sofferenza del processo inverso di invecchiamento, gli fa trascorre tutta la sua vita, diventando ancora più giovane, fisicamente. Nel film compaiono anche Cate Blanchett come Daisy Fuller e Taraji P. Henson come Queenie, nonché Mahershala Ali, Jason Flemyng, e Tilda Swinton.

Il Curioso Caso di Benjamin Button è stato lodato, ma molte persone trovano difficile immaginare che il film possa aver guadagnato 13 candidature all’ottantunesima edizione dell’ Academy Awards, comprese le Miglior Fotografia, Miglior Regia e Miglior Attore (vincendo solo tre di questi premi). Sebbene Pitt non abbia vinto come Migliore Attore Protagonista per questo film, ha ricevuto un’altra nomina per la stessa categoria tre anni più tardi, per Moneyball. Quasi un decennio più tardi, è ancora a caccia del suo primo Oscar.

11. Chicago – 13 nominations

Rob Marshall ha trascorso gli anni novanta per dirigere e coreografare i films televisivi, come ad esempio Annie, Victor/Victoria, e Mrs. Santa Claus. Quindi, nei primi anni del Duemila, ha gravitato verso lungometraggi. Dopo aver acquisito un paio di candidature ai Tony Awards, Marshall ha alzato la posta indirizzando le sue energie in un adattamento cinematografico del musical di Broadway Chicago, che di per sé è basato sulla riproduzione dello stesso di Maurine Dallas Watkins.

Interpretato da Renée Zellweger, Catherine Zeta-Jones, Richard Gere, Queen Latifah, John C. Reilly e Christine Baranski, tra gli altri, Chicago è un musical ambientato nel cuore dell’Età del Jazz, nel 1920 a  Chicago, ed incentrato su due persone che sono stati accusate di omicidio. Marshall non solo ha diretto il film, ma ha anche preparato la coreografie, e scritto la sceneggiatura insieme a Bill Condon.

Chicago è ricordato anche per il successo di critica e ha raccolto ben 13 candidature alla  settantacinquesima edizione dell’Academy Awards, comprese la Migliore Fotografia, Miglior Regia e Migliore attrice protagonista. In compenso è riuscito a vincerne sei, compreso il Miglior Attrice non protagonista per la Zeta-Jones. Inoltre, il film è diventato il primo musical a tornare a casa con la Migliore Fotografia vittoria di Carol Reed del film Oliver! nel 1968.

10. Il Signore degli Anelli: La compagnia dell’anello – 13 nominations

I tre capitoli de Il Signore degli Anelli diretta da Peter Jackson e basato sugli omonimi romanzi di J.R.R. Tolkein, è considerata come una delle migliori e grandiose trilogie nella storia dei film. È anche uno dei film che ha incassato più soldi, avendo guadagnato timido di 3 miliardi di dollari in tutto il mondo, non rettificando l’inflazione del prezzo del biglietto.

È eccezionale il cast rivoluzionario e gli effetti visivi ed ipnotico che si possono trovare all’interno del primo capitolo della trilogia, tanto da ricevere 13 candidature presso la settantaquattresima edizione degli Academy Awards, compreso il Miglior Regia e Miglior Fotografia. Purtroppo sono stati vinti solo quattro premi: Migliore musica originale, la Migliore Cinematografia, Miglior Trucco e Migliori Effetti visivi. Per un film definito blockbuster come Il Signore degli Anelli per ricevere che molte nomination agli Oscar, specialmente quando si tratta di un film basato sulla fantasia, ma è stato comunque un ottimo risultato in sé e per sé.

Nonostante La compagnia dell’anello ha ricevuto più candidature tra quelli appartenenti alla trilogia, è stata la terza e ultima pellicola, Il ritorno del re, a registrare il record per il maggior numero di vittorie. In poco tempo, tutti e tre i film hanno vinto 11 Oscar è ricevuto varie nominations, compreso Miglior fotografia. Ma poiché la pellicola ha ricevuto soltanto 11 candidature, a malapena centra il bersaglio per ottenere un posto in questo elenco.

9. Shakespeare in Love – 13 nominations

William Shakespeare è uno dei più celebri autori di teatro nella storia. Le persone non hanno nemmeno bisogno di leggere Shakespeare per pensare all’impatto che ha avuto sulla letteratura inglese. Mentre la maggior parte dei film di Shakespeare sono basati sulla sue opere, una volta ogni tanto, c’è un film che lo affronta come uomo – e Shakespeare in love di John Madden è uno di loro. Il film descrive una fittizia vicenda tra il drammaturgo (Joseph Fiennes) e Viola de Lesseps (Gwenyth Paltrow) nel periodo in cui Shakespeare scrive la sua opera più famosa, Romeo e Giulietta.

A far parte del cast c’è Judi Dench, Geoffrey Rush, Colin Firth e Ben Affleck, Shakespeare in love ha raccolto 13 candidature presso la settantunesima edizione degli Academy Awards, presso che in tutte le principali categorie tranne per il Miglior Attore. Mentre l’Academy ritiene non particolarmente elevata l’interpretazione di Fiennes, hanno dato alla Paltrow il Premio come Migliore Attrice, e alla Dench quello come Migliore attrice non protagonista.

Non è un segreto che gli Oscars alla fine assegnano un premio ad un altro film o da un altro attore/attrice rispetto a quello che teoricamente avrebbe dovuto ricevere il premio. Tuttavia, ogni volta che il soggetto arriva fino alla fine, le persone tendono a portare come esempio Shakespeare in Love che ha immeritatamente battuto il film di Steven Spielberg Salvate il soldato Ryan – forse il più realistico di film di guerra mai prodotto – per meglio dice come Miglior Fotografia. Se la pellicola abbia realmente meritato oppure no, il premio come Miglior Fotografia non si può negare che è stato un grande successo.

Tom Hanks in una scena di Forrest Gump.

8. Forrest Gump – 13 nominations

Spesso accade che i grandi film, non tutti lasciamo un impatto importante sull’industria cinematografica andando avanti negli anni, e questo discorso accade anche con i pluripremiati. Forrest Gump è unico in proposito. Ha lasciato un’impronta che sta durando nel tempo a Hollywood e continua a rimanere nella mente e nel cuore degli spettatori dopo oltre vent’anni.

Diretto da Robert Zemeckis e interpretato da Tom Hanks, Robin Wright, e Gary Sinise, Forrest Gump racconta la storia di un bambino disabile che cresce fino a diventare una delle persone più influenti del XX secolo, che coinvolge se stesso praticamente in ogni grande evento che si è verificato nel corso della sua vita. Forrest Gump ispirato al mondo del cinema e al di fuori di esso, ossia l’Academy, è il motivo per cui ha ricevuto 13 candidature al 67^ edizione degli Academy Awards. Di questi tredici, ne ha vinti sei, comprese Miglior Fotografia, Miglior Regia e Miglior Attore Protagonista. Ma i suoi riconoscimenti non si fermano qui; La biblioteca del congresso degli Stati Uniti ha recentemente selezionato il film per la conservazione, tipo patrimonio dell’umanità, considerandolo  “culturalmente, storicamente o esteticamente significativi”.

Alte soddisfazioni nella carriera di Hanks ad Hollywood, tanto che Forrest Gump ha fornito agli appassionati della cultura pop appassionati una miriade di citazioni che possono essere dette ogni giorno nella vita di un uomo. Quante persone hanno almeno una volta nella vita avete urlato, “Corri, Forrest, corri!” ? Inoltre, il film ha addirittura ispirato la creazione nella realtà di una catena di ristoranti, Bubba Gump Shrimp Company.

7. Chi ha paura di Virginia Woolf? – 13 nominations

È raro che un regista riceva una nomination all’Oscar al suo esordio, ed è ancora più raro che qualcuno lo riesca a vincere. Mike Nichols è stato uno dei pochi fortunati ad avere ottenuto la nomination come Miglior Regista per il suo primo grande film, Chi ha paura di Virginia Woolf?, con un cast di attori leggendari come Elizabeth Taylor e Richard Burton, George Seagal e Sandy Dennis. Il film è basato sul gioco del 1962 che porta lo stesso nome, in cui il titolo stesso è un gioco di parole riferendosi alla canzone Disney “Chi ha paura del lupo cattivo?” dal film animato Tre Piccoli Porcellini. Nel riprodurre il caso tuttavia il lupo cattivo viene sostituito con il nome della romanziera inglese Virginia Woolf.

Chi ha paura di Virginia Woolf? Meritò 13 candidature alla trentanovesima edizione degli Academy Awards. Mentre il film condivide il suo alto numero di candidature con diversi capelli ondulati, è solo uno dei due film nella storia (l’altro essendo Cimarron) ad essere nominato in ogni categoria ammissibile agli Oscar, il che comprendeva le candidature per tutti e quattro i principali attori e attrici. Di tutte le sue candidature, il film è andato via con sole cinque vittorie: Miglior attrice per la Taylor e Miglior attrice non protagonista per la Dennis, nonché la Migliore Direzione artistica, la Migliore cinematografia e Migliori Costumi.

6. Mary Poppins – 13 nominations

Non si può negare che l’impatto di  Walt Disney non solo la produzione cinematografica e il parco a tema industrie, ma per il mondo in generale sia di dimensioni inestimabili. Lui è una figura leggendaria, del quale tutti hanno sentito parlare – ed è conosciuto da tutto il mondo per la creazione notevole di cartoni e film animati da lui prodotta, come ad esempio Topolino e Biancaneve e i Sette Nani.

Di tutti i film da lui prodotti, Mary Poppins è considerato da molti il suo coronamento. Vagamente basato sul romanzo omonimo di P.L. Travers, il film è stato diretto da Robert Stevenson ed interpretato da Julie Andrews, Dick van Dyke, David Tomlinson, e Glynis Johns. È stata una lunga e ardua avventura portare  Mary Poppins sul grande schermo, che dal 2013 è in fase di sceneggiatura da parte di John Lee Hancock, Saved Mr. Banks, con Tom Hanks come Disney ed Emma Thompson come Travers. Oltre a ricevere riconoscimenti universale, il film ha guadagnato 13 candidature presso la trentasettesima Academy Awards, di cui essa ha vinto cinque.

Walt Disney detiene attualmente due record con l’Academy Award: 59 totale candidature e 22 vittorie. La quasi totalità di queste, sono derivanti da premi come Miglior Corto e Miglior Documentario. Mary Poppins rimane il solo film di Walt Disney mai prodotte per essere nominato per la Migliore Fotografia.

5. Da qui all’eternità – 13 nominations

Dieci anni dopo il tristemente famoso attacco a Pearl Harbor, James Jones, Da qui all’eternità, racconta la vita di tre soldati arrivando fino al fatidico giorno del 1941. Fred Zinnemann ha portato il romanzo sul grande schermo pochi anni dopo l’uscita del libro, con un cast d’eccezione, a partire da Burt Lancaster, Montgomery Clift e Frank Sinatra nei panni dei tre uomini militari. Insieme a Deborah Kerr, Donna Reed e George Reeves.

Nonostante abbiano guadagnato ottime recensioni da parte della critica, il film è stato oggetto di aspre critiche per aver omesso diversi punti presenti all’interno della trama del romanzo per volere dell’Esercito degli Stati Uniti e Motion Picture Production (il precursore per la MPAA). Le modifiche però non hanno fermato il film e la serie di vittorie avvenute durante la ventiseiesima edizione degli Academy Awards. Da qui all’eternità ha vinto otto delle sue 13 candidature, inclusi Miglior Fotografia, e Migliore Regia. Sinatra e Reed hanno portato a casa rispettivamente, il premio Oscar come Miglior Attore non Protagonista e Miglior Attrice non Protagonista.

Clark Gable e Vivien Leigh in una scena di Via col vento.

4. Via col vento – 13 nominations

Anche se magari non vi siete mai seduti a vedere Via col vento, senza dubbio ne avrete sentito parlare in qualche maniera. Non si tratta solo di uno dei film più celebri della storia del cinema, ma anche uno dei più grandi. Diretto da Victor Fleming e notoriamente interpretato da Clark Gable e Vivien Leigh, Via col vento ha ricevuto 13 candidature alla ventiduesima edizione degli Academy Awards, il numero più alto di qualsiasi pellicola al momento. Il cast e la troupe sono tornati a casa con otto vittorie, tra le quali Migliore Fotografia e Migliore Regia. Ma il clou della serata è avvenuto con Hattie McDaniel diventando la prima persona afro-americana a vincere il premio Oscar.

Inoltre, la pellicola ha ricevuto due premi d’onore: premio speciale, per l’ uso del colore con l’ Outstanding Achievement , e Technical Achievement Award per l’avanguardia nell’uso coordinato di apparecchiature.” Non dimenticate, che Via col Vento venne rilasciato in un momento in cui la maggior parte dei film erano ancora in bianco e nero.

Oltre ai suoi eccezionali riconoscimenti, Via col vento fu un mostruoso successo al box-office. Certo, film recenti come Avatar e Star Wars: Il risveglio della forza si trovano in cima alla lista dei più alti incassi di tutti i tempi. Ma quando siamo in grado di regolare i numeri di biglietto e l’inflazione dei prezzi, capiamo che Via col Vento conserva il primo posto per il film con il più alto incasso a livello nazionale, con $1,747 miliardi. È sbalorditiva, soprattutto considerando che è raro per un film di successo superare cifre importanti come 500 milioni di dollari sul mercato interno al giorno d’oggi.

3. Eva contro Eva – 14 nominations

Le persone possono riconoscere un film come Casablanca e Via col vento ma più di questi, senza dubbio compare Eva contro Eva, ma sarebbe sciocco trascurare le prodezze raggiunte da questo film del 1950 diretto da Joseph L. Mankiewicz. Interpretato da Bette Davis, Anne Baxter, George Sanders e Celeste Holm, Eva contro Eva segue la storia di una fervida fan che tenta di rubare il tuono della sua attrice preferita.

Il film è stato un incredibile successo quando è uscito, diventando il primo film a ricevere 14 nomination agli Oscar. Guadagnare molte candidature è una cosa, ma diventare l’unico film nella storia ad avere quattro femmine nominate è un qualcosa di completamente diverso. Davis e Baxter erano state entrambe nominate come Migliori attrici, mentre Holm e Thelma Ritter erano state nominate come Migliori attrici non protagonista. Purtroppo, nessuno di loro ha realmente portato a casa l’oro, anche se Sanders è riuscito a portarsi a casa la statuetta, come Miglior attore non protagonista.

Per quasi mezzo secolo, Eva contro Eva è riuscita a tenere il record per la maggior nomination agli Oscar, fino a quando non è arrivato il regista James Cameron con un disaster movie, chiamato Titanic. Ancora, dopo quasi 70 anni, Eva contro Eva riesce a mantenere i suoi record impressionanti dell’Academy Award.

2. Titanic – 14 nominations

Per qualcuno è stato un importante regista fin dai primi anni ottanta, ma James Cameron sicuramente non ha diretto molti film. Finora ne ha fatti appena otto film in un arco di 28 anni, ma la quasi totalità di essi hanno lasciato un impatto sul mondo del cinema. Due dei suoi film sono in cima alla lista degli incassi più alti di tutti i tempi, tralasciando l’inflazione: Titanic e Avatar, gli ultimi due film che ha diretto. Avatar dopo aver compiuto notevoli passi avanti nella tecnologia dell’industria cinematografica, soprattutto in termini di tecnologia 3D, Titanic ha lasciato un impronta importante su Hollywood. Per sempre.

Leonardo DiCaprio famoso come lo squattrinato Jack Dawson e la ricca Kate Winslet come Rose DeWitt Bukater, sono stati diretti da Cameron in Titanic uscito nei cinema nel 1997 riscuotendo un travolgente successo da parte della critica. Anche se il film segue la vera vita dell’ affondamento del RMS Titanic nel 1912, la storia stessa è fittizia, con molti personaggi creati appositamente per il film. Storditi dal film, l’Academy nominò Titanic con ben 14 nomination. È stata la prima volta dopo 47 anni, che un film è riuscito ricevere molte candidature. Ne ha vinte incredibilmente 11 delle sue 14 candidature, incluse Miglior Fotografia e Migliore Regia.

1. La La Land – 14 nominations

Damien Chazelle ha solo due grandi film firmato con la sua regia, ma se continua con questo ritmo, diventerà tra i migliori registi dell’industria cinematografica di Hollywood (se non lo è già). Il suo primo grande successo è stato, Whiplash, basato su un suo breve film con lo stesso nome e che ha finito per ricevere cinque nomination ai premi Oscar, compresa la Miglior Fotografia. Ora, due anni più tardi, Chazelle ritorna all’Oscar con La La Land, che ha guadagnato sorprendentemente 14 candidature, aggiungendosi al trio da record di Titanic ed Eva contro Eva.

Il cast di La La Land, è composto da Emma Stone, Ryan Gosling, e John Legend in un musical ambientato ai giorni nostri, a Los Angeles, e segue la vicenda di un’aspirante attrice e di un musicista jazz, ponendo i riflettori su come cercano di raggiungere il successo nelle loro rispettive professioni e allo stesso tempo, come mantenere la loro relazione, tra le mille difficoltà.

Nominato per ogni grande categoria, inclusi Migliore Fotografie e Migliore Regia, La La Land sta per battere un altro record per il maggior numero di vittorie. La cosa interessante è che nel film, è il personaggio di Gosling quando domanda: “Come puoi essere un rivoluzionario se sei un tipo tradizionalista? È un’ attesa sul passato, ma il jazz è il futuro.” Si tratta di un affascinante questione, soprattutto in quanto descrive accuratamente lo sforzo di Chazelle nel fare qualcosa di nuovo e rivoluzionario pur mantenendo qualche parvenza di tradizionalismo. Non vediamo l’ora di vedere cosa combinerà questo film durante la notte degli Oscar.

Quale di questi film presenti nella nostra lista vi ha sorpreso di più? Quanti premi Oscar pensate che La La Land riuscirà a portarsi a casa? Fateci sapere nei commenti.

 

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

1 Commento

1 Commento

  1. Maria Rosaria Porcaro

    17 febbraio 2017 at 14:30

    La la Land vincerà l’Oscar come miglior film avendo avuto 14 nominations? Altre volte le previsioni sonostate disattese. Personalmente non credo malgrado Emma Stone e Ryan Gosling appaiano perfetti nei loro ruoli ,ma il punto è proprio questo :se si vuole che qualcosa duri non la si espone troppo ai riflettori .

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Cinema

Nicole Kidman, i 10 migliori ruoli della bravissima attrice australiana

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nicolekidman

L’estate è il periodo dell’anno in cui i divi di Hollywood scelgono come meta delle loro vacanze il nostro bel Paese. Sia che vengano per puro divertimento (con famiglia annessa) o come ospiti dei più prestigiosi festival cinematografici italiani, ciò che conta è che l’Italia è senza dubbio tra i luoghi più amati. Lo sa bene la bellissima attrice australiana Nicole Kidman, la quale sarà una degli ospiti più attesi della 65esima edizione del Taormina Film Festival. La Kidman insieme a Octavia Spencer, Julia Ormond e Bruce Beresford il prossimo 30 giugno presenteranno il film d’apertura Ladies in Black.

Tra gli ultimi film che hanno visto l’attrice australiana come protagonista, Boy Erased merita una citazione speciale, per diverse ragioni. Per la tematica affrontata, per il modo di imporsi di una donna apparentemente frivola ma in grado di poter salvare il figlio omosessuale da una terapia per farlo “guarire” da questa malattia. Tuttavia a breve la ritroveremo anche sul piccolo schermo per la nuova stagione di Big Little Lies. Intanto ricordiamo dieci suoi ruoli che ci hanno fatto innamorare di lei.

CUORI RIBELLI (1992) di Ron Howard. Una giovanissima Nicole Kidman insieme a un altrettanto giovane Tom Cruise sono due immigranti irlandesi che cercano di trovare fortuna in America nel 1890 prendendo parte alla Corsa alla terra del 1893. Cruise è Joseph Donnelly, un ragazzo che a causa di gravi problemi economici perde la casa in un incendio appiccato proprio dal padrone, per non aver pagato gli affitti arretrati. Il giovane determinato a farsi giustizia incontra Shannon Christie, la figlia del padrone con la quale deciderà di scappare in America. Tra avventure, sentimenti non dichiarati e un amore che fa sempre più fatica a restare segreto, i due ragazzi fuggono in Oklahoma per prendere il loro appezzamento di terra. Quando sembra tutto perduto, l’amore sarà in grado di vincere su tutto e tutti.

eyes wide shut

Nicole Kidman e Tom Cruise nel film Eyes wide shut

EYES WIDE SHUT (1999) di Stanley Kubrick. Oltre ad essere l’ultimo film diretto dal grande regista, è anche l’ultima volta – almeno per ora – che Kidman e Cruise condividono il set. I protagonisti del film sono Bill (Cruise) e Alice (Kidman), una coppia sposata che partecipa ad un’ apparentemente festa prenatalizia. Lui è un avvenente medico, il quale viene chiamato da due ragazze per salvare la vita a un giovane in overdose, mentre Alice viene corteggiata in maniera insistente e fastidiosa da un uomo maturo ed ambiguo. I due tornati a casa, iniziando a discutere sotto uso di marijuana, parlano di fiducia, di gelosie e di fantasie con altre persone, come quella di Alice per un giovane ufficiale di marina. Bill, turbato dalle parole della moglie decide di uscire di casa. Bill viene raggiunto telefonicamente dalla figlia di un paziente deceduto. Il medico turbato dalla serata, improvvisamente si troverà in una serata bizzarra in una villa, dove tutti sono nudi ma hanno il volto coperto. Nonostante l’esperienza vissuta al di fuori del matrimonio, i due ritroveranno quella serenità e fiducia che fino a quel momento li aveva abbandonati.

THE OTHERS (2001) di Alejandro Amenàbar. La Kidman si cimenta nel genere horror con un film ambientato durante la fine della seconda guerra mondiale. Grace Stewart (Kidman) è madre di due figli, Anne e Nicolas e sposata con Charles, imprenditore e soldato volontario. I due bambini affetti da uno xeroderma pigmentoso, non gli permetteva di esporsi al sole e per tanto Grace cercava di imporre loro delle regole per proteggerli. Una delle regole e frasi cardine del film è “Nessuna porta deve essere aperta prima che l’ultima sia stata chiusa”. Strane presenze, disegni dei bambini inquietanti dove vengono rappresentate quattro persone viste dalla piccola Anne. Attraverso la frase “a volete il mondo dei morti si mescola a quello dei vivi” la sottile linea tra realtà e immaginazione non è poi così netta.

MOULIN ROUGE! (2001) di Baz Luhrmann. Chi non ha visto questo meraviglioso concentrato di musica pop, stile bohemien e ricco d’amore? È senza dubbio uno dei film di maggiore successo della Kidman la quale interpreta la ballerina del noto locale parigino. La storia tra la sensuale étoile Satine e lo scrittore squattrinato Christian (Ewan McGregor) fa da sfondo nella bellissima Parigi del 1899, precisamente nel locale notturno del Moulin Rouge, nel quale ogni notte uomini borghesi e nobili di tutte le età prendevano parte agli spettacoli organizzati da Harold Zidler (Jim Broadbent), il capocomico e la sua colombella Satine. Le cose si complicano quando gli occhi del potente e determinato Duca inizia a posarsi sulla ragazza, scatenando la gelosia del povero ma onesto Christian. Ad aggiungere ancora più dramma, c’è la diagnosi di tubercolosi ai danni di Satine. È un film che vi farà cantare ed emozionare dal primo all’ultimo minuto con le canzoni dei Nirvana, dei Queen, Madonna, Elton John e tanti altri.

THE HOURS(2002) di Stephen Daldry. Finalmente per la bella attrice australiana arriva l’ambito Premio Oscar come migliore attrice per aver interpretato il difficile ruolo di Virginia Woolf. La nota scrittrice inglese, a causa di una grave forma di depressione, decide di porre fine alla sua vita annegandosi nel fiume Ouse. Da questo momento, la storia si divide in tre parti. La prima è la storia di un giorno nella vita di Virginia nel 1923, la quale era ormai soffocata dalla vita lontana da Londra motivo che la spingeva a trattare male anche il marito Leonard. Proprio in quei giorni, scrisse uno dei romanzi più noti, La signora Dalloway. Dopo pochi giorni dall’incontro con la sorella Vanessa e i suoi tre figli, la scrittrice riesce a convincere il marito a tornare a Londra, in cambio della sua salvezza.

DOGVILLE (2001) di Lars Von Trier. Dogville è un villaggio sulle Montagne Rocciose che si trova accanto a una miniera d’argento e abitato solo da 15 persone. Lo scrittore Tom Edison Jr. (Paul Bettany) intento a voler convincere gli abitanti ad un riarmamento morale. Il primo incontro fu con Grace Mulligan (Nicole Kidman) una giovane ragazza inseguita da diversi gangster, la quale riesce a trovare aiuto proprio nel ragazzo. Per ringraziarlo decide di rendersi utile, riuscendo a conquistare il rispetto di tutta la piccola comunità. Quando la polizia giunge a Dogville alla ricerca di Grace, colpevole di aver preso parte ad una rapina in banca, tutti gli abitanti sono pronti a difenderla e lasciarla lì, a patto che lavori di più e per un minore salario. La donna accetta per non far dispiacere Tom, portandola però allo stremo delle forze fisiche e psicologiche. Il ragazzo si rende conto che così non può andare avanti ed attua un piano per farla scappare. Purtroppo la fuga viene interrotta bruscamente, portando la donna ad accettare il suo destino di figlia del boss, decidendo di radere al suolo la cittadina e vendicarsi di chi la aveva sfruttata. Tom colpevole per averla manipolata, non viene risparmiato e anzi proprio Grace porrà fine alla sua vita.

ritorno a could mountain. il finale del film 3

Nicole Kidman e Jude Law nel film Ritorno a Could Mountain

RITORNO A COLD MOUNTAIN (2003) di Anthony Minghella. Ambientato nel 1861 W.P. Inman Balis (Jude Law) un giovane falegname del villaggio Cold Mountain, durante la costruzione di una chiesa incontra casualmente Ada Monroe (Nicole Kidman) la figlia del reverendo. Un’ improvvisa passione e amore scoppia tra i due giovani fino a quando il ragazzo viene chiamato dall’esercito confederato per prendere parte alla guerra di secessione. La donna dopo trent’anni, rimasta sola, continua a provare un forte sentimento per l’uomo, il quale cerca di tornare a casa evitando di venire ucciso dalla Guardia Nazionale. Dopo vari incontri e peripezie, Inman riesce a tornare a casa e ad incontrare Ada, con la quale trascorre la loro prima notte d’amore. Purtroppo, l’ex falegname viene trovato dai soldati del tenente Bosie, con l’accusa di essere disertore. I due soldati si feriscono mortalmente a vicenda e quando Ada giunge da lui purtroppo è troppo tardi. Dopo sette anni, Ada festeggia la Pasqua con la sua bimba Grace, nata dopo la loro unica notte di passione con Inman.

BIRTH – IO SONO SEAN (2004) di Jonathan Glazer. La bella Anna (Nicole Kidman) dopo 10 anni dalla morte del marito Sean, è finalmente pronta a sposarsi nuovamente con Joseph. Poco prima delle nozze, un ragazzino si reca da Anna, affermando di essere l’incarnazione del marito Sean cercando di convincerla a non sposarsi con il neo fidanzato. Nonostante la situazione surreale e anche scomoda, dato che si tratta di un rapporto tra una donna adulta e un bambino, quest’ultimo sembra essere davvero il marito Sean. Grazie all’intervento di Clara, amante di Sean quando era in vita, riesce a dimostrare che il bambino era riuscito a sapere tutte quelle informazioni, grazie a delle lettere che Anna aveva scritto per il marito, il quale non aveva mai aperto, perché non era mai stato veramente innamorato della moglie. Quando Anna scopre la verità, tenta di suicidarsi ma fortunatamente viene salvata da Joseph.

AUSTRALIA(2008) di Baz Luhrmann. Ambientato nella seconda guerra mondiale, Sarah Ashley (Nicole Kidman) va in Australia a trovare il marito per vedere il bestiame. Quando arriva alla città di Darwin, viene scortata da Drover (Hugh Jackman), il migliore amico del marito. All’arrivo a Faraway Downs, Sarah e Dover trovano il marito della donna privo di vita, ucciso da una lancia. L’accusa di omicidio ricade sullo stregone King George. L’amore tra Sarah e Drover cerca di sopravvivere ai bombardamenti della città di Darwin, con la speranza di non perdere la vita.

THE PAPERBOY (2011) di Lee Daniels. Un film che portò la Kidman ad interpretare Charlotte Bless, una ninfomane che cercò di aiutare con tutte le sue forze, il compagno Hillary Van Wetter (John Cusack), in attesa di essere giustiziato per aver ucciso uno sceriffo e ben 16 persone per ragioni di odio razziale. La donna per richiamare attenzione sul caso scrive al Miami Times. Il giornale capendo il richiamo mediatico di quella storia, incarica Ward Jansen (Matthew McConaughey) e il collega Yardley Acheman di indagare. Al duo viene aggiunto anche il fratello minore di Ward, Jack Jansen (Zac Efron), il quale finisce per innamorarsi di Charlotte.

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Aladdin, il full trailer ufficiale del film Disney

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Dopo molti teaser e spot televisivi, la Walt Disney Pictures ha pubblicato il trailer completo di Aladdin, il prossimo remake live-action di un classico film di animazione Disney.

Il due volte candidato all’Oscar Will Smith (Ali, Men in Black) interpreta il ruolo dell’amato Genio nel nuovo film insieme a Mena Massoud (Amazon’s Jack Ryan) nei panni di Aladdin, lo sfortunato e adorabile ladruncolo di strada che viene colpito dalla figlia del Sultano. Naomi Scott (Power Rangers) interpreta la principessa Jasmine, la bellissima figlia del Sultano che vuole avere voce in capitolo nel modo in cui vive la sua vita con Marwan Kenzari nei panni di Jafar, un malvagio stregone che escogita un nefasto complotto per diventare Sultano e governare Agrabah.

Aladdin è diretto da Guy Ritchie (Sherlock Holmes) da una sceneggiatura di John August (Dark Shadows, Big Fish) basata sul film animato del 1992 Aladdin e le storie da “Mille e una notte”. Il produttore è Dan Lin (The LEGO Movie) con il vincitore del Golden Globe Marc Platt (La La Land), Jonathan Eirich (Death Note) e Kevin De La Noy (The Dark Knight Rises) in veste di produttori esecutivi. Il compositore otto volte vincitore del premio Oscar Alan Menken (La bella e la bestia, La sirenetta) fornisce la colonna sonora, che include nuove registrazioni delle canzoni originali scritte da Menken e parolieri vincitori di Oscar Howard Ashman (Little Shop of Horrors) e Tim Rice (The Lion King) e due nuovi brani scritti da Menken e dai cantautori Oscar e Tony, Benj Pasek e Justin Paul (La La Land, Dear Evan Hansen).

Aladdin è stato candidato a cinque Academy Awards e ne ha vinti due, tra cui Best Original Score e Best Original Song per “A Whole New World.” Basato sul racconto popolare mediorientale Aladdin e la lampada magica, il film animato del 1992 è stato co-diretto da Ron Clements e John Musker, che avevano diretto in precedenza La Sirenetta e avrebbero continuato a realizzare altri classici Disney, tra cui Hercules, Pianeta del tesoro, La principessa e il ranocchio e Oceania. Famosa la partecipazione di Robin Williams come genio del film, insieme a Scott Weinger nei panni di Aladdin, Jonathan Freeman nei panni di Jafar, Linda Larkin nei panni della Principessa Jasmine, Frank Welker nel ruolo del compagno di scimmia Abu, oltre a Douglas Seale nei panni di The Sultan e Gilbert Gottfried nei panni di Iago.

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Cinema

Oscar: gli attori che si sono spinti oltre i limiti per vincere

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La Notte degli Oscar 2019 è vicina. È difficile dire con certezza che cosa spinga alcuni attori ad accettare determinati ruoli. Molto probabilmente la maggior parte degli interpreti decidono di avventurarsi in queste imprese un po’ folli, pensando di poter vincere – almeno una volta nella vita – il Premio Oscar. Spingere il corpo al limite, per assomigliare il più possibile a personaggi sconvenienti e pericolosi, cercando di portarli sul grande schermo nel modo più verosimile possibile, dimostra che questi attori hanno davvero una marcia in più e sono tutti meritevoli della prestigiosa statuetta d’oro.

Daniel-Day Lewis (My Left Foot)

Daniel Day-Lewis è il maestro dei folli sacrifici in nome della recitazione. Lo dimostrano i tre premi Oscar che è riuscito a vincere nel corso della sua carriera. Ha dimostrato di essere un grande attore già alla sua prima performance che gli è valsa un Oscar, nei panni di un malato paralizzato cerebralmente di nome Christy Brown. Sul set l’attore ha rifiutato di lasciare la sedia a rotelle e ha chiesto ai membri dello staff di mangiare con un cucchiaio, mantenendo una posizione che alla fine gli ha procurato la rottura di due costole.

Hilary Swank (Boys Do not Cry)

Per interpretare in modo convincente il trans Brandon Teena, la bellissima Hilary Swank ha trascorso diversi mesi a cercare di modulare la propria voce verso tonalità baritonali, in grado di assomigliare al suono tipico della voce maschile. Dal punto di vista della fisicità si è servita di alcune bende per occultare il seno, presentandosi come suo fratello James.

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Charlize Theron nel film Monster

Charlize Theron (Monster)

Se c’è una persona che è distante anni luce – in primis per l’aspetto esteriore – ad Aileen Wuornos, la protagonista del film Monster, è proprio l’attrice che l’ha interpretata: Charlize Theron. La sua trasformazione è stata tra quelle più incredibili e uniche nella storia del cinema. Grazie all’ausilio di denti protesici, a qualche spericolata rasatura delle sopracciglia e molti sacchetti di patatine per aumentare di peso, la Theron ha effettuato una vera e propria trasformazione.

Adrien Brody (Il pianista)

Per catturare la disperazione del nullatenente Wladyslaw Szpilman, il protagonista del film Il pianista, l’attore Adrien Brody decise di spogliarsi di ogni struttura e confronto per entrare ancora di più nel ruolo. Prima di imbarcarsi su un volo per l’Europa, prese la decisione di lasciare tutte le sue cose e portare con se solo un paio di borse e una tastiera.

Jamie Foxx (Ray)

L’Academy è stata chiaramente impressionata dalla convincente interpretazione di Jamie Foxx in Ray,  nell’aver portato al cinema il musicista non vedente Ray Charles. A quanto pare, Fox non ha dovuto fingere molto perché ha potuto fare affidamento su un paio di palpebre protesiche. La sensazione provata dall’attore è stata indescrivibile, perché doveva avere gli occhi incollati, chiusi, per ben quattordici ore al giorno.

Natalie Portman (Black Swan)

Probabilmente ci sarebbero molti più ballerini al mondo se questa forma d’arte non fosse così estenuante. Natalie Portman lo sa bene che cosa significa essere una ballerina, quando si è preparata per mesi al ruolo da protagonista nel film Black Swan. L’attrice ricorda ancora che la sua dieta e il suo regime di allenamento sono stati così crudeli da farle temere qualche collasso e addirittura ripercussioni nel tempo per la sua salute.

Anne Hathaway (Les Misérables)

Grazie alla collaborazione di un nutrizionista, Anne Hathaway, già magrissima fuori dal set, è riuscita a perdere la bellezza di 25 chili per interpretare l’indifesa Fantine nel film Les Misérables . La parte peggiore? Ha perso più della metà di quel peso durante le riprese, grazie a un digiuno durato 13 giorni.

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Jared Leto nei panni di Rayon

Jared Leto (Dallas Buyers Club)

L’anno seguente il cast del film Dallas Buyers Club sembrava determinato a superare il drastico calo di peso della Hathaway. Per interpretare Rayon, la donna transessuale malata di HIV, il cantante e attore Jared Leto è diventato a dir poco scheletrico, dopo aver perso più di 30 chili.

Matthew McConaughey (Dallas Buyers Club)

Poiché Matthew McConaughey è la stella del Dallas Buyers Club, è giusto che abbia superato Leto in questo record. Secondo l’attore, è riuscito a perdere qualcosa come 47 chili, finendo in uno stato che potremmo paragonare a quello di un uccellino appena nato con la bocca aperta che grida: ‘nutrimi, nutrimi’.

Kate Winslet (The Reader)

Per alcuni mesi bui, nel 2008, Kate Winslet è stata consumata da questo personaggio desolante, tanto che i racconti della buonanotte per i  suoi figli avevano preso una piega davvero deprimente.

Leonardo DiCaprio (The Revenant)

Dopo anni di nomination e di statuette date per certe, Leonardo DiCaprio è riuscito a vincere il suo primo premio Oscar con il film The Revenant. Grazie a questo personaggio è riuscito a spingere se stesso oltre ogni limite, nuotando in acque gelide, dormendo in una carcassa di animali e mangiando fegato di bisonte crudo.

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