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Giffoni 2017, Diario di una Schiappa – Portatemi a Casa in anteprima

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Arriverà nelle sale italiane il 10 agosto, distribuito da 20th Century Fox Italia, ma i giffoners potranno vederlo quasi un mese prima: il 16 luglio, alla 47esima edizione del Giffoni Film Festival (14-22 luglio 2017) sarà presentato in anteprima nazionaleDiario di una Schiappa – Portatemi a Casa!” (DIARY OF A WIMPY KID – THE LONG HAUL) il nuovo film basato su una delle più vendute serie di libri di tutti i tempi.

Diario di una schiappa: Portatemi a casa!” è il nono libro della serie firmata da Jeff Kinney ed il quarto ad essere trasposto sul grande schermo, cinque anni dopo “Diario di una schiappa 3 – Vita da cani” (Diary of a Wimpy Kid: Dog Days), presentato sempre in anteprima a Giffoni nel 2012.

Come legioni di fan affezionati pregustano l’uscita di ogni nuovo libro su Greg, piaciuto immediatamente anche agli adolescenti che si sono rispecchiati nel mix di ribellione e sfacciataggine unite alla simpatia e genuinità del protagonista, così ogni nuovo film è destinato a una nuova generazione di bambini e genitori impazienti di vedere gli amati libri prendere vita ancora una volta.

Nel primo “Diario di una schiappa” partecipiamo alle avventure di Greg Heffley, un vivace pre-adolescente che deve sopravvivere all’infida giungla della scuola media. Il secondo film, “Diario di una schiappa 2 – La legge dei più grandi” (Diary of a Wimpy Kid: Rodrick Rules), si focalizza sulla famiglia di Greg e sul rapporto con il fratello maggiore Rodrick. Il terzo film, “Diario di una schiappa 3 – Vita da cani” (Diary of a Wimpy Kid: Dog Days), esplora il rapporto di Greg con il padre e con il suo migliore amico Rowley.

Nel quarto film “Diario di una Schiappa – Portatemi a Casa!” Greg mette a punto un nuovo piano per liberarsi della sua cattiva fama e ottenere finalmente la notorietà che crede di meritare: girare un video mitico e diffonderlo in rete con l’aiuto del formidabile YouTuber Mac Digby. Greg gli scrive e viene così a sapere che il suo mito si trova all’Expo di Videogiochi. Ma la madre Susan (Alicia Silverstone), decisa a favorire una maggiore unione familiare, da cui è escluso qualunque gadget elettronico, organizza un viaggio in auto per tutta la famiglia, alla volta della casa della bisnonna che sta per festeggiare il 90°compleanno. Sulle prime Greg non vuole saperne del viaggio, ma poi si rende conto che potrebbe invece aiutarlo a raggiungere l’Expo di Videogiochi. Il padre Frank (Tom Everett Scott) è oberato dal lavoro e non sa se il viaggio sia una buona idea. Rodrick (Charlie Wright), fratello di Greg e da sempre suo principale aguzzino, pensa solo al gruppo musicale di cui fa parte e a come spillare soldi ai genitori per riparare il suo furgoncino. Nonostante tutti boccino l’idea, ad eccezione del piccolo Manny (Dylan e Wyatt Walters), Susan riesce a convincere la famiglia a preparare i bagagli, agganciare al loro minivan la vecchia barca di Frank e partire per il lungo viaggio. La gita della famiglia Heffley si trasformerà in un’avventura ambiziosa, esilarante e commovente che ha, a volte, delle conseguenze disastrose.

“Tutto ciò che il pubblico ha amato nei primi tre film è amplificato in questa pazza avventura”, assicura uno dei produttori, Nina Jacobson. “È un film in cui accade una quantità incredibile di cose folli, in aggiunta ai gabbiani, al maialino e al Signor Barbù. È una grande commedia spassosa”.

In questo film troviamo nuovamente Kinney come sceneggiatore e produttore esecutivo, insieme allo sceneggiatore/regista David Bowers – che ha già diretto i primi tre adattamenti del franchise – e ai produttori Nina Jacobson e Brad Simpson.

Mentre resta vivo il ricordo del cast che ha dato vita ai primi tre film della serie “Diario di una schiappa”, quegli straordinari ragazzi sono ormai cresciuti e frequentano il college. È così iniziata la ricerca di un nuovo Greg Heffley e, dopo aver esaminato molti giovani attori di talento, anche a livello internazionale, è stato scelto il dodicenne Jason Drucker. Oltre a Greg, i realizzatori hanno dovuto individuare nuovi attori anche per i ruoli di Susan, Frank, Rodrick, Rowley e Manny. Così, a  Jason Drucker si affiancano Alicia Silverstone (“Ragazze a Beverly Hills” – Clueless) e Tom Everett Scott (“Music Graffiti” – That Thing You Do) che interpretano i genitori. Charlie Wright interpreta Rodrick, l’irritante fratello maggiore di Greg che non perde occasione di molestarlo, mentre Owen Asztalos veste i panni di Rowley. Per il membro del cast più giovane, Manny, i realizzatori hanno individuato Dylan e Wyatt Walters, due di tre gemelli di 4 anni. Essendo questo il loro primo film, la madre Julie non sapeva come si sarebbero comportati, neanche se sarebbero rimasti seduti e fermi. Gli incantevoli gemelli sono stati incredibilmente professionali e hanno portato sul set energia e divertimento, specialmente quando non erano d’accordo su chi dei due dovesse partecipare a una scena.

Iniziato come una serie di fumetti online, Diario di una schiappa è diventato un successo immediato quando Jeff Kinney ha pubblicato il suo primo Diario nel 2007. Il libro è rimasto per quasi tre anni nella classifica dei bestseller per bambini del New York Times e ha venduto milioni di copie in tutto il mondo, tradotto in 53 lingue compreso il latino, con la prima copia donata al Papa. Al box office internazionale ha finora già incassato 225 milioni di dollari. Un successo destinato a crescere ancor di più con questo nuovo divertente film.

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Soul, il toccante teaser trailer del nuovo film Disney Pixar

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Arriverà nelle sale italiane il 16 settembre 2020 il nuovo lungometraggio d’animazione Disney e Pixar Soul. Il film diretto da Pete Docter e prodotto da Dana Murray accompagnerà il pubblico in un viaggio inaspettato dalle strade di New York all’immensità di regni cosmici mai visti prima e nell’immaginario “You Seminar”, un luogo fantastico in cui tutti scoprono la propria personalità e unicità.

Nella versione originale del film, il cast di voci comprende Jamie Foxx, che presta la voce a Joe Gardner, insegnante di musica di scuola media la cui vera passione è suonare il jazz, e Tina Fey che interpreta 22, un’anima ancora in formazione che per uno strano scherzo del destino incontra Joe quando quest’ultimo si ritrova accidentalmente allo “You Seminar”. Insieme, i due cercheranno di trovare un modo per far tornare Joe sulla Terra, scoprendo davvero cosa significhi avere una personalità e un’anima.

Leggi anche: Tutte le emozioni Pixar in un video

Il musicista rinomato in tutto il mondo Jon Batiste scriverà alcune composizioni jazz originali per il film e i vincitori dell’Oscar® Trent Reznor e Atticus Ross (The Social Network) della band Nine Inch Nails scriveranno una colonna sonora originale che oscillerà tra il mondo reale e quello delle anime.

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Klaus – I segreti del Natale, un film d’animazione tenero e scanzonato

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Jesper (voce italiana doppiata dal cantante Marco Mengoni) è il classico figlio di papà adagiato su dolci e pigre abitudini: maggiordomo sempre a disposizione, colazione a letto, lenzuola di seta, e studio svogliato (all’accademia delle Poste del padre). Questo stato di cose e la sua crescente indolenza faranno convincere il genitore che sia giunto il momento di metterlo alla prova, fargli sporcare le mani con le difficoltà del mondo reale. Jesper verrà così spedito alla volta di Smeerensburg, isola ghiacchiata oltre il Circolo Polare Artico, un’isola dove oltre al gelo reale regna anche il gelo umano, dove i pochi abitanti sono (per tradizione) tutti infelici e i rapporti tra persone sono quasi inesistenti o perlopiù di contrasto. 

In questo clima di grigiore diffuso e incomunicabilità la missione di Jesper (pur di guadagnarsi il ritorno a casa) sarà quella di recapitare ben 6000 lettere scritte dagli abitanti di Smeerensburg. Una missione a dir poco impossibile considerando anche che gran parte di quella gente non sa nemmeno leggere e scrivere. Eppure, spronato dalla creatività e baciato dalla fortuna, il giovane postino escogiterà un modo per mutare lo stato di cose, contando infine sull’aiuto di Alva, insegnante reinventatasi pescivendola per necessità, e Klaus, omone dal passato doloroso ma con il dono delle mani d’oro.

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Sorta di prequel di Babbo Natale e di come ebbe inizio la tradizione delle letterine consegnate a mezzo slitta e renne, ma anche sorta di Grinch al contrario dove ad opporre resistenza alla gioia non è un singolo esserino verde ma bensì un intero paese, Klaus è il primo lungometraggio di animazione realizzato dalla mega piattaforma Netflix. Una produzione spagnola in inglese scritta e diretta da Sergio Pablos qui al suo debutto alla regia, e prodotta da SPA Studios con il supporto di Aniventure e distribuita, appunto, da Netflix. Film d’animazione natalizio classico sui buoni sentimenti che mescola tecniche d’animazione tradizionali (disegnate a mano) con tecnologie all’avanguardia, Klaus è una tenera discesa in slittino verso un’armonia ritrovata, una storia che opera la conversione di un mondo grigio e ostile nella convivialità di un mondo brillante, di pace, e pieno di doni da spartire.

 klaus

Il buon Klaus (Francesco Pannofino nella voce italiana), è omone grande e grosso che ha inglobato il dolore di una grande perdita nella sua fisicità goffa ma rassicurante, e saranno proprio le sue abilità d’artigiano del legno, anch’esse relegate in “cantina” insieme ai dolori del passato, a contribuire in maniera determinante alla “conversione” di Smeerensburg. Netflix regala per il Natale 2019 una parabola classica dai tratti semplici ma affascinanti, giocata tutta sul valore dei buoni sentimenti, sulla possibilità (sempre esistente) di dare il via a un circolo vizioso e virtuoso con un primo “vero atto di bontà che ne ispira sempre un altro”, e capace senz’altro di attirare l’attenzione dei più piccoli. Una piacevole discesa in slitta tra le nevi soffici, verso una rinnovata aurora boreale, e verso il sorriso ritrovato di una cittadina di bambini impegnati a imparare l’arte della scrittura pur di barattare le lettere di desideri con la magia di un nuovo gioco.  

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RomaFF14: Motherless Brooklyn, la recensione del film di Edward Norton

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Motherless Brooklyn recensione

Edward Norton apre la 14° edizione della Festa Internazionale del Cinema di Roma con Motherless Brooklyn – I Segreti di una Città, un film di cui ha curato la sceneggiatura e la regia, oltre a vestire i panni del protagonista Lionel Essrog. Investigatore privato nella New York anni 50, Lionel è affetto dalla sindrome di Tourette, un disturbo che gli rende difficile i rapporti con gli altri, soprattutto per il lavoro che fa. Dopo che il suo amico e collega Frank Minna (Bruce Willis) viene ucciso, egli inizia a indagare per scoprire la verità e si immerge in una realtà urbana di potere e corruzione tra musica jazz, fumo e whisky.

Tratto dall’omonimo romanzo di Jonathan Lethem, Motherless Brooklyn – I Segreti di una Città sembra un film d’altri tempi, non solo per il periodo storico in cui si svolge la storia, ma per lo stile che ricorda i gangster movie e i noir del passato. 

Motherless Brooklyn Edward Norton

Edward Norton e Gugu Mbatha-Raw in Motherless Brooklyn

Avvolto nella nebbia il celebre ponte di Brooklyn è una presenza costante, mentre l’avventura di Lionel si sviluppa in modo fluido, mettendo insieme gli indizi come fossero pezzi di un puzzle per risolvere il mistero. Minna lascia in eredità a Essrog il compito di far saltare una cospirazione all’interno del Municipio che coinvolge la pulizia etnica dei neri dalle aree mature per una redditizia riqualificazione. Si delinea così un film poliziesco e un dramma sostanziale che ricorda le atmosfere di film come Chinatown e Il Grande Sonno, con le macchine e i costumi tipici di un’epoca intrigante.

La musica, tuttavia, ha un ruolo fondamentale e una valenza narrativa potente. La colonna sonora curata da Daniel Pemberton accompagna quasi ogni scena, suggerendo lo stato d’animo dei personaggi e anticipando persino il futuro prossimo. Nei panni di un personaggio ossessivo-compulsivo, Norton regge il film quasi completamente sulle sue spalle, ma sceglie di affiancarsi a un cast stellare che comprende Alec Baldwin come un politico senza scrupoli, prefigurazione di Trump per certi versi, e Willem Dafoe. Inoltre Gugu Mbatha-Raw interpreta Laura Rose, un’attivista della comunità di colore con cui Lionel si accompagna nel corso della sua indagine che la coinvolge direttamente. La regia di Norton è ambiziosa e attenta ai dettagli. Compone inquadrature prevalentemente avvolte dalla luce notturna, con toni chiaroscuri e un protagonismo delle ombre. Ci si aspetta di vedere, da un momento all’altro, Travis Bickle di Taxi Driver o Gli Intoccabili di Brian De Palma che svoltano l’angolo in un paesaggio urbano umido e suggestivo.

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3.3 Punteggio
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