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Festival

Giffoni 2017, presentato il programma e gli ospiti italiani e internazionali

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Il Premio Oscar Julianne Moore si aggiunge allo straordinario cast di star internazionali che saranno ospiti del Giffoni Film Festival 2017. L’attrice, musa di registi iconici come Robert Altman, Steven Spielberg, Joel ed Ethan Coen, Paul Thomas Anderson, Gus Van Sant e Todd Haynes, a Giffoni il prossimo 16 luglio, affiancherà in questa 47esima edizione nomi eccezionali già annunciati di Kit Harington (straordinario protagonista della serie cult “Il Trono di Spade”) a Giffoni il 19 luglio, Amy Adams (protagonista di “Arrival” e “Animali Notturni”, 2 Golden Globe e 5 nomination all’Oscar) che sarà a Giffoni il 15 luglio, e Bryan Cranston (attore di culto consacrato dalla magistrale interpretazione in “Breaking Bad”, premiatissimo per il personaggio di Walter White con 4 Emmy® Awards, un Golden Globe, due Critics’ Choice Television Awards, 4 SAG), a Giffoni il 20 luglio.

Tantissimi anche i grandi ospiti italiani dal ritorno di Mika, che terrà una speciale Masterclass per i giovani giurati del Festival, al Premio Oscar Gabriele Salvatores, dallo scrittore Paolo Giordano a Carolina Crescentini, e ancora, coinvolti tra incontri e masterclass, Gabriele Muccino, Jasmine Trinca, Margherita Buy, Alessandro D’Alatri, Marco Giallini, Levante, Ambra Angiolini, Claudio Amendola, Giovanni Veronesi, Enrico Pau, Giorgio Colangeli. Lodovica Comello, Favij, The Jackal, Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, solo per citarne alcuni.

La magia del festival di cinema per ragazzi più importante al mondo sta così per iniziare per i 4.600 giurati provenienti da 52 Paesi: saranno loro gli indiscussi protagonisti della 47a edizione, in programma dal 14 al 22 luglio. A presentare questa mattina alla Casa del Cinema di Roma l’edizione 2017 l’ideatore e direttore Claudio Gubitosi con alcuni membri del team artistico, il presidente del Giffoni Experience Piero Rinaldi, il Sindaco di Giffoni Valle Piana Antonio Giuliano, il Direttore Generale per il Cinema del MiBACT Nicola Borrelli, il Presidente della Regione Campania l’on. Vincenzo De Luca.

Anche quest’anno il Festival è pronto a stupire il suo pubblico con un programma capace di rinnovarsi edizione dopo edizione: 175 opere, di cui 101 in concorso, 6 anteprime e 6 eventi speciali proposti in collaborazione con le più importanti major, produzioni e distribuzioni italiane, 20 laboratori didattici e creativi, oltre 30 spettacoli e più di 200 eventi gratuiti tra laboratori, teatro per bambini, giocolieri, artisti di strada, ballerini, circensi e burattini in 10 location diverse tra piazze e strade di Giffoni Valle Piana, 15 incontri dedicati all’innovazione digitale, 5 Meet the Stars riservati a 5.000 fan non in giuria. Tra gli oltre 50 talent italiani e internazionali, molti dei quali impegnati nella speciale sezione Masterclass realizzata in collaborazione con BadTaste.it, i giffoners potranno incontrare e confrontarsi con autori, registi, cantanti, interpreti acclamati e nuove rivelazioni, tutti espressione delle eccellenze del panorama artistico internazionale.

Tema scelto quest’anno dall’imponente community di Giffoni Experience è Into The Magic. Into the magic è l’urlo felice di chi vuole tuffarsi nell’esperienza Giffoni, da tantissimi ragazzi definita, appunto, “Magica”. Magica per gli incontri che cortocircuitano generazioni e terre distanti. Magica per le storie cinematografiche che propone da sempre e che illuminano mondi altrimenti invisibili, sconosciuti. Magica per le strade e le piazze del paese che entrano in fibrillazione con spettacoli, risate, colori ed emozioni esorbitanti.

Al centro di tutto ci saranno i 4.600 giurati che guarderanno e voteranno i film selezionati dalla direzione artistica del festival, suddivisi per fasce d’età: Elements +3 (dai 3 ai 5 anni), Elements +6 (dai 6 ai 9 anni), Elements +10 (da 10 ai 12 anni), Generator +13 (dai 13 ai 16 anni), Generator +16 (dai 16 ai 17 anni), Generator +18 (18 anni in su), Gex Doc (sezione dedicata a docenti e filmgoers) e Parental Control – Destinazione Italia (rivolta a tutta la famiglia).  Dalle atrocità della guerra alla complessità dei primi amori, passando per l’ostinazione e la voglia di realizzare un sogno, affermando il proprio “io” nel passaggio dall’infanzia all’età adulta: sono solo alcuni dei temi affrontanti dalle storie in concorso. Sono 101 i titoli tra lungometraggi, cortometraggi e documentari – selezionati tra oltre 4500 opere ricevute in preselezione – proposti nelle otto sezioni competitive e pronti a contendersi i Gryphon Award.

Tante anche le anteprime e gli eventi speciali. Il 14 luglio la magia Disney.Pixar aprirà Giffoni 2017 con il lungometraggio d’animazione “Cars 3” e il corto animato che lo precede “Lou”, entrambi a Giffoni il 14 luglio e nelle sale il prossimo 14 settembre. Il 16 luglio la 20th Century Fox Italia presenterà presentato in anteprima nazionale “Diario Di Una Schiappa – Portatemi A Casa!” (DIARY OF A WIMPY KID – THE LONG HAUL) il nuovo film basato su una delle più vendute serie di libri di tutti i tempi. Il 17 luglio ci sarà la première Universal Pictures di “Cattivissimo me 3” (nelle sale il 24 agosto), il nuovo capitolo delle avventure dell’ex cattivo Gru con la sua Lucy e, naturalmente, i suoi fedelissimi Minions, con la presenza dei doppiatori italiani Arisa, Paolo Ruffini e Max Giusti. Il 18 luglio Eagle Pictures presenterà “Prima di domani” di Ry Russo-Young con Zoey Deutch, Halston Sage e Logan Miller.

Tanti anche gli eventi speciali, firmati Warner Bros. Pictures e Warner Bros, Entertainment Italia: novità assoluta di quest’anno, Giffoni si apre all’horror con la rassegna “Fright Nights” e, il 20 luglio, la grande anteprima internazionale di “Annabelle 2: Creation” di David F. Sandberg (2017, 109’). Sarà, invece, la giovanissima promessa del cinema Nick Robinson ad accompagnare l’anteprima italiana di “Noi Siamo Tutto”, il nuovo dramma romantico targato Warner Bros. Pictures, in programma venerdì 21 luglio. In occasione dei 20 anni di Harry Potter, poi, non poteva mancare il magico mondo di J.K. Rowling che Warner Bros. Entertainment Italia presenta con una serie di attività ed eventi. Si parte con la rassegna Wizars Night, dal 13 al 21 luglio, che riporta sul grande schermo la saga di “Harry Potter” e “Animali Fantastici e dove Trovarli” per un’esperienza di visione unica in 4K Ultra HD™. Il 16 luglio è la volta dell’incontro “Custodiamo la magia del cinema”, organizzato dalla divisione Digitale della Major, con due ospiti d’eccezione: gli YouTuber Violetta RocksClaudio di Biagio. La magia continua presso lo stand Warner dedicato a tutto il mondo della Rowling.

Sei, inoltre, gli Eventi Speciali pronti a meravigliare il pubblico per questa edizione. Il primo appuntamento è per giovedì 13 luglio, quando alla tradizionale maratona si sostituirà l’imperdibile proiezione della trilogia “Il Pianeta Delle Scimmie”, distribuita dalla 20th Century Fox. Si parte con “L’alba Del Pianeta Delle Scimmie” (2011) diretto da Rupert Wyatt, per continuare con “Apes Revolution – Il Pianete Delle Scimmie” (2014), di Matt Reeves (USA, 2014, 130’). A chiudere la proiezione in contemporanea con l’uscita nazionale del nuovo capitolo della saga, “The War: Il Pianeta Delle Scimmie”.

Rainbow, invece, sarà presente con l’anteprima anteprima di uno dei due episodi speciali di “Maggie & Bianca Fashion Friends” (15 luglio) e il primo episodio dell’attesissima seconda stagione della serie animata Regal Academy (prodotta da Rainbow in collaborazione con Rai Fiction in onda tutti i giorni su Rai YoYo). Disney Channel, invece, il 16 luglio porterà un assaggio della serie con protagonista “Rapunzel”, “Rapunzel: La Serie” e “Rapunzel Prima Del Sì”, in onda da ottobre. Ancora, il 18 luglio sarà Laura Esquivel, a presentare alla platea Love, Divina, la nuova telenovela per ragazzi di Super! (il canale di intrattenimento dedicato a bambini e ragazzi) di cui è protagonista, dopo il successo de “Il mondo di Patty – La storia più bella”. Ultimo evento speciale in calendario, il 20 luglio, è la presentazione del progetto “Cartoon Able”: il primo cartone animato accessibile anche a bambini speciali (sordi, non vedenti, ipovedenti e autistici) proposto alla giuria Elements +3.

Cinema

TFF 37: un nuovo spazio tematico nella sezione TFFdoc

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Il 37° Torino Film Festival (22-30 novembre) annuncia un nuovo spazio tematico nella sezione TFFdoc dal titolo “L’unica cosa che ho è la bellezza del mondo”, composto da quattro documentari e dalla conversazione con lo scrittore e filosofo Franco “Bifo” Berardi.

Si tratta di un’ulteriore riflessione rispetto a quanto affrontato lo scorso anno nel focus TFFdoc/apocalisse: in questo periodo connotato dall’attesa della catastrofe e angosciato dall’ urgenza di evitarla, TFFdoc ha deciso di concedersi il tempo di fermarsi a contemplare ciò che abbiamo intorno, di godere del piacere dello stare nel mondo.

“L’esaurimento non concerne solo le risorse fisiche ma anche l’energia nervosa della popolazione il cui cervello tende all’ esplosione psicotica” (Franco “Bifo” Berardi, L’esaurimento, Nero Magazine, 2019); noi riteniamo che la bellezza, sottraendoci alla logica dell’accumulo, ci possa salvare.

Incontro con Franco “Bifo” Berardi 

Franco “Bifo” Berardi, l’autore di Dopo il futuro. Dal futurismo al cyberpunk (2013), Il secondo avvento. Astrazione apocalisse comunismo (2018), e Futurabilità (2019), terrà un incontro abbinato alla proiezione del documentario di Christian LabhartPassion – Beetwen Revolt and Resignation, con l’obiettivo di guidare lo spettatore e aiutarlo a orientarsi nella follia del mondo contemporaneo, travolto dal global warming, dal consumo eccessivo di merci, dalle continue guerre “locali” e dalle migrazioni senza sosta, che provocano le diseguaglianze globali.

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Comme si, comm ça diretto da Marie-Claude Treilhou

Nel suo studio pieno di libri Michel Deguy, uno dei più grandi poeti viventi, continua senza tregua a lanciare sfide, a inventare un pensiero critico, a plasmare e trasformare il linguaggio. Adottando la stessa compostezza formale del poeta, il documentario si pone un obiettivo ambizioso: a partire da una conversazione frontale immergersi nel profondo della scrittura poetica, nel vivo del suo pensiero “ecopoeticologico”.

Time and Tide diretto da Marleen Van Der Werf

La quiete della natura. Il piacere dello stare nel mondo. La macchina da presa segue i movimenti del vento che accarezza un paesaggio che diviene emotivo.

Últimas Ondas diretto da Emmanuel Piton

Da qualche parte nel nord della Spagna. Un viaggio psicologico e geografico in quei luoghi che sono tornati selvaggi, un’elegia degli esseri che li hanno segnati con il loro passaggio. Un film di fantasmi che raccontano storie di un tempo che non c’è più.

L’ultimu sognu diretto da Lisa Reboulleau

Nel cuore della foresta corsa, nel centro dell’isola, una donna vaga di notte. Le sue partite di caccia sono oniriche e negli occhi delle bestie che uccide le viene rivelato il futuro funesto degli abitanti del suo villaggio. Lei è una mazzera.

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Cinema

RomaFF14: Judy, una toccante Renée Zellweger è Judy Garland nel biopic di Rupert Goold

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judy recensione

A soli tredici anni Frances Ethel Gumm, poi in arte Judy Garland, viene messa sotto contratto dalla MGM e lanciata verso quella che dovrebbe essere una brillante carriera costellata di successi. E i successi arriveranno, in primis quel Mago di Oz che la condurrà attraverso il sentiero dorato e poi sotto i riflettori del successo, ma arriveranno di pari passo anche i tanti fallimenti e momenti bui, a connotare un’esistenza che finirà di brillare precocemente a soli 47 anni.

judy film

Rupert Goold, regista inglese specializzato in teatro, adatta per il grande schermo il dramma teatrale End of the Rainbow di Peter Quilter, e cuce addosso a un’ottima Renée Zellweger i panni “striminziti” di una stella del cinema hollywoodiano “nata in un baule, nelle quinte di un teatrino di provincia”, e schiacciata dalle regole e dai paradossi del suo stesso successo. Raccontando l’ultima tournee della diva nel night club londinese Talk of the Town, Goold tratteggia la stella, il talento, la voce luminosa, ma anche tutte le ansie, le dipendenze, le depressioni sperimentate a ciclo continuo dall’attrice statunitense. Nel mondo patinato dello spettacolo e sotto le luci di proscenio, Judy racconta i risvolti tragici della storia di una bambina cresciuta troppo in fretta, svezzata a regole ferree e pillole (per spezzare la fame, dormire, tranquillizzarsi – dipendenze poi mai del tutto abbandonate) divenuta una giovane diva osannata ma letteralmente sbranata dai propri demoni interiori e dalla sofferenza. Una sofferenza a cui nemmeno l’amore viscerale per i figli o per l’ultimo marito Micky Deans riuscirà a strapparla. 

Curiosità: Tutti i volti di Londra al cinema

Renée Zellweger si cala a pieno regime, con trasporto e partecipazione espressiva ed emotiva nella bravura così come nei tic e nel male di vivere della celebre interprete di Dorothy, e ne porta alla luce tutti i tratti salienti di quella profonda insicurezza e senso di smarrimento che ne sanciranno poi l’uscita di scena e la precoce scomparsa. Sempre più dipendente da alcol e pillole, meno affidabile e assicurabile, e dunque spendibile per il mercato del crudele e impietoso showbiz, la minuta Judy pagherà a proprie spese il conto di quel mondo luccicante che non ammette fragilità, tentennamenti, diversità, e che è pronto a darti il benservito tra uno spettacolo e l’altro.

Renee Zellweger Judy

Renee Zellweger in Judy

Goold dal canto suo dirige con sensibilità e trasporto, sfruttando l’alternanza di tempi storici che tra ’39 e ’69 sanciscono inizio e fine di questa vita drammatica, il dettaglio (la vita privata) e la panoramica (la vita pubblica) di un’eroina bella e fragile, avvolta dalle spire del successo e rimasta molto probabilmente impigliata in quella ricerca del sogno e di quel luogo magico, oltre l’arcobaleno, dove i sogni riescono in qualche modo anche a diventare realtà (senza che la realtà torni poi a spezzarli) “Somewhere over the rainbow Way up high And the dreams that you dream of Once in a lullaby”. 

Lo sapevi che: Il Mago di Oz diventa un film horror

Nell’adattamento per il grande schermo del dramma teatrale End of the Rainbow di Peter Quilter, Rupert Goold dirige un’ottima Renée Zellweger in Judy, che racconta l’ultima tournee di Judy Garland attraverso luci e ombre di un talento precocemente spezzato dalla malia controversa del successo. Un biopic onesto che ripercorre il sentiero di un’esistenza tragica senza insistere nel pietismo o nel sentimentalismo, ma cercando piuttosto di disegnare il complesso ritratto di bambina, e poi donna, nascosti dietro al volto inquieto della diva.

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Cinema

RomaFF14: Honey Boy, l’infanzia traumatica di Shia LaBeouf

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Otis (interpretato dai bravi Noah Jupe nella versione bambina e Lucas Hedges in quella adulta) è un dodicenne prodigio, un talento indiscusso sui set, ma anche un Honey Boy (dolce bambino) come lo chiama il padre alcolista e tossicodipendente (interpretato da Shia LaBeouf) che gli fa da accompagno e “manager”. Padre e figlio vivono in un comprensorio popolare circondati da prostitute e gente che, proprio come loro, vive alla giornata e si ritrova sempre nello stesso cortile.

honey boy

Honey Boy

Divenuto adulto e alle prese con un’avviata carriera da stuntman ma una vita sempre più scombinata, Otis ripercorrerà mentalmente l’infanzia turbata e disturbante vissuta accanto a quel padre problematico e incapace di fare il genitore, e proiettata tutta nel sogno di sfondare mettendo a frutto il suo talento per riscattare quella vita ai margini e anche in qualche modo l’esistenza di quel padre sgregolato e “bambinesco” ma in fondo buono. Cresciuto troppo in fretta e costretto nel paradosso a fare da genitore al proprio padre (sostenendolo anche economicamente con il suo lavoro sul set) Otis è bambino di grande sensibilità e talento che incanalerà nella sua vita adulta tutte le intemperie e le fratture di quell’infanzia, caratterizzata dalla mancanza di punti di riferimento adulti e affidabili, e dalla mancanza di una famiglia unita e di amorevole supporto. 

Storia di formazione autobiografica scritta dallo stesso attore Shia LaBeouf durante un periodo di in clinica per disintossicarsi dall’alcol, Honey Boy è una dura storia di precoci talenti e infanzie spezzate che trova in Shia LaBeouf (estremamente in parte nei panni del padre) e nel piccolo Otis (sguardo a un tempo dolce e sveglio)  il giusto confronto emotivo per parlare in maniera toccante ma non retorica, coinvolgente ma non ricattatoria di famiglie disfunzionali e rapporti padre-figlio burrascosi. Una tematica già ampiamente affrontata nel cinema (più o meno indipendente) ma che nell’occhio dell’esordiente regista israelo-americana Alma Har’el (già autrice di video musicali e documentari) lo sguardo giusto e il giusto equilibrio tra partecipazione e oggettività per indagare il cuore di quelle mancanze che creano dipendenze, e di quei circoli esistenziali viziosi che più si originano precocemente e più sono – in assoluto – difficili da spezzare.

honey boy lucas hedges

Lucas Hedges nel film Honey Boy

Alma Har’el realizza un’opera intima e a suo modo toccante che parla di metabolizzazione del dolore, di imparare a lasciar andare il rancore, e di quel “seme che deve distruggersi per diventare fiore”. Un film piccolo ma onesto che ha tutte gli elementi del film indipendente di qualità e che poggia gran parte del suo carattere emotivo sull’interpretazione funzionale di Shia LaBeouf e del piccolo Noah Jupe.

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