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Gli Incredibili 2: parla Amanda Lear

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Nel nuovo lungometraggio di animazione Disney•Pixar Gli Incredibili 2, la voce della celebre attrice, cantante e artista Amanda Lear torna interpretare all’iconica e amata stilista Edna Mode.

Gli Incredibili 2: il personaggio di Edna

Edna Mode possiede un impeccabile senso del design, un’acuta comprensione della tecnologia più sofisticata e una impareggiabile professionalità. Creativa e visionaria, auspica il ritorno dei supereroi per poter ancora una volta sbizzarrirsi nella creazione di super costumi eleganti e funzionali.

“Edna domina qualsiasi luogo in cui faccia il suo ingresso”, commenta il regista premio Oscar® Brad Bird, che doppia il personaggio nella versione originale del film. “A prescindere dall’importanza delle persone che la circondano, che sono spesso supereroi, la sua personalità è sempre dominante. In fondo tutti noi ci appelliamo alla nostra Edna interiore nei momenti in cui ci sentiamo più sicuri”.

Gli Incredibili 2

Gli Incredibili: il film

Il secondo capitolo della saga diretta dal regista Brad Bird, già record di incassi con oltre 1 miliardo di dollari al box office in tutto il mondo, vanta inoltre nella versione italiana la voce della pluripremiata campionessa paralimpica mondiale Bebe Vio interpreta Voyd, una giovane supereroina grande fan di Elastigirl, mentre il popolare attore Orso Maria Guerrini è la voce di Rick Dicker, il funzionario alla guida del programma ufficiale di ricollocamento dei supereroi che aiuta i Parr a mantenere segreta la propria identità, e il giornalista e presentatore televisivo Tiberio Timperi è Chad Brentley, conduttore di un importante talk show. Inoltre, il pubblico riconoscerà sul grande schermo le voci dell’attrice premiata con il David di Donatello e il Nastro d’Argento Ambra Angiolini, nel ruolo dell’imprenditrice esperta di tecnologia Evelyn Deavor, e dell’attrice candidata al Golden Globe Isabella Rossellini, elegante e carismatica ambasciatrice a sostegno della legalizzazione dei supereroi.

Gli Incredibili 2 è attualmente in programmazione nelle sale cinematografiche.

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Cinema

Can Yaman: l’attore turco è il super ospite internazionale del programma Live non è la D’Urso

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È trascorso solo un mese dall’ultima volta che l’attore turco è stato ospite di uno dei programmi televisivi Mediaset di maggiore successo: C’è posta per te condotto da Maria De Filippi. Classe 1989, Can Yaman, noto per essere l’affascinante avvocato e interprete di diverse serie tv di successo turche, è stato ospite della trasmissione Live Non è la D’Urso condotto da Barbara D’Urso.

L’annuncio  della sua partecipazione, giunta nelle case degli italiani giovedì durante la trasmissione Pomeriggio Cinque, è stata come un fulmine a ciel sereno, che nell’arco di pochi minuti ha fatto il giro del mondo. La notizia di aver Can Yaman nuovamente nel nostro Paese, dopo le esperienze di Napoli ad agosto e di Roma a ottobre, ha fatto andare in fibrillazioni le fan di tutte le età.

Can Yaman e i problemi con la stampa turca

L’attore turco Can Yaman conosciuto dal pubblico italiano attraverso la serie Bitter Sweet – Ingredienti d’amore in coppia con l’attrice Özge Gürel andata in onda la scorsa estate è riuscito a conquistare il cuore delle italiane di tutte le età. A confermare questa notizia, la presenza di donne e bambine disposte ad aspettare per ore sotto il suo hotel, nella speranza di scattare un selfie con lui. Nonostante il successo nel nostro Paese, purtroppo Can, è stato vittima della mentalità chiusa e poco aperta alle battute tipica del popolo turco. Due sono stati i momenti per i quali Yaman è stato costretto a rifugiarsi in un silenzio stampa forzato.

Il primo – datato novembre 2019 – lo ha visto protagonista di una battuta considerata (erroneamente) infelice nei confronti di una giornalista, la quale non credendo nella sua esistenza, l’attore scherzando, l’aveva invitata a toccarlo per testare la sua reale esistenza. Mentre, il secondo è stato a seguito di una dichiarazione rilasciata ad un giornale turco verso dicembre 2019. nel quale sosteneva che la libido e quindi la chimica tra i due protagonisti è fondamentale per la buona riuscita di una serie, proprio come è accaduto nel suo ultimo progetto Erkenci Kus con la bravissima collega Demet Özdemir.

A distanza di mesi, dopo essere letteralmente scomparso dai social e dai luoghi che era solito frequentare a Istanbul, Can Yaman tornato dal servizio militare verso la fine di gennaio, per la prima volta tornerà in televisione – per di più in Italia – e si racconterà alla padrona di casa Barbara D’Urso.

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L’intervista

“Mangia dolce, parla dolce!” con questa espressione tipicamente turca, Can Yaman è stato intervistato da Barbara D’Urso, la quale lo ha fatto accomodare sul ben noto divanetto bianco di Live. Dopo aver visto la clip di presentazione, la prima domanda è stata inerente al servizio militare. L’attore ha dichiarato: “È andato molto bene. Sono stati molto carini, eccezionali. Abbiamo avuto conversazioni profonde. Certo è stato faticoso ma non particolarmente.”   La D’Urso, personaggio televisivo molto legato alla famiglia, ha chiesto del suo rapporto con la madre Guldem: “Ho un rapporto molto bello con lei”. La conduttrice incalzando sull’argomento matrimonio, (strizzando l’occhio anche a una delle domande dell’intervista di C’è posta per te ) ha chiesto cosa ne pensasse la sua famiglia nel vederlo sposato nelle serie tv nelle quali è protagonista. Can, coerente con quanto detto lo scorso ottobre, ha riaffermato che la madre e la nonna sono le persone della sua vita maggiormente contente.

La seconda clip, ha mostrato l’arrivo di Can a Milano dopo essere atterrato ieri pomeriggio all’aeroporto di Malpensa. Come sempre, le fan erano pronte anche lì – nonostante i pericoli del corona virus – pronte ad accogliere il divo turco e fargli sentire tutto il calore che le italiane sono solite dimostrare nei suoi confronti. Le parole di Can di fronte a così tanto affetto sono state: “Un’ accoglienza ottima, incredibile!”

La nota conduttrice partenopea, ha ricordato il momento in cui Can è stato a Napoli lo scorso agosto in vacanza col padre. “Non sapevo ci fosse tutto questo delirio. Sono rimasto shockato. 7 giorni 24 ore cantavano: scendi scendi. Avevano bloccato tutto il lungomare. Sono sceso 3 ore al giorno per fermarmi a fare selfie con loro. “

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Amore, militare e….

La domanda sulla sfera privata, schivata come sempre dall’attore turco, lo ha visto rispondere in maniera vaga riguardo le doti fisiche che dovrebbe avere la sua donna ideale. Can Yaman da bravo avvocato nonostante non professi il mestiere, ha dichiarato: “Non ha caratteristiche precise fisiche. Si può essere bellissima, ma per me conta di più il carattere nella persona. Devo conoscerla.”

Chiusa la parentesi sull’amore, la D’Urso ha continuato dicendo: “Hai studiato giurisprudenza. Ma i tuoi genitori come ti volevano?” . Can onestamente ha risposto: “I miei vogliono così. Sono felici per come so. A mio papà non interessa cosa faccio, l’importante è che sia felice.”

Il tasto dolente della serata, sono state le 100 fan che a causa dell’ordinanza della regione Lombardia per il corona virus, hanno perso l’occasione di poter conoscere dal vivo il bellissimo e bravissimo Can. La bellissima Barbara, fasciata in un completo rosa, è voluta tornare sull’argomento del militare. “Tu sei solito alzarti presto la mattina? Com’era la tua giornata tipo durante il militare?” . Yaman ha risposto dicendo: “Avevo la sveglia alle 6 di mattina. Mio padre era preoccupato per questo, perché sono solito avere problemi con la sveglia presto. Però durante il militare andavo a letto alle 21.00 e mi svegliavo sempre 15 minuti prima degli altri. Dovevo sistemarmi e rasarmi la barba, perché lì è obbligatorio.”

L’intervista completamente in italiano, ha sorpreso la conduttrice a tal punto da chiedergli come mai fosse così bravo a parlare la nostra lingua. La risposta di Can è stata: “Ho frequentato il liceo italiano a Istanbul. Lì è normale, perché si scelgono licei stranieri, e io scelsi quello italiano, facendo tutte materie in lingua italiana.” 

Prima di congedare Can Yaman, la padrona di casa ha cercato di strappare una promessa di averlo nuovamente nel suo programma, per accoglierlo come merita. L’attore, oltre a dire che sicuramente ci sarà occasione, ha rivelato: “Potrei anche venire a vivere un periodo in Italia, chissà…”

 

 

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Cinema

Aladdin 2 | Cinque domande sul sequel live-action

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Solo qualche giorno fa Disney ha ufficialmente annunciato che un sequel del live-action di Aladdin è ufficialmente in cantiere. Il primo adattamento in carne e ossa dell’amatissimo cartoon del 1992 ha diviso la critica e conquistato il pubblico, con un incasso globale che ha superato il miliardo di dollari. Il film diretto da Guy Ritchie vedeva protagonisti Mena Massoud nel ruolo principale, Will Smith nei panni del Genio e Naomi Scott in quelli della bella principessa Jasmine. Si sa ancora poco del secondo capitolo, ma con le informazioni ad ora in nostro possesso vediamo quali sorprese potrebbe regalare.

Will Smith ritornerà come Genio?

Will Smith è stato uno dei punti di forza di Aladdin, capace di non far rimpiangere la performance (allora esclusivamente vocale) di Robin Williams nel classico animato. L’attore è riuscito infatti a mettere molto di sé, e del suo prepotente ego, nel cuore del personaggio, spesso filtrato attraverso l’utilizzo degli ottimi effetti speciali. Chi ha visto il film sa che il Genio, tramite il desiderio finale del protagonista, ha assunto forma umana e si è costruito una propria famiglia. La sceneggiatura dovrebbe quindi optare su altre soluzioni per reinserirlo nel sequel senza snaturare quanto visto nel predecessore, e al momento l’attore non è stato ancora contattato per il suo potenziale ritorno.

Aladdin 2 sarà ancora un musical?

Aladdin e Jasmine sul tappeto volante

La colonna sonora ha conquistato il grande pubblico, tra riproposizioni di hit storiche dell’originale e pezzi nuovi di zecca, nei quali Naomi Scott ha dato sfoggio di tutto il suo talento canoro. Alan Menken, già curatore della colonna sonora del cartoon e del live-action, non è ancora confermato come compositore di questo nuovo episodio, ma in ogni caso è difficile immaginare un film di Aladdin senza la sua anima musical, fatta di canzoni e balli esotici.

Leggi anche: Movie Score, tutte le canzoni del remake di Aladdin

Guy Ritchie tornerà in cabina di regia?

Recentemente il regista inglese è tornato ad un genere a lui congeniale con la commedia criminale The Gentlemen. Aladdin è stato sicuramente il lavoro più atipico di tutta la sua carriera, con atmosfere giocose e bizzarre che lo hanno visto alle prese anche con il musical. Il ritorno di Guy Ritchie dietro la macchina da presa è ancora incerto, e il cineasta è al momento impegnato con le riprese del suo ultimo film Cash Truck, heist-movie dove collabora ancora una volta con il fidato amico Jason Statham.

Torneranno gli altri membri del cast?

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Naomi Scott e Navid Negahban

Il casting di Aladdin ha segnato un importante punto di svolta per aver scelto personaggi che rispettassero etnicamente e culturalmente le etnie di origine (scelta confermata anche nell’atteso live-action di Mulan). Mena Massoud, Naomi Scott e il resto degli interpreti farà quindi ritorno nel sequel? La scelta sembra ovvia, nonostante non vi sia ancora niente di ufficiale, e d’altronde sarebbe impensabile vedere nuovi attori nei relativi ruoli. Un indizio che potrebbe suggerire potenziali risvolti narrativi sarebbe l’ingaggio di Marwan Kenzari, che vestiva i panni del crudele Jafar, il cui destino sembrava sancito alla fine del primo film.

Aladdin 2 sarà ispirato dai sequel animati?

Il cartone del 1992 ha avuto ben due seguiti animati, usciti direttamente per il mercato home video. Il primo di questi, Il ritorno di Jafar, vedeva per l’appunto il come-back del villain nel tentativo di impedire l’ascesa di Aladdin al trono di Agrabah, mentre nel secondo – Aladdin e il re dei ladri – il matrimonio tra il protagonista e Jasmine veniva interrotto da una misteriosa figura del passato. Stando a quanto riportato da Variety, il sequel live-action si baserà su una storia del tutto nuova e originale, con gli sceneggiatori John Gatins e Andrea Berloff pronti a prendere ispirazione dai racconti de Le mille e una notte.

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Berlinale

Berlino 70 | My Salinger Year, la recensione del film di apertura

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my salinger year

Johanna è una giovane aspirante scrittrice che vive in una avvolgente e tenue New York degli anni 90. Il suo sogno è uno di quelli tenuti nel cassetto da tutti coloro che tentano di realizzarsi tra le strade della grande mela, come se quella città, da sempre fonte di ispirazione di cineasti e poeti, avesse dei poteri magici. Quando inizia a lavorare come assistente di Margaret, la famosa agente letteraria di scrittori di successo come J.D. Salinger, Johanna si avvicina un po’ di più al mondo della letteratura, seppur da una diversa prospettiva.

Oltre a rispondere al telefono e assecondare i capricci del capo, le viene assegnato il compito di leggere le numerose lettere indirizzate al celebre scrittore de Il Giovane Holden. Colpita dalle riflessioni e confessioni dei vari ammiratori di Salinger, Johanna comincia a rispondere, andando incontro ad alcune inevitabili conseguenze.

my Salinger year

Sigourney Weaver in My Salinger Year

Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira”. Il regista Philippe Falardeau sembra voler portare sullo schermo queste parole dello scrittore americano con il film My Salinger Year che ha aperto la 70° edizione del festival di Berlino.

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La sua protagonista, interpretata da una carismatica e tenera Margaret Qualley, ha l’occasione di ricevere preziosi consigli da Salinger in persona attraverso una serie di telefonate improvvisate. Cosa può volere di più una ragazza che sogna di diventare scrittrice ed è in cerca della sua grande occasione? Il film di Falardeau si nutre di una storia delicata, emozionante, immersa in un’atmosfera che ricorda i film di Woody Allen senza jazz di sottofondo. 

Ispirato al romanzo Un anno con Salinger di Joanna Rakof, My Salinger Year esplora il fascino del mondo della letteratura e dell’editoria di un periodo storico in cui non si avverte la minaccia della scrittura digitale e l’assenza degli smartphone permette ai vari personaggi una maggiore consapevolezza di quello che accade intorno a loro. Mentre di rado appare la presenza misteriosa di J.D. Salinger sempre di spalle per scelta del regista, al centro della sceneggiatura il rapporto tra Margaret e Johanna, due donne così diverse accomunate da un’esperienza comune che le fa crescere e maturare, ognuna a suo modo. La dinamica tra loro sembra ricordare quella di Miranda Priesley (Meryl Streep) e la giovane sognatrice Anne Hathaway. Infatti un difetto del film – se può considerarsi tale – è l’eccessiva similitudine con la commedia di David Frankel del 2006.

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Margaret Qualley My Salinger Year

Margaret Qualley in My Salinger Year

All’inizio Margaret e Johanna sono come due pianeti diversi che piano piano si connettono e riescono a condividere una visione. My Salinger Year è un film intimo, adorabile e senza pretese, che ci invita a credere nelle proprie ambizioni fino alla fine, magari dando una sbirciatina a chi ce l’ha fatta prima di noi.

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