Risale al 1963 l’unico film fantastico di Alfred Hitchcock, Gli Uccelli. Il Maestro del brivido porta sul grande schermo l’omonimo racconto di Daphne Du Maurier, adattato da Evan Hunter che ha mantenuto soltanto l’idea centrale dell’attacco degli uccelli contro gli esseri umani.

Botega Bay, una piccola cittadina californiana vicino San Francisco, viene improvvisamente invasa da gabbiani e corvi che cominciano a raggrupparsi in ogni angolo, strada e su ogni tetto, in maniera tranquilla ma inquietante, e subito dopo si organizzano per attacchi veri e propri ai passanti, che si ritrovano in mezzo a questa delirante invasione. Hitchcock gioca con lo spettatore, realizzando una storia con un ritmo in crescendo e una natura inizialmente ignota. Da un’ apparente commedia mondana si passa ad un allegoria apocalittica vibrante e dinamica, ricca di pathos ed estremamente coinvolgente. La quiete di una piccola città viene letteralmente investita da un fenomeno surreale ed insolito, che mina anche le varie relazioni personali, ponendo ogni personaggio di fronte al proprio destino. “Questo film è chiaramente una costruzione intellettuale, una fantasia” afferma Truffaut in una vecchia intervista. Questa fantasia, questo Hitchcock pervaso dall’immaginazione però non viene compreso dalla critica internazionale che lo sottovaluta, come sottolinea Laura Manaresi nelle parole che accompagnano questa illustrazione di Giovanni Manna: “Il potere dell’immaginazione è spesso sottovalutato…”. L’artista riprende con humour uno dei più classici film di Hitchcock, partendo da una provocatoria e simpatica gabbia il cui cancello è rimasto aperto… gli uccelli dapprima percepiti come una vaga minaccia, comodamente allineati nei vari angoli di  Botega Bay in attesa di qualcosa, cominciano gradualmente ad organizzare i loro attacchi, individuali e poi di gruppo, in un crescendo sempre più concitato di pericolo ed imprevedibilità. Nella parte finale dell’illustrazione svolazzano intorno al loro creatore che, rapito dal potere dell’immaginazione, li contempla fiero della sua idea e del suo film che, comunque è apprezzato ancora oggi ed è considerato uno dei capolavori indelebili nella storia del cinema.

PENSIERI IN FUGA

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