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I 50 film che hanno ispirato Doctor Who, la serie tv cult

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Quando in un articolo vengono usati termini quali serie televisiva britannica di fantascienza e serie più longeva della storia la risposta può essere una sola: Doctor Who. Iniziato nel lontano 1963, riavviato nel 2005 e interpretato da ben undici attori/dottori, Doctor Who racconta la storia di un alieno viaggiatore del tempo che esplora l’Universo a bordo del TARDIS, una macchina a forma di cabina blu della polizia inglese capace di saltare in epoche diverse grazie ad un vortice temporale. In occasione della trasmissione della ottava stagione del telefilm, interpretata dal dodicesimo dottore Peter Capaldi, noi di NewsCinema (grazie a Total Film) vi regaliamo un divertente speciale con i 50 film che hanno ispirato il meraviglioso e irraggiungibile serial.

1) One Million B.C. (1940): Il film racconta la storia di un uomo preistorico e del suo tentativo di unire due tribù. L’opera interpretata da Victor Mature può essere associata al debutto di Doctor Who nel 1963 che vede il celebre dottore catturato da alcuni uomini delle caverne.

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2) Il gabinetto del Dottor Caligari (1919): Il celebre film di Robert Wiene è stato citato nella seconda avventura del Doctor Who che riprende nella raffigurazione del pianeta Skaro l’estetica espressionista del film. Ma le associazioni non finiscono qui. Nel 1966 nell’episodio The Gunfighters il Dottore usa proprio il nome Caligari come alias.

3) Radiazioni BX: distruzione uomo (1957): Il film vede Grant Williams diventare grande poco più di una formica a causa di una misteriosa nuvola. Nell’episodio Planet of Giants del 1964 di Doctor Who il protagonista è costretto a causa di un malfunzionamento del TARDIS a sopravvivere, nonostante le dimensioni microscopiche, ad un combattimento con un gatto.

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4) Sfida infernale (1946): Il classico western di John Ford è stato ripreso da Doctor Who nell’episodio The Gunfighters del 1966 che vede un duello tra il Dottore e William Hartnell sul tema del film The Ballad of the Last Chance Saloon.

5) Il mostruoso uomo delle nevi (1957): Il film ripreso nell’episodio The Abominable Snowmen  del 1967 vede il Secondo Dottore scoprire in Tibet uno Yeti robot controllato da una associazione. Nella raffigurazione del professor Travers si può vedere facilmente il personaggio del Dr. Friend del film.

6) Si vive solo due volte (1967): Il quinto 007 interpretato da Sean Connery è stato ripreso da Doctor Who nell’episodio The Enemy Of The World (1967-1968) che vede il Dottore alle prese con il terribile Salamander, un dittatore che ha trovato il modo di controllare i fenomeni naturali, tra cui i vulcani.

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7) 2001: Odissea nello spazio (1968): L’impatto del film di Kubrick fu enorme e nell’episodio The Space Pirates del 1969 c’è un forte omaggio nella raffigurazione della navicella spaziale e negli effetti vocali usati per la sequenza nello spazio.

8) Orizzonti di gloria (1957): Nell’episodio The War Games del 1969 troviamo un altro omaggio a Kubrick nella sequenza in cui il Dottore, Jamie e Zoe vengono catturati dagli Inglesi e accusati di essere spie tedesche.

9) Il Mago di Oz (1939): Per il decimo anniversario dello show lo speciale The Three Doctors (1972-1973) omaggia il capolavoro di Victor Fleming: il primo dottore soprannomina i suoi sostituti chiamandoli dandy e clown.

10) Charly (1968): Il finale della storyline del terzo dottore, Planet of The Spiders del 1974 vede un uomo mentalmente ritardato diventare super intelligente dopo essere entrato in contatto con un cristallo alieno. L’episodio ricorda molto il film Charly che valse un Oscar a Cliff Robertson.

11) King Kong (1933): Il debutto del quarto dottore, Tom Baker, è un omaggio a King Kong nella scena in cui il robot, accidentalmente diventato gigantesco, afferra Sarah Jane Smith.

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12) Il Pianeta Proibito (1956): L’episodio Planet of Evil del 1975 vede il Dottore alle prese con un mostro rosso assolutamente identico a quello fronteggiato dai protagonisti di Il Pianeta Proibito.

13) La Mummia (1959): Nell’episodio Pyramids of Mars del 1975 le mummie sono robot e il capo è una specie di Dio alieno, ma il plot è praticamente lo stesso del classico dell’orrore.

14) L’Invasione degli Ultracorpi (1956): Nell’episodio The Android Invasion del 1975 gli alieni cercano di rimpiazzare l’umanità con androidi. Nonostante la tematica sia stata affrontata numerose volte in Doctor Who questo episodio è un chiaro omaggio al capolavoro di Don Siegel.

15) La Cosa da un Altro Mondo (1951): Nell’episodio The Seeds Of Doom del 1976 il Dottore scopre una misteriosa razza nascosta al Polo Sud capace di evolversi in esseri mostruosi chiamati Krynoids. L’episodio cita il film La Cosa da un Altro Mondo del 1951, successivamente ripreso da Carpenter nel suo remake cult, The Thing. Che Doctor Who abbia influenzato il maestro dell’orrore John Carpenter?

16) The Beast With Five Fingers (1946): Il film vede Peter Lorre cacciato dalla mano di un pianista pazzo. Nell’episodio The Hand of Fear del 1976 la mano terribile appartiene a Edrad, un criminale alieno che ipnotizza Sarah Jane Smith per creare un nuovo corpo.

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17) The Manchurian Candidate (1962): Il dottore torna al suo pianeta originario nell’episodio The Deadly Assassin del 1976 dove diventa il primo sospettato dell’omicidio del Presidente.

18) Viaggio Allucinante (1966): Quando il dottore viene infettato da un virus alieno nell’episodio The Invisible Enemy del 1977 i suoi alleati vengono iniettati nel suo stesso corpo. L’episodio cita il film interpretato da Raquel Welch .

19) Star Wars (1977): La saga di George Lucas ha stravolto tutti gli schemi cinematografici influenzando il cinema e la televisione, tra cui lo stesso Doctor Who che nei set design e in altre incredibili chicche ha più volte omaggiato Star Wars.

20) Ivan Il Terribile (1944; 1958): L’episodio The Ribos Operation del 1978 vede il dottore cercare una chiave del tempo in un accampamento medievale guidato dal despota Graff Vynda-K. L’omaggio a Ivan Il Terribile, il tiranno russo, è più che ovvio in questo incredibile episodio.

21) Il Prigioniero di Zenda (1937): Il film interpretato da Ronald Colman vede al centro della scena un mistero legato ad un doppelganger, rivisitato da Doctor Who nell’episodio The Androids of Tara del 1978 in cui Romana è allo stesso tempo il doppelganger di una principessa locale.

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22) La Pantera Rosa (1963): Uno degli episodi preferiti dai fan è proprio City Of Death del 1979, che prende ispirazione da La Pantera Rosa e che vede la partecipazione anche di Catherine Schell, famosa per aver preso parte a La Pantera Rosa Colpisce Ancora.

23) La Bella e La Bestia (1946): Nell’episodio Warrior’s Gate del 1981 troviamo un misterioso castello, uno specchio magico e un essere leonino. Impossibile non pensare a Jean Marais de La Bella e La Bestia.

24) Alien (1979): Il capolavoro di Ridley Scott è stato ripreso da Doctor Who nell’episodio Earthshock del 1982 dove le tonalità e i colori delle scene e una morte shoccante non possono non far pensare al primo indimenticabile Alien.

25) Un Lupo Mannaro Americano a Londra (1981): Il cult di John Landis approda in Doctor Who nell’episodio Arc Of Infinity del 1983 dove due inglesi si trovano alle prese con una cripta ad Amsterdam ed una opening scene che è un vero e proprio omaggio.

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26) Repulsione (1965): Nell’episodio Terminus del 1983 Doctor Who cita l’horror psicologico di Roman Polanski Repulsion nella inquietante scena di Tegan e Turlough che vengono afferrati dalle mani degli infetti di una stazione spaziale.

27) Message From Space (1978): Nell’episodio Enlightenment del 1983 Doctor Who assume il comando di una antica imbarcazione spaziale. Scena che ricorda molto il film del prolifico regista giapponese Kinjii Fukasaku Message From Space.

28) The Loved One (1965): Il film cult di Tony Richardson è citato in Doctor Who nell’episodio Revelation Of The Daleks del 1985 dove i morti vengono trasformati in Daleks.

29) Grease (1978): Ebbene si, il cult interpretato da John Travolta e Olivia Newton-John è citato in Doctor Who nell’episodio Delta And The Bannermen del 1987, ambientato negli anni ’50.

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30) Quarto Potere (1941): Il debutto di Orson Welles è citato in Doctor Who nell’episodio Dragonfire del 1987 dove troviamo una moltitudine di allusioni a classici del cinema come Nosferatu e Alien. Il nome del villain è poi particolarmente eloquente, Kane.

31) The Fog (1980): La battaglia del celebre dottore contro i vampiri di un piccolo villaggio nell’episodio The Curse Of Fenric del 1989 cita il capolavoro di John Carpenter The Fog.

32) Frankenstein (1931): Il capolavoro interpretato da Boris Karloff è citato sia nell’episodio The Brain Of Morbius del 1975-1976 che nel reboot del 1996

33) Il silenzio degli innocenti (1991): Un crudele e super intelligente prigioniero è il protagonista dell’episodio Dalek del 2005. Impossibile non pensare al cult interpretato da Anthony Hopkins.

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34) La casa ai confini della realtà (1988): L’inquietante horror di Bernard Rose è citato nell’episodio Fear Her del 2006 che segue la storia di una ragazza capace di trasformare i suoi terribili disegni in realtà.

35) Harry Potter e la pietra filosofale (2001): L’episodio The Shakespeare Code del 2007, titolo che fonde Shakespeare in Love e The Da Vinci Code, è allo stesso tempo un omaggio anche al celebre maghetto Harry Potter.

36) Blade Runner (1982): La società futuristica e le macchine volanti del capolavoro di Ridley Scott sono citate nell’episodio Gridlock del 2007.

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37) The Quatermass Experiment (1955): Il franchise di The Quatermass è stato più volte ripreso da Doctor Who. Uno degli ultimi omaggi è presente in The Lazarus Experiment del 2007 in cui Mark Gatiss interpreta uno scienziato i cui esperimenti lo fanno mutare in un terribile mostro.

38) Sunshine (2007): L’episodio 42 del 2007 vede il Dottore e Marta intrappolati in una navicella spaziale che non riesce ad uscire dall’orbita solare. Impossibile non pensare al thriller di Danny Boyle del 2007.

39) L’avventura del Poseidon (1972): Lo speciale di Natale del 2007, Voyage Of The Damned, cita L’avventura del Poseidon raccontando il tentativo del Dottore di impedire ad una navicella spaziale di schiantarsi contro la terra.

40) La vita è meravigliosa (1946): Il classico di Frank Capra è al centro dell’episodio Turn Left del 2008 che ha riscritto l’intera serie dal punto di vista di Donna Noble.

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41) Aliens (1986): L’episodio The Time Of Angels del 2010 omaggia il sequel di James Cameron raccontando di una incredibile lotta intrapresa dal Dottore e da un gruppo di soldati.

42) Mircalla, l’amante immortale (1971): Il Cult della Hammer è citato in Vampires in Venice del 2010.

43) Pirati dei Caraibi: La Maledizione della Prima Luna (2003): Già nel 1966 Doctor Who si era trovato a fronteggiare pirati in The Smugglers, ma nell’episodio del 2011 The Curse Of The Black Spot è più che palpabile l’influenza dei film interpretati da Johnny Depp.

44) The Shining (1980): Il capolavoro di Stanley Kubrick è ripreso nell’episodio The God Complex del 2011 in cui Amy e Rory si trovano in un misterioso hotel le cui stanze contengono le più grandi paure dei loro ospiti.

45) Un amore all’improvviso (2009): L’episodio The Wedding Of River Song del 2011 cita lo struggente film interpretato da Eric Bana e Rachel McAdams del 2009.

46) Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l’armadio (2005): Lo speciale di Natale del 2011, intitolato The Doctor, The Widow And The Wardrobe è un chiaro omaggio al blockbuster di Andrew Adamson tratto dai libri di C.S. Lewis.

47) Jurassic Park (2003): Il cult di Steven Spielberg è al centro dell’episodio Dinosaurs On A Spaceship del 2012 dove è citato perfino il personaggio interpretato da Pete Postlethwaite nel sequel del 1997 The Lost World.

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48) Mezzogiorno di fuoco (1952): Il film interpretato da Gary Cooper è citato nell’episodio A Town Called Mercy del 2012 dove un cyborg dà un ultimatum alla popolazione per ottenere Kahler-Jex, il dottore alieno che ha fatto esperimenti su di lui.

49) Allarme rosso (1995): Il cult action interpretato da Gene Hackman e Denzel Washington è al centro dell’episodio Cold War del 2013 dove il Dottore si trova intrappolato in un sottomarino sovietico.

50) The Haunting (1963): Il classico dell’orrore diretto da Robert Wise è citato nell’episodio Hide del 2013 che vede l’11esimo dottore e Clara ospiti di Caliburn House, una magione infestata da un fantasma.

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Segnato da un amore incondizionato per la settima arte, cresciuto a pane e cinema e sopravvissuto ai Festival Internazionali di Venezia, Berlino e Cannes. Sono sufficienti poche parole per classificare il mio lavoro, diviso tra l’attenta redazione di approfondimenti su cinema, tv e musica e interviste a grandi personalità come Robert Downey Jr., Hugh Laurie, Tom Hiddleston e tanti altri.

Cinema

Venezia 79: ATHENA, quattro fratelli un unico destino

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Athena è stato presentato il 2 settembre in concorso alla 79ª edizione del Festival di Venezia. Si tratta di una produzione interamente francese e verrà distribuito su Netflix dal 23 settembre. Racchiuso in appena 97 min, è diretto e in parte sceneggiato e prodotto dal regista francese classe ‘81 Romain Gavras.

Athena, di cosa parla?

Siamo in Francia, un ragazzo viene ucciso durante uno scontro a fuoco con la polizia, questo giovane uomo ha 3 fratelli e uno di loro decide di iniziare una rivolta anarchica al fine di trovare risposte e ottenere i nomi degli agenti coinvolti. Da qui un massacro su più fronti che vedrà una famiglia pian piano disgregarsi, in una lotta tanto interiore quanto pubblica.

Athena, la recensione

Un destino, degli ideali chiari e tanta voglia di vendetta all’interno di un contesto turbolento. Tre fratelli tormentati ognuno dai propri demoni interiori, ma uniti da un amore familiare indelebile, si battono in una cieca lotta, tanto concettuale quanto fisica, affrontando le circostanze in modi completamente differenti e rischiando tutto e senza margine di manovra.

Ostinata ricerca della verità o di una qualche forma di giustizia, questa è la ramificazione che Athena insegue fin da subito verso un finale inaspettatamente rivelatore, che tinge un war-urban movie di un retrogusto thriller.

Morte, lacrime e disperazione disegnano un accurato disordine, un caos costruito sull’attuazione di una legge personale, un proprio credo fatto di violenza e rivoluzione. La pellicola è fin da subito un turbinio adrenalinico di sequenze, una guerra a colpi di piani sequenza totalmente immersivi ed interminabili, impreziositi da performance attoriali sbalorditive.

Ad incorniciare questa intrigante struttura possiamo ammirare una regia salda, che con fermezza articola musiche, colori, giochi di ombre, fumo e luci che scandiscono un ritmo incessante attraverso schieramenti di oscurità e chiarore. Inquadrature che inseguono personaggi come a volerli rendere totalmente focus della scena, mostrandoceli di spalle nel loro intento di compiere azioni decise.

Un impianto sonoro essenziale e rallenty funzionali, vengono poi inseriti nei momenti più adatti, tra occhi spietati e sguardi impauriti che descrivono sapientemente gli attriti di una famiglia, unita dal sangue ma separata nei principi.

Una madre come unica risorsa, un punto comune utile a calmare tre uomini travolti dagli eventi, che finisce per regalare parallelismi attuali efficaci in un film colmo di potenziali riflessioni socio-politiche, non trascurabili. Difficile cambiare il proprio destino, quando il futuro lo scrivi col sangue. Scelte sbagliate portano a conseguenze catastrofiche ed è esattamente lo stesso effetto domino che si chiede allo spettatore con questo Athena.

L’escalation empatica costante porterà ad un finale commovente, responsabile di una profonda e intensa ricerca di sviluppo concreto che arriva a insidiarsi nella mente di chi guarda, pur essendo lontano da quelle realtà.

Rabbia e sconvolgimenti emotivi in un contesto irrimediabile, delineano una porzione di vita che ci viene raccontata partendo da un forte trauma, in cui si tenta (non sempre riuscendoci), di tutelare i rapporti umani come quelli civili. La rivolta che colpisce Athena diviene a un certo punto ingestibile e colpevoli da un lato le melodie e dall’altro le scelte registiche, questa vera e propria fortezza inaccessibile ma sotto assedio, richiama assonanze dell’immaginario comune.

Il Signore degli anelli in primo luogo è di certo un elemento istintivamente riconducibile quando vediamo il preludio dello scontro armato, mentre in parallelo giunge chiara e lampante l’associazione visiva a Cesare de Il pianeta delle scimmie osservando Karim e le dinamiche da leader che gli gravitano attorno.

Sorprendente infine nella sua conclusione, che innalza ancor di più il contesto narrativo portando succulente riflessioni da maturare, questo nuovo lavoro di Gavras può senza dubbio essere additato come uno dei prodotti più interessanti provenienti dalla nuova edizione del Festival di Venezia.

Deciso, feroce, violento ma al tempo stesso estremamente delicato, sa parlarci di attualità in un modo insolito, inscenando una guerra su più fronti che procede però in un’unica direzione.

Colmo d’amore, protezione e spirito fraterno, ci suggerisce che a volte i pregiudizi e le apparenze non sono gli elementi a cui dar fede, ancor di più nel mondo odierno fatto di false speranze, nascoste dietro una corteccia di spudorato dissenso.

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Zlatan | Da Malmö alla Juventus, l’ascesa di Ibrahimovic nel biopic tratto dal libro

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Sono le difficoltà incontrate da Zlatan Ibrahimovic, più che le sue vittorie sul campo da calcio, ad essere esplorate nel film tratto dall’autobiografia best-seller del campione svedese di origine slava (Io, Ibra, in Italia edito da Rizzoli). La pellicola è stata presentata in anteprima mondiale alla 16esima Festa del Cinema di Roma.

Zlatan, diretto dallo svedese Jens Sjogren, titolo originale I am Zlatan ripreso dall’edizione internazionale del libro, è un racconto di formazione focalizzato principalmente sugli ostacoli incontrati lungo il cammino verso la gloria. Seguendo i primi passi della carriera dell’attuale asso del Milan, noto fuori dal campo per il carattere da duro e la forte autostima, il film ripercorre i suoi inizi da figlio di immigrati slavi nella periferia operaia di Malmö, fino al suo contratto con la Juventus, vero punto di svolta di una carriera che lo porterà a indossare le maglie anche di Inter, Barcellona, Milan, United e PSG.

Caduta e ascesa

Prima dell’ascesa c’è però una “caduta”. La pellicola inizia con Ibra già sotto contratto con il club olandese dell’Ajax. Il problema dell’attaccante è però nei numeri con pochi gol, che gli valgono l’etichetta di “immigrato pigro”. Il suo agente, Mino Raiola, lo convincerà a vendere la sua Porsche e a concentrarsi sui suoi allenamenti, perché all’orizzonte sembra esserci la vera prima grande chiamata, quella della Juventus

Viene difficile credere come il talento che giocava solo per sé, non passando mai la palla ai compagni e costringendo i suoi primi allenatori a tenerlo in panchina, oggi sia il leader indiscusso del suo Milan, anche se per adesso limitato al ruolo di “capo spogliatoio” secondo Tuttosport, visto l’infortunio che lo terrà fuori almeno fino agli inizi del 2023.

Alle origini di Ibra

Gli appassionati di calcio sanno per certo che Ibra, pur non potendo contribuire con gol e assist come un tempo, anche da bordocampo farà di tutto per trasmettere alla squadra la sua fame di vittorie per capovolgere l’inerzia di una gara, come testimoniato dalle telecamere fisse su di lui a San Siro. Il Milan che in queste prime giornate di Serie A è tra le quattro papabili per la vittoria, a giudicare dalle scommesse live su NetBet, subito dopo Juve e Inter, deve molto allo slancio motivazionale di Zlatan e solo continuando a guardare al film (o leggendo il libro) possiamo capire davvero come si forma il carattere impavido di Ibra. In particolare, attraverso il lungo flashback che parte dalle sue prime mosse sui campi da calcio a Malmö, si può comprendere tutta la forza interiore di questo campione. Poche persone credevano davvero in lui, ma Ibra non ha desistito e ha continua a salire di livello mostrando già doti fuori dal comune nella squadra della sua città.

Le guide che lo spronano

Nel frattempo sono due gli attori che si alternano nel ruolo per rendere realistica la crescita dello svedese, Bajraktari Andersson e Granit Rushiti. Con quest’ultimo torniamo alla quasi attualità e all’incontro con il potente direttore generale della Juve Luciano Moggi, poi, attraverso nuovi flashback veniamo di nuovo trasportati tra le periferie di Malmö, nelle case dei due genitori separati e al campo d’allenamento, tra gli echi della guerra dei Balcani e gli omaggi rimarcati a Muhammad Alì, fonte di ispirazione principale del dodici volte Guldbollen, o Pallone d’Oro svedese. Il focus si sposta sulla guida paterna: “Devi usare la critica come una forza trainante”, gli dice il padre Sefik per spronarlo a sfidare i suoi nemici, tirando sempre fuori il meglio di sé. Oggi forse Ibra non ha più bisogno di consigli e dal film capiamo meglio il perché.

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Il Signore degli anelli: Il ritorno del fantasy più amato di sempre

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Sono passati poco più di vent’anni da quando il primo film di questa epica trilogia fantasy è stato proiettato nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, trovando un posto nel cuore di tutti gli appassionati di mondi fantastici abitati da creature e razze di ogni tipo. 

Dopo un silenzio che dura da un bel po’ di anni, precisamente dal 2014, data in cui uscì l’ultimo film della trilogia Lo Hobbit, il mondo che J.R.R. Tolkien ha creato torna nuovamente a trasportarci nella magica Arda o Terra di Mezzo che a dir si voglia, ma questa volta non lo farà sui grandi schermi del cinema, bensì sul nostro televisore, computer o cellulare. 

Il nuovo Signore degli Anelli infatti non sarà un lungometraggio, ma una vera e propria serie che verrà inserita nel catalogo di Amazon Prime Video. 

Una serie con un arduo compito 

Come sappiamo bene, l’universo fantasy creato dal noto scrittore è tuttora fonte di ispirazione per numerose storie, basti pensare ai vari film, fumetti e, in particolare, ai videogiochi come Dragon’s Crown e Skyrim. Molti titoli videoludici, alcuni anche molto apprezzati, sono ambientati proprio nella Terra di Mezzo, mentre è possibile scaricare giochi come Throne: Kingdom at War che si ispirano parecchio alle epiche battaglie, alle grandi città e ai fitti boschi verdi, pieni di misteri e creature inimmaginabili. 

Con questa incredibile base, anche un solo passo falso potrebbe essere un enorme problema, quindi ecco cosa bisogna aspettarsi dalla serie in uscita il 2 Settembre di quest’anno. 

Coerenza 

L’universo che Tolkien ha creato è immenso e gestirlo all’interno di un’opera potrebbe rivelarsi un’impresa non da poco. 

La storia del mondo di Arda è piena di eventi particolari avvenuti in una linea temporale veramente lunga, la serie si basa in particolare sugli eventi accaduti nella seconda era. Trovare alcuni dei personaggi della prima trilogia in una serie ambientata nella Terra di Mezzo del passato, potrebbe far (giustamente) infuriare i fan più accaniti.

Source: Pexels 
Fedeltà 

Le caratteristiche delle razze, l’architettura, la fauna e la flora, i personaggi più importanti, tutto deve essere il più possibile fedele all’universo narrativo. Il trailer della serie mostra delle immagini promettenti: grandi ambienti come le città o i boschi sembrano simili a quelli presenti nella prima trilogia di Peter Jackson, così come altri particolari come per esempio le armature.

Effetti speciali 

Nonostante il peso degli anni si faccia sentire, La Compagnia dell’Anello mostra degli splendidi effetti speciali. Per fare un esempio, il Balrog è tutt’oggi una delle creature più belle realizzate in CGI (Computer-generated imagery). Anche sotto questo aspetto, sembra che la serie mostrerà i suoi muscoli con una computer grafica di tutto rispetto. 

Per quanto riguarda la trama, dovremmo avere una storia fantasy avvincente, anche se bisognerà vedere come verrà raccontata allo spettatore. Il trailer mostra avventura, grandi battaglie e tanti altri elementi che potrebbero tenerci incollati allo schermo. 

Le premesse per un’ottima serie ci sono tutte, quindi possiamo solo attendere il 2 Settembre con ansia, magari leggendo un libro o giocando a un titolo ispirati alle storie della Terra di Mezzo. 

Fonte: Pexels 

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