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I 50 film che hanno ispirato Doctor Who, la serie tv cult

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Quando in un articolo vengono usati termini quali serie televisiva britannica di fantascienza e serie più longeva della storia la risposta può essere una sola: Doctor Who. Iniziato nel lontano 1963, riavviato nel 2005 e interpretato da ben undici attori/dottori, Doctor Who racconta la storia di un alieno viaggiatore del tempo che esplora l’Universo a bordo del TARDIS, una macchina a forma di cabina blu della polizia inglese capace di saltare in epoche diverse grazie ad un vortice temporale. In occasione della trasmissione della ottava stagione del telefilm, interpretata dal dodicesimo dottore Peter Capaldi, noi di NewsCinema (grazie a Total Film) vi regaliamo un divertente speciale con i 50 film che hanno ispirato il meraviglioso e irraggiungibile serial.

1) One Million B.C. (1940): Il film racconta la storia di un uomo preistorico e del suo tentativo di unire due tribù. L’opera interpretata da Victor Mature può essere associata al debutto di Doctor Who nel 1963 che vede il celebre dottore catturato da alcuni uomini delle caverne.

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2) Il gabinetto del Dottor Caligari (1919): Il celebre film di Robert Wiene è stato citato nella seconda avventura del Doctor Who che riprende nella raffigurazione del pianeta Skaro l’estetica espressionista del film. Ma le associazioni non finiscono qui. Nel 1966 nell’episodio The Gunfighters il Dottore usa proprio il nome Caligari come alias.

3) Radiazioni BX: distruzione uomo (1957): Il film vede Grant Williams diventare grande poco più di una formica a causa di una misteriosa nuvola. Nell’episodio Planet of Giants del 1964 di Doctor Who il protagonista è costretto a causa di un malfunzionamento del TARDIS a sopravvivere, nonostante le dimensioni microscopiche, ad un combattimento con un gatto.

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4) Sfida infernale (1946): Il classico western di John Ford è stato ripreso da Doctor Who nell’episodio The Gunfighters del 1966 che vede un duello tra il Dottore e William Hartnell sul tema del film The Ballad of the Last Chance Saloon.

5) Il mostruoso uomo delle nevi (1957): Il film ripreso nell’episodio The Abominable Snowmen  del 1967 vede il Secondo Dottore scoprire in Tibet uno Yeti robot controllato da una associazione. Nella raffigurazione del professor Travers si può vedere facilmente il personaggio del Dr. Friend del film.

6) Si vive solo due volte (1967): Il quinto 007 interpretato da Sean Connery è stato ripreso da Doctor Who nell’episodio The Enemy Of The World (1967-1968) che vede il Dottore alle prese con il terribile Salamander, un dittatore che ha trovato il modo di controllare i fenomeni naturali, tra cui i vulcani.

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7) 2001: Odissea nello spazio (1968): L’impatto del film di Kubrick fu enorme e nell’episodio The Space Pirates del 1969 c’è un forte omaggio nella raffigurazione della navicella spaziale e negli effetti vocali usati per la sequenza nello spazio.

8) Orizzonti di gloria (1957): Nell’episodio The War Games del 1969 troviamo un altro omaggio a Kubrick nella sequenza in cui il Dottore, Jamie e Zoe vengono catturati dagli Inglesi e accusati di essere spie tedesche.

9) Il Mago di Oz (1939): Per il decimo anniversario dello show lo speciale The Three Doctors (1972-1973) omaggia il capolavoro di Victor Fleming: il primo dottore soprannomina i suoi sostituti chiamandoli dandy e clown.

10) Charly (1968): Il finale della storyline del terzo dottore, Planet of The Spiders del 1974 vede un uomo mentalmente ritardato diventare super intelligente dopo essere entrato in contatto con un cristallo alieno. L’episodio ricorda molto il film Charly che valse un Oscar a Cliff Robertson.

11) King Kong (1933): Il debutto del quarto dottore, Tom Baker, è un omaggio a King Kong nella scena in cui il robot, accidentalmente diventato gigantesco, afferra Sarah Jane Smith.

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12) Il Pianeta Proibito (1956): L’episodio Planet of Evil del 1975 vede il Dottore alle prese con un mostro rosso assolutamente identico a quello fronteggiato dai protagonisti di Il Pianeta Proibito.

13) La Mummia (1959): Nell’episodio Pyramids of Mars del 1975 le mummie sono robot e il capo è una specie di Dio alieno, ma il plot è praticamente lo stesso del classico dell’orrore.

14) L’Invasione degli Ultracorpi (1956): Nell’episodio The Android Invasion del 1975 gli alieni cercano di rimpiazzare l’umanità con androidi. Nonostante la tematica sia stata affrontata numerose volte in Doctor Who questo episodio è un chiaro omaggio al capolavoro di Don Siegel.

15) La Cosa da un Altro Mondo (1951): Nell’episodio The Seeds Of Doom del 1976 il Dottore scopre una misteriosa razza nascosta al Polo Sud capace di evolversi in esseri mostruosi chiamati Krynoids. L’episodio cita il film La Cosa da un Altro Mondo del 1951, successivamente ripreso da Carpenter nel suo remake cult, The Thing. Che Doctor Who abbia influenzato il maestro dell’orrore John Carpenter?

16) The Beast With Five Fingers (1946): Il film vede Peter Lorre cacciato dalla mano di un pianista pazzo. Nell’episodio The Hand of Fear del 1976 la mano terribile appartiene a Edrad, un criminale alieno che ipnotizza Sarah Jane Smith per creare un nuovo corpo.

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17) The Manchurian Candidate (1962): Il dottore torna al suo pianeta originario nell’episodio The Deadly Assassin del 1976 dove diventa il primo sospettato dell’omicidio del Presidente.

18) Viaggio Allucinante (1966): Quando il dottore viene infettato da un virus alieno nell’episodio The Invisible Enemy del 1977 i suoi alleati vengono iniettati nel suo stesso corpo. L’episodio cita il film interpretato da Raquel Welch .

19) Star Wars (1977): La saga di George Lucas ha stravolto tutti gli schemi cinematografici influenzando il cinema e la televisione, tra cui lo stesso Doctor Who che nei set design e in altre incredibili chicche ha più volte omaggiato Star Wars.

20) Ivan Il Terribile (1944; 1958): L’episodio The Ribos Operation del 1978 vede il dottore cercare una chiave del tempo in un accampamento medievale guidato dal despota Graff Vynda-K. L’omaggio a Ivan Il Terribile, il tiranno russo, è più che ovvio in questo incredibile episodio.

21) Il Prigioniero di Zenda (1937): Il film interpretato da Ronald Colman vede al centro della scena un mistero legato ad un doppelganger, rivisitato da Doctor Who nell’episodio The Androids of Tara del 1978 in cui Romana è allo stesso tempo il doppelganger di una principessa locale.

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22) La Pantera Rosa (1963): Uno degli episodi preferiti dai fan è proprio City Of Death del 1979, che prende ispirazione da La Pantera Rosa e che vede la partecipazione anche di Catherine Schell, famosa per aver preso parte a La Pantera Rosa Colpisce Ancora.

23) La Bella e La Bestia (1946): Nell’episodio Warrior’s Gate del 1981 troviamo un misterioso castello, uno specchio magico e un essere leonino. Impossibile non pensare a Jean Marais de La Bella e La Bestia.

24) Alien (1979): Il capolavoro di Ridley Scott è stato ripreso da Doctor Who nell’episodio Earthshock del 1982 dove le tonalità e i colori delle scene e una morte shoccante non possono non far pensare al primo indimenticabile Alien.

25) Un Lupo Mannaro Americano a Londra (1981): Il cult di John Landis approda in Doctor Who nell’episodio Arc Of Infinity del 1983 dove due inglesi si trovano alle prese con una cripta ad Amsterdam ed una opening scene che è un vero e proprio omaggio.

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26) Repulsione (1965): Nell’episodio Terminus del 1983 Doctor Who cita l’horror psicologico di Roman Polanski Repulsion nella inquietante scena di Tegan e Turlough che vengono afferrati dalle mani degli infetti di una stazione spaziale.

27) Message From Space (1978): Nell’episodio Enlightenment del 1983 Doctor Who assume il comando di una antica imbarcazione spaziale. Scena che ricorda molto il film del prolifico regista giapponese Kinjii Fukasaku Message From Space.

28) The Loved One (1965): Il film cult di Tony Richardson è citato in Doctor Who nell’episodio Revelation Of The Daleks del 1985 dove i morti vengono trasformati in Daleks.

29) Grease (1978): Ebbene si, il cult interpretato da John Travolta e Olivia Newton-John è citato in Doctor Who nell’episodio Delta And The Bannermen del 1987, ambientato negli anni ’50.

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30) Quarto Potere (1941): Il debutto di Orson Welles è citato in Doctor Who nell’episodio Dragonfire del 1987 dove troviamo una moltitudine di allusioni a classici del cinema come Nosferatu e Alien. Il nome del villain è poi particolarmente eloquente, Kane.

31) The Fog (1980): La battaglia del celebre dottore contro i vampiri di un piccolo villaggio nell’episodio The Curse Of Fenric del 1989 cita il capolavoro di John Carpenter The Fog.

32) Frankenstein (1931): Il capolavoro interpretato da Boris Karloff è citato sia nell’episodio The Brain Of Morbius del 1975-1976 che nel reboot del 1996

33) Il silenzio degli innocenti (1991): Un crudele e super intelligente prigioniero è il protagonista dell’episodio Dalek del 2005. Impossibile non pensare al cult interpretato da Anthony Hopkins.

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34) La casa ai confini della realtà (1988): L’inquietante horror di Bernard Rose è citato nell’episodio Fear Her del 2006 che segue la storia di una ragazza capace di trasformare i suoi terribili disegni in realtà.

35) Harry Potter e la pietra filosofale (2001): L’episodio The Shakespeare Code del 2007, titolo che fonde Shakespeare in Love e The Da Vinci Code, è allo stesso tempo un omaggio anche al celebre maghetto Harry Potter.

36) Blade Runner (1982): La società futuristica e le macchine volanti del capolavoro di Ridley Scott sono citate nell’episodio Gridlock del 2007.

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37) The Quatermass Experiment (1955): Il franchise di The Quatermass è stato più volte ripreso da Doctor Who. Uno degli ultimi omaggi è presente in The Lazarus Experiment del 2007 in cui Mark Gatiss interpreta uno scienziato i cui esperimenti lo fanno mutare in un terribile mostro.

38) Sunshine (2007): L’episodio 42 del 2007 vede il Dottore e Marta intrappolati in una navicella spaziale che non riesce ad uscire dall’orbita solare. Impossibile non pensare al thriller di Danny Boyle del 2007.

39) L’avventura del Poseidon (1972): Lo speciale di Natale del 2007, Voyage Of The Damned, cita L’avventura del Poseidon raccontando il tentativo del Dottore di impedire ad una navicella spaziale di schiantarsi contro la terra.

40) La vita è meravigliosa (1946): Il classico di Frank Capra è al centro dell’episodio Turn Left del 2008 che ha riscritto l’intera serie dal punto di vista di Donna Noble.

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41) Aliens (1986): L’episodio The Time Of Angels del 2010 omaggia il sequel di James Cameron raccontando di una incredibile lotta intrapresa dal Dottore e da un gruppo di soldati.

42) Mircalla, l’amante immortale (1971): Il Cult della Hammer è citato in Vampires in Venice del 2010.

43) Pirati dei Caraibi: La Maledizione della Prima Luna (2003): Già nel 1966 Doctor Who si era trovato a fronteggiare pirati in The Smugglers, ma nell’episodio del 2011 The Curse Of The Black Spot è più che palpabile l’influenza dei film interpretati da Johnny Depp.

44) The Shining (1980): Il capolavoro di Stanley Kubrick è ripreso nell’episodio The God Complex del 2011 in cui Amy e Rory si trovano in un misterioso hotel le cui stanze contengono le più grandi paure dei loro ospiti.

45) Un amore all’improvviso (2009): L’episodio The Wedding Of River Song del 2011 cita lo struggente film interpretato da Eric Bana e Rachel McAdams del 2009.

46) Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l’armadio (2005): Lo speciale di Natale del 2011, intitolato The Doctor, The Widow And The Wardrobe è un chiaro omaggio al blockbuster di Andrew Adamson tratto dai libri di C.S. Lewis.

47) Jurassic Park (2003): Il cult di Steven Spielberg è al centro dell’episodio Dinosaurs On A Spaceship del 2012 dove è citato perfino il personaggio interpretato da Pete Postlethwaite nel sequel del 1997 The Lost World.

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48) Mezzogiorno di fuoco (1952): Il film interpretato da Gary Cooper è citato nell’episodio A Town Called Mercy del 2012 dove un cyborg dà un ultimatum alla popolazione per ottenere Kahler-Jex, il dottore alieno che ha fatto esperimenti su di lui.

49) Allarme rosso (1995): Il cult action interpretato da Gene Hackman e Denzel Washington è al centro dell’episodio Cold War del 2013 dove il Dottore si trova intrappolato in un sottomarino sovietico.

50) The Haunting (1963): Il classico dell’orrore diretto da Robert Wise è citato nell’episodio Hide del 2013 che vede l’11esimo dottore e Clara ospiti di Caliburn House, una magione infestata da un fantasma.

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Segnato da un amore incondizionato per la settima arte, cresciuto a pane e cinema e sopravvissuto ai Festival Internazionali di Venezia, Berlino e Cannes. Sono sufficienti poche parole per classificare il mio lavoro, diviso tra l’attenta redazione di approfondimenti su cinema, tv e musica e interviste a grandi personalità come Robert Downey Jr., Hugh Laurie, Tom Hiddleston e tanti altri.

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Coronavirus | I segnali incoraggianti sull’epidemia

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In questo periodo buio, dove l’attuale situazione in cui si trova il nostro Paese ha portato alla chiusura di attività ricreative, culturali e di svago, incluse le nostre amate sale cinematografiche, esuliamo per un momento dall’ambito filmico e cerchiamo di guardare avanti sulla possibile evoluzione del contagio, in questo caso riepilogando le notizie più positive riguardo al coronavirus.

Senza voler minimizzare in nessun modo l’epidemia e le restrizioni prese a riguardo, approfondiamo alcuni eventi che potrebbero portare, il condizionale è più che d’obbligo, ad un cambiamento progressivamente in meglio.

Il vaccino per il coronavirus è vicino?

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Scienziati al lavoro per il vaccino

Da tempo si rincorrono le voci sulla scoperta di un vaccino che possa finalmente debellare il morbo, ma ad oggi ancora nessuno è riuscito a sviluppare un antidoto efficace. La nota positiva è che la globalità del fenomeno ha messo al lavoro gli scienziati in ogni angolo del mondo e amplificato la collaborazione tra i vari centri di ricerca. Le ultime voci vedono Israele quale la nazione più vicina all’effettiva soluzione, ma al momento un vaccino è stato sì ottenuto ma per ciò che concerne la bronchite infettiva, un ceppo del coronavirus che si diffonde tra il pollame: sembrerebbe una battuta fuori luogo, ma in realtà è una delle basi da cui si può partire per creare un prodotto che abbia il medesimo risultato sull’uomo.

Colleghi del laboratorio della University of Queensland di Brisbane, in Australia, avrebbero anch’essi sviluppato un vaccino, con i test che inizieranno nei prossimi mesi, mentre studiosi del Massachusetts Moderna hanno già realizzato un vaccino sperimentale la cui sperimentazione non avrà però inizio prima di maggio. Pur se non in tempi rapidi e immediati, l’impegno degli scienziati garantisce prima o poi l’arrivo di una cura.

Leggi anche: Coronavirus | Le conseguenze dell’epidemia per Hollywood 

A Shanghai riapre il Disney Resort

La situazione in Cina, con ogni cautela del caso, pare in netto miglioramento, con un cospicuo calo dei contagiati registrato negli ultimi giorni. Una diminuzione che ha spinto i gestori del Disney Resort di Shanghai, un parco divertimenti a tema Topolino & Co., a riaprire parzialmente, pur con numerose e comprensibili limitazioni. Soltanto alcune attrazioni infatti sono visitabili dal pubblico, il quale dovrà entrare in numero limitato ed esclusivamente in determinati orari per evitare la nascita di un nuovo focolaio. Questo non è certo il momento di divertirsi ma il segnale è comunque indicatore di ottimismo: se nella nazione maggiormente colpita dal coronavirus iniziano a riprendere alcune attività, il peggio potrebbe essere alle spalle.

Coronavirus | anche gli anziani possono guarire

xi jinping in visita ad un centro di ricerca

Xi Jinping in visita ad un centro di ricerca

Come è tragicamente noto, il virus colpisce particolarmente la popolazione anziana che, per basse difese immunitarie o patologie di altro tipo, tende ad essere un terreno più fertile per il morbo. Ciò nonostante molte persone di una certa età vittime del contagio sono perfettamente guarite, come dimostra l’emblematico caso di Zhou, un arzillo nonno cinese di 101 anni che, dopo aver trascorso la quarantena in un ospedale di Wuhan, è tornato a casa per prendersi, parole sue, cura della moglie novantaduenne. Il più vecchio paziente ad oggi confermato che ha sconfitto il morbo: chi meglio di lui può fungere a simbolo di speranza per il mondo intero?

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Cinema

Shutter Island compie 10 anni | 5 motivi per rivedere il film di Scorsese

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Il 17 febbraio 2010 usciva nelle sale americane una delle opere più sottovalutate e atipiche nella carriera di Martin Scorsese, pronto a cimentarsi in un thriller dai toni mystery ricco di colpi di scena e poggiante su un’atmosfera plumbea e tenebrosa ricca di grande fascino.

Il film, trasposizione del romanzo L’isola della paura del celebrato scrittore Dennis Lehane (dalle cui opere sono stati tratti altri cult quali Mystic River e Gone Baby Gone), ha incassato nel mondo quasi trecento milioni di dollari ed è stato inserito dal National Board of Review americano tra i dieci migliori titoli dell’anno. In occasione della ricorrenza e invitandovi alla revisione o alla scoperta di Shutter Island, analizziamo insieme cinque motivi di vanto dell’adattamento.

Una storia ricca di sorprese

La vicenda ha inizio a metà degli anni ’50, quando gli agenti federali Edward Daniels e Chuck Aule vengono inviati a Shutter Island, nel porto di Boston, per indagare sulla sparizione di una paziente scomparsa nel nulla. Sull’isola ha infatti sede una struttura specializzata nella cura e detenzione di criminali con problemi mentali. La ricerca dei due uomini svelerà non solo un vero e proprio complotto ma li metterà di fronte ai propri demoni personali, con risvolti del tutto inaspettati riguardanti soprattutto la figura di Daniels.

Senza svelare troppo per non rovinarvi la sorpresa, basti sapere che nulla è come sembra e nel corso delle due ore e venti di visione i colpi di scena e un poderoso cliffhanger rivoluzionano completamente quanto visto in precedenza, spingendo il pubblico ad un ulteriore rewatch per cogliere tutti gli indizi disseminati in precedenza e degeneranti in quell’evoluzione così piacevolmente “assurda”.

Un cast delle grandi occasioni

La quarta collaborazione tra Martin Scorsese e Leonardo DiCaprio (la precedente, The Departed – Il bene e il male, aveva garantito al regista il suo primo Oscar) vede il popolare e amatissimo attore con il personaggio forse più ambiguo e complesso dell’intera carriera e i risvolti che si fanno ben presto strada nella narrazione gli permettono di operare su più registri, vedendolo alle prese con sfumature ancora inesplorate.

Ma l’intero cast di Shutter Island ha classe da vendere, cominciando dal “partner” Mark Ruffalo fino ad una Michelle Williams che appare in un paio di struggenti flashback, e con due vecchi leoni quali Ben Kingsley e Max von Sydow alle prese con personaggi altrettanto enigmatici. Tra gli altri interpreti noti al grande pubblico segnaliamo anche la partecipazione di Elias Koteas, John Carroll Lynch, Jackie Earle Haley ed Emily Mortimer, quest’ultima proprio nei panni della pedina scatenante gli eventi.

Leggi anche: The Irishman è al cinema: come è cambiato Scorsese dai tempi di Quei Bravi Ragazzi

Un’ambientazione cupa

L’impatto estetico restituisce appieno quel senso di straniamento che caratterizza la vicenda e la relativa caratterizzazione dei personaggi, con una fotografia tersa che coglie al meglio le inquiete vibrazioni della suggestiva ambientazione. Le riprese hanno avuto luogo tra il Massachusetts e alcune isole del porto di Boston, con alcuni accorgimenti utili a ridurre la presenza di persone o mezzi su schermo: molte scene sono state girate di notte e poi “trasformate”, tramite giochi di luci, in sequenze diurne. Il faro e altri luoghi chiave del racconto, struttura ospedaliera in primis, offrono poi un’atmosfera tenebrosa e malsana che prende alla gola lo spettatore.

Uno sguardo ai classici

Vedere Shutter Island è come fare un salto nel passato, in quegli anni ’50 quando i crime e i noir dominavano il mercato d’Oltreoceano con le storie di investigatori tormentati e senza mezze misure. Il film recupera toni e atmosfere del periodo, dallo stile recitazione all’esposizione dei dialoghi fino allo “schematismo” dei luoghi chiave nei quali avverranno le fondamentali scene madri.

Da Jacques Tourneur a Robert Siodmak sono evidenti le ispirazioni che Scorsese ha omaggiato e reinterpretato in chiave moderna, con un ovvio rimando al cinema di Alfred Hitchcock nella chirurgica evoluzione dei colpi di scena. La cura per le scenografie, i costumi e le ambientazioni completa un quadro complessivo che è puro, consapevole e divertito, citazionismo a suddetta epoca.

Emozioni inaspettate

Shutter Island possiede all’interno del suo essere tutto ciò che un film dovrebbe sempre avere per sorprendere e rispettare il pubblico, ossia la ricerca della meraviglia e quel senso di sospensione capace di mantenere lo spettatore su un costante chi-va-là. La storia infatti non si adagia mai sugli allori e, complice il romanzo alla base, non smette di spiazzare e affascinare nel corso dei sempre più incalzanti eventi, in un crescendo di tensione che si ammanta di potenti squarci emotivi nella gestione psicologica del personaggio di Leonardo DiCaprio, permettendo di rimando un prepotente slancio empatico da parte di chi guarda. Un’operazione cerebrale e raffinata che, oltre all’eleganza e allo spettacolo, non si dimentica un cuore pulsante e sanguigno che lascia con il fiato sospeso fino al giungere dei titoli di coda.

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Cinema

Piccole Donne: le quattro personalità delle sorelle March lo rendono un classico senza tempo

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Le sorelle più famose della letteratura tornano al cinema con l’adattamento cinematografico di Piccole Donne diretto da  Greta Gerwig. Tratto dal famoso romanzo del 1868 nato dalla penna di Louisa May Alcott, il film ripercorre la storia delle sorelle March interpretate da Emma Watson (Meg), Saoirse Ronan (Jo), Eliza Scanlen (Beth) e Florence Pugh (Amy) durante gli anni della Guerra Civile Americana.

In un periodo storico dilaniato dal conflitto che prevede il coinvolgimento di tutti gli uomini al fronte, Piccole Donne mostra una famiglia tipica dell’800, nella quale la mamma (Laura Dern) si trova a dover gestire da sola le sue adorabili figlie. A rompere la solita routine, ci sarà la voglia di emancipazione e ribellione mostrata da Jo, la ragazza che farà di tutto per rompere le catene di una società che concepisce la figura della donna solo come moglie e madre. Il suo desiderio di diventare scrittrice – professione alquanto bislacca in quegli anni per una donna – sarà il primo passo per convincere le sorelle a pensarla come lei. Nel cast ci sono anche l’attore del momento Timothée Chalamet nel ruolo di Theodore ‘Laurie’ Laurence, Meryl Streep come la zia March insieme a Louis Garrel nei panni di Friedrich Bhaer.

Che caratterino le sorelle March!

In occasione dell’uscita al cinema di Piccole Donne è stato ideato un test della personalità per scoprire a quale delle quattro sorelle March siete più affini. Meg è la più responsabile; Jo è quella più ardente e ambiziosa; Beth la più timida e sensibile mentre Amy è quella più aperta alla vita sociale. Il lettore spesso ama identificarsi con la figura di Jo, trattandosi del personaggio più combattivo del romanzo. Per ricollegarsi alla psicologia greca si può prendere in prestito la teoria dei quattro temperamenti: sanguigno, collerico, malinconico e flemmatico. Nel caso di Piccole Donne è possibile sintetizzarli come: socievole (sanguigno), ambizioso (collerico), sensibile (malinconico) e pacifico (flemmatico).

Conoscendo la storia di Piccole Donne e il temperamento di ognuna è un gioco da ragazzi associare ogni caratterista elencata al personaggio di riferimento: Amy è sanguigna, Jo è colerica, Beth è malinconica e Meg è flemmatica. Jo è la leader delle sorelle, quella più ambiziosa ed indipendente che cerca di coinvolgere le ragazze in ogni iniziativa artistica che le passa per la mente. Amy al contrario, è la più socievole e quella più attaccata al tessuto sociale dell’epoca. Beth rappresenta la coscienza morale delle sorelle March, la più profonda delle sorelle e infine Meg, cerca di fare da moderatrice e paciere nelle dispute tipiche tra sorelle, vista la mancanza di una figura paterna all’interno della famiglia.

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Questa differenza caratteriale non è motivo di giudizi da parte delle ragazze. Questo pensiero è dimostrato in una battuta detta da Amy verso Jo nella quale dice: “Solo perché i miei sogni sono diversi dai tuoi, non significa che non siano importanti“, la quale aveva preferito convolare a nozze e crearsi una famiglia, piuttosto che vivere in nome del teatro e della libertà.

Verso l’età adulta

Le quattro sorelle raccontate dalla Alcott riescono a mostrare il passaggio tra l’infanzia e l’età adulta della donna e la regista Greta Gerwig riesce a mostrarlo in maniera assolutamente convincente anche in questo adattamento cinematografico. Nel romanzo viene mostrato quanto sia dura la consapevolezza che crescere inevitabilmente porta con sé scelte da dover prendere, a volte anche dolorose, difficili e apparentemente impossibili. La Alcott svela cosa significa diventare adulti.

Quando Meg, la più grande delle sorelle March decide di sposarsi, dall’altro lato c’è Jo che decide di andare a vivere a New York per inseguire i suoi sogni, stessa cosa che farà anche Amy andando in Europa ed infine, l’unica a rimanere a casa sarà Beth per motivi di salute. Così come svanisce l’infanzia per far posto all’età adulta, anche il gruppo affiatato delle sorelle March si sgretola per cercare di vivere una vita appagata e in linea con il proprio temperamento.

La differenza tra la versione letteraria della Alcott e quella cinematografica della Gerwig è il modo con il quale ha rappresentato le loro quattro diversità comportamentali, mostrando al contempo, come sia possibile tenere insieme tutti questi temperamenti in un unico abbraccio.

 

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