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Cortometraggi

In arrivo Cortoons, festival di cinema d’animazione. Ospite Bill Plympton, illustratore nominato agli Oscar

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Anche quest’anno Cortoons, il Festival Internazionale di Cortometraggi d’Animazione, giunto alla IX edizione, conferma la sua presenza nel panorama italiano offrendo, oltre la grande varietà di cortometraggi di animazione, anche lungometraggi in concorso, masterclass ed eventi live di musica e animazione. Il festival, che si svolgerà dal 14 al 18 marzo al Palladium Università Roma Tre, ogni giorno dalle 16.30 alle 24.0, ad ingresso gratuito (piazza Bartolomeo Romano, 8), godrà anche della presenza di numerosi ospiti tra i quali il disegnatore, illustratore, animatore, e nominato  all’Oscar, Bill Plympton, che terrà anche una Masterclass il 17 marzo, e il direttore della Bezalel Academy of Arts and Design di Gerusalemme, Hanan Kaminski, accademia leader nell’animazione.

Cortoons, organizzato dall’associazione culturale Cortitalia e diretto da Alessandro d’Urso, si divide in quattro sezioni: proiezioni di film in concorso provenienti da oltre 30 Paesi; seminari e workshop; retrospettive; eventi speciali. Il concorso ufficiale è diviso in 7 categorie:  lungometraggi; cortometraggi italiani; cortometraggi internazionali 1-4 minuti; cortometraggi internazionali 4-20; VFX (effetti speciali); videoclip animati; cortometraggi provenienti dalle migliori scuole del mondo.  Sempre all’insegna della qualità, muovendosi tra cinema sperimentale e animazione d’autore, Cortoons, festival unico nel suo genere in Italia, conferma di anno in anno la sua vocazione per la promozione del cinema indipendente e dei giovani video maker che, anche grazie a internet, si stanno facendo strada nel mondo.

Tra le proiezioni in concorso quest’anno: Rango, lungometraggio d’animazione in 3D, diretto da Gore Verbinski, distribuito dalla Universal Pictures e doppiato nella versione USA da interpreti d’eccellenza tra cui Johnny Deep; The Green Wave, film scritto e diretto dal regista iraniano Ali Samadi Ahadi, che racconta, mescolando tecniche di animazione e filmati inediti, la crescita del movimento verde di opposizione al governo. Fra le proiezioni fuori concorso: uno speciale sull’animazione realizzata con la sabbia, tutto il mondo di Bill Plympton, una retrospettiva sui lavori dell’animatore italiano Simone Massi e lo special sulla Bezalel Academy.

Gli eventi live sono ormai una tradizione di Cortoons. Quest’anno assisteremo alla performance musicale di Canio Loguercio che interagirà con l’artista iraniano Ehsan Mehrbakhsh; al concerto per pianoforte di Rocco De Rosa in cui sonorizzerà il film d’animazione, premio Oscar, “Il Vecchio e il Mare” di Aleksandr Petrov; ed infine a una performance creata appositamente per Cortoons, tra l’attrice Tiziana Foschi e il performer Giorgio Rossi. Continua anche quest’anno la partnership e lo scambio film con il TAF – Tokyo Anime Fair, la più importante fiera di animazione del Giappone.

La giuria di Cortoons 2012 è composta da: il direttore della Bezalel Academy of Arts and Design di Gerusalemme, Hanan Kaminski; il regista d’animazione Simone Massi; gli artisti Emanuele BortoluzziKabu”, Paolo W. Tamburella, e lo sceneggiatore e drammaturgo Vincenzo Cerami. 

I premi dei vincitori sono offerti da 3Dconnexion e hi-fun. All’interno del Festival, verranno inoltre presentati: il nuovo progetto tra Integrazione e Animazione “Integranimation”, realizzato in collaborazione con CO2 onlus e Sartorio; il concorso Clipper Cortoons Contest ed il nuovo portale di Cortoons Tv.

Cortoons, da 5 anni, è infatti anche una web tv, full-screen, in alta definizione, totalmente gratuita, che con 6 canali tematici permette la visione dei migliori cortometraggi delle otto edizioni del Festival e molto altro ancora. Ogni anno numerose scuole di animazione, tra le migliori al mondo, stringono accordi con Cortoons Tv per la trasmissione esclusiva dei lavori dei propri studenti. Da quest’anno disponibile anche dal portale diretto www.cortoons.tv o del festival www.cortoons.it

 

 

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Cinema

Il corto Eyes al Nuovo Cinema Aquila di Roma il 28 Gennaio

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Martedì 28 Gennaio alle 21.30 al Nuovo Cinema Aquila Mimmo Calopresti presenta il corto ‘Eyes’ , in testa al suo ‘Aspromonte-la terra degli ultimi’. A grande richiesta torna nella sala del Pigneto il film indipendente campione d’incassi: tutti i martedì del mese ‘Aspromonte-La terra degli ultimi’ verrà presentato dall’autore e preceduto da un cortometraggio selezionato da Calopresti stesso. Il 28/1 sarà il turno di ‘Eyes’ di Maria Laura Moraci.

‘Eyes’ è stato scritto, diretto e autoprodotto a 23 anni da Maria Laura Moraci, che è anche una delle 9 protagoniste; ha la fotografia del Maestro Daniele Ciprì e la color di Andrea Baracca (Red). Ha due tematiche centrali: violenza sulla donna e indifferenza. La sua particolarità è quella di avere 28 attori su 30 che recitano con gli occhi chiusi proprio come metafora del guardare le cose senza vederle veramente. Il corto è infatti dedicato a Niccolò Ciatti e a tutte le altre vittime dell’Indifferenza. Il corto di Maria Laura Moraci da Maggio 2018 è stato selezionato in oltre 55 festival e ha vinto 23 premi, tra cui: i Corti D’Argento nella sezione “Società e Solidarietà”, Miglior Corto al Roma Web Fest, un premio al Campidoglio e un premio offerto dalla Sony all’Ischia Film Festival.

SINOSSI

Personaggi di diversa età, etnia ed estrazione sociale sono ingabbiati in una società frenetica incline alla violenza e al consumismo. In scena 30 attori, di cui 28 ad occhi chiusi per indicare l’indifferenza e la superficialità che ci trascinano sempre più a guardare senza vedere veramente. Aspromonte – La terra degli ultimi è ambientato ad Africo, un paesino arroccato nell’Aspromonte calabrese, negli anni ’50, dove una donna muore di parto perché il dottore non riesce ad arrivare in tempo perché non esiste una strada di collegamento. Gli uomini, esasperati dallo stato di abbandono, vanno a protestare dal prefetto. Ottengono la promessa di un medico, ma nel frattempo, capeggiati da Peppe, decidono di unirsi e costruire loro stessi una strada. Tutti, compresi i bambini, abbandonano le occupazioni abituali per realizzare l’opera. Dichiara il regista Mimmo Calopresti: «Il Sud è da sempre luogo geografico e luogo dell’anima. Inferno e paradiso, cronaca e favola. Così è questo film. Africo è in Europa, e ci ricorda cosa, solo un secolo fa, poteva essere la nostra terra, ma in quanto Sud assomiglia nei suoi sogni e nelle sue sconfitte, più che al nostro continente, a tutti i luoghi ai margini del mondo. Ancora vivi, ancora presenti, ancora disperatamente alla ricerca di un futuro, alle porte dell’Europa.»

Aspromonte – La terra degli ultimi diretto da Mimmo Calopresti vede nel cast Valeria Bruni Tedeschi, Marcello Fonte, Francesco Colella, Marco Leonardi e con Sergio Rubini. È una produzione IIF – Italian International Film – società di Lucisano Media Group – con Rai Cinema, prodotto da Fulvio e Federica Lucisano, con il contributo di Regione Calabria e Calabria Film Commission; scritto da Mimmo Calopresti con Monica Zapelli, già autrice de I cento passi, con la collaborazione di Fulvio Lucisano, tratto dall’opera letteraria di Pietro Criaco Via dall’Aspromonte (Rubbettino Editore). Il film è distribuito da IIF – Italian International Film dal 21 novembre.

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Cinema

Libera Uscita, via al crowdfunding per il nuovo corto di Michele Saia

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Il 25 Novembre 2019 parte la campagna di crowdfunding per raccogliere i fondi necessari a produrre LIBERA USCITA, il nuovo cortometraggio scritto e diretto da Michele Saia. Dopo IO NON HO MAI, Saia racconta come i sentimenti, l’amore e la sessualità possono essere vissuti in maniera del tutto differente e come spesso ci si sofferma troppo poco a riflettere sulle conseguenza delle nostre azioni.

Sinossi Ufficiale: 1997, Pietro e Francesco vivono in un convitto, lontano dalle proprie famiglie. Pietro si trova lì per motivi di studio mentre Francesco per tentare una carriera da calciatore. La timidezza impedisce a Pietro di vivere appieno le esperienze tipiche della sua età. Al contrario Francesco, bello, sicuro di se e fortemente competitivo, vive con grande determinazione ogni situazione. Poi c’è Ramona che comprenderà a sue spese che il sentimento che prova per Francesco non è ricambiato, in un contesto sociale capace di tessere quella visione stereotipata dei generi che distorce la realtà e spesso sfocia nella violenza.

LIBERA USCITA mostra come la violenza sulle donne viene argomentata in due maniere (dagli uomini ma spesso anche dalle stesse donne): “normalizzata”, quando non si ha la percezione della gravità delle proprie azione e si minimizza o “romanticizzata”, quando si giustificano le proprie azione con un amore distorto, una contorta premura, così da rendere tutto ammissibile.

Ambientare questa storia a fine anni ‘90 è una scelta ben precisa che ha permesso di prendere le distanze da un argomento oggi tanto dibattuto. L’idea di creare dibattito sul film è l’obiettivo primario di questo lavoro che non ha intenzione di portare avanti una denuncia, ma si limita a offrire degli spunti di riflessione che ognuno può tradurre in base al suo paradigma. 

Per aiutare il progetto e contribuire alla produzione basta cliccare qui e fare la propria offerta, ognuno in base alle proprie possibilità.

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Cinema

Io non ho mai, la recensione del cortometraggio di Michele Saia

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L’opera prima di Michele Saia, cortometraggio dal titolo Io non ho mai, è innanzitutto un racconto di fisici giovanili e corpi che si muovono nello spazio. Rispettando la tradizione dei film per ragazzi avviata di Rob Reiner, anche il protagonista del corto di Saia dovrà fuggire da altri ragazzi che lo vogliono acchiappare, dovrà saltare, cadere e correre per mettersi al riparo. Sarà lui ad insegnare suo fratello più grande, un ragazzone imponente e grosso ma affetto da ritardo mentale, ad andare in bici nonostante la contrarietà della loro madre. Anche in questo caso, quindi, l’emancipazione passerà attraverso l’utilizzo del proprio corpo, la capacità di coordinazione e l’attività fisica.

È come se il corpo fosse lo strumento attraverso il quale i ragazzini esprimono le loro aspirazioni e i loro sentimenti. Non a caso, quindi, anche la ragazza di cui il protagonista è innamorato sarà caratterizzata innanzitutto da un segno sul viso e questo “difetto” estetico ne determinerà la personalità. Ancora una volta è il corpo che viene prima di tutto il resto. La conosceremo prima attraverso la sua faccia e solo successivamente attraverso le sue parole e le sue intenzioni. 

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Saia, laureato con lode in grafica d’arte e progettazione, sembra ragionare come un regista di cartoni animati. Grazie alla precisa e dettagliata progettazione delle inquadrature, basata sull’utilizzo dello storyboard, ogni scena di Io non ho mai sembra avere alla base un’idea visiva prima ancora che di scrittura. Il modo in cui la macchina da presa si avvicina ai personaggi, invadendo la loro intimità, per poi allontanarsi, come a volerli osservare da lontano senza intromettersi nelle vicende, suggeriscono una consapevolezza ben precisa di voler narrare innanzitutto attraverso le immagini e solo successivamente attraverso i dialoghi e le azioni. Saia utilizza quindi tutti gli elementi propri del mezzo cinematografico per compiere una intelligente sintesi di ciò che vuole veicolare attraverso il racconto.

Così ad esempio il sound design, utilizzato brillantemente per interferire con il realismo delle scene, per suggerire la presenza di qualcosa che non possiamo vedere o per amplificare ed estremizzare i rumori dell’ambiente in cui si svolge l’azione, sembra quasi mettere in discussione la veridicità di ciò che stiamo osservando. Si tratta di un’avventura reale o del ricordo nostalgico, per definizione “manomesso”, di un evento verificatosi nel passato? Questa aleatorietà del racconto, questa vaghezza ricercata, sottolineata dal fatto di non aver dato un nome al ragazzo di cui si narra, contribuisce all’astrazione della vicenda specifica che viene messa in scena e aiuta a rendere universale la condizione di un giovane protagonista alla ricerca di un proprio posto nel mondo e di un modo “giusto” di relazionarsi con gli altri (ma anche con se stesso).

Saia riesce a fare tutto questo senza rinunciare alla ricercatezza formale e al gusto estetico (il “rifugio” dei due ragazzi è un piccolo gioiello andersoniano) e allo stesso tempo riuscendo a trasmettere un genuino senso di avventura, conferendo dinamismo alle scene attraverso i momenti degli attori e quelli della macchina da presa. I protagonisti di Io non ho mai veicolano attraverso la loro presenza scenica le loro ansie e i loro desideri più sopiti. Ogni loro gesto, anche quello apparentemente meno spiegabile, ci rivela qualcosa di loro che prima non sapevamo. E il “vagabondaggio” del giovane protagonista avviene in uno spazio molto più ampio e indefinito di quanto possa essere quello di un piccolo paese di provincia. Un territorio inesplorato ancora da conquistare, un passo alla volta. Da soli o, preferibilmente, assieme alle persone giuste. 

IO NON HO MAI – trailer – from Michele Saia on Vimeo.

Photo Credit: Barbara Tucci e Gianluca Scerni

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