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Il Libro della Giungla, la recensione del live action di Jon Favreau

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Sono passati quasi cinquant’anni dal film d’animazione del 1967, ma Il Libro della Giungla torna dal 14 Aprile sul grande schermo in una nuova versione live action diretta da Jon Favreau, senza allontanarsi dal racconto originale di Rudyard Kipling. Il piccolo Neel Sethi interpreta Mowgli, il cucciolo d’uomo che cresce nella giungla con un branco di lupi, fino a quando la temibile tigre Shere Khan lo costringe alla fuga per pura vendetta. Mowgli inizia così un’avventura avvincente e dinamica al fianco della pantera Baghera e il simpatico orso Baloo, incontrando sulla sua strada tanti diversi animali che lo metteranno alla prova. Favreau riesce a realizzare una rivisitazione spettacolare del classico Disney, restando fedele allo spirito della storia originale e aggiungendo una buona carica di azione ed umorismo che funziona dall’inizio alla fine del film.

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Gli effetti speciali aiutano a creare una scenografia avvolgente che trasporta lo spettatore nel cuore della giungla, anche grazie alla scelta del 3D che in questo caso risulta fondamentale e una vera e propria componente artistica dell’opera. Anche la tecnologia che permette l’interazione di Sethi con i numerosi animali co-protagonisti è talmente attenta ai dettagli da rendere questi ultimi verosimili e straordinariamente espressivi. Questo nuovo esperimento di riportare sul grande schermo un classico dell’animazione può dirsi riuscito, in gran parte per la scelta di restare fedeli al racconto di Kipling, lasciando da parte la moda più recente di sconvolgere le storie di sempre per una nuova visione che vuole essere innovativa ma scade spesso nella mediocrità. Il Libro della Giungla di Favreau è un’avventura di formazione divertente, spassosa ed emozionante, che intrattiene lo spettatore facendolo viaggiare tra i colori e i misteri di una fitta vegetazione animata da creature di vario tipo. Un pizzico di nostalgia affiora quando Baloo intona alcune strofe della mitica canzone sullo “stretto indispensabile”, e una critica potrebbe essere proprio la mancanza della colonna sonora del film Disney, che ancora oggi molti noi canticchiano quando c’è l’occasione. Infatti sono solo due le canzoni accennate, ma con parole e ritmi modificati, forse per motivi di copyright. Consigliamo tuttavia la visione in 3D.

 TRAILER

Il cinema e la scrittura sono le compagne di viaggio di cui non posso fare a meno. Quando sono in sala, si spengono le luci e il proiettore inizia a girare, sono nella mia dimensione :)! Discepola dell' indimenticabile Nora Ephron, tra i miei registi preferiti posso menzionare Steven Spielberg, Tim Burton, Ferzan Ozpetek, Quentin Tarantino, Hitchcock e Robert Zemeckis. Oltre il cinema, l'altra mia droga? Le serie tv, lo ammetto!

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Cinema

Mission Impossible 7 | le riprese con Tom Cruise continuano a Venezia

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Continuano senza stop le riprese del settimo capitolo del film Mission Impossible con protagonista Tom Cruise nuovamente nei panni dell’agente Ethan Hunt. Grazie agli scatti che potrete vedere al centro della pagina, avvenuti a opera di Stefano Mazzola, l’attore rigorosamente con la mascherina durante i momenti di pausa, ha salutato tutte le persone accorse lì per lui.

Tom Cruise e le riprese a Roma

Come vi abbiamo mostrato qualche settimana fa, la squadra di Mission Impossible 7 è tornata in Italia, per riprendere a girare a Roma, dopo lo stop forzato del marzo scorso a causa del coronavirus. Cruise diretto dal regista Christopher McQuarrie e dal resto del cast per alcune settimane ha ‘bloccato’ il cuore di Roma, girando molte sequenze d’azione nel Rione Monti e ai Fori Imperiali.

Tra un inseguimento e un altro per le vie del centro, tutta la squadra si è mossa verso il nord Italia, per approdare nella suggestiva Venezia, come viene mostrato in questi scatti.

Leggi anche: Mission Impossible 7 | video dal set a Roma in esclusiva per NewsCinema

Leggi anche: Tom Cruise nello spazio per il prossimo film | svelata la data di partenza

Mission Impossible 7 direzione Venezia

Come era stato preannunciato mesi e mesi fa, nonostante il periodo delicato che il nostro Paese sta attraverso a causa del COVID-19, tutta l’equipe si è spostata a Venezia. Tom Cruise insieme a Pom Klementieff, Hayley Atwell e Simon Pegg, in questi giorni saranno presenti nei tipici canali della città lagunare, per girare le ultime sequenze d’azione, prima di tornare negli Stati Uniti.

Il debutto nelle sale americane del settimo film è previsto per il 19 novembre del 2021. Di conseguenza, l’ottavo già in programma, dovrebbe arrivare agli spettatori di tutto il mondo dal 4 novembre del 2022.

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Cinema

Matthew McConaughey rivela di essere stato vittima di abusi

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L’attore Matthew McConaughey affida al suo libro «Greenlights» il racconto di alcune drammatiche esperienze passate che fino a questo momento non aveva rivelato. “A 18 anni fui molestato da un uomo mentre avevo perso i sensi nel retro di un furgone”, racconta l’attore tra le pagine del libro autobiografico.

Le rivelazioni di McConaughey

L’attore premio Oscar grazie alla sua interpretazione in Dallas Buyers Club ha scritto di non essersi “mai sentito una vittima”, ma anzi di “aver avuto molte prove che il mondo stesse cospirando per rendermi felice”. L’attore racconta anche di un altro episodio di cui fu vittima da ragazzo: “Fui ricattato per fare sesso per la prima volta a 15 anni. Ero certo che sarei andato all’inferno per questo rapporto prematrimoniale. Oggi spero davvero che non sia così”.

Il rapporto con il padre

Tutto il suo vissuto doloroso è stato raccontato nelle pagine di «Greenlights», libro in cui McConaughey, oggi sposato con la modella Camila Alves, da cui ha avuto tre figli, racconta anche del matrimonio burrascoso fra i genitori e del difficile rapporto con il padre James. L’attore definisce la figura paterna “burbera e rigida, ma mi ha insegnato come essere un uomo”. Dal 2016 Matthew McConaughey è uno dei sostenitori del programma contro gli abusi sessuali messo in piedi dall’Università del Texas. 

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Can Yaman

Can Yaman | un appello ai fan per poter aiutare il piccolo Pamir Pekin

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Solitamente quando si parla di Can Yaman, le notizie ruotano intorno ai suoi nuovi progetti, alle interviste, al suo aspetto fisico e a quanto sia amato in tutto il mondo. Questa volta, l’occasione purtroppo è tutt’altro che piacevole per un ‘piccolo umano’ che sta soffrendo. Chi segue il noto attore turco, nelle scorse settimane si sarà accorto che nelle sue storie Instagram, sono apparse delle foto con un bimbo in primo piano e vari riferimenti per poterlo aiutare.

In un mondo dove i bambini in primis non dovrebbero mai soffrire e affrontare queste atrocità che la vita presenta improvvisamente, ci sono anche gli ostacoli di tipo economico a peggiorare la situazione. L’appello di Yaman, mosso anche da altri volti noti delle serie tv turche come Demet Özdemir e tanti altri, è stato postato nei vari profili personali sui social per sensibilizzare i fan a poter donare anche pochi euro per Pamir.

Can Yaman e l’appello ai fan per aiutare Pamir

L’attore turco molto amato in Italia, non è la prima volta che si presta a cause di beneficienza, come accaduto qualche mese fa con 50 famiglie turche. Questa volta però, tutto è più complesso, delicato e costoso. Yaman che vanta 7.6 milioni di follower su Instagram, nonostante abbia sempre un sorriso smagliante, in merito a questa situazione, qualche giorno fa su Twitter ha dichiarato di essere molto triste per questo bambino.

Immediatamente, alcuni gruppi fandom si sono attivati per poter iniziare una raccolta fondi a favore di Pamir, con la speranza che una goccia da sola non sia nulla, ma messa insieme ad altre possa riempire il mare. Per questo motivo, sapendo la stima e l’affetto che le nostre lettrici e lettori hanno nei confronti del divo turco, abbiamo voluto porre sotto i riflettori questa causa umanitaria. Inoltre, in vista del compleanno dell’attore (8 novembre), potrebbe essere un regalo davvero speciale, che sicuramente renderebbe orgoglioso Can delle “sue ragazze”, come le ha chiamate ultimamente.

Leggi anche: Can Yaman, il turco dal cuore d’oro sosterrà 50 famiglie turche per 2 mesi

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Leggi anche: Can Yaman | la rivincita dell’attore nelle frasi del Maestro Ferzan Ozpetek

Qual è la malattia del piccolo Pamir Pekin?

Prima di scrivere questo appello, ho avuto modo di parlare con chi gestisce la pagina Instagram dedicata a Pamir, che vi invito a seguire per poter prendere tutti i riferimenti per poter effettuare le donazioni in maniera sicura (cliccate qui per vedere la pagina Instagram Cure For Pamir ). Dalla nostra chiacchierata è emerso esattamente quale sia la grave patologia che ha colpito il piccolo Pamir. Mai come questa volta, la tempestività è fondamentale, perché Pamir il prossimo 6 novembre compirà 22 mesi, e di conseguenza avrà poco meno di 2 mesi per far in modo che il trattamento possa essere efficace.

“Puoi spiegarmi qual è la malattia che ha Pamir?”

” Grazie mille per l’attenzione. La malattia dell’atrofia muscolare spinale (SMA) è una malattia mortale causata dall’incapacità del gene SMN nel corpo di produrre proteine ​​e causare la perdita muscolare nel corpo. È al primo posto nelle malattie che causano morti infantili nel mondo. Esistono 4 tipi di malattia. E sfortunatamente Pamir ha la malattia “Sma tipo 1”, che è il tipo più mortale della malattia.
A seguito di studi clinici, questa terapia genica applicata all’estero ha dimostrato di fornire il massimo beneficio se applicata a bambini fino a 2 anni.

Ecco perché ci sforziamo affinché possa essere raccolta la cifra richiesta e far in modo che Pamir possa ricevere il suo trattamento prima che compia 2 anni. Se volete sostenerci in questa difficile lotta, puoi raggiungere la nostra campagna di donazioni dal link che ti abbiamo inviato. Potete aiutarci a diventare una grande famiglia raccontando ai vostri partner e amici della nostra campagna per sostenerci. Insieme possiamo salvare la vita di un bambino piccolo.”

L’iban per poter effettuare il bonifico a favore del piccolo Pamir Pekin è il seguente: TR42 0011 1000 0000 0096 0476 97

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