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Horror

Mega Piranha, guarda il mockbuster di Piranha 3D gratis su VVVVID

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Dopo avevi fatto ridere con Austin Power, Vampire Party e Lillo e Greg – The Movie! è arrivato il momento di passare ad un genere di film ben diverso. Il film che vi proponiamo questa settimana su VVVVID è infatti Mega Piranha, un divertente horror diretto da Eric Forsberg ed interpretato da Paul Logan, Tiffany, Barry Williams e David Labiosa che vede un gruppo di piranha geneticamente modificati seminare morte e distruzione dal fiume venezuelano Orinoco fino in Florida. Se la trama non vi risulta nuova è perché Mega Piranha è un mockbuster, ovvero un prodotto a basso a costo lanciato sul mercato per cavalcare l’onda di un film di successo. In questo caso il film di successo è sicuramente quel piccolo capolavoro volutamente trash chiamato Piranha 3D diretto da Alexandre Aja nel 2010.

mega_piranha

Ma andiamo più a fondo. Mega Piranha segue la scia di altri prodotti The Asylum come Snakes on a Train, Transmorphers e Mercenarie che, già a partire dal titolo, presentano delle assonanze con film di grande successo al box office mondiale. Il senso principale di questo tipo di film è lo stesso delle opere realizzate dalla storica Troma: divertire gli appassionati del genere con scene, effetti speciali e battute volutamente trash. E Mega Piranha sotto questi punti di vista è una vera e propria gioia per gli occhi; basti pensare che in una scena il protagonista scalcia come palloni da calcio i “cattivissimi” piranha ed in un’altra un piranha arriva addirittura ad abbattere un elicottero.  Momenti di “grande” cinema che rendono Mega Piranha un vero e proprio scult da non perdere.

Se ti abbiamo incuriosito con questo articolo, cosa aspetti? Puoi vedere il film in streaming gratis su VVVVID.

Classe 1988, nato con l'idea del cinema come momento magico, cresciuto con la prassi di vedere (almeno) un film a sera, abituato a digerire qualsiasi tipo di opera (commedia, splatter, dramma, horror) sin dai primissimi anni di età, propenso a scavare nei meandri più nascosti per trovare sconosciute opere horror da torcersi le budella... appassionato, commerciale, anti-commerciale, romantico, seriofilo, burtoniano...disponibile davanti e dietro le quinte e disposto per tutti voi ad intervistare le più grandi celebrità italiane e internazionali... questo è Carlo Andriani ovvero: IO.

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Cinema

Movie Score, Puppet Master – The Littlest Reich: la colonna sonora di Fabio Frizzi

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fabio frizzi

Fabio Frizzi, anche se meno conosciuto rispetto ad altri suoi più celebri colleghi italiani, è uno dei compositori di colonne sonore più eclettici e riconoscibili. Famoso per il suo fruttuoso sodalizio con Lucio Fulci (anche lui un regista a lungo colpevolmente dimenticato), a Frizzi si devono infatti le colonne sonore di alcuni film divenuti col tempo dei veri e propri cult, quali Zombi 2, Paura nella città dei morti viventi e L’aldilà. Come spesso è accaduto negli ultimi anni, è stato Quentin Tarantino a rendere omaggio al talento nostrano (dopo aver reso omaggio ad altri cineasti italiani spesso poco considerati in patria, come Fernando De Leo, Mario Bava o Sergio Corbucci) nel 2003, inserendo nella colonna sonora del suo Kill Bill: Volume 1 un brano scritto da Frizzi per Sette note in nero, diretto proprio da Fulci, il “terrorista di generi” nel 1977. Ancora oggi Frizzi è legato alla sua esperienza con il cineasta romano, tanto da aver messo in scena il progetto musicale “F2F – Frizzi To Fulci”, durante il quale una piccola orchestra di otto elementi ripropone le colonne sonore realizzate da Frizzi per i film di Fulci.

Lo scorso anno Puppet Master: The Littlest Reich, dodicesimo film di una saga horror che da noi non ha mai avuto grande fortuna, diretto Sonny Laguna e Tommy Wiklund, ha fatto molto parlare di sé tra gli appassionati del genere. Il film, scritto da S. Craig Zahler, il regista di Bone Tomahawk, Cell Block 99 e Dragged Across Concrete, nuovo astro nascente di un cinema “duro” dal ritmo particolarissimo, che riprende Tarantino togliendogli l’ironia post-moderna, è una vera e propria “festa gore” per stomaci forti. La trama del film è quanto mai elementare: il fumettaro Edgar (Thomas Lennon) partecipa ad una convention che celebra le famose marionette ideate dal nazista Toulon (Udo Kier). Insieme alla sua nuova fidanzata (Jenny Pellicer) e al suo capo (Nelson Franklin), si dirige verso l’hotel sede della manifestazione, ma si ritrova nel bel mezzo di un massacro alimentato proprio dai burattini che voleva vendere. Fabio Frizzi ha messo al servizio del film la sua decennale esperienza come compositore di colonne sonore, donando a Puppet Master: The Littlest Reich un andamento musicale più melodico rispetto al passato, che utilizza persino sonorità vicino a quelle del valzer e non si limita a riproporre per l’ennesima volta le musicalità “circensi” che invece caratterizzavano le colonne sonore dei vecchi episodi.

Il film si apre con un tema (quello che accompagna i titoli di testa) che è apertamente un tributo a quello originale scritto da Richard Brand per il primo capitolo della saga (un tema che lo stesso Frizzi ha definito “brillante e poetico”). Il tema di Frizzi riprende quei suoni ma li trasforma, come se questi ora provenissero da un carosello (“è una musica che vuole suggerire l’idea del gioco inteso come destino perverso a cui tutti partecipano, nessuno escluso”, ha dichiarato il compositore in una recente intervista). Per Frizzi, come già per Brand, è infatti essenziale comporre un tema che sia immediatamente memorizzabile dal pubblico, in grado di rimanere con lo spettatore anche dopo la fine del film.

Ma significativo è anche il tema dedicato a Blade, il burattino più rappresentativo del film. La musica che accompagna le immagini del suo primo incontro con Edgar, il protagonista, rende perfettamente l’idea del tentativo futile ed impossibile di stabilire una relazione fra i due. Per il tema della “Toulon Mansion”, che doveva avere la funzione di suggerire i suoi misteri nascosti, Frizzi ha utilizzato la chitarra baritona, ma ci sono persino brani composti per Mellotrone, fondamentale nella sua tradizione musicale, e altri che richiamano le marcie militari. Ma se Frizzi ha imparato una cosa dal suo lavoro con Lucio Fulci, è che negli horror la musica è tanto importante quanto il sound design. Perciò ogni composizione musicale deve necessariamente tenere conto dei suoni e dei rumori che contribuiscono a creare la tensione nel film. Se questi vengono coperti o addirittura “eliminati” dalla musica, le scene rischiano di perdere la loro forza.

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Cinema

Pet Sematary, il finale scartato e cosa aspettarsi dal nuovo remake

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Pet Sematary

Pet Sematary, il film tratto dal celebre romanzo omonimo del re dell’horror Stephen King, arriverà nelle sale italiane il prossimo 9 maggio. Si tratta del secondo adattamento cinematografico del libro dopo il film del 1989 diretto da Mary Lambert. Il romanzo, ispirato ad un vecchio racconto inglese dal titolo The Monkey’s Paw, storia popolare meglio conosciuta nella versione scritta da William W. Jacobs, era stato in grado di terrorizzare un’intera generazione di lettori che, nonostante le limitazioni del prodotto, apprezzarono all’epoca la versione pensata per il grande schermo (e sceneggiata dallo stesso autore). Nel suo libro, King narrava le vicende della famiglia Creed (il padre Louis, la madre Rachel, la figlia Ellie e il piccolo Gage), appena trasferitasi in una tranquilla cittadina di campagna per cercare di ricominciare la propria vita. Un giorno, l’adorata gatta dei Creed viene investita. Nella speranza di aiutare i suoi nuovi amici a liberarsi dal dolore per la scomparsa dell’animale (e costretto da una forza mistica che non riesce a spiegare), il vicino di casa, Jud Crandall, porta Louis in un antico cimitero nascosto nella foresta dietro la loro abitazione. Un cimitero dove i morti tornano in vita.

Da qui in avanti: spoiler!

Louis seppellisce il gatto nel terreno sacro, dal quale riemerge un animale molto più violento della tenera creatura che aveva seppellito. Le cose però si fanno davvero tragiche quando il piccolo Gage, vagando per la strada, subisce la stessa sorte del gatto di famiglia, morendo sul colpo. Ora che Louis ha già visitato il cimitero, scopre che non può resistere alla sua attrazione e, non potendosi controllare, seppellisce suo figlio nella speranza di riaverlo indietro. Gage torna, ma uccide sia Jud che sua madre Rachel. Louis quindi decide di liberarsi del gatto “rianimato” e di uccidere nuovamente suo figlio. Ma ancora una volta commette un fatale errore, portando sua moglie al cimitero, convincendosi che, se la seppellirà velocemente, lei potrà tornerà come prima e non in una versione “malvagia”. Il libro terminava quindi con Louis solo in casa. Rachel, risorta, metteva una mano fredda sulla sua spalla e con una voce “piena di sporcizia” (per usare le parole dello stesso King), gli diceva semplicemente: “Tesoro”. Fine. Ampio spazio all’immaginazione del lettore. Louis avrà avuto ragione o no?

L’amato adattamento cinematografico del 1989 diretto da Mary Lambert era un film estremamente fedele al materiale originale, anche se privo di quella ambiguità e complessità che da sempre contraddistingue i libri di King ma non le loro trasposizioni su schermo (basti pensare anche al recente It, piccolo gioiello di cinema commerciale ma anche “razionalizzazione” di un testo immenso ed incontenibile”). La scena finale dei film della Lambert è rimasta però impressa nella mente di tutti gli spettatori: mentre aspetta il ritorno a casa di sua moglie, Louis vede Rachel (risorta) camminare attraverso la porta grondante sangue, e si alza per abbracciarla. Si scambiano un bacio appassionato (quanto disgustoso) e poco prima che la scena giunga alla conclusione, lei prende un coltello e lo solleva in aria. Un finale che, ad esempio, è stato drasticamente cambiato nel nuovo adattamento firmato da Kevin Kölsch e Dennis Widmyer (già registi di Starry Eyes), che è invece un remake che si prende molta più libertà dal materiale di partenza (ma che, nonostante ciò, sembra essere comunque piaciuto allo scrittore di Bangor). Certo, il nuovo film mette in scena alcune cose che erano state lasciate fuori dal film del 1989 (la mitologia del cimitero è decisamente più approfondita) ma si concede anche delle enormi divagazioni.

Pare proprio, infatti, che uno dei problemi principali che la produzione del film diretto da Widmyer e Kölsch abbia dovuto affrontare, sia stato quello di trovare un finale che rendesse giustizia all’ormai celebre racconto di King. Per il remake sono state scritte quindi tantissime versioni diverse dell’epilogo, alcune delle quali sono state persino girate e proposte al pubblico durante i test-screening. Pare, però, che la reazione migliore sia stata ottenuta proprio dal nuovo (e radicalmente diverso) finale, accolto in maniera decisamente più partecipata dagli spettatori rispetto alle versioni che invece rimanevano più fedeli alla conclusione scritta nel libro. “Non volevamo cambiare il finale a tutti i costi”, ha precisato Kölsch. Delle tre versioni a loro disposizione (“una più dark dell’altra”) è stata scelta quella potenzialmente più scioccante,  assicurano gli sceneggiatori. “Non è possibile sapere già in fase di sceneggiatura ciò di cui avrà bisogno il pubblico”, ha affermato Lorenzo di Bonaventura, produttore del film. “Non si stratta di dare allo spettatore ciò che vuole, ma ciò di cui ha bisogno. È una cosa molto diversa”.

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Horror

Cube – Il Cubo, guarda l’horror di Vincenzo Natali gratis su VVVVID

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Dopo avervi spaventato con Frankenstein e Mega Piranha abbiamo deciso di regalarvi un altro interessante film da brivido da guardare questa settimana su VVVVID: Cube – Il Cubo. Scritto e diretto da Vincenzo Natali ed interpretato da Maurice Dean Wint, David Hewlett, Nicole de Boer, Andrew Mille e Wayne Robson Cube – Il Cubo racconta la storia di sei persone che, trovatesi senza memoria in una misteriosa struttura dalla forma cubica, cercano disperatamente una via di fuga. Ma non sarà facile evadere dal cubo perché ogni stanza nasconde tranelli, percorsi nascosti e trappole che uccideranno i sei malcapitati uno ad uno e nel più atroce dei modi.

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Sono già passati quasi venti anni da quando Cube – Il Cubo uscì nelle sale di tutto il mondo raccogliendo grandi consensi di pubblico e critica. L’atmosfera da thriller psicologico e alcune sequenze decisamente splatter-horror si rivelarono una combinazione vincente lanciando Vincenzo Natali nella schiera di quei registi di genere da tenere d’occhio. Molti celebri film infatti ripresero alcuni aspetti di questo intenso thriller psicologico: partendo dal primo Resident Evil che nella sequenza dei laser offre un chiaro omaggio alla spettacolare introduzione di Cube e continuando con la saga di Saw che riprende il meccanismo delle trappole, questo piccolo horror low-budget si rivelò una pietra miliare del cinema di genere. Non a caso nel 2002 uscì il sequel, Il Cubo 2 – Hypercube di Andrzej Sekula e nel 2004 il prequel, Cube Zero di Ernie Barbarash ma i risultati furono sotto le aspettative. Perso Natali infatti, impegnato in altre opere come Cypher, Splice e The ABCs of Death 2, la saga di Cube non ebbe più quella geniale originalità avvertita nel primo indimenticabile capitolo. Ma non tutto il male viene per nuocere. Hollywood infatti in occasione del ventennale dell’uscita del primo film realizzerà il primo remake ufficiale dell’opera di Natali, Cubed. Diretto dall’esordiente Saman Kesh e prodotto dalla Lionsgate Cubed avrà l’obiettivo di riavviare una volta e per tutte la brillante saga creata da Natali. Riuscirà nell’intento? Noi pensiamo di si perché Cube è un film talmente interessante ed originale da avere tutti i presupposti per funzionare bene anche a distanza di venti anni dall’uscita.

Se ti abbiamo incuriosito con questo articolo, cosa aspetti? Puoi vedere il film in streaming gratis su VVVVID.

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