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Netflix

Netflix, 6 verità non dette sulla piattaforma streaming

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Netflix è il servizio di streaming più popolare al mondo con circa 70 milioni di abbonati. Di seguito troverete alcuni fatti poco conosciuti e miti sfatati su questa famosa piattaforma di streaming di cui siamo quasi tutti schiavi.

La vera ragione per cui Blockbuster non compra Netflix

Nel 2000 la società ha offerto a Blockbuster la possibilità di acquistare il business allora nascente per 50 milioni di dollari e questo hanno rifiutato. Numerosi siti riportano questo come uno dei più grandi errori di business di tutti i tempi. Dopo tutto, oggi Netflix vale dieci volte quello che Blockbuster era al suo apice. Tuttavia nel 2000 Netflix non valeva ancora 50 milioni.

La mitica storia delle origini di Netflix

Il fondatore di Netflix, Reed Hastings, ha raccontato decine di volte la storia dell’inizio della sua attività con diversi dettagli, ma un fatto che sembra ricorrente è che lui stava apparentemente cercando di restituire una copia del dvd di Apollo 13 a Blockbuster quando ha avuto l’idea. Hastings fondamentalmente racconta spesso questo episodio perché non ha voglia di raccontare la lunga e complicata storia di come la società è stata in realtà fondata. Inoltre minimizza l’ingresso del co-fondatore di Netflix, Marc Randolph, come se l’idea fosse soprattutto sua.

Il sito ha un bel paio di “micro-generi”

Come ci si aspetterebbe per una società con migliaia di film nei propri archivi, Netflix cataloga meticolosamente ogni film nella sua biblioteca. L’ algoritmo proprietario di Netflix ordina i film sulla base di tutto, dalle ambientazioni storiche a se contiene o meno i vampiri, permettendo loro di soddisfare i gusti quasi ridicolmente specifici. Nel 2014 uno statistico curioso ha lavorato sul codice di Netflix e ha trovato che il sito ha oltre 75.000 differenti “micro-generi” che utilizza per catalogare film e programmi (76.897 per essere più precisi). Questi generi sono in gran parte nascosti all’utente, e la maggior parte delle persone a malapena vede anche solo una frazione di essi durante la navigazione.

Netflix registra tutto quello che fai

Qual è la cosa più importante che Netflix possiede? Forse le licenze ai numerosi film? O forse i diritti di programmazione originale? In realtà sono i dati prodotti da parte degli abbonati durante la visione. Insieme con la raccolta di dati di base da parte degli abbonati (ad esempio, gli spettacoli che guardano, a che ora, e per quanto tempo), Netflix individua quando si mette in pausa, quando si riavvolge il video, o si smette di guardare qualcosa nel tentativo di capire perché. Questi dati di per sé non sono poi così utile, ma quando si fanno i riferimenti incrociati con le informazioni geografiche di base e gli stessi dati prodotti dagli altri 70 milioni di abbonati Netflix, può essere usato per produrre i grafici completi che specificano esattamente che cosa guarda la gente. Netflix mantiene purtroppo questi dati per se, in modo da non lo sapremo mai quante persone smettono di guardare i film con Adam Sandler. Quindi i dati sono uno strumento prezioso per Netflix anche quando produce contenuti originali, che permette al servizio di prevedere con sicurezza esattamente quante persone guardano un particolare programma originale per impostare così un bilancio adeguato.

Interessante politica aziendale

Netflix è sorprendentemente hands-off quando si tratta di gestione dei suoi dipendenti, che è abbastanza inusuale per una società onnipresente, e supporti monolitici dal valore di miliardi di dollari. Infatti i lavoratori a tempo pieno nella sede principale di Netflix hanno fondamentalmente il permesso di scegliere il proprio orario secondo le politiche aziendali. Se ci si vuole assentare per più di 30 giorni di fila, tutto ciò che serve è l’ok da un manager. Il ragionamento dietro questo è che se assumono dipendenti bravi e li trattano come adulti, possono avere fiducia che prenderanno le decisioni giuste. Questa filosofia è ben riassunta dalla politica di Netflix, che va ad “agire nel migliore interesse di Netflix.”

A Netflix non importa se condividi il tuo account con altre persone

Secondo alcuni studi Netflix perde fino a mezzo miliardo di dollari ogni anno semplicemente come risultato di clienti che condividono i loro account con amici e familiari. Ma Netflix non sembra dare particolare peso a questo fatto. Per Netflix non c’è nessuna delle loro regole sell’account di accesso che vieta la condivisione da parte del titolare con altre persone. Più di recente l’azienda ha incoraggiato attivamente gli utenti a condividere l’accesso a un account, offrendo pacchetti di abbonamento che consentono a più utenti di guardare contemporaneamente qualcosa su più dispositivi.

Fonte: Looper

 

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Cinema

Bird Box, il trailer del film Netflix con Sandra Bullock

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birdbox trailer

Netflix ha pubblicato il trailer di Bird Box, il thriller horror post-apocalittico con Sandra Bullock basato sul romanzo di Josh Malerman. Quando una forza misteriosa decima la popolazione mondiale, di fronte all’ignoto, Malorie trova amore, speranza e un nuovo inizio. Deve scappare con i suoi due bambini in un fiume insidioso, fino all’unico luogo che può offrirle rifugio. Ma per sopravvivere la piccola famiglia dovrà intraprendere un pericoloso viaggio di due giorni con gli occhi bendati.

La vincitrice del premio Oscar Sandra Bullock (Gravity, Crash) è alla guida di un cast che include Trevante Rhodes (Moonlight, The Predator), con la vincitrice del Golden Globe Sarah Paulson (American Crime Story, Ocean’s Eight), e il candidato all’Oscar John Malkovich (Nel Line of Fire, Burn After Reading) nel nuovo avvincente thriller della premiata Susanne Bier (In a Better World, The Night Manager). Bier ha diretto il film da una sceneggiatura di Eric Heisserer (Arrival).

Bird Box è stato prodotto da Dylan Clark, Chris Morgan e Clayton Townsend. Il film vede protagonisti anche Jacki Weaver, Rosa Salazar, Danielle Macdonald, Lil Rel Howery, Tom Hollander, Colson Baker e BD WongBird Box avrà esclusivi impegni teatrali limitati a Los Angeles, New York, San Francisco e Londra a partire dal 13 dicembre. Il film sarà distribuito a livello globale su Netflix il 21 dicembre e avrà una diffusione cinematografica in altri teatri negli Stati Uniti e attraverso l’Europa.

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Cinema

Cam, la recensione dell’horror Netflix sulle cam-girls

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Cam film

Cam, il nuovo horror targato Netflix e diretto da Daniel Goldhaber, comincia con una sequenza che da sola riesce a spiegare il senso del film e a costruire un personaggio, quello della giovane cam-girl Lola, con pochissimi gesti. Il finto suicidio che apre il film, infatti, ci conduce in un mondo di apparenze, in cui è necessario simulare (e dissimulare) per arrivare in cima alla classifica delle ragazze più “brave” nel proprio lavoro. E il fatto che Lola arrivi ad inscenare un suicidio pur di compiacere i propri “followers” ci fa capire fin dall’inizio la dedizione che lei ripone nella propria attività.

Una dedizione per raggiungere la perfezione ed il successo in ciò che si fa che non è così diversa da quella che altri professionisti devono dimostrare di possedere per eccellere nel loro campo. È tutta qui la vera intuizione del film: usare il proprio setting in chiave metacinematografica, per cui la relazione che vi è fra gli show erotici della cam-girl e i seguaci che li guardano è la stessa che c’è fra il film e i suoi spettatori. L’eccitazione nell’aspettare qualcosa, la goduria nel vederlo arrivare.

Cam: il mondo delle cam-girls

Il fatto che il film sia poi scritto da Isa Mazzei, una ex cam-girl, lo rende ancora più accurato nella descrizione che fa delle relazioni fra queste ragazze, che sembrano essere amiche solo superficialmente, perché invece disposte ad usare i mezzi più squallidi per guadagnare qualche posizione su di loro nella classifica. Se quindi Cam indugia su aspetti marginali a quelli orrorifici, arrivando persino a criticare l’indifferenza delle forze dell’ordine rispetto ai crimini che vengono commessi su internet, non luogo in cui non sembrano valere le leggi di quello reale, il film non è altrettanto efficace nell’approfondire la sua stessa mitologia. L’indagine su chi (o cosa) si nasconde dietro la misteriosa sosia della protagonista sarà derubricata frettolosamente, senza prendersi il gusto di dettagliare quello che invece dovrebbe essere l’elemento centrale del film. 

Questo horror che parla di relazioni online, di problemi che riguardano la propria dimensione virtuale, diventa paradossalmente efficace quando l’orrore si fa carnale, cioè quando la protagonista è fisicamente in pericolo. E noi, da bravi guardoni (spettatori), nella febbrile attesa di scoprire cosa succederà. 

Cam: odio ed eccitazione

Ciò che riesce meglio al film è la descrizione di un personaggio che da star diviene spettatore: Lola, ad un certo punto, sembrerà quasi sviluppare un senso di forte eccitazione nei confronti della sua sosia, arrivando a spendere token per scoprire fino a dove è disposta a spingersi in live (proprio come con lei facevano i suoi fan).

Alla fine Cam, come tutti i prodotti Blumhouse, che sono perfettamente confezionati per essere accattivanti anche quando non eccellono in inventiva o qualità tecnica, riesce in quello che forse era il suo vero scopo (parlare del furto di identità su internet e della poca attenzione che viene riservata ad una denuncia di chi è stato vittima di abuso online) senza prendere la strada più facile, ovvero quella di impartire a chi guarda una lezione morale sull’opportunità o meno di svolgere un determinato tipo di lavoro. Ciò che succede a Lola potrebbe succedere a chiunque: non si tratta di una punizione per la dissolutezza della ragazza (il finale è chiarificatore in questo senso) ma di un problema (quello della sicurezza) che appartiene alla piattaforma che si sta utilizzando, indipendentemente dai motivi per i quali lo si sta facendo. 

Review 0
3.5 Punteggio
Pro
Gusto metacinematografico, analisi non banale del mondo virtuale
Contro
Mitologia poco approfondita, non tutto il cast è all'altezza
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

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Netflix

Netflix, perchè attivare l’abbonamento

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netflix

Disponibile in Italia dal 2015, Netflix, il colosso americano della streaming tv, è uno dei più noti e diffusi servizi di contenuti on demand. Dal momento della sua fondazione nel 1997 a Los Gatos, in California, Netflix è diventata la più grande rete di Internet TV al mondo e conta attualmente oltre 100 milioni di utenti in più di 190 paesi, che ogni giorno guardano circa 125 milioni di ore di programmi televisivi e film, documentari, serie originali e lungometraggi. Gli abbonati possono accedere a tutti i contenuti che desiderano vedere in qualsiasi momento, ovunque e praticamente su ogni schermo connesso a Internet. Difficile immaginare una realtà così potente, eppure è attiva con una diffusione capillare. Per accedere ai 15.000 titoli a disposizione sono sufficienti una TV o un dispositivo connessi al web e un abbonamento al servizio.

I requisiti necessari per l’utilizzo di Netflix sono una velocità di connessione a banda larga minima da 1,5 Mbps al secondo fino a 25 Mbps al secondo, velocità raccomandata per qualità Ultra HD e un dispositivo compatibile per supportare l’app Netflix senza la quale non è possibile accedere alla visione. La registrazione a Netflix Italia può essere effettuata dal sito www.netflix.com/it/ inserendo i propri dati e quelli di una carta di credito attiva. Allo stesso indirizzo è possibile procedere alla sottoscrizione dell’abbonamento. Chi si abbona può impostare fino a 5 account diversi, ciascuno dei quali viene personalizzato sulle effettive preferenze di utilizzo e sulle tipologie di titoli già visti in base a un sofisticato sistema di profilazione dell’utente che produce suggerimenti incredibilmente adeguati tenendo conto di ambientazioni, protagonisti, generi e costruendo così una lista di proposte specifiche.

Netflix non è solo film e serie TV ma anche console gioco e offre la possibilità di avviare riproduzioni su un dispositivo e permettere di proseguirle su un altro grazie a una modalità di visione ubiqua che risulta particolarmente comodo per chi spesso si trova nella condizione di dover cambiare la modalità di accesso e utilizzo. La piattaforma supporta il 4K con una possibilità di definizione superiore di 4 volte rispetto ai sistemi Full HD e propone diverse tipologie di offerte, piuttosto accessibili. In ogni caso il primo mese è gratuito e permette di testare di persona tutti i vantaggi del servizio.

Nel caso riscontri che la tipologia di offerta non sia la migliore per te, o perché i titoli a disposizione non soffiano le tue aspettative o perché la tua connessione aInternet non  ottimizzata per godere al meglio del servizio, puoi disdirla con estrema facilità prima di attivare l’abbonamento mensile vero e proprio. Quando ci si abbona a Netflix non si hanno vincoli contrattuali. Il rinnovo mensile tuttavia scatta in automatico e quindi è consigliabile prestare attenzione alla data di scadenza del mese di prova gratuito in modo da procedere con l’eventuale disdetta prima della scadenza dello stesso.

Su Compara Semplice puoi confrontare le offerte Netflix con quelle di altri servizi similari e scegliere la soluzione più adatta alle tue esigenze.

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