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Horror Mania

PPZ – Pride and Prejudice and Zombies, Jane Austen in versione pulp

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Dopo una produzione a dir poco travagliata e numerosi cambi di casting, esce finalmente in tutti i cinema italiani PPZ – Pride and Prejudice and Zombies, l’atteso film tratto dall’omonimo romanzo di Seth Grahame-Smith. Diretto da Burr Steers e interpretato da Lily James, Sam Riley, Douglas Booth, Matt Smith e Lena Headey, Pride and Prejudice and Zombies rilegge in chiave horror Orgoglio e Pregiudizio, il cult della letteratura inglese scritto da Jane Austen nel 1813; un’opera ripresa nell’ambientazione ottocentesca e in gran parte della storyline principale, ma stravolta nella caratterizzazione dei personaggi e nella minaccia che le sorelle Bennet sono costrette ad affrontare. Sullo sfondo di PPZ non ci sono le guerre napoleoniche ma un’epidemia che ha trasformato la campagna inglese in una zona invasa da famelici zombie. Nessuno è al sicuro e anche gli amici più stretti possono trasformarsi, da un momento all’altro, in non morti affamati di cervelli umani. Fortunatamente in questa nuova versione della storia le sorelle Bennet, che hanno preferito lo studio delle arti marziali cinesi alle buone maniere, sono delle killer di zombi e Mr. Darcy (Sam Riley) è un arrogante cacciatore di non morti detestato da Elizabeth per il suo sommo orgoglio. Ma i due metteranno da parte i pregiudizi personali e sociali per liberare il paese dalla minaccia zombie.

PPZ centro

Il prologo di PPZ – Pride and Prejudice and Zombies è assolutamente in linea con il folle ma divertentissimo romanzo di Seth Grahame-Smith; l’improvvisa esplosione di crani, la visione in soggettiva zombie e il ritmo pop danno allo spettatore l’ironia e il gore promessi in fase di realizzazione. Se però la prima parte soddisfa le aspettative non si può dire lo stesso della seconda che, lasciando gli zombie in secondo piano, trasforma il film nell’ennesima trasposizione di Orgoglio e Pregiudizio. Le adorabili e combattive sorelle Bennet abbandonano quasi subito l’accattivante vena guerriera per tuffarsi tra le braccia di uomini altrettanto valorosi e il villain di turno non ha il carisma per risultare minaccioso quanto dovrebbe. Il risultato è così un’opera che avrebbe avuto bisogno di un pizzico di coraggio in più per essere il cult che tutti ci saremmo aspettati. Ma Burr Steers, prima di esordire come regista con 17 again, ha recitato in capolavori del cinema mondiale come Le iene e Pulp Fiction; un’esperienza da cui ha assorbito il giusto spirito (tarantiniano) per sviluppare un’opera come questa. I punti di forza di questo simpatico pastiche che strizza l’occhio agli horror di Sam Raimi anni ’80 e alle Charlie’s Angels di McG anni 2000 sono infatti la confezione impeccabile, il cast di attori eccellente (Sam Smith e Lily James in primis) e l’intrattenimento senza grandi pretese; aspetti di un’ opera che, nel suo mix di girl power, follia e gore, sicuramente non deluderà gli appassionati del cinema di genere.

PPZ – Pride and Prejudice and Zombies verrà distribuito da M2 Pictures in tutti i cinema italiani il 4 Febbraio 2016.

TRAILER

Segnato da un amore incondizionato per la settima arte, cresciuto a pane e cinema e sopravvissuto ai Festival Internazionali di Venezia, Berlino e Cannes. Sono sufficienti poche parole per classificare il mio lavoro, diviso tra l’attenta redazione di approfondimenti su cinema, tv e musica e interviste a grandi personalità come Robert Downey Jr., Hugh Laurie, Tom Hiddleston e tanti altri.

Cinema

Scream | il quinto capitolo della saga trova l’idea giusta per rivitalizzare il franchise

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Scream | il quinto capitolo della saga trova l’idea giusta per rivitalizzare il franchise
3.5 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

Da sempre, uno degli elementi fondamentali della saga di Scream (e del suo successo), alla pari della maschera di Ghostface e della ricorrente ambientazione cittadina, è il dialogo che i film hanno con la storia del loro genere di riferimento e con i capitoli precedenti del franchise. È infatti già dal primo sequel del 1997 che fu introdotta Stab (all’epoca Squartati): una serie di film nel film ispirati dagli eventi narrati nello Scream originale. Uno stratagemma narrativo (in parte ripreso nel nuovo Matrix: Resurrections, in cui Keanu Reeves è uno sviluppatore di videogiochi tratti da ciò che è stato raccontato nei tre film precedenti) che nel corso degli anni è servito per commentare la saga stessa dall’interno e riflettere con ironia sulle più recenti tendenze dell’industria cinematografica americana.

Quello che accadeva alla saga Stab (che esiste solo nella finzione cinematografica) era quello che accadeva alla saga di Scream. È su questo concetto che si basa anche questo quinto capitolo, che arriva a dieci anni di distanza dall’ultimo e che più di tutti gli altri vuole parlare di fandom, di come le saghe cinematografiche siano oggi ostaggio dei propri fan, che pretendono di imporre le proprie scelte a produzioni sempre più dipendenti dal feedback immediato degli appassionati.

Scream | il quinto capitolo prende in giro il fandom

Scream (che riprende il titolo originale, senza numero) è un film che si rivolge ad una generazione di spettatori ormai già abituata ad un contesto cinematografico in cui gli horror fatti in serie (prima la stragrande maggioranza) sono sempre più minoritari. Sono spettatori che guardano i film della A24, che apprezzano “l’horror sofisticato” di Hereditary o Babadook, e che Scream, esponente del vecchio mondo degli slasher e dei coltelli insanguinati, deve necessariamente cercare di coinvolgere. I personaggi del film sono consapevoli di come i fan oggi, attraverso proteste online e tentativi di boicottaggio, possano obbligare le produzioni a seguire le loro idee, stabilendo quali storie debbano essere raccontate, quali tra i vecchi personaggi debbano tornare nei nuovi episodi, e rivendicando sempre una sostanziale continuità con la saga che hanno amato e che considerano inviolabile.

E ne sono consapevoli anche Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, i due registi di questo quinto capitolo, approdati alla saga dopo aver diretto l’ottimo Ready or Not, e gli sceneggiatori James Vanderbilt e Guy Busick, che in passato hanno lavorato, a vario titolo, a remake di cult intoccabili (Total Recall e RoboCop) e a sequel impossibili (Independence Day – Rigenerazione), cimentandosi con il fandom più accanito, quello dei cinecomics, con i due sfortunati film di The Amazing Spider-Man. Il curriculum perfetto per lavorare a Scream con cognizione di causa.

E infatti la forza di questo nuovo capitolo sta nell’aver capito che la nostalgia che gli appassionati cercano non è tanto nella trama raccontata, ma nei luoghi, negli oggetti, nei volti dei protagonisti. Questo Scream ha insomma capito molto bene che la nostalgia al cinema funziona attraverso deja-vu ed evocazioni.

Un horror di ottima fattura

A differenza del precedentemente citato Matrix: Resurrections, che ha cercato in ogni modo di ribadire la propria inutilità di sequel proponendo coscientemente la stanca reiterazione di idee passate (una delle operazioni più punk e sovversive degli ultimi anni), questo nuovo Scream è un film che vuole divertire lo spettatore e non cerca di allontanarlo.

L’abilità tecnica dei suoi due registi è sfruttata quindi per mettere paura e creare scene di tensione che funzionino. Come sempre, mentre i personaggi discutono e riflettono su come si possa realizzare un film horror, lo spettatore vede la conseguenza pratica di quelle teorie applicate al cinema, ascolta le regole che vengono elencate dai personaggi e poi ne può immediatamente giudicare la bontà nel momento in cui queste vengono seguite alla lettera dal film che sta guardando. È grazie a questa attenzione al “meccanismo” che una sceneggiatura non proprio impeccabile, in cui i personaggi fanno scelte e prendono decisioni non sempre ragionevoli, riesce a coinvolgere il pubblico in un’operazione nostalgia che non risulta mai troppo forzata.

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Cinema

Scream 5: il primo trailer ufficiale! | Ghostface è tornato!

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E’ uscito finalmente il primissimo trailer ufficiale di Scream 5 e qui sotto potete vederlo in versione originale o doppiato in italiano.

Scream 5: la sinossi ufficiale

Venticinque anni dopo la serie di efferati e crudeli omicidi che sconvolse la tranquilla cittadina di Woodsboro, un nuovo assassino con la maschera di Ghostface prende di mira un gruppo di adolescenti, facendo ripiombare la città nel terrore e riaffiorare le paure di un passato che sembrava ormai sepolto.

Neve Campbell (“Sidney Prescott”), Courteney Cox (“Gale Weathers”) e David Arquette (“Dewey Riley”) tornano a interpretare i loro ruoli iconici in Scream insieme a Melissa Barrera, Kyle Gallner, Mason Gooding, Mikey Madison, Dylan Minnette, Jenna Ortega, Jack Quaid, Marley Shelton, Jasmin Savoy Brown e Sonia Ammar.

Diretto da Matt Bettinelli-Olpin & Tyler Gillett, Scream 5 è distribuito in Italia da Eagle Pictures e arriverà al cinema nel 2022.

Qui sotto se siete curiosi anche la trailer reaction di MADROG CINEMA.

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Cinema

Venezia 78: Last Night in Soho, la recensione del film

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A Venezia 78 abbiamo avuto l’occasione di vedere in anteprima Last Night in Soho, il nuovo film di Edgar Wright con Anya Taylor Joy, Matt Smith e Thomasin McKenzie. Qui di seguito la video recensione di Lorenzo e Letizia in diretta dal festival.

Last Night In Soho (L’Ultima Notte a Soho) è un thriller psicologico con scene oniriche accompagnate in maniera travolgente e geniale da una colonna sonora vibrante e coinvolgente scelta con cura. Un’inattesa rivisitazione del lato oscuro della swinging London degli anni 60′.

Last Night in Soho uscirà nelle sale italiane il 4 novembre e segue le vicende di una giovane ragazza, appassionata di moda, che misteriosamente scopre il modo di trovarsi negli anni ’60, dove si imbatte nel proprio idolo, un’affascinante cantante che spera di sfondare. Ma Londra negli anni 60′ non è sempre come appare e le cose sembrano andare a rotoli con delle conseguenze.

Un incubo a occhi aperti che regala inquadrature ipnotiche e glamour. Dopo Baby Driver Wright si conferma un regista interessante e curioso che sa come catturare l’attenzione dello spettatore.

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