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Fuoriscena

Senza Limiti, l’illustrazione de I Pirati dei Caraibi

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Qualcuno una volta ha detto “Le leggende durano per sempre” e nel cinema di avventura questo sembra essere il pensiero centrale intorno al quale costruire un film. Seguendo la scia dei film di avventura degli anni ’80 come Indiana Jones, I Goonies, Ritorno al Futuro e La Storia Infinita, la Disney ha dato vita nel 2003 alla saga I Pirati dei Caraibi, una storia divisa in quattro capitoli e un quinto in lavorazione che dovrebbe arrivare nelle sale nel 2014. I Pirati dei Caraibi racconta le avventure del Capitan Jack Sparrow, un pirata stravagante e irresistibile, interpretato da Johnny Depp che con la sua amata Perla Nera, solca i mari e incontra tanti personaggi diversi, appartenenti sia al mondo terreno sia al mondo soprannaturale.

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Giovanni Manna e Laura Manaresi si sono ispirati a I Pirati dei Caraibi per questa illustrazione suggestiva ed evocativa, che sembra tendere ad una dimensione sconfinata e aperta a tutto quello che il Capitan Sparrow e la sua ciurma possono incontrare nel loro cammino. Come sottolinea la didascalia che accompagna la tavola, i sogni possono portarci oltre e in fondo i pirati, come gli esploratori e i grandi conquistatori della storia, non possono essere considerati altro che inguaribili sognatori, mossi in parte dal desiderio di trovare rare ricchezze e in parte da una sete di conoscenza che li porta spesso ai confini del mondo conosciuto.

CLIP DEL FILM 

 

Il cinema e la scrittura sono le compagne di viaggio di cui non posso fare a meno. Quando sono in sala, si spengono le luci e il proiettore inizia a girare, sono nella mia dimensione :)! Discepola dell' indimenticabile Nora Ephron, tra i miei registi preferiti posso menzionare Steven Spielberg, Tim Burton, Ferzan Ozpetek, Quentin Tarantino, Hitchcock e Robert Zemeckis. Oltre il cinema, l'altra mia droga? Le serie tv, lo ammetto!

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Fuoriscena

FuoriScena, nuova illustrazione ispirata a Master & Commander

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Nel 2003 Peter Weir, regista di Truman Show e de L’Attimo Fuggente, dirige il premio Oscar Russel Crowe nel film Master & Commander – Sfida ai confini del Mare, un kolossal indimenticabile che procede tra furiose tempeste, effetti speciali mozzafiato e il suggestivo paesaggio delle Coste del Brasile, l’Oceano e le isole Galapagos.

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Mentre una grande battaglia cerca di cambiare le sorti della guerra di Napoleone alla conquista dell’Inghilterra, il vascello Surprise della Royal Navy, guidato dal Capitano Jack “Lucky” Aubrey, insegue la nave francese Acheron, lungo le acque impetuose ed estese ,nel 1805. Questo film, tratto dalla saga letteraria marinaresca dello scrittore Patrick O’Brian, è stato di ispirazione per gli artisti Giovanni Manna e Laura Manaresi che hanno realizzato la nuova illustrazione della rubrica FuoriScena, catturando sulla tavola due momenti che racchiudono l’intero cuore del film: il conflitto e l’armonia, due aspetti contrastanti eppure così vicini della vita e dell’uomo. Il conflitto della battaglia, dello scontro, della competizione tra i diversi paesi e tra uomini in guerra, il conflitto delle onde e delle acque agitate solcate dai loro vascelli, si alternano con l’armonia, dei paesaggi affascinanti che le flotte visitano nel corso della loro missione, o dell’arte e della musica che li unisce e dona loro brevi pause di serenità, tessendo un’amicizia sincera e rispettosa, tutta al maschile. In particolare nella prima parte dell’illustrazione notiamo una reinterpretazione emozionante e delicata della scena in cui Russell Crowe e Paul Bettany iniziano a suonare insieme la melodia che chiude il film in una chiave poetica ed intensa, mentre nella parte inferiore sono ritratti i vascelli simili a fantasmi, avvolti nella nebbia mentre seguono le rotte prefissate in cerca della fine del conflitto e l’inizio di un’armonia tra i rispettivi paesi.

CLIP DEL FILM

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Arte

Casablanca illustrato per FuoriScena

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Impossibile non indovinare il film che ha ispirato Giovanni Manna e Laura Manaresi per questa nuova illustrazione di FuoriScena. Partendo dai contorni dei due volti protagonisti, fino all’imponente aereo che risale al periodo della Seconda Guerra Mondiale, i vari dettagli ci riportano al cult immortale Casablanca, diretto da Michael Curtiz e interpretato da Humphrey Bogart e Ingrid Bergman.

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E’ il 1941 e Rick Blaine è il ricco proprietario di un night club di Casablanca. Mentre la guerra fa il suo corso e il paese attraversa un periodo difficile, egli incontra la sua ex fidanzata Lisa con il marito Victor Laszio, leader della resistenza al nazismo della Cecoslovacchia, che in qualità di perseguitato politico si è rifugiato da quelle parti e chiede aiuto. Rick non esita a rendersi utile, soprattutto per il sentimento che ancora lo lega alla giovane donna, ormai impegnata con un altro uomo, ma sarà difficile per lui dirle addio ancora una volta? Al centro del film è infatti il dolore della rinuncia, quella sofferenza che si prova nel lasciar andare qualcosa a cui si tiene particolarmente e che si è consapevoli di non poter avere. Rick e Lisa sono due amanti perduti che devono dirsi addio e, sulle note della famosa canzone As time goes by, parte insostituibile della suggestiva colonna sonora di Max Sterner, si allontanano nella nebbia nella scena finale, la più memorabile di tutto il film. Nell’illustrazione tornano le ombre e la foschia che dominano la maggior parte delle scene, a delimitare i due volti dei protagonisti. Lisa, di profilo, con il volto semi-nascosto sotto l’elegante cappello e Rick, con uno sguardo rassegnato e romantico che trasmette la tristezza e il dolore per la distanza emotiva che lo divide dalla sua amata, così vicina, ma così irraggiungibile. Sotto di loro l’aereo, il terzo protagonista che li allontana e li porta via, nella nebbia dei loro sentimenti e del loro futuro, incerto.

CLIP FINALE

Fonte: Movieclips.com

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Arte

Senza Tempo, l’illustrazione ispirata a Charlie Chaplin

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Fu proiettato per la prima volta il 5 Febbraio 1936 ed è diventato un cult della storia del cinema, considerato uno dei dieci film più belli dell’anno dal National Board of Review of Motion Pictures. Stiamo parlando di Tempi Moderni, il primo film a sfondo sociale interpretato, diretto e prodotto dall’indimenticabile Charlie Chaplin, che cerca di dare voce al problema crescente della disoccupazione e all’avanzare dirompente dell’automazione nelle fabbriche, soprattutto in Europa in quel periodo storico.

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Charlot è un operaio che lavora dalla mattina alla sera in una fabbrica, tenendo un ritmo di produzione eccessivo che lo porta all’esaurimento. Quando guarisce, il mondo del lavoro non ha più posto per lui e le forze dell’ordine lo arrestano con l’accusa di essere il capo di un gruppo di rivoltosi. La vita in prigione però non gli sembra così male, visto il letto e il cibo assicurati e cerca di restarci il più a lungo possibile, ma la buona condotta gioca a suo sfavore e così, ben presto, si ritrova per strada senza grandi prospettive. Solo quando conosce una gamine in fuga, rinasce in lui la determinazione di riconquistare una vita e una dignità e quindi trovare un nuovo lavoro. Dopo tanto impegno, entrambi vengono assunti in un ristorante, ma hanno alcuni finanziatori alle calcagna che rovinano i loro piani, riportandoli alla miseria. Questo film è la prima occasione per Paulette Goddard di lavorare con Chaplin, in seguito diventato suo marito. In questa nuova illustrazione di FuoriScena, gli artisti Giovanni Manna e Laura Manaresi si soffermano in particolare sulla scena finale del film, avvolta in quella dolce poeticità tipica dei film di Chaplin, spesso caratterizzati da un mix originale di comicità e spunti drammatici. Sullo sfondo gli ingranaggi che ricordano le atmosfere industriali di un periodo storico freddo e grigio sono sfumati e fanno risaltare le figure di Charlot e la bella gamine che camminano sotto braccio verso il futuro con un sorriso e la speranza di vivere nuove avventure serene e piacevoli. La prima sceneggiatura del film prevedeva un finale diverso da quello che poi è stato portato sul grande schermo, con il personaggio del vagabondo che si allontanava da solo e la ragazza che si faceva suora per scappare dalle minacce della società. Ma Chaplin ha cambiato tutto all’ultimo momento, vertendo il messaggio del film verso l’ottimismo: Niente è perduto, si può sempre sperare in un futuro migliore, soprattutto se si affronta la vita con il sorriso. Messaggio rafforzato dalle parole di Laura Manaresi in quest’opera, che sottolineano l’importanza della leggerezza d’animo, la solarità che aiuta ad affrontare più facilmente le difficoltà della vita.

SCENA DEL FILM

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