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Star Wars: la scena più inquietante secondo J. J. Abrams e tante novità sui prossimi film

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Oramai Star Wars: Episodio VII è alle porte e i fan non vedono l’ora di vedere la saga ideata da George Lucas in tutti i cinema del mondo. Per aspettare questi ultimi giorni, leggete queste curiosità sulla saga. Iniziamo con J.J. Abrams che rivela la scena di Star Wars più inquietante. Passiamo poi a Kathleen Kennedy che parla di Star Wars Episodio VIII. L’attesissimo Harrison Ford che non vuole parlare del giovane Han Solo. Lawrence Kasdan che invece è felice di parlare del giovane Han Solo. La collezione di adorabili adesivi presenti sulla pagina Facebook di Star WarsJ.J. Abrams che parla del suo futuro coinvolgimento nella saga. James Corden e Chris Hardwick che cantano una canzone di Star Wars per Natale e tanto altro ancora!

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In un’intervista su Entertainment Weekly, il regista J.J. Abrams ha rivelato quale scena, secondo lui, è la più inquietante di questo settimo capitolo. La cosa più sbalorditiva è il momento in cui la principessa Leila rivolgendosi  a Darth Vader, viene torturata per avere delle informazioni. Tutti staranno pensando “Oh mio Dio! È sua figlia!” “Vuole torturare sua figlia”. Al momento è già spaventoso solo il pensiero, figuriamoci l’atto visto nel film. È la cosa più brutta che possa accadere. Mentre al secondo posto c’è il bacio tra Leila e il fratello. Il regista J.J. Abrams chiacchierando con CinemaBlend ha dichiarato che nel suo futuro ci sarà ancora Star WarsStar Wars: Episodio VIII sarà diretto da  Rian Johnson ma Abrams verrà coinvolto creativamente nei prossimi film. Larry Kasdan e Abrams, hanno scritto una versione della sceneggiatura che ha messo tutti d’accordo, tenendo presente soprattutto le idee di Rian. Per questo motivo, sono stati incorporati alcuni elementi nei capitoli successivi di Star Wars. Il produttore esecutivo Kathleen Kennedy ha annunciato che alcune scene dell’Episodio VIII si gireranno in Messico oltre al fatto che nel prossimo film ci sarà il resto del cast de Il Risveglio della Forza.  A tutti gli effetti questo può essere considerato un grandissimo spoiler. Oscar Isaac e John Boyega sono entrambi a bordo del prossimo film; questo significa che Finn e Poe Dameron vivranno e compariranno nei titoli di coda del nuovo film. Ora tocca all’affascinante Harrison Ford. Quando gli è stato chiesto se sarà coinvolto nel prossimo film di Han Solo in qualsiasi modo, Ford ha risposto in maniera enigmatica. Non ha detto ‘no’, ma neanche ‘si’ ed ha aggiunto che vorrebbe non gli fossero poste questo tipo di domande: “Non credo che la riproduzione di Han Solo sia incentrata su di me. Si tratta di Han Solo come personaggio. Sono sicuro che chi è responsabile di quel film, cosa che non sono io, penserà anche a queste questioni e ai problemi che verranno fuori, in fase di lavorazione”. Infine, quando gli è stato chiesto se ha qualche consiglio per il nuovo attore Han Solo, Ford ha risposto di no.

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Tuttavia, la sceneggiatrice Lawrence Kasdan è più che disposta a chiacchierare sul nuovo film basato sul personaggio di Han Solo: Oh si. Abbiamo appena lavorato alla seconda stesura, i personaggi sono molto eccitanti e Chris [Miller] e Phil [Lord] sono incredibili. Sono di un altro pianeta. Le riprese inizieranno tra circa un anno. Ci saranno molti cambiamenti. Io sarò presente per aiutarli in qualsiasi modo. In ogni caso Kasdan ha fatto la sua parte nella saga di Star Wars e merita di avere tutto quello che vuole. Non è un segreto che la 20th Century Fox nel lontano 1977 fosse abbastanza scettica sul successo di Star Wars. La storia non raccontata, però, coinvolge i dirigenti della distribuzione che hanno preso parte al flm di George Lucas. Per tutti i fan di Star Wars che utilizzano gli adorabili adesivi presenti su Facebook per commentare i vari post, sono stati rilasciati all’interno del famoso social network, quelli ideati per Star Wars. Inoltre SGS Engineering ha condiviso alcuni numeri che hanno rivelato che Han Solo oltre ad essere un contrabbandiere è un milionario segreto. Secondo le loro stime, una navicella spaziale come la Millennium Falcon costerebbe all’incirca £ 2.044.000 (o poco più di $ 3 milioni) all’anno in riparazioni e manutenzione.

Star Wars: Il risveglio della Forza uscirà in tutti i cinema italiani il 16 dicembre 2015.

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

Cinema

TFF37, in programma la retrospettiva dedicata all’horror classico 1920-1970

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torino film

“Si può fare!”, esclamava il dottor Frankenstein leggendo gli appunti del nonno sulla possibilità scientifica di rianimare i morti, in Frankenstein Junior, l’irresistibile omaggio di Mel Brooks ai gloriosi horror degli anni ‘30. Si può fare: ricostruire un uomo, rincorrere i vampiri, danzare con i fantasmi, come ha fatto il cinema fin dalle origini, unica macchina capace di mostrare quello che nemmeno gli specchi riflettono. Collegata idealmente alla mostra del Museo Nazionale del Cinema “FacceEmozioni: dalla fisiognomica agli emoji”, aperta il 17 luglio e in corso fino al 6 gennaio nella Mole Antonelliana, la retrospettiva del 37° Torino Film Festival,curata dal direttore del TFF Emanuela Martini, è dedicata all’horror classico dal 1920 al 1970: dagli incubi aguzzi della Repubblica di Weimar evocati nel 1920 da Robert Wiene con Il gabinetto del dottor Caligari ai voraci non morti resuscitati da George Romero nel 1969 con La notte dei morti viventi, primo, dirompente capitolo del New Horror.

In mezzo, le creature classiche materializzate dalla Universal (Dracula, Frankenstein, L’uomo Lupo, Il fantasma dell’Opera) e trent’anni dopo rese sensuali e sanguigne dalla Hammer Film; le tensioni sottili e i fantasmi, le donne pantera e i ladri di cadaveri evocati dalla RKO di Val Lewton con il lavoro di Tourneur, Wise e Robson; le allucinazioni macabre con cui Roger Corman traduce sullo schermo Edgar Allan Poe, le magnifiche streghe e vampire della via italiana al gotico di Mario Bava e Riccardo Freda, i bambini inquietanti di Henry James, gli scienziati pazzi, le donne senza volto, le case infestate, gli automi, i pupazzi parlanti e le bambole assassine, tutti i mister Hyde che ognuno di noi nasconde in sé. Una carrellata di 35 film che hanno dato corpo e volto alle nostre paure e che sono alla base di tutto l’horror successivo.

Alla retrospettiva è legata l’immagine ufficiale di questa 37.ma edizione del Torino Film Festival, che ritrae una delle più potenti icone femminili dell’horror classico, Barbara Steele, l’attrice britannica che con i suoi occhi grandi, la sua figura sinuosa e i suoi tratti aguzzi, ha materializzato la sensualità e il mistero di tutte le “Signore della Notte” nella fioritura gotica italiana anni ‘60. La foto è stata scattata sul set del film Amanti d’oltretomba, diretto da Mario Caiano (1965)Barbara Steele sarà ospite del festival, riceverà il Gran Premio Torino 2019 e introdurrà la proiezione dei film dei quali è protagonista(tra gli altri, Il pozzo e il pendolodi Roger Corman, La maschera del demonio di Mario Bava e L’orribile segreto del dottor Hichcock di Riccardo Freda).

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Cinema

Midway, il trailer del nuovo film di Roland Emmerich

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Midway trailer
 Midway, il kolossal diretto da Roland Emmerich arriva al cinema il prossimo 27 novembre 2019 con Eagle Pictures e nel player qui sopra potete vedere il nuovissimo trailer ufficiale.
Dopo lo straordinario successo al box office mondiale di Independence Day, Godzilla, The Day After Tomorrow e 2012, il pluripremiato regista, sceneggiatore e produttore Roland Emmerich torna dietro la macchina da presa con Midway, un epico kolossal che rievoca la leggendaria battaglia che, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, cambiò le sorti del conflitto bloccando nel Pacifico l’avanzata nipponica. Il film racconta le eroiche imprese dei soldati e degli aviatori che, con i loro incredibili sacrifici, sono riusciti a cambiare le sorti della guerra.
Nel cast del film figurano grandi nomi come i veterani dell’action movie Luke EvansAaron EckhartPatrick WilsonWoody Harrelson e Dennis Quaid e le star delle nuove generazioni Nick JonasDarren CrissAlexander Ludwig ed Ed Skrein.

 

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Cinema

Finché morte non ci separi (Ready or Not), una dark comedy che vira dal bianco nuziale al rosso più pulp

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Grace (la bellissima e brava Samara Weaving, nipote del celebre Hugo), sta per convolare a nozze con il suo amato Alex (Mark O’Brien). Ma attorno al loro matrimonio serpeggia un’atmosfera di inquietante malcontento e mistero, tra occhiate velenose e ghigni sardonici. Membro della nobile nonché ricchissima casata dei Le Domas (famiglia di sangue blu resa ancora più ricca dal business del gioco), Alex non ha mai nascosto alla sua ragazza di appartenere a una famiglia a dir poco stravagante. Ma non è tutto. La sera stessa delle nozze, infatti, a unione ufficializzata, Grace verrà coinvolta dai suoceri e da tutta la parentela al completo a far parte di una tradizione di famiglia, un vero e proprio rito di iniziazione legato al mondo dei giochi e a un patto (in nome del successo) stilato con un signor diavolo di nome Le Bail. La novella sposina dovrà estrarre una carta che indicherà il tipo di gioco (e forse di destino) che le spetta prima di entrare a far parte del “privilegio” associato al “Regno” dei Le Domas. A quel punto, però, restare in vita diventerà il suo unico obiettivo.

a ready or not review rich people horror villains

“Che cosa ti è successo? Parenti acquisiti…” 

Nella parabola horror e nel finale dissacrante si cela tutta la portata soprattutto metaforica di questa sinistra dark comedy ben scritta, e interpretata (nel cast anche Andie MacDowell e il noto Adam Brody della serie di successo The OC) che porta la firma dei registi Tyler Gillett e Matt Bettinelli-Olpin. Nell’estremizzazione del concetto di unione e di adesione per forza di cose alla famiglia del coniuge acquisito,  Finché morte non ci separi evidenzia la discesa agli inferi di una ragazza dai lineamenti angelici ritrovatasi per amore e istinto tra le grinfie di una famiglia di psicopatici, costretta a scorciare l’abito e imbracciare le armi pur di sopravvivere. Nobili, ricchi e portatori di quell’aura arrogante di privilegio della ricchezza che spesso e volentieri deve però sottostare a ferrei compromessi, i Le Domas mostreranno in corso d’opera tutta la follia di cui sono capaci, inoculata nella loro bellissima magione, e innaffieranno con il loro nobile sangue la purezza di una giovane donna colpevole di aver seguito il proprio cuore. Virata dal candore immacolato dell’abito nuziale al rosso sangue mortifero generato da un gioco al “Nascondino” non propriamente classico, questa commedia made in USA nasconde nel sottotesto della sua eccentrica follia una critica dissacrante alla società odierna, dove lo status quo e il volere di pochi mettono costantemente sottosopra e a repentaglio la vita e l’innocenza di molti.

ready or not

Nella metafora di un’unione emblematica come quella del matrimonio e nel sempreverde sadismo portato dalle parentele (più o meno acquisite – Parenti serpenti docet) Finché morte non ci separi cavalca l’estetica pulp per veicolare il concetto di normalizzazione della follia, lo schema secondo cui quello che si è sempre visto fare tra le mura della propria casa rappresenta poi (anche all’esterno) la realtà e normalità effettiva del proprio percepire e sentire. Dalle stelle (un matrimonio da sogno con il principe azzurro) alle stalle (la fossa caprina) e in un profluvio di sangue versato, dall’illusione di un mondo patinato alla realtà di un mondo malato, la parabola di Grace all’interno di casa Le Domas ha tutto il valore di una estrema resilienza umana e sociale di fronte ai soprusi, di fronte alle armi, di fronte alla prevaricazione del più forte sul (presunto) più debole. Una carrellata graffiante e non banale sulla controversia dei rapporti più stretti (le parentele) o allargati (le società) dove la possibilità di divorzio assume infine tutto il peso ideologico di una trovata o ritrovata libertà. 

Diretta a quattro mani dai registi Tyler Gillett e Matt Bettinelli-Olpin, Finché morte non ci separi è una dark comedy di puro intrattenimento che nasconde al suo interno una critica graffiante alle unioni tutte, più o meno strette e consapevoli. Una storia emblematica di “nozze pericolose”, che infila le sottotrame più horror di un matrimonio dai risvolti a dir poco oscuri.  

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3 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora
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