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Alice nella Città

Alice nella Città 2016, il programma della 14° edizione ricco di anteprime

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Si svolgerà a Roma dal 13 al 23 ottobre 2016, nel quadro della Festa del Cinema, la XIV edizione di Alice nella città, sezione autonoma e parallela diretta da Gianluca Giannelli e Fabia Bettini e organizzata dall’Associazione Culturale PlayTown Roma, con il sostegno della Direzione Generale Cinema del MiBACT, del Comune di Roma che anche quest’anno garantirà il trasporto scolastico dei bambini del secondo ciclo elementare, della Camera di Commercio di Roma e grazie al contributo di Acea Spa, BNL-BNP Paribas e della SIAE.

Da sempre attenta ai temi legati alle giovani generazioni, Alice nella città presenterà un programma di anteprime assolute, esordi alla regia e conferme originali. 12 le opere del Concorso Young│Adult, 3 film Fuori Concorso, 2 co-produzioni con la Festa del Cinema e 2 eventi speciali, programmati all’interno degli spazi dell’Auditorium Parco della Musica. Mentre al Cinema Admiral si svolgerà il programma di Alice│Panorama, con 10 film che racconteranno il mondo delle nuove generazioni, offrendo il pretesto per dire agli adulti cose da e sui giovani a cui si affiancherà la selezione del KINO Panorama│Italia, curata dai ragazzi del KINO, che come per la passata edizione metterà l’accento sul cinema italiano con proiezioni di film, documentari e cortometraggi di giovani promesse.

Concorso Young│Adult
Saranno 12 i film a partecipare al concorso Young/Adult, votati da un giuria composta da 27 ragazzi e ragazze tra i 14 e i 18 anni, selezionati su tutto il territorio nazionale. Grazie all’Intergruppo parlamentare della camera dei Deputati, il festival si arricchisce anche di una giuria di ragazzi di seconda generazione, che offriranno la propria sensibilità al concorso e proporranno recezioni per il blog del Festival. Sarà inoltre proposta una proiezione speciale del film Heaven will wait della francesce Marie-Castille Mention-Schaar, con l’introduzionedel On. Khalid Chaouki, coordinatore dell’Intergruppo parlamentare.

Il segno forte di questa selezione – ci racconta Gianluca Giannelli – è rappresentato dall’umanità profonda dei personaggi rispetto alla radicalità delle scelte che devono affrontare. Una risposta a chi li vorrebbe perfetti e allineati ad un mondo che fa del tutto per minare la loro stabilità e che non accetta il fatto che esistono delle pulsioni che possono far detonare una vita. Una reazione ad una spaventosa idea di purezza che nessuna esistenza può garantire.” I grandi temi della politica e del disagio familiare scorrono in molti dei titoli della selezione: “l’eterna giovinezza che possiede gli adulti – aggiunge Fabia Bettini – si ripercuote in coloro che giovani lo sono davvero, per privilegio o condanna d’anagrafe. Ancora una volta è l’individuo singolo a dover combattere, con tutta la forza di volontà, per guadagnarsi le istanze necessarie e basilari per il difficile percorso della crescita, nonostante il condizionamento dell’ambiente in cui vivono.”

Tre i film provenienti dagli Stati Uniti: 3 Generations – una famiglia quasi perfetta di Gaby Dellal con Naomi Watts, Elle Fanning e Susan Sarandon: un cast tutto al femminile per affrontare il difficile argomento dell’identità sessuale in età adolescenziale. Captain Fantastic, diretto da Matt Ross con Viggo Mortensen nelle vesti di un padre fuori dal comune che guida la famiglia attraverso l’America, sottolineandone contraddizioni e dogmi. Il film, già selezionato al Sundance 2016 e presentato in concorso nella sezione Un Certain Regard a Cannes 2016 dove ha vinto il premio per la Migliore Regia, viene presentato (con una deroga al regolamento) ad Alice nella città in co-produzione con la Festa del Cinema di Roma. Kubo e la Spada Magica lungometraggio d’animazione di Travis Knight, fondatore della LAIKA e produttore di successi come Paranorman e Coraline, qui per la prima volta dietro la macchina da presa, per raccontare una storia di leggende antiche; un affascinante viaggio iniziatico ricco di magia, dove però quello che si racconta è molto reale. La Nuova Zelanda è rappresentata dal regista di culto Taika Waititi con il suo ultimo lavoro Hunt for the Wilderpeople. Un film d’avventura, fresco, ironico e sorprendente, che metterà d’accordo le famiglie e gli amanti del cinema indie, con l’utilizzo di un registro tragicomico alla Roald Dahl. Waititi torna ad indagare, dopo il fortunatissimo Boy – maggior incasso della storia del cinema neozelandese – il rapporto padre figlio, prima di iniziare le riprese del nuovo Thor: Ragnarock, cine-fumetto della Marvel in uscita nel 2017.

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Dal Regno Unito arriva London Town di Derrick Borte, film ispirato dalle musiche dei Clash che conta sull’interpretazione del promettente Daniel Huttlestone (Into the Woods e Les Miserables), che ha già confermato la sua presenza ad Alice durante i giorni del festival. Importante la presenza dei film europei: il regista cipriota Petros Charalombous presenta il suo esordio alla regia Boy on the Bridge basato sul romanzo di successo The Land of the Golden Apple di Eve Makis. Un film di grandi atmosfere dove l’amore ed i legami possono anche ‘costringere’ la vita di una famiglia; dopo il successo di Soul Kitchen e Il padre, Fatih Akin porta sul grande schermo Goodbye Berlin fortunato romanzo per ragazzi di Wolfganf Herrndorf pubblicato in Italia con il titolo Un estate lunga sette giorni. Un irriverente, divertente e politicamente scorretto on the road capace di affrontare le tematiche topiche dell’adolescenza con maestria e delicatezza. Dalla Finlandia arriva Little Wing esordio alla regia di Selma Vilhunen già candidata premio OscarÒ per il suo corto Why do I have to take care of everything?. Una storia tutta al femminile dove l’incapacità di essere adulti toglie il privilegio di vivere l’infanzia di una figlia. Ancora una volta, il Belgio non smette di stupirci presentando due film che tolgono la pelle al reale: My First Highway, opera prima del promettente Kevin Meul, una storia di formazione sentimentale che ci mostra una lucida variante della perdita dell’innocenza, come in una fiaba di iniziazione all’adolescenza; mentre la regista Mijke de Jong (Blue bird, Stop Acting Now) presenta Layla M., storia di un adolescente olandese-marocchina che si unisce a una cella islamista in Medio Oriente. La regista, durante la preparazione del film ha incontrato una giovane ragazza de-radicalizzata e ha preso spunto dalla sua storia personale per raccontare un argomento che mai come in questo momento sembra riguardare molte ragazze e ragazzi europei. Gli ultimi due film di concorso saranno annunciati nei prossimi giorni

Film Fuori Concorso di Alice nella città
Il 16 ottobre, arriva con un animato red carpet ad Alice nella città│Fuori Concorso il film Cicogne in missione di Nicholas Stoller (già disegnatore di capolavori animati come “Monster’s & Co” e “Alla ricerca di Nemo”) e Doug Sweetland. Le cicogne portano i bambini… o almeno erano solite farlo. In “Cicogne in missione” si occupano di consegne per un grande sito Internet. Junior (Federico Russo), la cicogna migliore dell’azienda, sta per essere promossa quando per sbaglio attiva la macchina che produce neonati e dà vita a una bambina adorabile, ma non autorizzata. Junior e l’amica Tulip (Alessia Marcuzzi), l’unico essere umano di Monte Cicogna, dovranno quindi cercare di consegnare la piccola alla famiglia Gardner prima che il capo scopra cosa è successo, in una corsa contro il tempo che permetterà loro non solo di scoprire il valore della famiglia, ma anche di ricordare al mondo la vera missione delle cicogne. A intralciare i loro piani sarà l’ambizioso piccione Toady (Vincenzo Salemme).

Altro titolo presentato Fuori Concorso ad Alice è la coproduzione tra Cina e USA, Rock Dog di Ash Brannon. Basata sulla graphic novel cinese “Tibetan Rock Dog”, l’idea alla base di questa produzione animata indipendente è tanto semplice quanto speciale: Bodi, un mastino tibetano, dovrebbe diventare il guardiano del suo villaggio seguendo le orme del padre Khampa ma non è mosso da abbastanza passione. Tutto cambia quando una radio piove letteralmente dal cielo in testa a Bodi, facendogli scoprire un proprio mondo musicale tutto da esplorare. Lasciata casa per seguire il proprio destino nella grande città, il nemico numero uno di Khampa, Linnux, capo di un feroce branco di lupi, vorrebbe usare Bodi come biglietto di ingresso al villaggio, dove si trovano numerose e deliziose pecore. Starà a Bodi salvare la sua famiglia e i suoi amici, senza abbandonare il suo sogno. Una storia magica e determinata, all’inseguimento di sogni e passioni, tutto quanto al ritmo di ROCK!

Terzo e ultimo film Fuori Concorso è l’attesissimo Max Steel di Stewart Jendler. Ispirato dalla fortunata serie di action figures della Mattel prodotta alla fine degli anni ’90, da cui sono state tratte anche due serie tv molto amate dai bambini, arriva finalmente al cinema in versione live action. Max Steel racconta le avventure dell’adolescente Max McGrath, capace tramite il suo corpo di generare l’energia più potente dell’universo. Per limitare tutta quella potenza si deve obbligatoriamente legare all’unico essere capace di contenerla – un misterioso extraterrestre techno-organico chiamato Steel. Uniti nel supereroe Max Steel, i due amici dovranno combattere una minaccia aliena e rivelare i segreti del proprio passato.

Alice/Panorama
Sono 10 i film che comporranno il programma che Alice nella città dedica al Panorama di tutte quelle opere che seppur raccontando il mondo delle nuove generazioni, offrono un pretesto per dire agli adulti cose da e sui giovani. Sarà lo spazio in cui presentare temi a contrasto mostrando la forza devastante, talvolta surreale, di una realtà che non è mai semplice spettacolo.

Tra i film che arricchiscono la selezione del Panorama: Swiss Army Man una ‘rumorosa’ commedia dell’assurdo che non smette mai di affascinare il pubblico con trovate surreali, ricche di poetica fantasia. Interpretato da Daniel Radcliffe e Paul Dano (monumentali) e diretto da Dan Kwan e Daniel Scheinert, è stato il film-cult dell’ultima edizione del Sundance dove ha ricevuto il premio per la miglior regia. Nocturama del francese Bertrand Bonello, presenta un brillante thriller politico altamente provocatorio sul terrorismo, l’idealismo corrotto e il materialismo, visto attraverso le vicende di un gruppo di adolescenti. 2Night è la storia di un incontro, di una notte che può cambiare una vita intera. Nel cast Matilde Gioli e Matteo Martari per un film che mette in luce il talento di Ivan Silvestrini uno dei nuovi talenti del cinema italiano; Lovesong dell’americana So Young Kim: presentato al Sundance 2016 racconta con grazia un amore che non solo non osa rivelarsi ma che a stento sa riconoscersi. Christopher Lloyd (Ritorno al futuro), Max Records (Nel paese delle creature selvagge) e Laura Fraser (Breaking Bad) sono i protagonisti del film I’m not a Serial Killer dell’inglese Billy O’Brien, tratto dal primo libro della serie YA di Dan Wells.

Swiss Army Man

Un film che tocca uno dei topos dell’adolescenza: il sentirsi diversi e non compresi dagli altri. Elementi che rendono i ragazzi agli occhi del mondo come dei potenziali sociopatici o peggio ancora dei potenziali serial killer. Ma quando nella realtà apparirà un vero ‘mostro’, gli adulti crederanno alla verità raccontata dal protagonista?; Kids in Love dell’inglese Chris Foggin: un viaggio all’interno della vita bohemien londinese intrapreso da Jack, ragazzo di buona famiglia innamorato della ragazza sbagliata; Park, debutto sul grande schermo della regista greca Sofia Exarchou, in cui si racconta la vita di un gruppo di adolescenti di strada vissuta nel degrado degli impianti olimpici ateniesi ormai abbandonati; X500 del colombiano Juan Andres Arango: tre adolescenti sono costretti a fare i conti con il lutto dopo la morte di una persona amata; Sing Street dell’irlandese John Carney: un ragazzo cerca una via di fuga dalla sua triste vita attraverso la musica e l’amore (in co-produzione con la Festa del Cinema di Roma). Heaven Will Wait della francese Marie-Castille Mention-Schaar: è stato il film-caso dell’ultima edizione del Festival di Locarno arriva in Italia per raccontare l’indottrinamento subdolo ad opera del fanatismo religioso compiuto su un gruppo di giovani ragazze francesi;
Premio Camera d’Oro Taodue

Si rinnova anche quest’anno la collaborazione con la Taodue per il premio Camera d’Oro Taodue che sarà assegnato alla migliore opera Prima e Seconda presentata nel programma di Alice nella città (sia nel concorso Young/Adult sia in Alice/Panorama). La giuria che assegnerà il riconoscimento sarà presieduta dall’attore Matt Dillon e composta dalla produttrice Camilla Nesbitt, l’attrice Anna Foglietta, il regista Gabriele Mainetti, il regista Claudio Giovannesi e gli sceneggiatori Giordano Meacci e Francesca Serafini (Non essere cattivo).
Le 10 opere in programma:
Kubo e la Spada Magica di Travis Knight (Opera Prima)
Captain Fantastic di Matt Ross (Opera Seconda)
My First Highway di Kevin Meul (Opera Prima)
Boy On the Bridge di Petros Charalambous (Opera Prima)
Little Wing di Selma Vilhunen (Opera Prima)
Swiss Army Man dei DANIELS (Opera Prima)
2Night di Ivan Silvestrini (Opera Seconda)
Park di Sofia Exarchou (Opera Prima)
Kids in Love di Chris Foggin (Opera Prima)
X500 di Juan Andrés Arango (Opera Seconda)

KINO Panorama│Italia

KINO Panorama│Italia sarà: “Una linea di programmazione curata dal KINO, in collaborazione con Alice nella città – ci racconta Massimo Galimberti – che nel rispetto delle reciproche identità, condivide una mission culturale incentrata sulla formazione e l’educazione cinematografica delle nuove generazioni e sulla scoperta e valorizzazione di un cinema giovane capace di raccontare storie intense e coraggiose nei modi inventivi del cinema indipendente”.

Questa la prima anticipazione dei titoli in selezione:

Acqua di Marzo il nuovo film di Ciro de Caro, con Roberto Caccioppoli, Claudia Vismara, Vanessa Gravina una commedia, in cui si affrontano vari temi e vari aspetti psicologici dei “GIOVANI ADULTI”, delle coppie ai nostri giorni, dei figli che non riescono a smettere di essere figli anche se in apparenza sembrano maturi e indipendenti, dei genitori che non riescono a smettere di essere “GENITORI”.

Mentre, Maccio Capatonda presenterà le prime quattro puntate della nuova serie televisiva MARIOTTIDE con Maccio Capatonda, Herbet Ballerina, Ivo Avido e Nino Frassica.
Mariottide è un cantante neomelodico squattrinato che cerca di celare la sua condizione di povertà a Fernandello, un ragazzo un po’ ritardato, trovato per caso in un cassonetto all’età di 30 anni, che cerca di destreggiarsi in questa Italia piena di ladroni e furfanti. La tristezza di Mariottide si trasforma in comicità grazie alle geniali trovate che arricchiscono la sua quotidianità e alla presenza di celebri volti del mondo dello spettacolo che hanno preso parte a questo progetto, interpretando personaggi molto lontani dalla loro realtà e ognuno distinto da tratti paradossali e per questo memorabili. La serie è fondata sugli equivoci ed è al tempo stesso una saga fantozziana che racconta di un anomalo rapporto padre e figlio in un’Italia piena di mascalzoni. Mariottide è il primo esempio di sit com italiana prodotta direttamente per un servizio streaming on demand.

(La selezione completa sarà annunciata con un comunicato stampa dedicato nei prossimi giorni.)

Il progetto Nature is Speaking della Conservation International sostenuto da Alice nella Città
Alice nella città ha sposato per la prossima edizione il progetto Nature is Speaking promosso dall’Associazione ambientalista americana Conservation International, che ha realizzato una serie di 12 suggestivi cortometraggi dove protagonista è la natura stessa, con i suoi colori, i suoni, le forme e le atmosfere.

“La natura non ha bisogno dell’uomo, mentre l’uomo ha bisogno della natura”.

A dare voce agli elementi sono stati scelti alcuni tra gli attori di spicco di Hollywood come Robert Redford, Harrison Ford, Penelope Cruz, Reese Whiterspoon e Lupita Nyong. Per l’edizione italiana, Alice nella Città – grazie al supporto e al coordinamento di Daniele Orazi Consulting & Production – ha raccolto l’adesione di molti protagonisti del cinema italiano che hanno donato la loro voce: Pippo Delbono (Robert Redford) è la Sequoia, Anna Foglietta (Pénelope Cruz) è l’Acqua, Thomas Trabacchi (Harrison Ford) è l’Oceano, Barbora Bobulova (Lupita Nyong’o) la Casa e Sandra Ceccarelli (Reese Whiterspoon) il Fiore, Lucia Mascino (Ian Somerholder) è la Barriera corallina, Piera Degli Esposti (Joan Chen) è il Cielo, Michele Riondino (Kevin Spacey) è la Foresta pluviale, Luca Marinelli (Liam Neeson) è il Ghiaccio, Alba Rohrwacher (Julia Roberts) è Madre Natura, Giuseppe Cederna (Lee Pace) è la Montagna, Roberto Herlitzka (Edward Norton) è il Terreno.
I 12 corti saranno proiettati prima dei film in programma. Inoltre saranno messi in atto nel corso della manifestazione una serie di iniziative giornaliere e piccoli gesti quotidiani che affiancheranno la campagna, tra cui la richiesta a tutti gli artisti di raggiungere in segno simbolico il Red Carpet a piedi.

Eventi Speciali
Tra gli eventi speciali in programma quest’anno troviamo il film Ho amici in paradiso di Fabrizio Maria Cortese. Da sempre impegnato nell’ambito del sociale, il regista presenta ad Alice un film che racconta, con i toni leggeri della commedia, il tema della disabilità. Il protagonista di questa storia è Felice Castriota, commercialista salentino che, dopo una condanna per riciclaggio di denaro della malavita, viene affidato ai servizi sociali ed entra in contatto con il mondo dei diversamente abili. Ciò gli cambia la vita anche se i conti del passato si rivelano essere tutt’altro che chiusi.

Inoltre Alice proporrà il progetto speciale “La Scuola per la Scuola”: quest’idea, nata dopo il drammatico terremoto che ha colpito il centro Italia la notte del 24 agosto, ha come obbiettivo quello di portare un aiuto concreto alla ricostruzione della scuola di Amatrice, andata distrutta durante la scossa. Per questo dal 17 al 21 ottobre Alice nella città porterà numerose scuole del II Municipio nell’ambito festivaliero, facendo partecipare i ragazzi alle matinée che si svolgeranno presso il cinema Admiral. L’intero ricavato di queste proiezioni (5 euro/biglietto) verrà devoluto alla raccolta fondi organizzata dalla Regione Lazio, le cui coordinate postali e bancarie sono:

Numero di Conto Bancario: IBAN IT 60 P 02008 05255 000104428939
BIC/SWIFT: UNCRITMM.
Beneficiario: Regione Lazio
Intestazione: Regione Lazio per Amatrice e Accumoli

MIA Cinema – Mercato Internazionale dell’Audiovisivo apre uno spazio YAS dedicato ai più giovani
Il MIA|Cinema Co-Production Market, ha il piacere di presentare YAS| Young Adults Spotlight, una nuova linea di programma dedicata specificamente al prodotto kids, teens e young adults. Gianluca Giannelli e Fabia Bettini, direttori di Alice nella città, hanno selezionato 6 progetti di autori emergenti italiani: la selezione si propone di offrire uno sguardo a tutto tondo su un mondo troppo spesso confinato in una dimensione di genere che, pieno com’è di suggestioni provenienti da libri, fumetti e videogames, non lo contiene più.
Dal racconto del reale di Giochi dell’altro mondo di Barbara Iannarilli e Giulia Merenda a storie che prendono spunto da fatti di cronaca visti dagli occhi dei ragazzi (I Cattivi di Claudio Noce e Il Fattore T di Francesco Costabile), fino ad arrivare alla descrizione delle nuove generazioni, dei loro sogni (Il fenomeno di Cosimo Alemà e Under The Same Sky di Ilaria Freccia) e delle loro contraddizioni (Stay Still di Elisa Mishto).

Omaggio al regista Abbas Kiarostami
Infine è previsto l’omaggio al regista Abbas Kiarostami e alla sua visione dell’infanzia, da sempre protagonista nella sua filmografia. Alice nella città in collaborazione con la cineteca del Museo del cinema di Torino proporrà una retrospettiva dei film del regista iraniano appena scomparso:

Bread and Alley (Nan va Koutcheh): 1970, 35 mm, B&W, 10 min.
Breaktime (Zang-e Tafrih): 1972, 35mm, B&W, 14min.
Two solutions for one problem (Do Rah-e Hal, Baraye Yek Massaleh): 1975, 35mm, Colour, 4min 45.
So can I! (Manam Mitounam): 1975, 16mm, colour, 4min.
The Colours (Rang-ha): 1976, 16mm, colour, 15min.
Orderly or Disorderly (Beh Tartib ya Bedoun-e Tartib): 1981 16 mm, colour, 15min.
The Chorus (Hamssorayan): 1982, 35mm, colour, 17min.
Painting Rang-zani (Rangzani/Az oughat-efaraghat-e khod chegune estefade konim, Iran /1977) (Episodio della serie Come trascorrere il tempo libero)
Toothache (Dandan dard): 1980, 16mm, colour, 23min.
Tribute to the Teachers (Bosorgdasht-e mo’allem) 1977, 35mm, Colour, 20min
The Traveller (Mossafer): 1974, 35mm, B&W, 74min.
First graders (Avali-ha): 1985, 16mm, 84min.
Experience (Tadjrobeh): 1973, 35 mm, B&W, 60min.
Where is my friend’s home? (Khaneye Doust Kodjast?): 1987, 35mm, colour, 87min.
Homework (Mashgh-e shab) 1989, 16mm, Colour, 86min.
Life, and Nothing More…(And Life Goes on) (Zendegi edameh darad…): 1992, 35mm, colour, 91min.

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Alice nella città: tutto pronto per gli EFA Young Audience Award del 5 maggio 2019 a Roma

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alice nella città

Giornata dedicata al cinema quella di domenica 5 maggio attraverso Alice nella città, la quale organizzerà per il terzo anno consecutivo l’edizione dell’EFA Young Audience Award a Roma presso il Cinema Lux proseguendo la collaborazione di successo con il circuito European Film Award.

L’ EFA Young Audience Award è un progetto che ogni anno presenta in varie città d’Europa tre film europei pensati per un pubblico di ragazzi tra gli 11 e i 14 anni. Un modo per promuovere tra i ragazzi i film europei di qualità che spesso non arrivano in sala. L’edizione 2019 ha raggiunto il record di ben 56 città coinvolte in 35 Paesi.

Durante l’evento, una giuria di 60 ragazzi selezionata da Alice nella città ad Aprile  e composta da ragazzi tra gli 11 e i 14 anni si riunirà per vedere i 3 film europei nominati dal comitato internazionale rappresentativo dell’ EFA Board Members (del quale è parte Fabia Bettini Direttore Artistico di Alice nella Città), per poi discuterne insieme, votare e decretare così il vincitore insieme alle giurie degli altri Paesi partecipanti. I tre titoli di quest’ anno sono: Los Bando, il road movie scandinavo  di Christian Lo che sarà introdotto dalla giornalista Michela Greco; la coproduzione anglo-svedese Old boys di Toby MacDonald, una storia di crescita ispirata a Cyrano de Bergerac introdotto dalla giornalista e critica Emanuela Genovese; ed infine il lungometraggio belga Fight Girl di Johan Timmers, una storia di riscatto e crescita attraverso lo sport presentato dalla giornalista Ilaria Ravarino.

Queste giornaliste saranno di supporto ai giovani giurati sia con un’introduzione al film sia per un breve confronto al termine della proiezione e prima della votazione. “Pensiamo che gli EFA Young audience award sia un’esperienza entusiasmante e formativa, un’opportunità per sentirsi europei e per aprirsi agli altri utilizzando come linguaggio e terreno di confronto il cinema“. Commentando Fabia Bettini e Gianluca Giannelli Direttori artistici di Alice nella città.

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L’evento avrà luogo in contemporanea nei 35 Paesi che vedranno i tre film e che al termine dialogheranno tramite un collegamento live coordinato da Erfurt (Germania). Una volta convogliati i risultati nazionali e annunciati tramite videoconferenza dai rappresentanti di tutte le giurie, si svolgerà una cerimonia di premiazione, visibile in diretta in streaming sul sito yaa.europeanfilmawards.eu.  

Le schede didattiche e gli approfondimenti filmici sono curati da Alice nella Città.

I tre film nominati per l’edizione 2019:

Los Bando diretto da Christian Lo, nel cast vede la presenza di Tage Hogness (Grim), Jakob Dyrud (Aksel), Tiril Marie Høistad Berger (Thilda), Jonas Hoff Oftebro (Martin). La sinossi: un rocambolesco road movie con protagonista una giovane band norvegese, che attraversa il paese in una folle corsa contro il tempo, la polizia e i genitori per partecipare al Campionato Nazionale di Rock.

Old Boys è il film diretto da Toby MacDonald nel quale figurano Alex Lawther (Amberson), Jonah Hauer-King (Winchester), Pauline Etienne (Agnes), Joshua McGuire (Huggins), Denis Ménochet(Babinot). La sinossi: Come in Cyrano de Bergerac, un ragazzo timido e fantasioso aiuta un ragazzo molto in vista della scuola a conquistare la figlia del professore di francese.

Fight Girl è il terzo film prescelto, diretto da Johan Timmers con Aiko Beemsterboer (Bo), Bas Keizer (Dani), Noa Farinum (Joy), Hilde De Baerdemaeker (Esther), Ali Ben Horsting (Alex), Dioni Jurado-Gomez (Jesse), Imanuelle Grives(Cecilia). La sinossi: Bo è una ragazza di 12 anni che fa boxe. Ha molto talento ma deve affrontare soprattutto una battaglia emotiva a causa del divorzio dei suoi genitori.

 

 

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Skam Italia 2: intervista esclusiva ai protagonisti e qualche anticipazione

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skam italia 2

Casa Alice ha ospitato il cast di Skam Italia, la serie creata da Julie Andem, portata al successo in Italia dal regista Ludovico Bessegato per TimVision. Skam Italia è il remake dell’omonima serie norvegese iniziata nel 2015 e terminata nel 2017, che ha ottenuto ottimi risultati a livello mondiale. La versione italiana fa parte di un progetto internazionale a cui molti Paesi hanno deciso di contribuire con le proprie caratteristiche territoriali e sociali, pur rimanendo fedeli all’idea originale. Per la versione nostrana è stata scelta Roma. La città eterna è l’ambiente all’interno della quale i giovani studenti di un liceo romano narrano le proprie vicende, mostrando carattere, debolezze, primi amori e dubbi sulla propria identità sessuale.

La particolarità di Skam Italia è il rapporto che si viene a creare tra il personaggio e lo spettatore, riuscendo a condividere messaggi di WhatsApp e aggiornamenti sui social network dei protagonisti, proprio come avviene quotidianamente nella realtà. In questo modo si ha la possibilità di conoscere segreti e indagare su alcune situazioni poco chiare che portano avanti la storia. Nel corso della prima stagione, sul sito web di Skam Italia, ogni giorno vengono rilasciate delle clip che compongono un episodio. L’incredibile successo derivato da questa serie, seguita e amata da milioni di adolescenti in tutta Italia, ha creato un grandissimo richiamo di interesse e approvazione. L’entusiasmo dimostrato dal pubblico e della critica è stata la scintilla che ha convinto i produttori e il regista a confermare l’inizio delle riprese di una terza stagione di Skam Italia.

La domanda che tutti si sono posti dopo l’ultimo episodio della prima stagione è stata: “Cosa ci riserveranno i prossimi episodi?” NewsCinema.it prova a svelarvi qualche curiosità su quello che vedrete nella seconda stagione, offrendovi l’intervista esclusiva con i protagonisti della serie, durante la presentazione delle prime due clip del terzo episodio all’interno della 16° edizione di Alice nella città. Presente all’evento il regista e sceneggiatore Ludovico Bessegato e tutto il cast composto della prima stagione più una new entry: Ludovica Martino (Eva Brighi), Ludovico Tersigni (Giovanni Garau), Benedetta Gargari (Eleonora Sava), Federico Cesari (Martino Rametta), Beatrice Bruschi (Sana Allagui), Greta Ragusa (Silvia Mirabella), Martina Lelio (Federica Cacciotti), Giancarlo Commare (Edoardo Incanti), Luca Grispini (Federico Canegallo), Rocco Fasano (Niccolò Fare), Francesco Centorame (Elia Santini) e Pietro Turano (Filippo Sava).

Beatrice Bruschi! Federico Cesari e Pietro Turano.

SKAM Italia e il tema dell’integrazione

Il personaggio di Sana affronta una delle tematiche più scottanti presente nel nostro Paese: l’integrazione. L’attrice che interpreta Sana, parlando del suo personaggio ha detto: “Sicuramente è molto importante il discorso dell’integrazione in Italia. In qualche modo mi sento ambasciatrice di questa situazione. Riscontro una grande responsabilità su questo tema, tanto che ho ricevuto anche molte critiche perché non sono veramente musulmana. Premetto che sto studiando molto questa religione, che mi affascina moltissimo e oggi posso dire di conoscerla bene e chiaramente sto cercando di far fare al mio personaggio un percorso di crescita attraverso l’andamento delle stagioni. Credo che sia importante mandare un messaggio. Per quanto Skam sia una serie semplice, senza pretese, che racconta la quotidianità di giovani ragazzi, un messaggio c’è sempre. Inoltre spero che l’ integrazione, come fa Sana – perché alla fine è cmq integrata, riesce a crearsi a costruirsi un gruppo di amiche ed amici – riesca a realizzarsi e a concretizzarsi anche nella vita reale. Spero che tutte le persone che si sentono emarginate possano trovare la forza di essere se stessi. Come infatti fa Sana. Lei è se stessa. Lei non si preoccupa di dirti che un vestito non ti sta bene. Lei te lo dice, se ne frega di tutto perché lei è fatta così.”

SKAM Italia e la comunità LGBT

Un’altra tematica molto cara ai più giovani è l’orientamento sessuale. Durante la seconda stagione cambierà il rapporto tra Martino e Filippo dal momento che Martino avrà una storia sentimentale con Niccolò? Parlando del mondo delle comunità gay, è stato chiesto a Federico Cesari quali sono le differenze tra Isak, la sua trasposizione norvegese e quella italiana di Martino e se pensa che in un Paese bigotto – sotto certi aspetti – come l’Italia, questa serie possa aiutare a comprendere che l’amore tra due uomini è una cosa naturale, perché  l’amore è universale e non fa alcun tipo di distinzioni sessuali. “Rispetto al personaggio di Isak le tematiche e gli sviluppi vengono riprese dalla versione norvegese, così come anche le dinamiche rimangono invariate. Per quanto mi riguarda io ho cercato di attenermi alle versione norvegese, ma rendendo mio questo personaggio. Nella versione originale Isak è interpretato da un attore bravissimo e sinceramente copiare il suo modo di recitare sarebbe stato paragonato a quello di una “brutta copia” dell’originale. Per questo motivo ho cercato di italianizzare Martino, visto che le mie radici sono ben radicate nella cultura italiana. Per quanto riguarda la speranza che questa serie possa far comprendere, soprattutto agli adulti, che essere gay non vuol dire avere dei problemi, spero vivamente che questa produzione possa simboleggiare un punto di svolta nel nostro Paese. Come ben sappiamo Skam Italia nasce come serie e pertanto ha il potenziale limitato di una serie. Nonostante questo vedo che comunque molti mi scrivono, confidandomi che dopo averla vista sono riusciti a trovare la forza di fare determinate cose. Questo tipo di messaggi rappresentano la mia idea di complimento. Trovo che leggere messaggi come:’Skam mi da la forza di fare questo’ sia una cosa bellissima. Speriamo vivamente di normalizzare la tematica dell’omosessualità, raccontando una normale storia d’amore tra due ragazzi, che viene vissuta in maniera serena, tenendo conto degli sviluppi introspettivi dei personaggi. Noi abbiamo cercato di normalizzarla il più possibile.”

Il nuovo personaggio di SKAM Italia

Agganciandoci alle dichiarazioni rilasciate dall’attore che interpreta Martino, abbiamo scambiato quattro chiacchiere anche con la new entry del gruppo, Filippo Sava, il fratello di Eleonora. Il suo personaggio nella seconda stagione darà una bella scossa alla trama e alla vita di Martino. “Filippo è un personaggio molto ironico che si permette con una sottile ironia, di dire ed essere ciò che vuole. Riesce a mostrare ciò che è realmente, esprimendosi in maniera libera, proprio grazie a questa sua ironia simpatica, semplice e molto onesta. Trovo che questo personaggio sia onesto, profondamente sensibile  – e che come fanno molte persone – cerca di difendersi con il sarcasmo e con un po’ di cinismo, senza perdere mai la sua sensibilità. Questo aspetto emerge proprio nel rapporto con Martino, con il quale cerca fin dall’inizio un contatto per poterlo aiutare, ponendosi come punto di riferimento nella sua vita. Poi con sua sorella ce ne saranno delle belle, ma questo lo vedremo più tardi.”

C’è la speranza che questa serie possa aiutare gli adulti a comprendere il mondo omosessuale durante il periodo dell’adolescenza? Pietro Turano ha risposto: ” Sono convinto che questa storia tra Filippo e Martino, possa aiutare a comprendere che l’amore non ha sesso. Sono anni che io faccio attivismo LGBT e negli anni mi sono reso conto che spesso i giovani si sentono soli. Quando i punti di riferimento non ci sono sul territorio bisogna fare quel passo in più per andarli a cercare. Sempre più spesso ci sono storie come questa raccontata nella serie. Skam è molto vicina alla realtà dei giovani, essendo un prodotto fatto da giovani e per i giovani, con l’auspicio che magari li possa aiutare a compiere quel famoso passo di coraggio, per andare a cercare qualcuno con cui confrontarsi. È vero che siamo in un Paese un po’ bigotto, un po’ difficile, ma Roma non è una città omofoba. Certo, c’è un po’ di tutto in giro e spesso ci si sente soli, ma non bisogna pensare tutto in negativo. Le persone con cui confrontarsi esistono, non si è mai veramente soli e anche l’Italia è un Paese ricco di opportunità, di conoscenza, di confronto, di dialogo, di condivisione. Sono profondamente sicuro che Skam aiuterà i giovanissimi a trovare il coraggio di essere se stessi”.

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Alice nella Città

Alice nella città: incontro con Paolo Virzì e Francesca Archibugi per Mignon è partita

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Con la sezione Quei ragazzi, da quest’anno Alice si apre ai classici contemporanei, ai film del passato restaurati e riproposti per la loro forza e attualità; in collaborazione con la Cineteca Nazionale e il Luce Cinecittà, festeggeremo in occasione dei trent’anni dall’uscita in sala il 20 ottobre 1988, il restauro di Mignon è partita, sorprendente esordio cinematografico di Francesca Archibugi, che da subito ebbe il sostegno del pubblico e della critica, mettendo in luce la sensibilità della regista di dirigere e raccontare il disagio degli adolescenti, e il passaggio all’età adulta.

Il restauro di Mignon è partita, film del 1988, rientra in un progetto complessivo di recupero del cinema italiano più recente: perché non solo i classici del muto o i grandi capolavori in bianco e nero necessitano di essere restaurati! In un anno che li ha visti restaurare anche i film dei fratelli Taviani e “Il portiere di notte” di Liliana Cavani, il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e l’Istituto Luce-Cinecittà sono orgogliosi di presentare ad “Alice nella città”, nell’ambito della Festa di Roma, la copia restaurata del film diretto da Francesca Archibugi esattamente trent’anni fa.

E sarà particolarmente emozionante rivedere il film all’Auditorium, a poche centinaia di metri dalla zona di Roma (per la precisione, piazza Melozzo da Forlì) dove è stato girato. Il restauro è stato realizzato dal CSC-Cineteca Nazionale in collaborazione con l’Associazione culturale Playtown Roma, a partire dal negativo originale 35mm e dal negativo sonoro ottico messi a disposizione da Istituto Luce-Cinecittà. Tutte le lavorazioni sono state realizzate presso il laboratorio Studio Emme. Si ringraziano in particolare il Presidente del Csc Felice Laudadio, il Presidente di Luce-Cinecittà Roberto Cicutto, il direttore generale del Csc Marcello Foti e la conservatrice della Cineteca Nazionale Daniela Currò.

In occasione della proiezione del film, Francesca Archibugi e Paolo Virzì, dialogheranno di fronte al pubblico di ALICE NELLE CITTÀ, in un “duetto” a cura di Mario Sesti. Dice Francesca  Archibugi: “È un film che ha continuato ad essere proiettato nei licei tutti gli anni ma io non lo rivedo da tempo e sono curiosa di scoprire come reagisce un pubblico oggi.  Ricordo che dissi al direttore della fotografia: ‘Vorrei un film color acqua calda’, e qualcosa del genere la penso ancora, quasi ad ogni film. Ora che il film è stato restaurato non posso che dire grazie anche per aver restaurato questo desiderio.” Ricorda Paolo Virzì: “Nell’ottobre del 1988 arriva nelle sale “Mignon”, coi suoi personaggi buffi, dolenti, indimenticabili.  E con quel film sul male di crescere e di vivere, dove Piazza Melozzo, nel quartiere Flaminio di Roma, diventa il teatro emblematico dello strazio degli amori adolescenziali, irrompe nel nostro cinema, all’epoca acciaccato e stanco, l’energia ironica e umana del mondo di Francesca Archibugi, che per fortuna da allora non ha smesso di raccontarci le sue storie, che sono anche un po’ le nostre.

Sono contento che Alice nelle città, la parte più viva e sperimentale della Festa del Cinema, mi abbia chiesto di curare un “Duetto” con l’Archibugi e Virzì. Ricordo che ne feci uno con loro tanti anni fa, a Bellaria, ad Adriatico Cinema, negli anni 90′, ma ora potranno racconteranno alle platee dei giovani di Alice il cammino da quegli anni ad oggi, quando da tempo appare evidente che film come Mignon, Notte italiana, Nuovo cinema Paradiso, negli stessi anni, segnarono una decisiva discontinuità destinata a cambiare il paesaggio del nostro cinema”, aggiunge Mario Sesti.

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